Apertura dei lavori della 68ma Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.)
Cari fratelli, buon pomeriggio!
Saluto tutti e saluto i nuovi nominati dopo l�ultima Assemblea, e anche i due nuovi Cardinali, creati dopo l�ultima Assemblea.
Quando io sento questo passo del Vangelo di Marco, io penso: ma questo Marco ce l�ha con la Maddalena! Perch� fino all�ultimo momento ci ricorda che lei aveva ospitato sette demoni. Ma poi penso: e io quanti ne ho ospitati? E rimango zitto.
Vorrei innanzitutto esprimervi il mio ringraziamento per questo incontro, e per il tema che avete scelto: l�Esortazione apostolica Evangelii gaudium.
La gioia del Vangelo, in questo momento storico ove spesso siamo accerchiati da notizie sconfortanti, da situazioni locali e internazionali che ci fanno sperimentare afflizione e tribolazione - in questo quadro realisticamente poco confortante - la nostra vocazione cristiana ed episcopale � quella di andare contro corrente: ossia di essere testimoni gioiosi del Cristo Risorto per trasmettere gioia e speranza agli altri. La nostra vocazione � ascoltare ci� che il Signore ci chiede: �Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio� (Is 40,1). Infatti, a noi viene chiesto di consolare, di aiutare, di incoraggiare, senza alcuna distinzione, tutti i nostri fratelli oppressi sotto il peso delle loro croci, accompagnandoli, senza mai stancarci di operare per risollevarli con la forza che viene solo da Dio.
Anche Ges� ci dice: �Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potr� rendere salato? A null'altro serve che a essere gettato via e calpestato dagli uomini� (Mt 5,13). � assai brutto incontrare un consacrato abbattuto, demotivato o spento: egli � come un pozzo secco dove la gente non trova acqua per dissetarsi.
Oggi perci�, sapendo che avete scelto, quale argomento di questo incontro, l�Esortazione Evangelii Gaudium, vorrei ascoltare le vostre idee, le vostre domande, e condividere con voi alcune mie domande e riflessioni.
I miei interrogativi e le mie preoccupazioni nascono da una visione globale - non solo dell�Italia, globale - e soprattutto dagli innumerevoli incontri che ho avuto in questi due anni con le Conferenze Episcopali, ove ho notato l�importanza di quello che si pu� definire la sensibilit� ecclesiale: ossia appropriarsi degli stessi sentimenti di Cristo, di umilt�, di compassione, di misericordia, di concretezza � la carit� di Cristo � concreta - e di saggezza.
La sensibilit� ecclesiale che comporta anche di non essere timidi o irrilevanti nello sconfessare e nello sconfiggere una diffusa mentalit� di corruzione pubblica e privata che � riuscita a impoverire, senza alcuna vergogna, famiglie, pensionati, onesti lavoratori, comunit� cristiane, scartando i giovani, sistematicamente privati di ogni speranza sul loro futuro, e soprattutto emarginando i deboli e i bisognosi. Sensibilit� ecclesiale che, come buoni pastori, ci fa uscire verso il popolo di Dio per difenderlo dalle colonizzazioni ideologiche che gli tolgono l�identit� e la degnit� umana.
La sensibilit� ecclesiale si manifesta anche nelle scelte pastorali e nella elaborazione dei Documenti � i nostri -, ove non deve prevalere l'aspetto teoretico-dottrinale astratto, quasi che i nostri orientamenti non siano destinati al nostro Popolo o al nostro Paese - ma soltanto ad alcuni studiosi e specialisti - invece dobbiamo perseguire lo sforzo di tradurle in proposte concrete e comprensibili.
La sensibilit� ecclesiale e pastorale si concretizza anche nel rinforzare l�indispensabile ruolo di laici disposti ad assumersi le responsabilit� che a loro competono. In realt�, i laici che hanno una formazione cristiana autentica, non dovrebbero aver bisogno del Vescovo-pilota, o del monsignore-pilota o di un input clericale per assumersi le proprie responsabilit� a tutti i livelli, da quello politico a quello sociale, da quello economico a quello legislativo! Hanno invece tutti la necessit� del Vescovo Pastore!
Infine, la sensibilit� ecclesiale si rivela concretamente nella collegialit� e nella comunione tra i Vescovi e i loro Sacerdoti; nella comunione tra i Vescovi stessi; tra le Diocesi ricche - materialmente e vocazionalmente - e quelle in difficolt�; tra le periferie e il centro; tra le conferenze episcopali e i Vescovi con il successore di Pietro.
Si nota in alcune parti del mondo un diffuso indebolimento della collegialit�, sia nella determinazione dei piani pastorali, sia nella condivisione degli impegni programmatici economico-finanziari. Manca l'abitudine di verificare la recezione di programmi e l'attuazione dei progetti, ad esempio, si organizza un convegno o un evento che, mettendo in evidenza le solite voci, narcotizza le Comunit�, omologando scelte, opinioni e persone. Invece di lasciarci trasportare verso quegli orizzonti dove lo Spirito Santo ci chiede di andare.
Un altro esempio di mancanza di sensibilit� ecclesiale: perch� si lasciano invecchiare cos� tanto gli Istituti religiosi, Monasteri, Congregazioni, tanto da non essere quasi pi� testimonianze evangeliche fedeli al carisma fondativo? Perch� non si provvede ad accorparli prima che sia tardi sotto tanti punti di vista? E questo � un problema mondiale.
Mi fermo qui, dopo aver voluto offrire soltanto alcuni esempi sulla sensibilit� ecclesiale indebolita a causa del continuo confronto con gli enormi problemi mondiali e dalla crisi che non risparmia nemmeno la stessa identit� cristiana ed ecclesiale.
Possa il Signore - durante il Giubileo della Misericordia che avr� inizio il prossimo otto dicembre - concederci �la gioia di riscoprire e rendere feconda la misericordia di Dio, con la quale tutti siamo chiamati a dare consolazione a ogni uomo e a ogni donna del nostro tempo ... Affidiamo fin d�ora questo Anno Santo alla Madre della Misericordia, perch� rivolga a noi il suo sguardo e vegli sul nostro cammino� (Omelia 13 marzo 2015).
Questa � stata soltanto una introduzione. Adesso lascio a voi il tempo per proporre le vostre riflessioni, le vostre idee, le vostre domande sulla Evangelii gaudium e su tutto quello che volete domandare e vi ringrazio tanto!
Discorso del Santo Padre all�apertura dei lavori della 68ma Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.) - 18/05/2015
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La gioia del Vangelo, in questo momento storico ove spesso siamo accerchiati da notizie sconfortanti, da situazioni locali e internazionali che ci fanno sperimentare afflizione e tribolazione - in questo quadro realisticamente poco confortante - la nostra vocazione cristiana ed episcopale � quella di andare contro corrente: ossia di essere testimoni gioiosi del Cristo Risorto per trasmettere gioia e speranza agli altri.

- Papa Francesco -