Citazione spirituale

Angelus dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Al centro della liturgia di questa quarta domenica di Quaresima c�� il tema della luce. Il Vangelo (cfr Gv 9,1-41) racconta l�episodio dell�uomo cieco dalla nascita, al quale Ges� dona la vista. Questo segno miracoloso � la conferma dell�affermazione di Ges� che dice di s�: �Sono la luce del mondo� (v. 5), la luce che rischiara le nostre tenebre. Cos� � Ges�. Egli opera l�illuminazione a due livelli: uno fisico e uno spirituale: il cieco dapprima riceve la vista degli occhi e poi � condotto alla fede nel �Figlio dell�uomo� (v. 35), cio� in Ges�. � tutto un percorso. Oggi sarebbe bello che tutti voi prendeste il Vangelo di Giovanni, capitolo nono, e leggeste questo passo: � tanto bello e ci far� bene leggerlo un�altra volta, o due volte. I prodigi che Ges� compie non sono gesti spettacolari, ma hanno lo scopo di condurre alla fede attraverso un cammino di trasformazione interiore.

I dottori della legge � che erano l�, un gruppo � si ostinano a non ammettere il miracolo, e rivolgono all�uomo risanato domande insidiose. Ma egli li spiazza con la forza della realt�: �Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo� (v. 25). Tra la diffidenza e l�ostilit� di quanti lo circondano e lo interrogano increduli, egli compie un itinerario che lo porta gradualmente a scoprire l�identit� di Colui che gli ha aperto gli occhi e a confessare la fede in Lui. Dapprima lo ritiene un profeta (cfr v. 17); poi lo riconosce come uno che viene da Dio (cfr v. 33); infine lo accoglie come il Messia e si prostra davanti a Lui (cfr vv. 36-38). Ha capito che dandogli la vista Ges� ha �manifestato le opere di Dio� (cfr v. 3).

Che possiamo anche noi fare questa esperienza! Con la luce della fede colui che era cieco scopre la sua nuova identit�. Egli ormai � una �nuova creatura�, in grado di vedere in una nuova luce la sua vita e il mondo che lo circonda, perch� � entrato in comunione con Cristo, � entrato in un�altra dimensione. Non � pi� un mendicante emarginato dalla comunit�; non � pi� schiavo della cecit� e del pregiudizio. Il suo cammino di illuminazione � metafora del percorso di liberazione dal peccato a cui siamo chiamati. Il peccato � come un velo scuro che copre il nostro viso e ci impedisce di vedere chiaramente noi stessi e il mondo; il perdono del Signore toglie questa coltre di ombra e di tenebra e ci ridona nuova luce. La Quaresima che stiamo vivendo sia tempo opportuno e prezioso per avvicinarci al Signore, chiedendo la sua misericordia, nelle diverse forme che la Madre Chiesa ci propone.

Il cieco risanato, che vede ormai sia con gli occhi del corpo sia con quelli dell�anima, � immagine di ogni battezzato, che immerso nella Grazia � stato strappato dalle tenebre e posto nella luce della fede. Ma non basta ricevere la luce, occorre diventare luce. Ognuno di noi � chiamato ad accogliere la luce divina per manifestarla con tutta la propria vita. I primi cristiani, i teologi dei primi secoli, dicevano che la comunit� dei cristiani, cio� la Chiesa, � il �mistero della luna�, perch� dava luce ma non era luce propria, era la luce che riceveva da Cristo. Anche noi dobbiamo essere �mistero della luna�: dare la luce ricevuta dal sole, che � Cristo, il Signore. Ce lo ricorda oggi San Paolo: �Comportatevi perci� come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bont�, giustizia e verit� (Ef 5,8-9). Il seme di vita nuova posto in noi nel Battesimo � come scintilla di un fuoco, che purifica prima di tutto noi, bruciando il male che abbiamo nel cuore, e ci permette di brillare e illuminare. Con la luce di Ges�.

