Citazione spirituale

1� Congregazione Generale della XV Assemblea del Sinodo dei Vescovi - Synod18

Care Beatitudini, Eminenze, Eccellenze,
cari fratelli e sorelle, carissimi giovani!

Entrando in quest�aula per parlare dei giovani, si sente gi� la forza della loro presenza che emana positivit� ed entusiasmo, capaci di invadere e rallegrare non solo quest�aula, ma tutta la Chiesa e il mondo intero.

Ecco perch� non posso cominciare senza dirvi grazie! Grazie a voi presenti, grazie a tante persone che lungo un cammino di preparazione di due anni � qui nella Chiesa di Roma e in tutte le Chiese del mondo � hanno lavorato con dedizione e passione per farci giungere a questo momento. Grazie di cuore al Cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo, ai Presidenti Delegati, al Cardinale S�rgio da Rocha, Relatore Generale; a Mons. Fabio Fabene, Sotto-Segretario, agli Officiali della Segreteria Generale e agli Assistenti; grazie a tutti voi, Padri sinodali, Uditori, Uditrici, esperti e consultori; ai Delegati fraterni; ai traduttori, ai cantori, ai giornalisti. Grazie di cuore a tutti per la vostra partecipazione attiva e feconda.

Un grazie sentito meritano i due Segretari Speciali, Padre Giacomo Costa, gesuita, e Don Rossano Sala, salesiano, che hanno lavorato generosamente con impegno e abnegazione. Hanno lasciato la pelle, nella preparazione!

Desidero anche ringraziare vivamente i giovani collegati con noi, in questo momento, e tutti i giovani che in tanti modi hanno fatto sentire la loro voce. Li ringrazio per aver voluto scommettere che vale la pena di sentirsi parte della Chiesa o di entrare in dialogo con essa; vale la pena di avere la Chiesa come madre, come maestra, come casa, come famiglia, capace, nonostante le debolezze umane e le difficolt�, di brillare e trasmettere l�intramontabile messaggio di Cristo; vale la pena di aggrapparsi alla barca della Chiesa che, pur attraverso le tempeste impietose del mondo, continua ad offrire a tutti rifugio e ospitalit�; vale la pena di metterci in ascolto gli uni degli altri; vale la pena di nuotare controcorrente e di legarsi ai valori alti: la famiglia, la fedelt�, l�amore, la fede, il sacrificio, il servizio, la vita eterna. La nostra responsabilit� qui al Sinodo � di non smentirli, anzi, di dimostrare che hanno ragione a scommettere: davvero vale la pena, davvero non � tempo perso!

E ringrazio in particolare voi, cari giovani presenti! Il cammino di preparazione al Sinodo ci ha insegnato che l�universo giovanile � talmente variegato da non poter essere rappresentato totalmente, ma voi ne siete certamente un segno importante. La vostra partecipazione ci riempie di gioia e di speranza.

II Sinodo che stiamo vivendo � un momento di condivisione. Desidero dunque, all�inizio del percorso dell�Assemblea sinodale, invitare tutti a parlare con coraggio e parresia, cio� integrando libert�, verit� e carit�. Solo il dialogo pu� farci crescere. Una critica onesta e trasparente � costruttiva e aiuta, mentre non lo fanno le chiacchiere inutili, le dicerie, le illazioni oppure i pregiudizi.

