Incontro con le Autorit� - Viaggio Apostolico di Sua Santit� Francesco a Sarajevo (Bosnia ed Erzegovina)
Signori Membri della Presidenza della Bosnia ed Erzegovina,
Signor Presidente di turno,
Membri del Corpo Diplomatico,
Cari fratelli e sorelle!
Ringrazio vivamente i membri della Presidenza della Bosnia ed Erzegovina per la gentile accoglienza, e in particolare per le cordiali espressioni di saluto rivoltemi a nome di tutti dal Signor Presidente di turno Mladen Ivani?. � per me motivo di gioia trovarmi in questa citt� che ha tanto sofferto per i sanguinosi conflitti del secolo scorso e che � tornata ad essere luogo di dialogo e pacifica convivenza. E� passata da una cultura dello scontro, della guerra, a una cultura dell�incontro.
Sarajevo e la Bosnia ed Erzegovina rivestono uno speciale significato per l�Europa e per il mondo intero. Da secoli in questi territori sono presenti comunit� che professano religioni diverse e appartengono a diverse etnie e culture, ciascuna delle quali � ricca delle sue peculiari caratteristiche e gelosa delle sue specifiche tradizioni, senza che questo abbia impedito per lungo tempo l�instaurarsi di relazioni reciproche amichevoli e cordiali.
Anche la stessa struttura architettonica di Sarajevo ne porta visibili e consistenti tracce, poich� nel suo tessuto urbanistico sorgono, a breve distanza l�una dall�altra, sinagoghe, chiese e moschee, tanto che la citt� ricevette l�appellativo di �Gerusalemme d�Europa�. Essa infatti rappresenta un crocevia di culture, nazioni e religioni; e tale ruolo richiede di costruire sempre nuovi ponti e di curare e restaurare quelli esistenti, perch� sia assicurata un�agevole, sicura e civile comunicazione.
Abbiamo bisogno di comunicare, di scoprire le ricchezze di ognuno, di valorizzare ci� che ci unisce e di guardare alle differenze come possibilit� di crescita nel rispetto di tutti. � necessario un dialogo paziente e fiducioso, in modo che le persone, le famiglie e le comunit� possano trasmettere i valori della propria cultura e accogliere il bene proveniente dalle esperienze altrui.
In tal modo, anche le gravi ferite del recente passato possono essere rimarginate e si pu� guardare al futuro con speranza, affrontando con animo libero da paure e rancori i quotidiani problemi che ogni comunit� civile � chiamata ad affrontare.
Sono venuto come pellegrino di pace e di dialogo, 18 anni dopo la storica visita di san Giovanni Paolo II, avvenuta a meno di due anni dalla firma degli Accordi di Pace di Dayton. Sono lieto di vedere i progressi compiuti, per i quali occorre ringraziare il Signore e tante persone di buona volont�. � per� importante non accontentarsi di quanto finora realizzato, ma cercare di compiere passi ulteriori per rinsaldare la fiducia e creare occasioni per accrescere la mutua conoscenza e stima. Per favorire questo percorso sono fondamentali la vicinanza � la vicinanza! - e la collaborazione della Comunit� internazionale, in particolare dell�Unione Europea, e di tutti i Paesi e le Organizzazioni presenti e operanti sul territorio della Bosnia ed Erzegovina.
La Bosnia ed Erzegovina � infatti parte integrante dell�Europa; i suoi successi e i suoi drammi si inseriscono a pieno titolo nella storia dei successi e dei drammi europei, e sono nel medesimo tempo un serio monito a compiere ogni sforzo perch� i processi di pace avviati diventino sempre pi� solidi e irreversibili.
In questa terra, la pace e la concordia tra Croati, Serbi e Bosgnacchi, le iniziative volte ad accrescerle ulteriormente, le relazioni cordiali e fraterne tra musulmani, ebrei, cristiani e altre minoranze religiose, rivestono un�importanza che va ben al di l� dei suoi confini. Esse testimoniano al mondo intero che la collaborazione tra varie etnie e religioni in vista del bene comune � possibile, che un pluralismo di culture e tradizioni pu� sussistere e dare vita a soluzioni originali ed efficaci dei problemi, che anche le ferite pi� profonde possono essere sanate da un percorso che purifichi la memoria e dia speranza per l�avvenire. Io ho visto oggi questa speranza in quei bambini che ho salutato all�aeroporto - islamici, ortodossi, ebrei, cattolici e altre minoranze - tutti insieme, gioiosi! Questa � la speranza! Facciamo la scommessa su questo.
