Citazione spirituale

Angelus in Piazza San Pietro nella Solennit� dei Santi Apostoli Pietro e Paolo

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi la Chiesa, pellegrina a Roma e nel mondo intero, va alle radici della sua fede e celebra gli Apostoli Pietro e Paolo. I loro resti mortali, custoditi nelle due Basiliche ad essi dedicate, sono tanto cari ai romani e ai numerosi pellegrini che da ogni parte vengono a venerarli.

Vorrei soffermarmi sul Vangelo (cfr Mt 16,13-19) che la liturgia ci propone in questa festa. In esso si racconta un episodio che � fondamentale per il nostro cammino di fede. Si tratta del dialogo in cui Ges� pone ai suoi discepoli la domanda sulla sua identit�. Egli dapprima chiede: �La gente, chi dice che sia il Figlio dell�uomo?� (v. 13). E poi interpella direttamente loro: �Voi, chi dite che io sia?� (v. 15). Con queste due domande, Ges� sembra dire che una cosa � seguire l�opinione corrente, e un�altra � incontrare Lui e aprirsi al suo mistero: l� si scopre la verit�. L�opinione comune contiene una risposta vera ma parziale; Pietro, e con lui la Chiesa di ieri, di oggi e di sempre, risponde, per grazia di Dio, la verit�: �Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente� (v. 16).

Nel corso dei secoli, il mondo ha definito Ges� in diversi modi: un grande profeta della giustizia e dell�amore; un sapiente maestro di vita; un rivoluzionario; un sognatore dei sogni di Dio... e cos� via. Tante cose belle. Nella babele di queste e di altre ipotesi si staglia ancora oggi, semplice e netta, la confessione di Simone detto Pietro, uomo umile e pieno di fede: �Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente� (v. 16). Ges� � il Figlio di Dio: perci� � perennemente vivo Lui come � eternamente vivo il Padre suo. E� questa la novit� che la grazia accende nel cuore di chi si apre al mistero di Ges�: la certezza non matematica, ma ancora pi� forte, interiore, di aver incontrato la Sorgente della Vita, la Vita stessa fatta carne, visibile e tangibile in mezzo a noi. Questa � l�esperienza del cristiano, e non � merito suo, di noi cristiani, e non � merito nostro, ma viene da Dio, � una grazia di Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo. Tutto ci� � contenuto in germe nella risposta di Pietro: �Tu sei il Cristo, il figlio di Dio vivo�.

E poi, la risposta di Ges� � piena di luce: �Tu sei Pietro e su questa pietra edificher� la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa� (v. 18). � la prima volta che Ges� pronuncia la parola �Chiesa�: e lo fa esprimendo tutto l�amore verso di essa, che definisce �la mia Chiesa�. E� la nuova comunit� dell�Alleanza, non pi� basata sulla discendenza e sulla Legge, ma sulla fede in Lui, Ges�, Volto di Dio. Una fede che il Beato Paolo VI, quando ancora era Arcivescovo di Milano, esprimeva con questa mirabile preghiera:

�O Cristo, nostro unico mediatore, Tu ci sei necessario:

per vivere in Comunione con Dio Padre;

per diventare con te, che sei Figlio unico e Signore nostro,

suoi figli adottivi;

per essere rigenerati nello Spirito Santo� (Lettera pastorale, 1955).

Per intercessione della Vergine Maria, Regina degli Apostoli, il Signore conceda alla Chiesa, a Roma e nel mondo intero, di essere sempre fedele al Vangelo, al cui servizio i santi Pietro e Paolo hanno consacrato la loro vita.

Discorso pronunciato dal Papa durante l'Angelus in Piazza San Pietro nella Solennit� dei Santi Apostoli Pietro e Paolo - 29/06/2018


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E� questa la novit� che la grazia accende nel cuore di chi si apre al mistero di Ges�: la certezza non matematica, ma ancora pi� forte, interiore, di aver incontrato la Sorgente della Vita, la Vita stessa fatta carne, visibile e tangibile in mezzo a noi.

- Papa Francesco -



Ges� � il Figlio di Dio: perci� � perennemente vivo Lui come � eternamente vivo il Padre suo.

- Papa Francesco -