Citazione spirituale

Incontro del Santo Padre con i Giovani nell�Universit� Santo Tomas di Manila

Prima di tutto una notizia triste. Ieri, mentre stava per iniziare la Messa, � caduta una delle torri e cadendo ha colpito una ragazza ed � morta. Il suo nome � Kristel. Lei ha lavorato nell�organizzazione di quella Messa. Aveva 27 anni, era giovane come voi e lavorava per un�associazione. Era una volontaria. Vorrei che noi tutti insieme, voi giovani come lei, pregassimo in silenzio un minuto e poi invochiamo la nostra Madre del cielo.

[Silenzio � Ave Maria]

Facciamo una preghiera anche per suo pap� e sua mamma. Era figlia unica. Sua mamma sta venendo da Hong Kong. Suo pap� � venuto a Manila ad aspettare la mamma.

E� una gioia per me essere oggi con voi. Saluto cordialmente ciascuno di voi e ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo incontro. Nel corso della mia visita alle Filippine, ho voluto in modo particolare incontrarmi con voi giovani, per ascoltarvi e parlare con voi. Desidero esprimere l�amore e la speranza che la Chiesa ha per voi. E voglio incoraggiarvi, come cittadini cristiani di questo Paese, a dedicarvi con passione e con onest� al grande impegno di rinnovare la vostra societ� e di contribuire a costruire un mondo migliore.

In modo speciale, ringrazio i giovani che mi hanno rivolto parole di benvenuto: Un, Leandro e Rikki. Grazie tante!

Un po�� sulla piccola rappresentazione delle donne. Troppo poco! Le donne hanno molto da dirci nella societ� di oggi. A volte siamo troppo maschilisti, e non lasciamo spazio alla donna. Ma la donna sa vedere le cose con occhi diversi dagli uomini. La donna sa fare domande che noi uomini non riusciamo a capire. Fate attenzione: lei [indica Un] oggi ha fatto l�unica domanda che non ha risposta. E non le venivano le parole, ha dovuto dirlo con le lacrime. Cos�, quando verr� il prossimo Papa a Manila, che ci siano pi� donne!

Ti ringrazio, Un, che hai presentato con tanto coraggio la tua esperienza. Come ho detto prima, il nucleo della tua domanda quasi non ha risposta. Solo quando siamo capaci di piangere sulle cose che voi avete vissuto possiamo capire qualcosa e rispondere qualcosa. La grande domanda per tutti: perch� i bambini soffrono? Perch� i bambini soffrono? Proprio quando il cuore riesce a porsi la domanda e a piangere, possiamo capire qualcosa. C�� una compassione mondana che non serve a niente! Una compassione che tutt�al pi� ci porta a mettere mano al borsellino e a dare una moneta. Se Cristo avesse avuto questa compassione avrebbe passato, curato tre o quattro persone e sarebbe tornato al Padre. Solamente quando Cristo ha pianto ed � stato capace di piangere ha capito i nostri drammi.

Cari ragazzi e ragazze, al mondo di oggi manca il pianto! Piangono gli emarginati, piangono quelli che sono messi da parte, piangono i disprezzati, ma quello che facciamo una vita pi� meno senza necessit� non sappiamo piangere. Certe realt� della vita si vedono soltanto con gli occhi puliti dalle lacrime. Invito ciascuno di voi a domandarsi: io ho imparato a piangere? Quando vedo un bambino affamato, un bambino drogato per la strada, un bambino senza casa, un bambino abbandonato, un bambino abusato, un bambino usato come schiavo per la societ�? O il mio � il pianto capriccioso di chi piange perch� vorrebbe avere qualcosa di pi�? Questa � la prima cosa che vorrei dirvi: impariamo a piangere, come lei [Un] ci ha insegnato oggi. Non dimentichiamo questa testimonianza. La grande domanda: perch� i bambini soffrono?, l�ha fatta piangendo e la grande risposta che possiamo dare tutti noi � imparare a piangere.

Ges� nel Vangelo ha pianto, ha pianto per l�amico morto. Ha pianto nel suo cuore per quella famiglia che aveva perso la figlia. Ha pianto nel suo cuore quando ha visto quella povera madre vedova che portava al cimitero suo figlio. Si � commosso e ha pianto nel suo cuore quando ha visto la folla come pecore senza pastore. Se voi non imparate a piangere non siete buoni cristiani. E questa � una sfida. Un ci ha lanciato questa sfida. E quando ci fanno la domanda: perch� i bambini soffrono?, perch� succede questo o quest�altro di tragico nella vita?, che la nostra risposta sia il silenzio o la parola che nasce dalle lacrime. Siate coraggiosi, non abbiate paura di piangere!

