Citazione spirituale

Benedizione �Urbi et Orbi� nella Solennit� del Natale

Cari fratelli e sorelle di Roma e del mondo intero, buon Natale!

Il Signore Ges�, nato dalla Vergine Maria, porti a tutti voi l�amore di Dio, sorgente di fiducia e di speranza; e porti insieme il dono della pace, che gli angeli annunciarono ai pastori di Betlemme: �Gloria a Dio nel pi� alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama� (Lc 2,14).

In questo giorno di festa volgiamo lo sguardo a Betlemme. Il Signore viene al mondo in una grotta ed � adagiato in una mangiatoia per gli animali, perch� i suoi genitori non hanno potuto trovare un alloggio, malgrado per Maria fosse ormai giunta l�ora del parto. Viene tra noi nel silenzio e nell�oscurit� della notte, perch� il Verbo di Dio non ha bisogno di riflettori, n� del clamore delle voci umane. Egli stesso � la Parola che d� senso all�esistenza, Lui � la luce che rischiara il cammino. �Veniva nel mondo la luce vera � dice il Vangelo �, quella che illumina ogni uomo� (Gv 1,9).

Ges� nasce in mezzo a noi, � Dio-con-noi. Viene per accompagnare il nostro vivere quotidiano, per condividere tutto con noi, gioie e dolori, speranze e inquietudini. Viene come bambino inerme. Nasce al freddo, povero tra i poveri. Bisognoso di tutto, bussa alla porta del nostro cuore per trovare calore e riparo.

Come i pastori di Betlemme, lasciamoci avvolgere dalla luce e andiamo a vedere il segno che Dio ci ha dato. Vinciamo il torpore del sonno spirituale e le false immagini della festa che fanno dimenticare chi � il festeggiato. Usciamo dal frastuono che anestetizza il cuore e ci induce a preparare addobbi e regali pi� che a contemplare l�Avvenimento: il Figlio di Dio nato per noi.

Fratelli, sorelle, volgiamoci a Betlemme, dove risuona il primo vagito del Principe della pace. S�, perch� Lui stesso, Ges�, Lui � la nostra pace: quella pace che il mondo non pu� dare e che Dio Padre ha donato all�umanit� mandando nel mondo il suo Figlio. San Leone Magno ha un�espressione che, nella concisione della lingua latina, riassume il messaggio di questo giorno: �Natalis Domini, Natalis est pacis�, �il Natale del Signore � il Natale della pace� (Sermone 26,5).

Ges� Cristo � anche la via della pace. Egli, con la sua incarnazione, passione, morte e risurrezione, ha aperto il passaggio da un mondo chiuso, oppresso dalle tenebre dell�inimicizia e della guerra, a un mondo aperto, libero di vivere nella fraternit� e nella pace. Fratelli e sorelle, seguiamo questa strada! Ma per poterlo fare, per essere in grado di camminare dietro a Ges�, dobbiamo spogliarci dei pesi che ci intralciano e ci tengono bloccati.

E quali sono questi pesi? Che cos�� questa �zavorra�? Sono le stesse passioni negative che impedirono al re Erode e alla sua corte di riconoscere e accogliere la nascita di Ges�: cio�, l�attaccamento al potere e al denaro, la superbia, l�ipocrisia, la menzogna. Questi pesi impediscono di andare a Betlemme, escludono dalla grazia del Natale e chiudono l�accesso alla via della pace. E in effetti, dobbiamo constatare con dolore che, mentre ci viene donato il Principe della pace, venti di guerra continuano a soffiare gelidi sull�umanit�.

Se vogliamo che sia Natale, il Natale di Ges� e della pace, guardiamo a Betlemme e fissiamo lo sguardo sul volto del Bambino che � nato per noi! E in quel piccolo viso innocente, riconosciamo quello dei bambini che in ogni parte del mondo anelano alla pace.

Il nostro sguardo si riempia dei volti dei fratelli e delle sorelle ucraini, che vivono questo Natale al buio, al freddo o lontano dalle proprie case, a causa della distruzione causata da dieci mesi di guerra. Il Signore ci renda pronti a gesti concreti di solidariet� per aiutare quanti stanno soffrendo, e illumini le menti di chi ha il potere di far tacere le armi e porre fine subito a questa guerra insensata! Purtroppo, si preferisce ascoltare altre ragioni, dettate dalle logiche del mondo. Ma la voce del Bambino, chi l�ascolta?

