Citazione spirituale

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La voce dei clienti - DVD

Tutti i commenti per «DVD» (da 301 a 315 di 600)


Maria Muscatello il 24 ottobre 2018 alle 22:20 ha scritto:

Un film da tenere in alta considerazione. Educativo e piacevole anche per i ragazzi pi� piccoli. Bellissimo!!

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Maria Muscatello il 24 ottobre 2018 alle 22:18 ha scritto:

Un cofanetto da tenere in casa e da regalare per le grandi occasioni. Una storia bellissima, dalla creazione in poi.

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Maria Muscatello il 24 ottobre 2018 alle 22:17 ha scritto:

Grande Castellitto e glorioso Padre Pio. Da non perdere

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Maria Muscatello il 24 ottobre 2018 alle 22:16 ha scritto:

Semplicemente stupendo!

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Maria Muscatello il 24 ottobre 2018 alle 22:16 ha scritto:

Film un po' pesante ma conoscere le vite dei nostri Santi � sempre meraviglioso.


Maria Muscatello il 24 ottobre 2018 alle 22:15 ha scritto:

Grande Madre Teresa interpretata maestralmente. Bel film

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Maria Muscatello il 24 ottobre 2018 alle 22:14 ha scritto:

Bella recitazione e storia commovente.

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Maria Muscatello il 24 ottobre 2018 alle 22:14 ha scritto:

Bellissimo film. Una biografia che accende i cuori

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Agnese Fiducia il 10 ottobre 2018 alle 16:10 ha scritto:

Consiglio l'acquisto di questo dvd,soprattutto se non si ha avuto modo di vedere il film. Io dopo che l'ho visto sono rimasta totalmente coinvolta dalla figura di Sant'Ignazio di Loyola. Il suo pensiero e le sue intuizioni sono molto attuali, utili anche agli indaffarati uomini e donne contemporanei,spesso distratti da ci� che impedisce di incontrare Ges�. Un grande esempio di sanit� per tutti: giovani, adulti, anziani. Il film � ben fatto ed � bravissimo l'attore che interpreta Sant'Ignazio di Loyola: pare di vedere Sant'Ignazio in persona.

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ANTONIO PIETROPAOLI il 20 settembre 2018 alle 21:20 ha scritto:

Il pacco e' arrivato nel pomeriggio del 20/09 intorno alle 16:30 nota positiva, nota negativa il corriere ha chiesto solo il mio nome e non il cognome questo denota una scarsa seriet� e professionalit� del corriere e pure scostumato aveva da ridire sul fatto che gli stessi facendo perdere del tempo, per il resto ribadisco pacco arrivato nei tempi previsti. Grazie e arrivederci.

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Amer Koronli il 29 agosto 2018 alle 22:55 ha scritto:

Luci della citt� � un film che raramente risulta assente dalle classifiche delle migliori pellicole mai realizzate, e anche una sua prima visione fa capire allo spettatore il perch�. Chaplin presenta qui il suo celebre personaggio del piccolo vagabondo in una delle sue pi� perfette apparizioni, continuamente coinvolto in una serie di comiche disavventure che manifestano in maniera completa l'incredibile talento del regista-attore. La sequenza di gag non � tuttavia una massa disconnessa, ma un sistema coerentemente intessuto, sorretto dall'inflessibile volont� del protagonista di aiutare la giovane fioraia afflitta da cecit� di cui si � innamorato a prima vista. La scena finale, giustamente celebrata, combina dolcezza e tristezza in modo tanto magistrale da provocare un senso di commozione a dir poco sublime.