E poi � venuto Leandro Santos. Lui ha posto delle domande sul mondo dell�informazione. Oggi con tanti media siamo superinformati: questo � un male? No. Questo � bene e aiuta, per� corriamo il pericolo di vivere accumulando informazioni. E abbiamo tante informazioni, ma forse non sappiamo che farcene. Corriamo il rischio di diventare "giovani-museo" e non giovani sapienti. Mi potreste chiedere: Padre, come si arriva ad essere sapienti? E questa � un�altra sfida, la sfida dell�amore. Qual � la materia pi� importante che bisogna imparare all�universit�? Qual � la pi� importante da imparare nella vita? Imparare ad amare! E questa � la sfida pone a voi oggi. Imparare ad amare! Non solo accumulare informazioni e non sapere che farsene. E� un museo. Ma attraverso l�amore far s� che questa informazione sia feconda. Per questo scopo il Vangelo ci propone un cammino sereno, tranquillo: usare i tre linguaggi: il linguaggio della mente, il linguaggio del cuore e il linguaggio delle mani. E questi tre linguaggi in modo armonioso: quello che pensi lo senti e lo realizzi. La tua informazione scende al cuore, lo commuove e lo realizza. E questo armoniosamente: pensare ci� che si sente e ci� che si fa. Sentire ci� che penso e che faccio; fare ci� che penso e che sento. I tre linguaggi. Siete capaci di ripetere i tre linguaggi a voce alta?

Il vero amore � amare e lasciarmi amare. E� pi� difficile lasciarsi amare che amare. Per questo � tanto difficile arrivare all�amore perfetto di Dio, perch� possiamo amarlo, ma la cosa importante � lasciarsi amare da Lui. Il vero amore � aprirsi a questo amore che ci precede e che ci provoca una sorpresa. Se voi avete solo tutta l�informazione siete chiusi alle sorprese; l�amore ti apre alle sorprese, l�amore � sempre una sorpresa perch� presuppone un dialogo a due. Tra chi ama e chi � amato. E di Dio diciamo che � il Dio delle sorprese perch� Lui ci ha amati per primo e ci aspetta con una sorpresa. Dio ci sorprende.. Lasciamoci sorprendere da Dio! E non abbiamo la psicologia del computer di credere di sapere tutto. Com�� questa cosa? Un attimo e il computer ti d� tutte le risposte, nessuna sorpresa. Nella sfida dell�amore Dio si manifesta con delle sorprese. Pensiamo a san Matteo: era un buon commerciante, in pi� tradiva la sua patria perch� prendeva le tasse dei giudei per darle ai romani, era pieno di soldi e prendeva le tasse. Passa Ges�, lo guarda e gli dice: vieni! Quelli che stavano con Lui dicono: Chiama questo che � un traditore, un infame? E lui si attacca al denaro. Ma la sorpresa di essere amato lo vince e segue Ges�. Quella mattina quando si aveva salutato sua moglie non avrebbe mai pensato che sarebbe tornato senza denaro e di fretta per dire a sua moglie di preparare un banchetto. Il banchetto per colui che lo aveva amato per primo. Che lo aveva sorpreso con qualcosa di pi� importante di tutti i soldi che aveva.

Lasciati sorprendere dall�amore di Dio! Non abbiate paura delle sorprese, che ti scuotono, ti mettono in crisi, ma ci mettono in cammino. Il vero amore ti spinge a spendere la vita anche a costo di rimanere a mani vuote. Pensiamo a san Francesco: lasci� tutto, mor� con le mani vuote ma con il cuore pieno.

D�accordo? Non giovani da museo, ma giovani sapienti. Per essere sapienti, usare i tre linguaggi: pensare bene, sentire bene e fare bene. E per essere sapienti, lasciarsi sorprendere dall�amore di Dio, e vai, e spendi la vita!

Grazie per il tuo contributo di oggi!

E quello che � venuto con un buon programma per aiutarci a vedere come possiamo fare nella vita � stato Rikki! Ha raccontato tutte le attivit�, tutto quello che fanno, tutto quello che vogliono fare. Grazie Rikki! Grazie per quello che fate tu e i tuoi compagni. Per� ti voglio fare una domanda: tu e i tuoi amici vi impegnate a dare, date, date, date, aiutate� ma lasci che ti diano?... Rispondi nel tuo cuore. Nel Vangelo che abbiamo ascoltato poco fa, c�� una frase che per me � la pi� importante di tutte: dice il Vangelo che Ges�, quel giovane, lo guard� e lo am� (cfr Mc 10,21). Quando uno vede il gruppo di Rikki e i suoi compagni, li ama molto perch� fanno cose molto buone, per� la frase pi� importante che dice Ges� �: �Una cosa sola ti manca� (Mc 10,21). Ognuno di noi ascolti in silenzio questa parola di Ges�: �Una cosa sola ti manca�.

