Citazione spirituale

Concistoro Ordinario Pubblico per la creazione di 20 nuovi Cardinali e per il voto su alcune cause di Canonizzazione

Cari Fratelli Cardinali,

quella cardinalizia � certamente una dignit�, ma non � onorifica. Lo dice gi� il nome � "cardinale" � che evoca il "cardine"; dunque non qualcosa di accessorio, di decorativo, che faccia pensare a una onorificenza, ma un perno, un punto di appoggio e di movimento essenziale per la vita della comunit�. Voi siete "cardini" e siete incardinati nella Chiesa di Roma, che �presiede alla comunione universale della carit� (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. Lumen gentium, 13; cfr Ign. Ant., Ad Rom., Prologo).

Nella Chiesa ogni presidenza proviene dalla carit�, deve esercitarsi nella carit� e ha come fine la carit�. Anche in questo la Chiesa che � in Roma svolge un ruolo esemplare: come essa presiede nella carit�, cos� ogni Chiesa particolare � chiamata, nel suo ambito, a presiedere nella carit�.

Perci� penso che l�"inno alla carit�" della Prima Lettera di san Paolo ai Corinzi possa essere la parola-guida per questa celebrazione e per il vostro ministero, in particolare per quelli tra voi che oggi entrano a far parte del Collegio cardinalizio. E ci far� bene lasciarci guidare, io per primo e voi con me, dalle parole ispirate dell�apostolo Paolo, in particolare l� dove egli elenca le caratteristiche della carit�. Ci aiuti in questo ascolto la nostra Madre Maria. Lei ha dato al mondo Colui che � "la Via migliore di tutte" (cfr 1 Cor 12,31): Ges�, Carit� incarnata; ci aiuti ad accogliere questa Parola e a camminare sempre su questa Via. Ci aiuti col suo atteggiamento umile e tenero di madre, perch� la carit�, dono di Dio, cresce dove ci sono umilt� e tenerezza.

Anzitutto san Paolo ci dice che la carit� � �magnanima� e �benevola�. Quanto pi� si allarga la responsabilit� nel servizio alla Chiesa, tanto pi� deve allargarsi il cuore, dilatarsi secondo la misura del cuore di Cristo. Magnanimit� �, in un certo senso, sinonimo di cattolicit�: � saper amare senza confini, ma nello stesso tempo fedeli alle situazioni particolari e con gesti concreti. Amare ci� che � grande senza trascurare ci� che � piccolo; amare le piccole cose nell�orizzonte delle grandi, perch� "Non coerceri a maximo, contineri tamen a minimo divinum est". Saper amare con gesti benevoli. Benevolenza � l�intenzione ferma e costante di volere il bene sempre e per tutti, anche per quelli che non ci vogliono bene.

L�apostolo dice poi che la carit� �non � invidiosa, non si vanta, non si gonfia d�orgoglio�. Questo � davvero un miracolo della carit�, perch� noi esseri umani � tutti, e in ogni et� della vita � siamo inclinati all�invidia e all�orgoglio dalla nostra natura ferita dal peccato. E anche le dignit� ecclesiastiche non sono immuni da questa tentazione. Ma proprio per questo, cari Fratelli, pu� risaltare ancora di pi� in noi la forza divina della carit�, che trasforma il cuore, cos� che non sei pi� tu che vivi, ma Cristo vive in te. E Ges� � tutto amore.

Inoltre, la carit� �non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse�. Questi due tratti rivelano che chi vive nella carit� � de-centrato da s�. Chi � auto-centrato manca inevitabilmente di rispetto, e spesso non se ne accorge, perch� il "rispetto" � proprio la capacit� di tenere conto dell�altro, di tenere conto della sua dignit�, della sua condizione, dei suoi bisogni. Chi � auto-centrato cerca inevitabilmente il proprio interesse, e gli sembra che questo sia normale, quasi doveroso. Tale "interesse" pu� anche essere ammantato di nobili rivestimenti, ma sotto sotto � sempre il "proprio interesse". Invece la carit� ti de-centra e ti pone nel vero centro che � solo Cristo. Allora s�, puoi essere una persona rispettosa e attenta al bene degli altri.

La carit�, dice Paolo, �non si adira, non tiene conto del male ricevuto�. Al pastore che vive a contatto con la gente non mancano le occasioni di arrabbiarsi. E forse ancora di pi� rischiamo di adirarci nei rapporti tra noi confratelli, perch� in effetti noi siamo meno scusabili. Anche in questo � la carit�, e solo la carit�, che ci libera. Ci libera dal pericolo di reagire impulsivamente, di dire e fare cose sbagliate; e soprattutto ci libera dal rischio mortale dell�ira trattenuta, "covata" dentro, che ti porta a tenere conto dei mali che ricevi. No. Questo non � accettabile nell�uomo di Chiesa. Se pure si pu� scusare un�arrabbiatura momentanea e subito sbollita, non altrettanto per il rancore. Dio ce ne scampi e liberi!

La carit� � aggiunge l�Apostolo � �non gode dell�ingiustizia ma si rallegra della verit�. Chi � chiamato nella Chiesa al servizio del governo deve avere un forte senso della giustizia, cos� che qualunque ingiustizia gli risulti inaccettabile, anche quella potesse essere vantaggiosa per lui o per la Chiesa. E nello stesso tempo �si rallegra della verit�: che bella questa espressione! L�uomo di Dio � uno che � affascinato dalla verit� e che la trova pienamente nella Parola e nella Carne di Ges� Cristo. Lui � la sorgente inesauribile della nostra gioia. Che il popolo di Dio possa sempre trovare in noi la ferma denuncia dell�ingiustizia e il servizio gioioso della verit�.

Infine, la carit� �tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta�. Qui c��, in quattro parole, un programma di vita spirituale e pastorale. L�amore di Cristo, riversato nei nostri cuori dallo Spirito Santo, ci permette di vivere cos�, di essere cos�: persone capaci di perdonare sempre; di dare sempre fiducia, perch� piene di fede in Dio; capaci di infondere sempre speranza, perch� piene di speranza in Dio; persone che sanno sopportare con pazienza ogni situazione e ogni fratello e sorella, in unione con Ges�, che ha sopportato con amore il peso di tutti i nostri peccati.

Cari Fratelli, tutto questo non viene da noi, ma da Dio. Dio � amore e compie tutto questo, se siamo docili all�azione del suo Santo Spirito. Ecco allora come dobbiamo essere: incardinati e docili. Pi� veniamo incardinati nella Chiesa che � in Roma e pi� dobbiamo diventare docili allo Spirito, perch� la carit� possa dare forma e senso a tutto ci� che siamo e che facciamo. Incardinati nella Chiesa che presiede nella carit�, docili allo Spirito Santo che riversa nei nostri cuori l�amore di Dio (cfr Rm 5,5). Cos� sia.

Omelia del Santo Padre durante il Concistoro Ordinario Pubblico per la creazione di 20 nuovi Cardinali e per il voto su alcune cause di Canonizzazione - 14/02/2015


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Magnanimit� �, in un certo senso, sinonimo di cattolicit�: � saper amare senza confini, ma nello stesso tempo fedeli alle situazioni particolari e con gesti concreti. Amare ci� che � grande senza trascurare ci� che � piccolo; amare le piccole cose nell�orizzonte delle grandi.

- Papa Francesco -