Abbiamo tutti bisogno, per opporci con successo alla barbarie di chi vorrebbe fare di ogni differenza l�occasione e il pretesto di violenze sempre pi� efferate, di riconoscere i valori fondamentali della comune umanit�, valori in nome dei quali si pu� e si deve collaborare, costruire e dialogare, perdonare e crescere, permettendo all�insieme delle diverse voci di formare un nobile e armonico canto, piuttosto che urla fanatiche di odio.
I responsabili politici sono chiamati al nobile compito di essere i primi servitori delle loro comunit� con un�azione che salvaguardi in primo luogo i diritti fondamentali della persona umana, tra i quali spicca quello alla libert� religiosa. In tal modo sar� possibile costruire, con concretezza d�impegno, una societ� pi� pacifica e giusta, avviando a soluzione, con l�aiuto di ogni componente, i molteplici problemi della vita quotidiana del popolo.
Perch� ci� avvenga � indispensabile l�effettiva uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e nella sua attuazione, qualunque sia la loro appartenenza etnica, religiosa e geografica: cos� tutti indistintamente si sentiranno pienamente partecipi della vita pubblica e, godendo dei medesimi diritti, potranno attivamente dare il loro specifico contributo al bene comune.
Illustri Signori e Signore,
la Chiesa Cattolica partecipa, attraverso la preghiera e l�azione dei suoi fedeli e delle sue istituzioni, all�opera di ricostruzione materiale e morale della Bosnia ed Erzegovina, condividendone le gioie e le preoccupazioni, desiderosa di testimoniare con impegno la sua speciale vicinanza verso i poveri e i bisognosi, mossa nel fare questo dall�insegnamento e dall�esempio del suo divino Maestro, Ges�.
La Santa Sede si felicita per il cammino fatto in questi anni ed assicura la sua sollecitudine nel promuovere la collaborazione, il dialogo e la solidariet�, sapendo che la pace e il reciproco ascolto in una convivenza civile e ordinata sono le condizioni indispensabili per un autentico e duraturo sviluppo. Essa auspica vivamente che la Bosnia ed Erzegovina, con l�apporto di tutti, dopo che le nuvole nere della tempesta si sono finalmente allontanate, possa procedere sulla via intrapresa, in modo che, dopo il gelido inverno, fiorisca la primavera. E si vede fiorire qui la primavera.
Con questi sentimenti imploro dall�Altissimo pace e prosperit� per Sarajevo e tutta la Bosnia ed Erzegovina. Grazie.
Discorso del Santo Padre in occasione dell'Incontro con le Autorit� al Palazzo Presidenziale - Viaggio Apostolico di Sua Santit� Francesco a Sarajevo (Bosnia ed Erzegovina) - 6/06/2015
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Abbiamo bisogno di comunicare, di scoprire le ricchezze di ognuno, di valorizzare ci� che ci unisce e di guardare alle differenze come possibilit� di crescita nel rispetto di tutti. � necessario un dialogo paziente e fiducioso, in modo che le persone, le famiglie e le comunit� possano trasmettere i valori della propria cultura e accogliere il bene proveniente dalle esperienze altrui.

- Papa Francesco -
Abbiamo tutti bisogno, per opporci con successo alla barbarie di chi vorrebbe fare di ogni differenza l�occasione e il pretesto di violenze sempre pi� efferate, di riconoscere i valori fondamentali della comune umanit�, valori in nome dei quali si pu� e si deve collaborare, costruire e dialogare, perdonare e crescere, permettendo all�insieme delle diverse voci di formare un nobile e armonico canto, piuttosto che urla fanatiche di odio.

- Papa Francesco -