Angelus in Piazza San Pietro
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Al centro del Vangelo della Liturgia odierna ci sono le Beatitudini (cfr Lc 6,20-23). � interessante notare che Ges�, pur essendo attorniato da una grande folla, le proclama rivolgendosi �verso i suoi discepoli� (v. 20). Parla ai discepoli. Le Beatitudini, infatti, definiscono l�identit� del discepolo di Ges�. Esse possono suonare strane, quasi incomprensibili a chi non � discepolo; mentre, se ci chiediamo come � un discepolo di Ges�, la risposta sono proprio le Beatitudini. Vediamo la prima, che � la base di tutte le altre: �Beati voi, poveri, perch� vostro � il regno di Dio� (v. 20). Beati voi, poveri. Due cose dice Ges� dei suoi: che sono beati e che sono poveri; anzi, che sono beati perch� poveri.
In che senso? Nel senso che il discepolo di Ges� non trova la sua gioia nel denaro, nel potere o in altri beni materiali, ma nei doni che riceve ogni giorno da Dio: la vita, il creato, i fratelli e le sorelle, e cos� via. Sono doni della vita. Anche i beni che possiede, � contento di condividerli, perch� vive nella logica di Dio. E qual � la logica di Dio? La gratuit�. Il discepolo ha imparato a vivere nella gratuit�. Questa povert� � anche un atteggiamento verso il senso della vita, perch� il discepolo di Ges� non pensa di possederlo, di sapere gi� tutto, ma sa di dover imparare ogni giorno. E questa � una povert�: la coscienza di dovere imparare ogni giorno. Il discepolo di Ges�, poich� ha questo atteggiamento, � una persona umile, aperta, aliena dai pregiudizi e dalle rigidit�.
C�era un bell�esempio nel Vangelo di domenica scorsa: Simon Pietro, esperto pescatore, accoglie l�invito di Ges� a gettare le reti in un�ora insolita; e poi, pieno di stupore per la pesca prodigiosa, lascia la barca e tutti i suoi beni per seguire il Signore. Pietro si dimostra docile lasciando tutto, e cos� diventa discepolo. Invece, chi � troppo attaccato alle proprie idee, alle proprie sicurezze, difficilmente segue davvero Ges�. Lo segue un po�, soltanto nelle cose in cui �� d�accordo con Lui � Lui � d�accordo con me�, ma poi, per il resto, non va. E questo non � un discepolo. E cos� cade nella tristezza. Diventa triste perch� i conti non gli tornano, perch� la realt� sfugge ai suoi schemi mentali e si trova insoddisfatto. Il discepolo, invece, sa mettersi in discussione, sa cercare Dio umilmente ogni giorno, e questo gli permette di addentrarsi nella realt�, cogliendone la ricchezza e la complessit�.
Il discepolo, in altre parole, accetta il paradosso delle Beatitudini: esse dichiarano che � beato, cio� felice, chi � povero, chi manca di tante cose e lo riconosce. Umanamente, siamo portati a pensare in un altro modo: � felice chi � ricco, chi � sazio di beni, chi riceve applausi ed � invidiato da molti, chi ha tutte le sicurezze. Ma questo � un pensiero mondano, non � il pensiero delle Beatitudini! Ges�, al contrario, dichiara fallimentare il successo mondano, in quanto si regge su un egoismo che gonfia e poi lascia il vuoto nel cuore. Davanti al paradosso delle Beatitudini il discepolo si lascia mettere in crisi, consapevole che non � Dio a dover entrare nelle nostre logiche, ma noi nelle sue. Questo richiede un cammino, a volte faticoso, ma sempre accompagnato dalla gioia. Perch� il discepolo di Ges� � gioioso con la gioia che gli viene da Ges�. Perch�, ricordiamoci, la prima parola che Ges� dice �: beati; da qui il nome delle Beatitudini. � questo il sinonimo dell�essere discepoli di Ges�. Il Signore, liberandoci dalla schiavit� dell�egocentrismo, scardina le nostre chiusure, scioglie la nostra durezza, e ci dischiude la felicit� vera, che spesso si trova dove noi non pensiamo. � Lui a guidare la nostra vita, non noi, con i nostri preconcetti o con le nostre esigenze. Il discepolo, infine, � quello che si lascia guidare da Ges�, che apre il cuore a Ges�, lo ascolta e segue la sua strada.
Possiamo allora chiederci: io � ognuno di noi � ho la disponibilit� del discepolo? O mi comporto con la rigidit� di chi si sente a posto, di chi si sente per bene, di chi si sente gi� arrivato? Mi lascio �scardinare dentro� dal paradosso delle Beatitudini, o rimango nel perimetro delle mie idee? E poi, con la logica delle Beatitudini, al di l� delle fatiche e delle difficolt�, sento la gioia di seguire Ges�? Questo � il tratto saliente del discepolo: la gioia del cuore. Non dimentichiamoci: la gioia del cuore. Questa � la pietra di paragone per sapere se una persona � discepolo: ha la gioia nel cuore? Io ho la gioia nel cuore? Questo � il punto.
La Madonna, prima discepola del Signore, ci aiuti a vivere come discepoli aperti e gioiosi.
Discorso pronunciato dal Papa durante l'Angelus in Piazza San Pietro - 13/02/2022
Tutte le frasi tratte da "Angelus in Piazza San Pietro"
Davanti al paradosso delle Beatitudini il discepolo si lascia mettere in crisi, consapevole che non � Dio a dover entrare nelle nostre logiche, ma noi nelle sue. Questo richiede un cammino, a volte faticoso, ma sempre accompagnato dalla gioia. Perch� il discepolo di Ges� � gioioso con la gioia che gli viene da Ges�.

- Papa Francesco -
Il discepolo di Ges� non trova la sua gioia nel denaro, nel potere o in altri beni materiali, ma nei doni che riceve ogni giorno da Dio: la vita, il creato, i fratelli e le sorelle, e cos� via.

- Papa Francesco -
Chi � troppo attaccato alle proprie idee, alle proprie sicurezze, difficilmente segue davvero Ges�. [...] Il discepolo sa mettersi in discussione, sa cercare Dio umilmente ogni giorno, e questo gli permette di addentrarsi nella realt�, cogliendone la ricchezza e la complessit�.

- Papa Francesco -