Amer Koronli il 29 agosto 2018 alle 21:21 ha scritto:

Amadeus, all'apparenza un'opera biografica dedicata all'immenso compositore austriaco, � in realt� una pellicola occupata in parti eguali da due figure, Mozart e Salieri, e non a caso sia Tom Hulce sia F. Murray Abraham vennero candidati all'Oscar come miglior attore protagonista per le loro interpretazioni (il secondo risult� vincitore). Il desiderio di Salieri di distruggere Mozart, anzi, paradossalmente rende il tema della morte di quest'ultimo quasi pi� significativo di quello della sua vita. Il soggetto centrale, da cui la rivalit� scaturisce, � tuttavia di natura ben pi� astratta, e pu� essere identificato in uno studio dell'essenza, origine e 'giustizia' del talento. L'angoscia e l'odio di Salieri derivano dalla drammatica consapevolezza della propria mediocrit� di fronte al genio incontenibile di Mozart. In questo il film ricorda Andrej Rubl�v di Andrej Tarkovskij (un'opera certamente pi� profonda), pi� pecisamente lo scontro fra il protagonista e il geloso Kirill.


Amer Koronli il 29 agosto 2018 alle 03:10 ha scritto:

L'ultimo film del celebre regista Cecil B. DeMille � forse anche la sua opera pi� famosa, degno coronamento di una grande carriera durata oltre quarant'anni, dai tempi del cinema muto al trionfo del Technicolor. In esso ogni cosa � maestosa e imponente, i colori saturi, la musica grandiosa, la durata di quasi quattro ore. Il film simboleggia un'idea di cinema monumentale alla quale DeMille � ancora oggi principalmente associato, e il progresso della tecnologia permette anche allo spettatore moderno di esserne sorpreso, quasi sopraffatto, come certamente lo furono in molti nell'ormai lontano 1956. Per chi fosse un ammiratore del cinema classico hollywoodiano, poi, I Dieci Comandamenti riunisce insieme e fa sfilare (in costume!) tanti dei volti incontrati in film di genere anche molto diverso: non solo Yul Brynner e Charlton Heston, futuro principe Ben-Hur, ma anche Anne Baxter, la perfida Eve di Eva contro Eva, Nina Foch, la ricca Milo di Un americano a Parigi, Edward G. Robinson, protagonista di tanti celebri film noir e gangster, il re dell'horror Vincent Price e persino Judith Anderson, la terrificante Mrs Danvers di Rebecca.


Amer Koronli il 29 agosto 2018 alle 00:38 ha scritto:

L'angelo del male � un'opera essenziale nella ricca filmografia del grande regista francese Jean Renoir. Considerato uno dei principali prodotti del movimento degli anni '30 conosciuto come 'realismo poetico', il film � allo stesso tempo un elemento fondamentale nella 'preistoria' del genere noir americano, da accostare nella sua genealogia, insieme ad altre pellicole francesi quali Il bandito della Casbah, al pi� noto contributo dell'espressionismo tedesco. Da sottolinere in tale senso � la presenza di un protagonista afflitto da un male oscuro che sembra svanire, ma che rimane in realt� pericolosamente nascosto, per riemergere infine quasi a simboleggiare l'ineluttabilit� stessa del fato, cos� come di una vera e propria femme fatale, magistralmente interpretata da Simone Simon.


Amer Koronli il 28 agosto 2018 alle 23:24 ha scritto:

Uno dei capolavori del regista danese Carl Theodor Dreyer, Ordet costituisce probabilmente il pi� grande film a tema religioso che sia mai stato realizzato. Il soggetto arriva a permeare interamente l'opera, rivelandosi in molteplici sfaccettature: i due giovani desiderosi di sposarsi ma separati dalle diverse confessioni delle rispettive famiglie, il padre che ha perso la fede contrapposto alla pia consorte, vero e proprio angelo del focolare, lo studioso di filosofia le cui intense letture di Kierkegaard hanno portato ad una apparente follia, al punto di fargli credere di essere Ges� Cristo. Ci� che prevale tuttavia � l'esplorazione della vera forza della fede, capace di spingersi al di l� di ogni limite, raggiunta nel suo stato pi� puro solo nelle anime dei bambini, e il cui glorioso trionfo rende il finale del film una delle vette pi� alte dell'intera arte cinematografica.