Intervista del Santo Padre Francesco al settimanale cattolico belga �Tertio�
[(Interlocutore)
Rappresentante dei vescovi per i mezzi di comunicazione�
(Papa Francesco)
Lei mi ha gi� portato, una volta, dei ragazzi che fecero delle buone domande
(Interlocutore) C�� un Papa che d� buone risposte�
(Papa Francesco)
Io aspetto un momentino� Voglio vedere le domande, perch� non le ho viste�]
DOMANDA - Nel nostro Paese viviamo un momento in cui la politica nazionale vuole separare la religione dalla vita pubblica: per esempio nell�istruzione. � opinione che, in un tempo di secolarizzazione, la religione debba essere riservata alla vita privata. Come possiamo essere nello stesso tempo Chiesa missionaria, in uscita verso la societ�, e vivere questa tensione creata da questa opinione pubblica?
PAPA - Bene, non voglio offendere nessuno, per� questa impostazione � un�impostazione antiquata. Questa � l�eredit� che ci ha lasciato l�Illuminismo � non � cos�? � in cui ogni fenomeno religioso � una subcultura. � la differenza tra il laicismo e laicit�. Di questo ho parlato con i francesi� Il Vaticano II ci parla dell�autonomia delle cose, dei processi e delle istituzioni. C�� una sana laicit�, per esempio la laicit� dello Stato. In generale, uno Stato laico � una cosa buona; � migliore di uno Stato confessionale, perch� gli Stati confessionali finiscono male. Per� una cosa � la laicit� e un�altra � il laicismo. Il laicismo chiude le porte alla trascendenza, alla duplice trascendenza: sia la trascendenza verso gli altri e soprattutto la trascendenza verso Dio; o verso ci� che sta al di l�. E l�apertura alla trascendenza fa parte dell�essenza umana. Fa parte dell�uomo. Non sto parlando di religione, sto parlando di apertura alla trascendenza. Quindi, una cultura o un sistema politico che non rispetti l�apertura alla trascendenza della persona umana �pota�, taglia la persona umana. Ossia non rispetta la persona umana. Questo � pi� o meno quello che penso. Quindi, inviare alla sacrestia qualunque atto di trascendenza � una �asepsi�, che non ha a che fare con la natura umana, che taglia alla natura umana buona parte della vita, che � l�apertura.
DOMANDA - Lei si preoccupa del rapporto interreligioso. Nei nostri tempi conviviamo con il terrorismo, con la guerra. A volte si osserva che la radice delle guerre attuali sta nella differenza tra religioni. Cosa dire riguardo a questo?
PAPA - S�, credo che questa opinione esiste. Per� nessuna religione come tale pu� fomentare la guerra. Perch� in questo caso starebbe proclamando un dio di distruzione, un dio di odio. Non si pu� fare la guerra in nome di Dio o in nome di una posizione religiosa. Non si pu� fare la guerra in nessuna religione. E perci� il terrorismo, la guerra non sono in relazione con la religione. Si usano deformazioni religiose per giustificarle, questo s�. Voi siete testimoni di questo, lo avete vissuto nella vostra patria. Ma sono deformazioni religiose, che non riguardano l�essenza del fatto religioso, che � piuttosto amore, unit�, rispetto, dialogo, tutte queste cose� Ma non in quell�aspetto, ossia, che in ci� bisogna essere tassativi, nessuna religione per il fatto religioso proclama la guerra. Alcune deformazioni religiose s�. Per esempio, tutte le religioni hanno gruppi fondamentalisti. Tutte. Anche noi. E da l� distruggono, a partire dal loro fondamentalismo. Ma sono questi piccoli gruppi religiosi che hanno deformato, hanno �ammalato� la propria religione, e da qui combattono, fanno la guerra, o fanno la divisione nella comunit�, che � una forma di guerra. Ma questi sono i gruppi fondamentalisti che abbiamo in tutte le religioni. C�� sempre un gruppetto�
DOMANDA � Un�altra domanda sulla guerra. Commemoriamo il centenario della Prima Guerra Mondiale. Cosa direbbe al continente europeo della consegna postbellica: �Mai pi� la guerra!�?
PAPA - Al continente europeo ho parlato tre volte: due a Strasburgo e una l�anno scorso, o quest�anno, non ricordo, quando c�� stato il Premio Carlo Magno [6 maggio 2016]. Credo che quel �Mai pi� la guerra!� non � stato preso sul serio, perch� dopo la Prima c�� stata la Seconda, e dopo la Seconda, c�� questa terza che stiamo vivendo adesso, a pezzetti. Siamo in guerra. Il mondo sta facendo la terza guerra mondiale: Ucraina, Medio Oriente, Africa, Yemen�. � molto grave. Quindi, �Mai pi� la guerra!� lo diciamo con la bocca, ma intanto fabbrichiamo armi e le vendiamo; e le vendiamo agli stessi che si combattono; perch� uno stesso fabbricante di armi le vende a questo e a questo, che sono in guerra fra di loro. � vero. C�� una teoria economica che non ho provato a verificare, ma l�ho letta in diversi libri: che nella storia dell�umanit�, quando uno Stato vedeva che i suoi bilanci non andavano, faceva una guerra e rimetteva in equilibrio i propri bilanci. Vale a dire, � uno dei modi pi� facili per produrre ricchezza. Certo, il prezzo � molto alto: il sangue.
