Citazione spirituale

Incontro con la citt� di Prato - Visita a Prato e Firenze in occasione del 5� Convegno Nazionale della Chiesa Italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Ringrazio il vostro Vescovo, Monsignor Agostinelli, per le parole molto cortesi che mi ha rivolto. Saluto con affetto tutti voi e coloro che non possono essere qui presenti fisicamente, in particolare le persone ammalate, anziane e quelle detenute nella casa circondariale.

Sono venuto come pellegrino - un pellegrino� di passaggio! Poca cosa, ma almeno la volont� c�� - in questa citt� ricca di storia e di bellezza, che lungo i secoli ha meritato la definizione di �citt� di Maria�. Siete fortunati, perch� siete in buone mani! Sono mani materne che proteggono sempre, aperte per accogliere. Siete privilegiati anche perch� custodite la reliquia della �Sacra Cintola� della Madonna, che ho appena potuto visitare.

Questo segno di benedizione per la vostra citt� mi suggerisce alcuni pensieri, suscitati anche dalla Parola di Dio. Il primo ci rimanda al cammino di salvezza che il popolo di Israele intraprese, dalla schiavit� dell�Egitto alla terra promessa. Prima di liberarlo, il Signore chiese di celebrare la cena pasquale e di consumarla in un modo particolare: �con i fianchi cinti� (Es 12,11). Cingersi le vesti ai fianchi significa essere pronti, prepararsi a partire, a uscire per mettersi in cammino. A questo ci esorta il Signore anche oggi, oggi pi� che mai: a non restare chiusi nell�indifferenza, ma ad aprirci; a sentirci, tutti quanti, chiamati e pronti a lasciare qualcosa per raggiungere qualcuno, con cui condividere la gioia di aver incontrato il Signore e anche la fatica di camminare sulla sua strada. Ci � chiesto di uscire per avvicinarci agli uomini e alle donne del nostro tempo. Uscire, certo, vuol dire rischiare � uscire vuol dire rischiare � ma non c�� fede senza rischio. Una fede che pensa a s� stessa e sta chiusa in casa non � fedele all�invito del Signore, che chiama i suoi a prendere l�iniziativa e a coinvolgersi, senza paura. Di fronte alle trasformazioni spesso vorticose di questi ultimi anni, c�� il pericolo di subire il turbine degli eventi, perdendo il coraggio di cercare la rotta. Si preferisce allora il rifugio di qualche porto sicuro e si rinuncia a prendere il largo sulla parola di Ges�. Ma il Signore, che vuole raggiungere chi ancora non lo ama, ci sprona. Desidera che nasca in noi una rinnovata passione missionaria e ci affida una grande responsabilit�. Chiede alla Chiesa sua sposa di camminare per i sentieri accidentati di oggi, di accompagnare chi ha smarrito la via; di piantare tende di speranza, dove accogliere chi � ferito e non attende pi� nulla dalla vita. Questo ci chiede il Signore.

Egli stesso ci d� l�esempio, avvicinandosi a noi. Il Sacro Cingolo, infatti, richiama anche il gesto compiuto da Ges� durante la sua cena pasquale, quando si strinse le vesti ai fianchi, come un servo, e lav� i piedi dei suoi discepoli (cfr Gv 13,4; Lc 12,37). Perch�, come ha fatto Lui, facessimo anche noi. Siamo stati serviti da Dio che si � fatto nostro prossimo, per servire a nostra volta chi ci sta vicino. Per un discepolo di Ges� nessun vicino pu� diventare lontano. Anzi, non esistono lontani che siano troppo distanti, ma soltanto prossimi da raggiungere. Vi ringrazio per gli sforzi costanti che la vostra comunit� attua per integrare ciascuna persona, contrastando la cultura dell�indifferenza e dello scarto. In tempi segnati da incertezze e paure, sono lodevoli le vostre iniziative a sostegno dei pi� deboli e delle famiglie, che vi impegnate anche ad �adottare�. Mentre vi adoperate nella ricerca delle migliori possibilit� concrete di inclusione, non scoraggiatevi di fronte alle difficolt�. Non rassegnatevi davanti a quelle che sembrano difficili situazioni di convivenza; siate sempre animati dal desiderio di stabilire dei veri e propri �patti di prossimit��. Ecco, prossimit�! Avvicinarsi per realizzare questo.

