Pensieri e racconti di vita. Le "Confessioni ultime" di Mauro Corona sono il diario intimo di "un sognatore". Un autoritratto che richiama in alcuni passaggi l'indimenticabile tradizione degli scritti morali, da Seneca al filosofo e samurai Jocho Yamamoto, e si trasforma con impennate improvvise in un personalissimo sfogo sull'attualità e la politica. Suoni e basta, le parole hanno perso consistenza, volume, spessore, e con loro la vita. Le Confessioni prendono forma da queste parole ormai vuote. Libertà, silenzio, memoria, corpo, fatica, invidia, orgoglio, competizione, amore, amicizia, dolore, morte, Dio e la fede. Una rappresentazione laica profonda e illuminante: "Sono un grande peccatore, ma per tradizione e per educazione spero in Dio, e lo rispetto a modo mio. Spero in Dio, però non so più dov'è finito... Diceva Zvi Kolitz: 'Caro Dio, io credo in te nonostante te'". Con un videoreportage di Giorgio Fornoni. Le musiche di Nick Cave e Warren Ellis, tratte dal film "The Assassination of Jesse James", accompagnano Mauro Corona in un viaggio a Erto, "paese di crolli e di dolore", cinquant'anni dopo la tragedia del Vajont. Dalla tana rifugio in cui vive e lavora ai luoghi della sua quotidianità, 44 minuti che raccontano in presa diretta uno tra gli scrittori italiani più letti e amati.
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Giovanni Basile il 6 settembre 2016 alle 17:58 ha scritto:
Storie, prosa e lettura semplici. Tuttavia, per chi come il sottoscritto lo ha seguito dagli inizi, Mauro Corona pare aver esaurito da tempo la propria vena ispiratrice, ripetendosi un po' troppo spesso, senza riuscire a proporre nient'altro di davvero nuovo. L'autore d� la sensazione di essersi incartato nel personaggio mediatico eccentrico che, nel corso degli anni, si � costruito. Da leggere se non si ha di meglio da fare.