Angelus in Piazza San Pietro
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
La gioia del Natale inonda ancora i nostri cuori: continua a risuonare il meraviglioso annuncio che Cristo � nato per noi e porta al mondo la pace. In questo clima di letizia, celebriamo oggi la festa di Santo Stefano, diacono e primo martire. Potrebbe sembrare strano accostare la memoria di Santo Stefano alla nascita di Ges�, perch� emerge il contrasto tra la gioia di Betlemme e il dramma di Stefano, lapidato a Gerusalemme nella prima persecuzione contro la Chiesa nascente. In realt� non � cos�, perch� il Bambino Ges� � il Figlio di Dio fattosi uomo, che salver� l�umanit� morendo in croce. Ora lo contempliamo avvolto in fasce nel presepe; dopo la sua crocifissione sar� nuovamente avvolto da bende e deposto in un sepolcro.
Santo Stefano fu il primo a seguire le orme del divino Maestro con il martirio; mor� come Ges� affidando la propria vita a Dio e perdonando i suoi persecutori. Due atteggiamenti: affidava la propria vita a Dio e perdonava. Mentre veniva lapidato disse: �Signore Ges�, accogli il mio spirito� (At 7,59). Sono parole del tutto simili a quelle pronunciate da Cristo in croce: �Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito (Lc 23, 46). L�atteggiamento di Stefano che imita fedelmente il gesto di Ges�, � un invito rivolto a ciascuno di noi ad accogliere con fede dalle mani del Signore ci� che la vita ci riserva di positivo e anche di negativo. La nostra esistenza � segnata non solo da circostanze felici � lo sappiamo -, ma anche da momenti di difficolt� e di smarrimento. Ma la fiducia in Dio ci aiuta ad accogliere i momenti faticosi e a viverli come occasione di crescita nella fede e di costruzione di nuove relazioni con i fratelli. Si tratta di abbandonarci nelle mani del Signore, che sappiamo essere un Padre ricco di bont� verso i suoi figli.
Il secondo atteggiamento con cui Stefano ha imitato Ges� nel momento estremo della croce, � il perdono. Egli non maledice i suoi persecutori, ma prega per loro: �Pieg� le ginocchia e grid� a gran voce: �Signore, non imputare loro questo peccato�� (At 7,60). Siamo chiamati ad imparare da lui a perdonare, perdonare sempre, e non � facile farlo, tutti lo sappiamo. Il perdono allarga il cuore, genera condivisione, dona serenit� e pace. Il proto-martire Stefano ci indica la strada da percorrere nelle relazioni interpersonali in famiglia, nei luoghi di scuola, nei luoghi e di lavoro, in parrocchia e nelle diverse comunit�. Sempre aperti al perdono. La logica del perdono e della misericordia � sempre vincente e apre orizzonti di speranza. Ma il perdono si coltiva con la preghiera, che ci permette di tenere fisso lo sguardo su Ges�. Stefano � stato capace di perdonare i suoi uccisori perch�, pieno di Spirito Santo, fissava il cielo e aveva gli occhi aperti su Dio (cfr At 7,55). Dalla preghiera gli venne la forza di subire il martirio. Dobbiamo pregare con insistenza lo Spirito Santo perch� effonda su di noi il dono della fortezza che guarisce le nostre paure, le nostre debolezze, le nostre piccolezze e allarga il cuore per perdonare. Perdonare sempre!
Invochiamo l�intercessione della Madonna e di Santo Stefano: la loro preghiera ci aiuti ad affidarci sempre a Dio, specialmente nei momenti difficili, e ci sostenga nel proposito di essere uomini e donne capaci di perdono.
Discorso pronunciato dal Papa durante l'Angelus in Piazza San Pietro - 26/12/2018
Tutte le frasi tratte da "Angelus in Piazza San Pietro"
La fiducia in Dio ci aiuta ad accogliere i momenti faticosi e a viverli come occasione di crescita nella fede e di costruzione di nuove relazioni con i fratelli. Si tratta di abbandonarci nelle mani del Signore, che sappiamo essere un Padre ricco di bont� verso i suoi figli.

- Papa Francesco -
La logica del perdono e della misericordia � sempre vincente e apre orizzonti di speranza. Ma il perdono si coltiva con la preghiera, che ci permette di tenere fisso lo sguardo su Ges�.

- Papa Francesco -