Citazione spirituale

Angelus durante viaggio apostolico a Malta

Ges� �al mattino si rec� di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui� (Gv 8,2). Cos� comincia l�episodio della donna adultera. Lo sfondo si presenta sereno: una mattinata nel luogo santo, al cuore di Gerusalemme. Protagonista � il popolo di Dio, che nel cortile del tempio cerca Ges�, il Maestro: desidera ascoltarlo, perch� quello che Lui dice illumina e riscalda. Il suo insegnamento non ha nulla di astratto, tocca la vita e la libera, la trasforma, la rinnova. Ecco il �fiuto� del popolo di Dio, che non si accontenta del tempio fatto di pietre, ma si raduna attorno alla persona di Ges�. Si intravede in questa pagina il popolo dei credenti di ogni tempo, il popolo santo di Dio, che qui a Malta � numeroso e vivace, fedele nella ricerca del Signore, legato a una fede concreta, a una fede vissuta. Vi ringrazio per questo.

Davanti al popolo che accorre a Lui, Ges� non ha fretta: �Sedette � dice il Vangelo � e si mise a insegnare loro� (v. 2). Ci sono degli assenti: sono la donna e i suoi accusatori. Non si sono recati come gli altri dal Maestro, e le ragioni della loro assenza sono diverse: scribi e farisei pensano di sapere gi� tutto, di non aver bisogno dell�insegnamento di Ges�; la donna, invece, � una persona smarrita, finita fuori strada cercando la felicit� per vie sbagliate. Assenze dunque dovute a motivazioni differenti, come diverso � l�esito della loro vicenda. Soffermiamoci su questi assenti.

Anzitutto sugli accusatori della donna, assenti, come la donna. In loro vediamo l�immagine di coloro che si vantano di essere giusti, che si vantano di essere osservanti della legge di Dio, persone a posto e perbene. Non badano ai propri difetti, ma sono attentissimi a scovare quelli degli altri. Cos� vanno da Ges�: non a cuore aperto per ascoltarlo, ma �per metterlo alla prova � dice il Vangelo - e per avere motivo di accusarlo� (v. 6). � un intento che fotografa l�interiorit� di queste persone colte e religiose, che conoscono le Scritture, frequentano il tempio, ma subordinano tutto ai propri interessi e non combattono contro i pensieri malevoli che si agitano nel loro cuore. Agli occhi della gente sembrano esperti di Dio, ma proprio loro non riconoscono Ges�, anzi lo vedono come un nemico da far fuori. Per farlo, gli mettono davanti una persona, come se fosse una cosa, chiamandola con disprezzo �questa donna� e denunciando pubblicamente il suo adulterio. Premono perch� la donna sia lapidata, riversando contro di lei l�avversione che loro hanno per la compassione di Ges�. E fanno tutto questo sotto il manto della loro fama di uomini religiosi.

Fratelli e sorelle, questi personaggi ci dicono che anche nella nostra religiosit� possono insinuarsi il tarlo dell�ipocrisia e il vizio di puntare il dito. In ogni tempo, in ogni comunit�. C�� sempre il pericolo di fraintendere Ges�, di averne il nome sulle labbra ma di smentirlo nei fatti. E lo si pu� fare anche innalzando vessilli con la croce. Come verificare allora se siamo discepoli alla scuola del Maestro? Dal nostro sguardo, da come guardiamo al prossimo e da come guardiamo a noi stessi. Questo � il punto per definire la nostra appartenenza.

Da come guardiamo al prossimo: se lo facciamo come Ges� ci mostra oggi, cio� con uno sguardo di misericordia, oppure in modo giudicante, a volte persino sprezzante, come gli accusatori del Vangelo, che si ergono a paladini di Dio ma non si accorgono di calpestare i fratelli. In realt�, chi crede di difendere la fede puntando il dito contro gli altri avr� pure una visione religiosa, ma non sposa lo spirito del Vangelo, perch� dimentica la misericordia, che � il cuore di Dio.

Per capire se siamo veri discepoli del Maestro, occorre anche verificare come guardiamo a noi stessi. Gli accusatori della donna sono convinti di non avere nulla da imparare. In effetti il loro apparato esterno � perfetto, ma manca la verit� del cuore. Sono il ritratto di quei credenti che, in ogni tempo, fanno della fede un elemento di facciata, dove ci� che risalta � l�esteriorit� solenne, ma manca la povert� interiore, che � il tesoro pi� prezioso dell�uomo. Infatti, per Ges� quello che conta � l�apertura disponibile di chi non si sente arrivato, bens� bisognoso di salvezza. Ci fa bene allora, quando stiamo in preghiera e anche quando partecipiamo a belle funzioni religiose, chiederci se siamo sintonizzati con il Signore. Possiamo chiederlo direttamente a Lui: �Ges�, sono qui con Te, ma Tu che cosa vuoi da me? Cosa vuoi che cambi nel mio cuore, nella mia vita? Come Tu vuoi che veda gli altri?�. Ci far� bene pregare cos�, perch� il Maestro non si accontenta dell�apparenza, ma cerca la verit� del cuore. E quando gli apriamo il cuore nella verit�, pu� compiere prodigi in noi.