Che cosa mi manca? A tutti quelli che Ges� ama tanto perch� danno tanto agli altri io domando: voi lasciate che gli altri vi diano di quell�altra ricchezza che voi non avete? I sadducei, i dottori della legge dell�epoca di Ges� davano molto al popolo, davano la legge, insegnavano, ma non hanno mai lasciato che il popolo desse loro qualcosa. E� dovuto venire Ges� per lasciarsi commuovere dal popolo. Quanti giovani come voi che sono qui sanno dare per� non sono altrettanto capaci di ricevere!

�Una cosa sola ti manca�. Questo � ci� che ci manca: imparare a mendicare da quelli a cui diamo. Questo non � facile da capire: imparare a mendicare. Imparare a ricevere dall�umilt� di quelli che aiutiamo. Imparare ad essere evangelizzati dai poveri. Le persone che aiutiamo, poveri, malati, orfani, hanno molto da darci. Mi faccio mendicante e chiedo anche questo? Oppure sono autosufficiente e so soltanto dare? Voi che vivete dando sempre e credete che non avete bisogno di niente, sapete che siete veramente poveri? Sapete che avete una grande povert� e bisogno di ricevere? Ti lasci aiutare dai poveri, dai malati e da quelli che aiuti? Questo � ci� che aiuta a maturare i giovani impegnati come Rikki nel lavoro di dare agli altri: imparare a tendere la mano a partire dalla propria miseria.

Ci sono alcuni punti che avevo preparato. Il primo, che gi� ho detto, imparare ad amare e a lasciarsi amare.

C�� un�altra sfida, che � la sfida dell�integrit� morale. Questo non soltanto a causa del fatto che il vostro Paese, pi� di altri, rischia di essere seriamente colpito dal cambiamento climatico. E� la sfida del prendersi cura dell�ambiente.

E infine c�� la sfida per i poveri. Amare i poveri. I nostri Vescovi vogliono che siate attenti ai poveri soprattutto in questo "Anno dei poveri". Voi pensate ai poveri? Sentite con i poveri? Fate qualcosa per i poveri? E chiedete ai poveri di darvi quella sapienza che loro hanno? Questo � ci� che volevo dirvi. Perdonatemi perch� non ho letto quasi niente di ci� che avevo preparato Ma c�� una espressione che mi consola un po�: "La realt� � superiore all�idea". E la realt� che voi avete presentato, la realt� che voi siete � superiore a tutte le risposte che io avevo preparato. Grazie!

Discorso del Santo Padre in occasione dell'Incontro con i Giovani nell�Universit� Santo Tomas di Manila - Viaggio Apostolico di Sua Santit� Francesco in Sri Lanka e Filippine - 18/01/2015


Tutte le frasi tratte da "Incontro del Santo Padre con i Giovani nell�Universit� Santo Tomas di Manila"


Il Vangelo ci propone di usare i tre linguaggi: il linguaggio della mente, il linguaggio del cuore e il linguaggio delle mani. E questi tre linguaggi in modo armonioso: quello che pensi lo senti e lo realizzi. La tua informazione scende al cuore, lo commuove e lo realizza. E questo armoniosamente: pensare ci� che si sente e ci� che si fa. Sentire ci� che penso e che faccio; fare ci� che penso e che sento.

- Papa Francesco -



Lasciati sorprendere dall�amore di Dio! Non abbiate paura delle sorprese, che ti scuotono, ti mettono in crisi, ma ci mettono in cammino. Il vero amore ti spinge a spendere la vita anche a costo di rimanere a mani vuote. Pensiamo a san Francesco: lasci� tutto, mor� con le mani vuote ma con il cuore pieno.

- Papa Francesco -



Il vero amore � amare e lasciarmi amare. E� pi� difficile lasciarsi amare che amare. Per questo � tanto difficile arrivare all�amore perfetto di Dio, perch� possiamo amarlo, ma la cosa importante � lasciarsi amare da Lui. Il vero amore � aprirsi a questo amore che ci precede e che ci provoca una sorpresa.

- Papa Francesco -