E al coraggio del parlare deve corrispondere l�umilt� dell�ascoltare. Dicevo ai giovani nella Riunione pre-sinodale: �Se parla quello che non mi piace, devo ascoltarlo di pi�, perch� ognuno ha il diritto di essere ascoltato, come ognuno ha il diritto di parlare�. Questo ascolto aperto richiede coraggio nel prendere la parola e nel farsi voce di tanti giovani del mondo che non sono presenti. � questo ascolto che apre lo spazio al dialogo. Il Sinodo dev�essere un esercizio di dialogo, anzitutto tra quanti vi partecipano. E il primo frutto di questo dialogo � che ciascuno si apra alla novit�, a modificare la propria opinione grazie a quanto ha ascoltato dagli altri. Questo � importante per il Sinodo. Molti di voi hanno gi� preparato il loro intervento prima di venire � e vi ringrazio per questo lavoro �, ma vi invito a sentirvi liberi di considerare quanto avete preparato come una bozza provvisoria aperta alle eventuali integrazioni e modifiche che il cammino sinodale potrebbe suggerire a ciascuno. Sentiamoci liberi di accogliere e comprendere gli altri e quindi di cambiare le nostre convinzioni e posizioni: � segno di grande maturit� umana e spirituale.

Il Sinodo � un esercizio ecclesiale di discernimento. Franchezza nel parlare e apertura nell�ascoltare sono fondamentali affinch� il Sinodo sia un processo di discernimento. Il discernimento non � uno slogan pubblicitario, non � una tecnica organizzativa, e neppure una moda di questo pontificato, ma un atteggiamento interiore che si radica in un atto di fede. Il discernimento � il metodo e al tempo stesso l�obiettivo che ci proponiamo: esso si fonda sulla convinzione che Dio � all�opera nella storia del mondo, negli eventi della vita, nelle persone che incontro e che mi parlano. Per questo siamo chiamati a metterci in ascolto di ci� che lo Spirito ci suggerisce, con modalit� e in direzioni spesso imprevedibili. Il discernimento ha bisogno di spazi e di tempi. Per questo dispongo che durante i lavori, in assemblea plenaria e nei gruppi, ogni 5 interventi si osservi un momento di silenzio � circa tre minuti � per permettere ad ognuno di prestare attenzione alle risonanze che le cose ascoltate suscitano nel suo cuore, per andare in profondit� e cogliere ci� che colpisce di pi�. Questa attenzione all�interiorit� � la chiave per compiere il percorso del riconoscere, interpretare e scegliere.

Siamo segno di una Chiesa in ascolto e in cammino. L�atteggiamento di ascolto non pu� limitarsi alle parole che ci scambieremo nei lavori sinodali. Il cammino di preparazione a questo momento ha evidenziato una Chiesa �in debito di ascolto� anche nei confronti dei giovani, che spesso dalla Chiesa si sentono non compresi nella loro originalit� e quindi non accolti per quello che sono veramente, e talvolta persino respinti. Questo Sinodo ha l�opportunit�, il compito e il dovere di essere segno della Chiesa che si mette davvero in ascolto, che si lascia interpellare dalle istanze di coloro che incontra, che non ha sempre una risposta preconfezionata gi� pronta. Una Chiesa che non ascolta si mostra chiusa alla novit�, chiusa alle sorprese di Dio, e non potr� risultare credibile, in particolare per i giovani, che inevitabilmente si allontaneranno anzich� avvicinarsi.

