Angelus in Piazza San Pietro
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
nella Liturgia di oggi ascoltiamo queste parole della Lettera agli Ebrei: �Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Ges�, colui che d� origine alla fede e la porta a compimento� (Eb 12,1-2). E� un�espressione che dobbiamo sottolineare in modo particolare in questo Anno della fede. Anche noi, durante tutto questo anno, teniamo lo sguardo fisso su Ges�, perch� la fede, che � il nostro "s�" alla relazione filiale con Dio, viene da Lui, viene da Ges�. E� Lui l�unico mediatore di questa relazione tra noi e il nostro Padre che � nei cieli. Ges� � il Figlio, e noi siamo figli in Lui.
Ma la Parola di Dio di questa domenica contiene anche una parola di Ges� che ci mette in crisi, e che va spiegata, perch� altrimenti pu� generare malintesi. Ges� dice ai discepoli: �Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione� (Lc 12,51).Che cosa significa questo? Significa che la fede non � una cosa decorativa, ornamentale; vivere la fede non � decorare la vita con un po� di religione, come se fosse una torta e la si decora con la panna. No, la fede non � questo. La fede comporta scegliere Dio come criterio-base della vita, e Dio non � vuoto, Dio non � neutro, Dio � sempre positivo, Dio � amore, e l�amore � positivo! Dopo che Ges� � venuto nel mondo non si pu� fare come se Dio non lo conoscessimo. Come se fosse una cosa astratta, vuota, di referenza puramente nominale; no, Dio ha un volto concreto, ha un nome: Dio � misericordia, Dio � fedelt�, � vita che si dona a tutti noi. Per questo Ges� dice: sono venuto a portare divisione; non che Ges� voglia dividere gli uomini tra loro, al contrario: Ges� � la nostra pace, � la nostra riconciliazione! Ma questa pace non � la pace dei sepolcri, non � neutralit�, Ges� non porta neutralit�, questa pace non � un compromesso a tutti i costi. Seguire Ges� comporta rinunciare al male, all�egoismo e scegliere il bene, la verit�, la giustizia, anche quando ci� richiede sacrificio e rinuncia ai propri interessi. E questo s�, divide; lo sappiamo, divide anche i legami pi� stretti. Ma attenzione: non � Ges� che divide! Lui pone il criterio: vivere per se stessi, o vivere per Dio e per gli altri; farsi servire, o servire; obbedire al proprio io, o obbedire a Dio. Ecco in che senso Ges� � �segno di contraddizione� (Lc 2,34).
Dunque, questa parola del Vangelo non autorizza affatto l�uso della forza per diffondere la fede. E� proprio il contrario: la vera forza del cristiano � la forza della verit� e dell�amore, che comporta rinunciare ad ogni violenza. Fede e violenza sono incompatibili! Fede e violenza sono incompatibili! Invece fede e fortezza vanno insieme. Il cristiano non � violento, ma � forte. E con che fortezza? Quella della mitezza, la forza della mitezza, la forza dell�amore.
Cari amici, anche tra i parenti di Ges� vi furono alcuni che a un certo punto non condivisero il suo modo di vivere e di predicare, ce lo dice il Vangelo (cfr Mc 3,20-21). Ma sua Madre lo segu� sempre fedelmente, tenendo fisso lo sguardo del suo cuore su Ges�, il Figlio dell�Altissimo, e sul suo mistero. E alla fine, grazie alla fede di Maria, i familiari di Ges� entrarono a far parte della prima comunit� cristiana (cfr At 1,14). Chiediamo a Maria che aiuti anche noi a tenere lo sguardo ben fisso su Ges� e a seguirlo sempre, anche quando costa.
Discorso pronunciato dal Papa durante l'Angelus in Piazza San Pietro - 18/08/2013
Tutte le frasi tratte da "Angelus in Piazza San Pietro"
La fede non � una cosa decorativa, ornamentale; vivere la fede non � decorare la vita con un po� di religione, come se fosse una torta e la si decora con la panna. No, la fede non � questo. La fede comporta scegliere Dio come criterio-base della vita, e Dio non � vuoto, Dio non � neutro, Dio � sempre positivo, Dio � amore, e l�amore � positivo!

- Papa Francesco -