Citazione spirituale

Angelus in Piazza San Pietro

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nella Liturgia odierna si proclamano le Beatitudini secondo il Vangelo di Matteo (cfr Mt 5,1-12). La prima � fondamentale e dice cos�: �Beati i poveri in spirito, perch� di essi � il regno dei cieli� (v. 3).

Chi sono i �poveri in spirito�? Sono coloro che sanno di non bastare a s� stessi, di non essere autosufficienti, e vivono come �mendicanti di Dio�: si sentono bisognosi di Dio e riconoscono che il bene viene da Lui, come dono, come grazia. Chi � povero in spirito fa tesoro di quello che riceve; perci� desidera che nessun dono vada sprecato. Oggi vorrei soffermarmi su questo aspetto tipico dei poveri in spirito: non sprecare. I poveri in spirito cercano di non sprecare nulla. Ges� ci mostra l�importanza di non sprecare, ad esempio dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, quando chiede di raccogliere il cibo avanzato perch� nulla vada perduto (cfr Gv 6,12). Non sprecare ci permette di apprezzare il valore di noi stessi, delle persone e delle cose. Purtroppo, per�, � un principio spesso disatteso, soprattutto nelle societ� pi� agiate, in cui domina la cultura dello spreco e la cultura dello scarto: ambedue sono una peste. Vorrei proporvi allora tre sfide contro la mentalit� dello spreco e dello scarto.

Prima sfida: non sprecare il dono che noi siamo. Ognuno di noi � un bene, indipendentemente dalle doti che ha. Ciascuna donna, ciascun uomo � ricco non solo di talenti, ma di dignit�, � amato da Dio, vale, � prezioso. Ges� ci ricorda che siamo beati non per quello che abbiamo, ma per quello che siamo. E quando una persona si lascia andare e si butta via, spreca s� stessa. Lottiamo, con l�aiuto di Dio, contro la tentazione di ritenerci inadeguati, sbagliati, e di piangerci addosso.

Poi, seconda sfida: non sprecare i doni che abbiamo. Risulta che nel mondo ogni anno vada sprecato circa un terzo della produzione alimentare totale. E questo mentre tanti muoiono di fame! Le risorse del creato non si possono usare cos�; i beni vanno custoditi e condivisi, in modo che a nessuno manchi il necessario. Non sprechiamo quello che abbiamo, ma diffondiamo un�ecologia della giustizia e della carit�, della condivisione!

Infine, terza sfida: non scartare le persone. La cultura dello scarto dice: ti uso finch� mi servi; quando non mi interessi pi� o mi sei di ostacolo, ti butto via. E si trattano cos� specialmente i pi� fragili: i bambini non ancora nati, gli anziani, i bisognosi e gli svantaggiati. Ma le persone non si possono buttare via, gli svantaggiati non si possono buttare via! Ciascuno � un dono sacro, ciascuno � un dono unico, ad ogni et� e in ogni condizione. Rispettiamo e promuoviamo la vita sempre! Non scartiamo la vita!

Cari fratelli e sorelle, poniamoci qualche domanda. Anzitutto, come vivo la povert� di spirito? So fare spazio a Dio, credo che Lui � il mio bene, la mia vera e grande ricchezza? Credo che Lui mi ama oppure mi butto via con tristezza, dimenticando di essere un dono? E poi: sono attento a non sprecare, sono responsabile nell�utilizzo delle cose, dei beni? E sono disponibile a condividerli con gli altri, o sono egoista? Infine: considero i pi� fragili come doni preziosi, che Dio mi chiede di custodire? Mi ricordo dei poveri, di chi � privo del necessario?

Ci aiuti Maria, Donna delle Beatitudini, a testimoniare la gioia che la vita � un dono e la bellezza di farci dono.

Discorso pronunciato dal Papa durante l'Angelus in Piazza San Pietro - 29/01/2023


Tutte le frasi tratte da "Angelus in Piazza San Pietro"


Infine, terza sfida: non scartare le persone. [...] Ciascuno � un dono sacro, ciascuno � un dono unico, ad ogni et� e in ogni condizione. Rispettiamo e promuoviamo la vita sempre! Non scartiamo la vita!

- Papa Francesco -



Poi, seconda sfida: non sprecare i doni che abbiamo. [...] Le risorse del creato non si possono usare cos�; i beni vanno custoditi e condivisi, in modo che a nessuno manchi il necessario.

- Papa Francesco -



Prima sfida: non sprecare il dono che noi siamo. Ognuno di noi � un bene, indipendentemente dalle doti che ha. [...] Lottiamo, con l�aiuto di Dio, contro la tentazione di ritenerci inadeguati, sbagliati, e di piangerci addosso.

- Papa Francesco -