Usciamo da pregiudizi e stereotipi. Un primo passo nella direzione dell�ascolto � liberare le nostre menti e i nostri cuori da pregiudizi e stereotipi: quando pensiamo di sapere gi� chi � l�altro e che cosa vuole, allora facciamo davvero fatica ad ascoltarlo sul serio. I rapporti tra le generazioni sono un terreno in cui pregiudizi e stereotipi attecchiscono con una facilit� proverbiale, tanto che spesso nemmeno ce ne rendiamo conto. I giovani sono tentati di considerare gli adulti sorpassati; gli adulti sono tentati di ritenere i giovani inesperti, di sapere come sono e soprattutto come dovrebbero essere e comportarsi. Tutto questo pu� costituire un forte ostacolo al dialogo e all�incontro tra le generazioni. La maggior parte dei presenti non appartiene alla generazione dei giovani, per cui � chiaro che dobbiamo fare attenzione soprattutto al rischio di parlare dei giovani a partire da categorie e schemi mentali ormai superati. Se sapremo evitare questo pericolo, allora contribuiremo a rendere possibile un�alleanza tra generazioni. Gli adulti dovrebbero superare la tentazione di sottovalutare le capacit� dei giovani e di giudicarli negativamente. Avevo letto una volta che la prima menzione di questo fatto risale al 3000 a.C. ed � stata trovata su un vaso di argilla dell�antica Babilonia, dove c�� scritto che la giovent� � immorale e che i giovani non sono in grado di salvare la cultura del popolo. � una vecchia tradizione di noi vecchi! I giovani invece dovrebbero superare la tentazione di non prestare ascolto agli adulti e di considerare gli anziani �roba antica, passata e noiosa�, dimenticando che � stolto voler ricominciare sempre da zero come se la vita iniziasse solo con ciascuno di loro. In realt�, gli anziani, nonostante la loro fragilit� fisica, rimangono sempre la memoria della nostra umanit�, le radici della nostra societ�, il �polso� della nostra civilt�. Disprezzarli, scaricarli, chiuderli in riserve isolate oppure snobbarli � indice di un cedimento alla mentalit� del mondo che sta divorando le nostre case dall�interno. Trascurare il tesoro di esperienze che ogni generazione eredita e trasmette all�altra � un atto di autodistruzione.

Occorre quindi, da una parte, superare con decisione la piaga del clericalismo. Infatti, l�ascolto e l�uscita dagli stereotipi sono anche un potente antidoto contro il rischio del clericalismo, a cui un�assemblea come questa � inevitabilmente esposta, al di l� delle intenzioni di ciascuno di noi. Esso nasce da una visione elitaria ed escludente della vocazione, che interpreta il ministero ricevuto come un potere da esercitare piuttosto che come un servizio gratuito e generoso da offrire; e ci� conduce a ritenere di appartenere a un gruppo che possiede tutte le risposte e non ha pi� bisogno di ascoltare e di imparare nulla, o fa finta di ascoltare. Il clericalismo � una perversione ed � radice di tanti mali nella Chiesa: di essi dobbiamo chiedere umilmente perdono e soprattutto creare le condizioni perch� non si ripetano.

Occorre per�, d�altra parte, curare il virus dell�autosufficienza e delle affrettate conclusioni di molti giovani. Dice un proverbio egiziano: �Se nella tua casa non c�� l�anziano, compralo, perch� ti servir��. Ripudiare e rigettare tutto ci� che � stato trasmesso nei secoli porta soltanto al pericoloso smarrimento che purtroppo sta minacciando la nostra umanit�; porta allo stato di disillusione che ha invaso i cuori di intere generazioni. L�accumularsi delle esperienze umane, lungo la storia, � il tesoro pi� prezioso e affidabile che le generazioni ereditano l�una dall�altra. Senza scordare mai la rivelazione divina, che illumina e d� senso alla storia e alla nostra esistenza.

Fratelli e sorelle, che il Sinodo risvegli i nostri cuori! Il presente, anche quello della Chiesa, appare carico di fatiche, di problemi, di pesi. Ma la fede ci dice che esso � anche il kairos in cui il Signore ci viene incontro per amarci e chiamarci alla pienezza della vita. Il futuro non � una minaccia da temere, ma � il tempo che il Signore ci promette perch� possiamo fare esperienza della comunione con Lui, con i fratelli e con tutta la creazione. Abbiamo bisogno di ritrovare le ragioni della nostra speranza e soprattutto di trasmetterle ai giovani, che di speranza sono assetati; come ben affermava il Concilio Vaticano II: �Legittimamente si pu� pensare che il futuro dell�umanit� sia riposto nelle mani di coloro che sono capaci di trasmettere alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza� (Cost. past. Gaudium et spes, 31).

L�incontro tra le generazioni pu� essere estremamente fecondo in ordine a generare speranza. Ce lo insegna il profeta Gioele in quella che � lo ricordavo anche ai giovani della Riunione pre-sinodale � ritengo essere la profezia dei nostri tempi: �I vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni� (3,1) e profetizzeranno.