Lo vediamo nella donna adultera. La sua situazione sembra compromessa, ma ai suoi occhi si apre un orizzonte nuovo, impensabile prima. Ricoperta di insulti, pronta a ricevere parole implacabili e castighi severi, con stupore si vede assolta da Dio, che le spalanca davanti un futuro inatteso: �Nessuno ti ha condannata? � le dice Ges� � Neanch�io ti condanno; va� e d�ora in poi non peccare pi�� (vv. 10.11). Che differenza tra il Maestro e gli accusatori! Quelli avevano citato la Scrittura per condannare; Ges�, la Parola di Dio in persona, riabilita completamente la donna, restituendole speranza. Da questa vicenda impariamo che ogni osservazione, se non � mossa dalla carit� e non contiene carit�, affossa ulteriormente chi la riceve. Dio, invece, lascia sempre aperta una possibilit� � Dio, invece, lascia sempre aperta una possibilit� - e sa trovare ogni volta vie di liberazione e di salvezza.

La vita di quella donna cambia grazie al perdono. Si sono incontrati la Misericordia e la miseria. Misericordia e miseria sono l�. E la donna cambia. Viene persino da pensare che, perdonata da Ges�, abbia imparato a sua volta a perdonare. Magari avr� visto nei suoi accusatori non pi� delle persone rigide e malvagie, ma coloro che le hanno permesso di incontrare Ges�. Il Signore desidera che anche noi suoi discepoli, noi come Chiesa, perdonati da Lui, diventiamo testimoni instancabili di riconciliazione: testimoni di un Dio per il quale non esiste la parola �irrecuperabile�; di un Dio che sempre perdona, sempre perdona. Dio sempre perdona; siamo noi a stancarci di chiedere perdono. Un Dio che continua a credere in noi e d� ogni volta la possibilit� di ricominciare. Non c�� peccato o fallimento che, portato a Lui, non possa diventare un�occasione per iniziare una vita nuova, diversa, nel segno della misericordia. Non c�� peccato che non possa andare in questa strada. Dio perdona tutto. Tutto.

Questo � il Signore Ges�. Lo conosce veramente chi ha esperienza del suo perdono. Chi, come la donna del Vangelo, scopre che Dio ci visita attraverso le nostre piaghe interiori. Proprio l� il Signore ama farsi presente, perch� � venuto non per i sani ma per i malati (cfr Mt 9,12). E oggi � questa donna, che ha conosciuto la misericordia nella sua miseria e che va nel mondo risanata dal perdono di Ges�, a suggerirci, come Chiesa, di rimetterci da capo alla scuola del Vangelo, alla scuola del Dio della speranza che sempre sorprende. Se lo imitiamo, non saremo portati a concentrarci sulla denuncia dei peccati, ma a metterci con amore alla ricerca dei peccatori. Non staremo a contare i presenti, ma andremo in cerca degli assenti. Non torneremo a puntare il dito, ma inizieremo a porci in ascolto. Non scarteremo i disprezzati, ma guarderemo come primi coloro che sono considerati ultimi. Questo, fratelli e sorelle, ci insegna oggi Ges� con l�esempio. Lasciamoci stupire da Lui e accogliamo con gioia la sua novit�.

Discorso pronunciato dal Papa durante l'Angelus a Malta - 3/04/2022


Tutte le frasi tratte da "Angelus durante viaggio apostolico a Malta"


Questo � il Signore Ges�. Lo conosce veramente chi ha esperienza del suo perdono. [...] Se lo imitiamo, non saremo portati a concentrarci sulla denuncia dei peccati, ma a metterci con amore alla ricerca dei peccatori. Non staremo a contare i presenti, ma andremo in cerca degli assenti. Non torneremo a puntare il dito, ma inizieremo a porci in ascolto. Non scarteremo i disprezzati, ma guarderemo come primi coloro che sono considerati ultimi.

- Papa Francesco -



Ci fa bene allora, quando stiamo in preghiera e anche quando partecipiamo a belle funzioni religiose, chiederci se siamo sintonizzati con il Signore [...] �Ges�, sono qui con Te, ma Tu che cosa vuoi da me? Cosa vuoi che cambi nel mio cuore, nella mia vita? Come Tu vuoi che veda gli altri?� [...] il Maestro non si accontenta dell�apparenza, ma cerca la verit� del cuore. E quando gli apriamo il cuore nella verit�, pu� compiere prodigi in noi.

- Papa Francesco -



C�� sempre il pericolo di fraintendere Ges�, di averne il nome sulle labbra ma di smentirlo nei fatti. E lo si pu� fare anche innalzando vessilli con la croce. Come verificare allora se siamo discepoli alla scuola del Maestro? Dal nostro sguardo, da come guardiamo al prossimo e da come guardiamo a noi stessi.

- Papa Francesco -