Citazione spirituale

Angelus in Piazza San Pietro

Cari fratelli e sorelle, buongiorno

il Vangelo odierno ci presenta l�episodio dell�uomo cieco dalla nascita, al quale Ges� dona la vista. Il lungo racconto si apre con un cieco che comincia a vedere e si chiude � � curioso questo - con dei presunti vedenti che continuano a rimanere ciechi nell�anima. Il miracolo � narrato da Giovanni in appena due versetti, perch� l�evangelista vuole attirare l�attenzione non sul miracolo in s�, ma su quello che succede dopo, sulle discussioni che suscita; anche sulle chiacchiere, tante volte un�opera buona, un�opera di carit� suscita chiacchiere e discussioni, perch� ci sono alcuni che non vogliono vedere la verit�. L�evangelista Giovanni vuol attirare l�attenzione su questo che accade anche ai nostri giorni quando si fa un�opera buona. Il cieco guarito viene prima interrogato dalla folla stupita� hanno visto il miracolo e lo interrogano -, poi dai dottori della legge; e questi interrogano anche i suoi genitori. Alla fine il cieco guarito approda alla fede, e questa � la grazia pi� grande che gli viene fatta da Ges�: non solo di vedere, ma di conoscere Lui, vedere Lui come�la luce del mondo� (Gv 9,5).

Mentre il cieco si avvicina gradualmente alla luce, i dottori della legge al contrario sprofondano sempre pi� nella loro cecit� interiore. Chiusi nella loro presunzione, credono di avere gi� la luce; per questo non si aprono alla verit� di Ges�. Essi fanno di tutto per negare l�evidenza. Mettono in dubbio l�identit� dell�uomo guarito; poi negano l�azione di Dio nella guarigione, prendendo come scusa che Dio non agisce di sabato; giungono persino a dubitare che quell�uomo fosse nato cieco. La loro chiusura alla luce diventa aggressiva e sfocia nell�espulsione dal tempio dell�uomo guarito.

Il cammino del cieco invece � un percorso a tappe, che parte dalla conoscenza del nome di Ges�. Non conosce altro di Lui; infatti dice: �L�uomo che si chiama Ges� ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi� (v.11). A seguito delle incalzanti domande dei dottori della legge, lo considera dapprima un profeta (v.17) e poi un uomo vicino a Dio (v.31). Dopo che � stato allontanato dal tempio, escluso dalla societ�, Ges� lo trova di nuovo e gli "apre gli occhi" per la seconda volta, rivelandogli la propria identit�: �Io sono il Messia�, cos� gli dice. A questo punto colui che era stato cieco esclama: �Credo, Signore!� (v.38), e si prostra davanti a Ges�. Questo � un brano del Vangelo che fa vedere il dramma della cecit� interiore di tanta gente, anche la nostra perch� noi alcune volte abbiamo momenti di cecit� interiore.

La nostra vita a volte � simile a quella del cieco che si � aperto alla luce, che si � aperto a Dio, che si � aperto alla sua grazia. A volte purtroppo � un po� come quella dei dottori della legge: dall�alto del nostro orgoglio giudichiamo gli altri, e perfino il Signore! Oggi, siamo invitati ad aprirci alla luce di Cristo per portare frutto nella nostra vita, per eliminare i comportamenti che non sono cristiani; tutti noi siamo cristiani, ma tutti noi, tutti, alcune volte abbiamo comportamenti non cristiani, comportamenti che sono peccati. Dobbiamo pentirci di questo, eliminare questi comportamenti per camminare decisamente sulla via della santit�. Essa ha la sua origine nel Battesimo. Anche noi infatti siamo stati "illuminati" da Cristo nel Battesimo, affinch�, come ci ricorda san Paolo, possiamo comportarci come �figli della luce� (Ef 5,8), con umilt�, pazienza, misericordia. Questi dottori della legge non avevano n� umilt�, n� pazienza, n� misericordia!

Io vi suggerisco, oggi, quando tornate a casa, prendete il Vangelo di Giovanni e leggete questo brano del capitolo 9. Vi far� bene, perch� cos� vedrete questa strada dalla cecit� alla luce e l�altra strada cattiva verso una pi� profonda cecit�. Domandiamoci come � il nostro cuore? Ho un cuore aperto o un cuore chiuso? Aperto o chiuso verso Dio? Aperto o chiuso verso il prossimo? Sempre abbiamo in noi qualche chiusura nata dal peccato, dagli sbagli, dagli errori. Non dobbiamo avere paura! Apriamoci alla luce del Signore, Lui ci aspetta sempre per farci vedere meglio, per darci pi� luce, per perdonarci. Non dimentichiamo questo! Alla Vergine Maria affidiamo il cammino quaresimale, perch� anche noi, come il cieco guarito, con la grazia di Cristo possiamo "venire alla luce", andare pi� avanti verso la luce e rinascere a una vita nuova.

Parole di Papa Francesco durante la recita dell'Angelus - 30/03/2014


Tutte le frasi tratte da "Angelus in Piazza San Pietro"


Sempre abbiamo in noi qualche chiusura nata dal peccato, dagli sbagli, dagli errori. Non dobbiamo avere paura! Apriamoci alla luce del Signore, Lui ci aspetta sempre per farci vedere meglio, per darci pi� luce, per perdonarci.

- Papa Francesco -