Angelus in Piazza San Pietro
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Questa domenica segna la seconda tappa del Tempo di Avvento, un tempo stupendo che risveglia in noi l�attesa del ritorno di Cristo e la memoria della sua venuta storica. La liturgia di oggi ci presenta un messaggio pieno di speranza. � l�invito del Signore espresso per bocca del profeta Isaia: �Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio� (40,1). Con queste parole si apre il Libro della consolazione, nel quale il profeta rivolge al popolo in esilio l�annuncio gioioso della liberazione. Il tempo della tribolazione � terminato; il popolo di Israele pu� guardare con fiducia verso il futuro: lo attende finalmente il ritorno in patria. Per questo l�invito � a lasciarsi consolare dal Signore.
Isaia si rivolge a gente che ha attraversato un periodo oscuro, che ha subito una prova molto dura; ma ora � venuto il tempo della consolazione. La tristezza e la paura possono fare posto alla gioia, perch� il Signore stesso guider� il suo popolo sulla via della liberazione e della salvezza. In che modo far� tutto questo? Con la sollecitudine e la tenerezza di un pastore che si prende cura del suo gregge. Egli infatti dar� unit� e sicurezza al gregge, lo far� pascolare, raduner� nel suo sicuro ovile le pecore disperse, riserver� particolare attenzione a quelle pi� fragili e deboli (v. 11). Questo � l�atteggiamento di Dio verso di noi sue creature. Perci� il profeta invita chi lo ascolta � compresi noi, oggi � a diffondere tra il popolo questo messaggio di speranza: che il Signore ci consola. E fare posto alla consolazione che viene dal Signore.
Ma non possiamo essere messaggeri della consolazione di Dio se noi non sperimentiamo per primi la gioia di essere consolati e amati da Lui. Questo avviene specialmente quando ascoltiamo la sua Parola, il Vangelo, che dobbiamo portare in tasca: non dimenticare questo! Il Vangelo in tasca o nella borsa, per leggerlo continuamente. E questo ci d� consolazione: quando rimaniamo in preghiera silenziosa alla sua presenza, quando lo incontriamo nell�Eucaristia o nel sacramento del Perdono. Tutto questo ci consola.
Lasciamo allora che l�invito di Isaia - �Consolate, consolate il mio popolo� - risuoni nel nostro cuore in questo tempo di Avvento. Oggi c�� bisogno di persone che siano testimoni della misericordia e della tenerezza del Signore, che scuote i rassegnati, rianima gli sfiduciati, accende il fuoco della speranza. Lui accende il fuoco della speranza! Non noi. Tante situazioni richiedono la nostra testimonianza consolatrice. Essere persone gioiose, consolate. Penso a quanti sono oppressi da sofferenze, ingiustizie e soprusi; a quanti sono schiavi del denaro, del potere, del successo, della mondanit�. Poveretti! Hanno consolazioni truccate, non la vera consolazione del Signore! Tutti siamo chiamati a consolare i nostri fratelli, testimoniando che solo Dio pu� eliminare le cause dei drammi esistenziali e spirituali. Lui pu� farlo! E� potente!
Il messaggio di Isaia, che risuona in questa seconda domenica di Avvento, � un balsamo sulle nostre ferite e uno stimolo a preparare con impegno la via del Signore. Il profeta, infatti, parla oggi al nostro cuore per dirci che Dio dimentica i nostri peccati e ci consola. Se noi ci affidiamo a Lui con cuore umile e pentito, Egli abbatter� i muri del male, riempir� le buche delle nostre omissioni, spianer� i dossi della superbia e della vanit� e aprir� la strada dell�incontro con Lui. E� curioso, ma tante volte abbiamo paura della consolazione, di essere consolati. Anzi, ci sentiamo pi� sicuri nella tristezza e nella desolazione. Sapete perch�? Perch� nella tristezza ci sentiamo quasi protagonisti. Invece nella consolazione � lo Spirito Santo il protagonista! E� Lui che ci consola, � Lui che ci d� il coraggio di uscire da noi stessi. E� Lui � che ci porta alla fonte di ogni vera consolazione, cio� il Padre. E questa � la conversione. Per favore, lasciatevi consolare dal Signore! Lasciatevi consolare dal Signore!
La Vergine Maria � la "via" che Dio stesso si � preparato per venire nel mondo. Affidiamo a Lei l�attesa di salvezza e di pace di tutti gli uomini e le donne del nostro tempo.
Discorso pronunciato dal Papa durante l'Angelus in Piazza San Pietro - 7/12/2014
Tutte le frasi tratte da "Angelus in Piazza San Pietro"
Oggi c�� bisogno di persone che siano testimoni della misericordia e della tenerezza del Signore, che scuote i rassegnati, rianima gli sfiduciati, accende il fuoco della speranza. Lui accende il fuoco della speranza! Non noi. Tante situazioni richiedono la nostra testimonianza consolatrice. Essere persone gioiose, consolate.

- Papa Francesco -
La Vergine Maria � la "via" che Dio stesso si � preparato per venire nel mondo. Affidiamo a Lei l�attesa di salvezza e di pace di tutti gli uomini e le donne del nostro tempo.

- Papa Francesco -
Non possiamo essere messaggeri della consolazione di Dio se noi non sperimentiamo per primi la gioia di essere consolati e amati da Lui. Questo avviene specialmente quando ascoltiamo la sua Parola, il Vangelo, che dobbiamo portare in tasca.

- Papa Francesco -