Non c�� bisogno di sofisticate argomentazioni teologiche per mostrare il nostro dovere di aiutare il mondo contemporaneo a camminare verso il regno di Dio, senza false speranze e senza vedere soltanto rovine e guai. Infatti, San Giovanni XXIII, parlando delle persone che valutano i fatti senza sufficiente obiettivit� n� prudente giudizio, afferm�: �Nelle attuali condizioni della societ� umana essi non sono capaci di vedere altro che rovine e guai; vanno dicendo che i nostri tempi, se si confrontano con i secoli passati, risultano del tutto peggiori; e arrivano fino al punto di comportarsi come se non avessero nulla da imparare dalla storia, che � maestra di vita� (Discorso per la solenne apertura del Concilio Vaticano II, 11 ottobre 1962).

Non lasciarsi dunque tentare dalle �profezie di sventura�, non spendere energie per �contabilizzare fallimenti e rinfacciare amarezze�, tenere fisso lo sguardo sul bene che �spesso non fa rumore, non � tema dei blog n� arriva sulle prime pagine�, e non spaventarsi �davanti alle ferite della carne di Cristo, sempre inferte dal peccato e non di rado dai figli della Chiesa� (cfr Discorso ai Vescovi di recente nomina partecipanti al corso promosso dalle Congregazioni per i Vescovi e per le Chiese Orientali, 13 settembre 2018).

Impegniamoci dunque nel cercare di �frequentare il futuro�, e di far uscire da questo Sinodo non solo un documento � che generalmente viene letto da pochi e criticato da molti �, ma soprattutto propositi pastorali concreti, in grado di realizzare il compito del Sinodo stesso, ossia quello di far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un�alba di speranza, imparare l�uno dall�altro, e creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani, e ispiri ai giovani � a tutti i giovani, nessuno escluso � la visione di un futuro ricolmo della gioia del Vangelo. Grazie.

Discorso del Santo Padre alla 1� Congregazione Generale della XV Assemblea del Sinodo dei Vescovi - Synod18 - 3/10/2018


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Il discernimento non � uno slogan pubblicitario, non � una tecnica organizzativa, e neppure una moda di questo pontificato, ma un atteggiamento interiore che si radica in un atto di fede.

- Papa Francesco -



Sentiamoci liberi di accogliere e comprendere gli altri e quindi di cambiare le nostre convinzioni e posizioni: � segno di grande maturit� umana e spirituale.

- Papa Francesco -



Solo il dialogo pu� farci crescere. Una critica onesta e trasparente � costruttiva e aiuta, mentre non lo fanno le chiacchiere inutili, le dicerie, le illazioni oppure i pregiudizi. E al coraggio del parlare deve corrispondere l�umilt� dell�ascoltare.

- Papa Francesco -



Un primo passo nella direzione dell�ascolto � liberare le nostre menti e i nostri cuori da pregiudizi e stereotipi: quando pensiamo di sapere gi� chi � l�altro e che cosa vuole, allora facciamo davvero fatica ad ascoltarlo sul serio.

- Papa Francesco -



Il clericalismo � una perversione ed � radice di tanti mali nella Chiesa: di essi dobbiamo chiedere umilmente perdono e soprattutto creare le condizioni perch� non si ripetano.

- Papa Francesco -



Ripudiare e rigettare tutto ci� che � stato trasmesso nei secoli porta soltanto al pericoloso smarrimento che purtroppo sta minacciando la nostra umanit�; porta allo stato di disillusione che ha invaso i cuori di intere generazioni. L�accumularsi delle esperienze umane, lungo la storia, � il tesoro pi� prezioso e affidabile che le generazioni ereditano l�una dall�altra. Senza scordare mai la rivelazione divina, che illumina e d� senso alla storia e alla nostra esistenza.

- Papa Francesco -