C�� ancora un�altra suggestione che vorrei proporvi. San Paolo invita i cristiani a indossare un�armatura particolare, quella di Dio. Dice infatti di rivestirsi delle virt� necessarie per affrontare i nostri nemici reali, che non sono mai gli altri, ma �gli spiriti del male�. Al primo posto in quest�armatura ideale compare la verit�: �attorno ai fianchi la verit�, scrive l�Apostolo (Ef 6,14). Dobbiamo cingerci di verit�. Non si pu� fondare nulla di buono sulle trame della menzogna o sulla mancanza di trasparenza. Ricercare e scegliere sempre la verit� non � facile; � per� una decisione vitale, che deve segnare profondamente l�esistenza di ciascuno e anche della societ�, perch� sia pi� giusta, perch� sia pi� onesta. La sacralit� di ogni essere umano richiede per ognuno rispetto, accoglienza e un lavoro degno. Lavoro degno! Mi permetto qui di ricordare i cinque uomini e le due donne di cittadinanza cinese morti due anni fa a causa di un incendio nella zona industriale di Prato. Vivevano e dormivano all�interno dello stesso capannone industriale in cui lavoravano: in una zona era stato ricavato un piccolo dormitorio in cartone e cartongesso, con letti sovrapposti per sfruttare l�altezza della struttura. E� una tragedia dello sfruttamento e delle condizioni inumane di vita. E questo non � lavoro degno! La vita di ogni comunit� esige che si combattano fino in fondo il cancro della corruzione, il cancro dello sfruttamento umano e lavorativo e il veleno dell�illegalit�. Dentro di noi e insieme agli altri, non stanchiamoci mai di lottare per la verit� e la giustizia.

Incoraggio tutti, soprattutto voi giovani - mi hanno detto che voi giovani avete fatto una veglia di preghiera ieri, tutta la notte� Grazie, grazie! - a non cedere mai al pessimismo e alla rassegnazione. Maria � colei che con la preghiera e con l�amore, in un silenzio operoso, ha trasformato il sabato della delusione nell�alba della risurrezione. Se qualcuno si sente affaticato e oppresso dalle circostanze della vita, confidi nella nostra Madre, che � vicina e consola, perch� � Madre! Sempre ci rincuora e ci invita a riporre fiducia in Dio: suo Figlio non tradir� le nostre attese e seminer� nei cuori una speranza che non delude. Grazie.

Discorso del Santo Padre in occasione dell'Incontro con la citt� di Prato - Visita a Prato e Firenze in occasione del 5� Convegno Nazionale della Chiesa Italiana - 10/11/2015


Tutte le frasi tratte da "Incontro con la citt� di Prato - Visita a Prato e Firenze in occasione del 5� Convegno Nazionale della Chiesa Italiana"


Siamo stati serviti da Dio che si � fatto nostro prossimo, per servire a nostra volta chi ci sta vicino. Per un discepolo di Ges� nessun vicino pu� diventare lontano. Anzi, non esistono lontani che siano troppo distanti, ma soltanto prossimi da raggiungere.

- Papa Francesco -



Una fede che pensa a s� stessa e sta chiusa in casa non � fedele all�invito del Signore, che chiama i suoi a prendere l�iniziativa e a coinvolgersi, senza paura.

- Papa Francesco -



[Il Signore ci esorta] a non restare chiusi nell'indifferenza, ma ad aprirci; a sentirci, tutti quanti, chiamati e pronti a lasciare qualcosa per raggiungere qualcuno, con cui condividere la gioia di aver incontrato il Signore e anche la fatica di camminare sulla sua strada.

- Papa Francesco -



La vita di ogni comunit� esige che si combattano fino in fondo il cancro della corruzione, il cancro dello sfruttamento umano e lavorativo e il veleno dell�illegalit�. Dentro di noi e insieme agli altri, non stanchiamoci mai di lottare per la verit� e la giustizia.

- Papa Francesco -