Angelus in Piazza San Pietro
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Oggi il Vangelo ci mostra Ges� che ridona la vista a un uomo cieco dalla nascita (cfr Gv 9,1-41). Ma questo prodigio � accolto in malo modo da varie persone e gruppi. Vediamo nei particolari.
Ma prima vorrei dirvi: oggi, prendete il Vangelo di Giovanni e leggete voi questo miracolo di Ges�, � bellissimo il modo in cui Giovanni lo racconta. Capitolo 9, in due minuti si legge. Fa vedere come procede Ges� e come procede il cuore umano: il cuore umano buono, il cuore umano tiepido, il cuore umano timoroso, il cuore umano coraggioso. Capitolo 9 del Vangelo di Giovanni. Fatelo oggi, vi aiuter� tanto. E in che modo le persone accolgono questo segno?
Anzitutto ci sono i discepoli di Ges�, che di fronte al cieco nato finiscono nel chiacchiericcio: si chiedono se la colpa sia dei genitori o sua (cfr v. 2). Cercano un colpevole; e noi tante volte cadiamo in questo che � tanto comodo: cercare un colpevole, anzich� porsi domande impegnative nella vita. E oggi possiamo dire: cosa significa per noi la presenza, di questa persona, cosa chiede a noi? Poi, avvenuta la guarigione, le reazioni aumentano. La prima � quella dei vicini, che sono scettici: �Quest�uomo � stato sempre cieco: non � possibile che ora veda, non pu� essere lui! � un altro�: scetticismo (cfr vv. 8-9). Per loro � inaccettabile, meglio lasciare tutto come era prima (cfr v. 16) e non mettersi in questo problema. Hanno paura, temono le autorit� religiose e non si pronunciano (cfr vv. 18-21). In tutte queste reazioni, emergono cuori chiusi di fronte al segno di Ges�, per motivi diversi: perch� cercano un colpevole, perch� non sanno stupirsi, perch� non vogliono cambiare, perch� sono bloccati dalla paura. E tante situazioni assomigliano oggi a questa. Davanti a una cosa che � proprio un messaggio di testimonianza di una persona, � un messaggio di Ges�, noi cadiamo in questo: cerchiamo un�altra spiegazione, non vogliamo cambiare, cerchiamo una via di uscita pi� elegante che accettare la verit�.
L�unico che reagisce bene � il cieco: lui, felice di vedere, testimonia quanto gli � accaduto nel modo pi� semplice: �Ero cieco e ora ci vedo� (v. 25). Dice la verit�. Prima era costretto a chiedere l�elemosina per vivere e subiva i pregiudizi della gente: �� povero e cieco dalla nascita, deve soffrire, deve pagare per i suoi peccati o per quelli dei suoi antenati�. Adesso, libero nel corpo e nello spirito, rende testimonianza a Ges�: non inventa nulla e non nasconde nulla. �Ero cieco e adesso ci vedo�. Non ha paura di quello che diranno gli altri: il sapore amaro dell�emarginazione lo ha gi� conosciuto, per tutta la vita, ha gi� sentito su di s� l�indifferenza il disprezzo dei passanti, di chi lo considerava come uno scarto della societ�, utile al massimo per il pietismo di qualche elemosina. Ora, guarito, quegli atteggiamenti sprezzanti non li teme pi�, perch� Ges� gli ha dato piena dignit�. E questo � chiaro, succede sempre: quando Ges� ci guarisce, ci ridona dignit�, la dignit� della guarigione di Ges�, piena, una dignit� che esce dal fondo del cuore, che prende tutta la vita; e Lui di sabato, davanti a tutti, lo ha liberato e gli ha donato la vista senza chiedergli nulla, nemmeno un grazie, e lui ne rende testimonianza. Questa � la dignit� di una persona nobile, di una persona che si sa guarita e riprende, rinasce; quel rinascere nella vita, di cui si parlava oggi in �A Sua Immagine�: rinascere.
Fratelli, sorelle, con tutti questi personaggi il Vangelo odierno mette anche noi nel mezzo della scena, cos� che ci chiediamo: che posizione prendiamo, che cosa avremmo detto allora? E soprattutto, che cosa facciamo oggi? Come il cieco, sappiamo vedere il bene ed esser grati per i doni che riceviamo? Mi domando: com�� la mia dignit�? Com�� la tua dignit�? Testimoniamo Ges� oppure spargiamo critiche e sospetti? Siamo liberi di fronte ai pregiudizi o ci associamo a quelli che diffondono negativit� e pettegolezzi? Siamo felici di dire che Ges� ci ama, che ci salva oppure, come i genitori del cieco nato, ci lasciamo ingabbiare dal timore di quello che penser� la gente? I tiepidi di cuore che non accettano la verit� e non hanno il coraggio di dire: �No, questo � cos�. E ancora, come accogliamo le difficolt� e l�indifferenza degli altri? Come accogliamo le persone che hanno tante limitazioni nella vita? Siano fisiche, come questo cieco; siano sociali, come i mendicanti che troviamo per la strada? E questo lo accogliamo come una maledizione o come occasione per farci vicini a loro con amore?
Fratelli e sorelle, chiediamo oggi la grazia di stupirci ogni giorno dei doni di Dio e di vedere le varie circostanze della vita, anche le pi� difficili da accettare, come occasioni per operare il bene, come ha fatto Ges� col cieco. La Madonna ci aiuti in questo, insieme a San Giuseppe, uomo giusto e fedele.
Discorso pronunciato dal Papa durante l'Angelus in Piazza San Pietro - 19/03/2023
Tutte le frasi tratte da "Angelus in Piazza San Pietro"
E questo � chiaro, succede sempre: quando Ges� ci guarisce, ci ridona dignit�, la dignit� della guarigione di Ges�, piena, una dignit� che esce dal fondo del cuore, che prende tutta la vita.

- Papa Francesco -
Davanti a una cosa che � proprio un messaggio di testimonianza di una persona, � un messaggio di Ges�, noi cadiamo in questo: cerchiamo un�altra spiegazione, non vogliamo cambiare, cerchiamo una via di uscita pi� elegante che accettare la verit�.

- Papa Francesco -
Fratelli e sorelle, chiediamo oggi la grazia di stupirci ogni giorno dei doni di Dio e di vedere le varie circostanze della vita, anche le pi� difficili da accettare, come occasioni per operare il bene, come ha fatto Ges� col cieco.

- Papa Francesco -