Maria Santissima ci aiuti ad imitare l�uomo cieco del Vangelo, cos� che possiamo essere inondati dalla luce di Cristo e incamminarci con Lui sulla via della salvezza.


Dopo l�Angelus

Cari fratelli e sorelle,

in questi giorni di prova, mentre l�umanit� trema per la minaccia della pandemia, vorrei proporre a tutti i cristiani di unire le loro voci verso il Cielo. Invito tutti i Capi delle Chiese e i leader di tutte le Comunit� cristiane, insieme a tutti i cristiani delle varie confessioni, a invocare l�Altissimo, Dio onnipotente, recitando contemporaneamente la preghiera che Ges� Nostro Signore ci ha insegnato. Invito dunque tutti a farlo parecchie volte al giorno, ma, tutti insieme, a recitare il Padre Nostro mercoled� prossimo 25 marzo a mezzogiorno, tutti insieme. Nel giorno in cui molti cristiani ricordano l�annuncio alla Vergine Maria dell�Incarnazione del Verbo, possa il Signore ascoltare la preghiera unanime di tutti i suoi discepoli che si preparano a celebrare la vittoria di Cristo Risorto.

Con questa medesima intenzione, venerd� prossimo 27 marzo, alle ore 18, presieder� un momento di preghiera sul sagrato della Basilica di San Pietro, con la piazza vuota. Fin d�ora invito tutti a partecipare spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione. Ascolteremo la Parola di Dio, eleveremo la nostra supplica, adoreremo il Santissimo Sacramento, con il quale al termine dar� la Benedizione Urbi et Orbi, a cui sar� annessa la possibilit� di ricevere l�indulgenza plenaria.

Alla pandemia del virus vogliamo rispondere con la universalit� della preghiera, della compassione, della tenerezza. Rimaniamo uniti. Facciamo sentire la nostra vicinanza alle persone pi� sole e pi� provate. La nostra vicinanza ai medici, agli operatori sanitari, infermieri e infermiere, volontari� La nostra vicinanza alle autorit� che devono prendere misure dure, ma per il bene nostro. La nostra vicinanza ai poliziotti, ai soldati che sulla strada cercano di mantenere sempre l�ordine, perch� si compiano le cose che il governo chiede di fare per il bene di tutti noi. Vicinanza a tutti.

Esprimo la mia vicinanza alle popolazioni della Croazia colpite questa mattina da un terremoto. Il Signore dia loro la forza e la solidariet� per affrontare questa calamit�.

E non dimenticatevi: oggi, prendete il Vangelo e leggete tranquillamente, lentamente il capitolo nono di Giovanni. Anch�io lo far�. Ci far� bene a tutti.

E a tutti auguro una buona domenica. Non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci.

Discorso pronunciato dal Papa durante l'Angelus dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano - 22/03/2020


Tutte le frasi tratte da "Angelus dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano"


Con la luce della fede colui che era cieco scopre la sua nuova identit�. Egli ormai � una �nuova creatura�, in grado di vedere in una nuova luce la sua vita e il mondo che lo circonda, perch� � entrato in comunione con Cristo.

- Papa Francesco -



Alla pandemia del virus vogliamo rispondere con la universalit� della preghiera, della compassione, della tenerezza. Rimaniamo uniti.

- Papa Francesco -



Il seme di vita nuova posto in noi nel Battesimo � come scintilla di un fuoco, che purifica prima di tutto noi, bruciando il male che abbiamo nel cuore, e ci permette di brillare e illuminare. Con la luce di Ges�.

- Papa Francesco -



Non basta ricevere la luce, occorre diventare luce. Ognuno di noi � chiamato ad accogliere la luce divina per manifestarla con tutta la propria vita.

- Papa Francesco -



Il peccato � come un velo scuro che copre il nostro viso e ci impedisce di vedere chiaramente noi stessi e il mondo; il perdono del Signore toglie questa coltre di ombra e di tenebra e ci ridona nuova luce.

- Papa Francesco -