Il nostro tempo sta vivendo una grave carestia di pace anche in altre regioni, in altri teatri di questa terza guerra mondiale. Pensiamo alla Siria, ancora martoriata da un conflitto che � passato in secondo piano ma non � finito; e pensiamo alla Terra Santa, dove nei mesi scorsi sono aumentate le violenze e gli scontri, con morti e feriti. Imploriamo il Signore perch� l�, nella terra che lo ha visto nascere, riprendano il dialogo e la ricerca della fiducia reciproca tra Palestinesi e Israeliani. Ges� Bambino sostenga le comunit� cristiane che vivono in tutto il Medio Oriente, perch� in ciascuno di quei Paesi si possa vivere la bellezza della convivenza fraterna tra persone appartenenti a diverse fedi. Aiuti in particolare il Libano, perch� possa finalmente risollevarsi, con il sostegno della Comunit� internazionale e con la forza della fratellanza e della solidariet�. La luce di Cristo illumini la regione del Sahel, dove la pacifica convivenza tra popoli e tradizioni � sconvolta da scontri e violenze. Orienti verso una tregua duratura nello Yemen e verso la riconciliazione nel Myanmar e in Iran, perch� cessi ogni spargimento di sangue. Ispiri le autorit� politiche e tutte le persone di buona volont� nel continente americano, ad adoperarsi per pacificare le tensioni politiche e sociali che interessano vari Paesi; penso in particolare alla popolazione haitiana che sta soffrendo da tanto tempo.

In questo giorno, nel quale � bello ritrovarsi attorno alla tavola imbandita, non distogliamo lo sguardo da Betlemme, che significa �casa del pane�, e pensiamo alle persone che patiscono la fame, soprattutto bambini, mentre ogni giorno grandi quantit� di alimenti vengono sprecate e si spendono risorse per le armi. La guerra in Ucraina ha ulteriormente aggravato la situazione, lasciando intere popolazioni a rischio di carestia, specialmente in Afghanistan e nei Paesi del Corno d�Africa. Ogni guerra � lo sappiamo � provoca fame e sfrutta il cibo stesso come arma, impedendone la distribuzione a popolazioni gi� sofferenti. In questo giorno, imparando dal Principe della pace, impegniamoci tutti, per primi quanti hanno responsabilit� politiche, perch� il cibo sia solo strumento di pace. Mentre gustiamo la gioia di ritrovarci con i nostri, pensiamo alle famiglie che sono pi� ferite dalla vita, e a quelle che, in questo tempo di crisi economica, fanno fatica a causa della disoccupazione e mancano del necessario per vivere.

Cari fratelli e sorelle, oggi come allora, Ges�, la luce vera, viene in un mondo malato di indifferenza � brutta malattia! � che non lo accoglie (cfr Gv 1,11), anzi lo respinge, come accade a molti stranieri, o lo ignora, come troppo spesso facciamo noi con i poveri. Non dimentichiamoci oggi dei tanti profughi e rifugiati che bussano alle nostre porte in cerca di conforto, calore e cibo. Non dimentichiamoci degli emarginati, delle persone sole, degli orfani e degli anziani � saggezza di un popolo � che rischiano di finire scartati, dei carcerati che guardiamo solo per i loro errori e non come esseri umani.

Fratelli e sorelle, Betlemme ci mostra la semplicit� di Dio, che si rivela non ai sapienti e ai dotti, ma ai piccoli, a chi ha il cuore puro e aperto (cfr Mt 11,25). Come i pastori, andiamo anche noi senza indugio e lasciamoci stupire dall�evento impensabile di Dio che si fa uomo per la nostra salvezza. Colui che � fonte di ogni bene si fa povero [1] e chiede in elemosina la nostra povera umanit�. Lasciamoci commuovere dall�amore di Dio, e seguiamo Ges�, che si � spogliato della sua gloria per farci partecipi della sua pienezza[2] . Buon Natale a tutti!

Messaggio del Santo Padre e Benedizione �Urbi et Orbi� nella Solennit� del Natale - 25/12/2022


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Ges� nasce in mezzo a noi, � Dio-con-noi. Viene per accompagnare il nostro vivere quotidiano, per condividere tutto con noi, gioie e dolori, speranze e inquietudini. Viene come bambino inerme. Nasce al freddo, povero tra i poveri. Bisognoso di tutto, bussa alla porta del nostro cuore per trovare calore e riparo.

- Papa Francesco -



Ges� Cristo � anche la via della pace. Egli, con la sua incarnazione, passione, morte e risurrezione, ha aperto il passaggio da un mondo chiuso, oppresso dalle tenebre dell�inimicizia e della guerra, a un mondo aperto, libero di vivere nella fraternit� e nella pace.

- Papa Francesco -



Fratelli e sorelle, Betlemme ci mostra la semplicit� di Dio, che si rivela non ai sapienti e ai dotti, ma ai piccoli, a chi ha il cuore puro e aperto (cfr Mt 11,25). Come i pastori, andiamo anche noi senza indugio e lasciamoci stupire dall�evento impensabile di Dio che si fa uomo per la nostra salvezza.

- Papa Francesco -