Quel �Mai pi� la guerra!� credo che � una cosa che l�Europa ha detto sinceramente, l�ha detto sinceramente: Schumann, De Gasperi, Adenauer� lo dissero sinceramente. Ma dopo� Al giorno d�oggi mancano leader; l�Europa ha bisogno di leader, leader che vadano avanti� Bene, non voglio ripetere quello che ho detto nei tre discorsi.
DOMANDA - C�� la possibilit� che Lei venga in Belgio per questa commemorazione della guerra?
PAPA - No, non � previsto, no�. In Belgio, ci andavo ogni anno e mezzo, quando ero [superiore] provinciale, perch� l� c�era una associazione di amici di l�Universit� Cattolica di C�rdoba. E quindi andavo l� a parlare. Loro facevano gli Esercizi [spirituali]. E andavo a ringraziarli. E mi sono affezionato al Belgio. Per me la citt� pi� bella del Belgio non � la sua ma Bruges�[ride]
[Intervistatore: Devo dirLe che mio fratello � gesuita.
Papa: Ah s�? Non sapevo!
Intervistatore: Per questo, a parte il fatto di essere gesuita, � brava gente.
Papa: Stavo per chiederLe se era cattolico� (ride e ridono)]
DOMANDA - Stiamo per concludere l�Anno della Misericordia. Ci pu� dire come ha vissuto questo Anno e che cosa si aspetta quando l�Anno sar� finito?
PAPA - L�Anno della Misericordia non � stata un�idea che mi � arrivata di colpo. Prende le mosse dal Beato Paolo VI. Gi� Paolo VI aveva fatto alcuni passi per riscoprire la misericordia di Dio. Successivamente San Giovanni Paolo II ha posto molto l�accento su questo con tre fatti: l�Enciclica Dives in Misericordia, la canonizzazione di santa Faustina, e la Festa della Divina Misericordia nell�Ottava di Pasqua, e lui muore in una vigilia di tale festa. E gi� l� ha come introdotto la Chiesa su questa strada. Io ho sentito che il Signore voleva questo. � stato� Non so come si � formata l�idea nel mio cuore� Un bel giorno ho detto a Mons. Fisichella, che era venuto per questioni del suo Dicastero: �Come mi piacerebbe fare un Giubileo, un Anno giubilare della Misericordia�. E lui mi ha detto: �Perch� no?�. E cos� � iniziato l�Anno della Misericordia. � la migliore garanzia che non � stata un�idea umana, ma che viene dall�alto. Credo che l�ha ispirata il Signore. E evidentemente � andato molto bene. Inoltre, il fatto che il Giubileo non fosse solo a Roma, ma in tutto il mondo, in tutte le diocesi e all�interno di ogni diocesi, ha creato tanto movimento, tanto movimento� e la gente si � mossa molto. Si � mossa molto e si � sentita chiamata a riconciliarsi con Dio, a incontrare nuovamente il Signore, a sentire la carezza del Padre.
DOMANDA - Il teologo tedesco Dietrich Bonhoeffer oper� la distinzione tra la grazia �a buon mercato� e quella �a caro prezzo�. Quindi, che cosa significa per Lei misericordia �a buon mercato� o �a caro prezzo�?
PAPA - La misericordia � �a caro prezzo� e �a buon mercato�. Non so com�� il testo di Bonhoeffer, non lo conosco quando spiega questo� Ma � �a buon mercato� perch� non c�� da pagare niente: non si devono comprare indulgenze, � un puro regalo, puro dono. Ed � �a caro prezzo� perch� � il dono pi� prezioso. C�� un libro fatto in base a un�intervista che mi hanno fatto, il cui titolo � �Il nome di Dio � Misericordia�. � preziosa perch� � il nome di Dio: Dio � Misericordia. Mi fa ricordare quel sacerdote che avevo a Buenos Aires � che continua a celebrare la Messa e a lavorare, e ha 92 anni! �, e all�inizio della Messa d� sempre alcuni avvisi. � molto energico, 92 anni, predica molto bene, la gente lo va ad ascoltare� �Per favore, spegnete il telefonino�. E durante la Messa, cominciava l�Offertorio, si sente un telefono� Si ferm� e disse: �Per favore, spengete il telefono cellulare�. E il chierichetto, che stava accanto a lui, gli disse: �Padre, � il suo�. E lui lo tir� fuori e disse: �Pronto!� [Ridono]
DOMANDA - A noi pare che Lei sta indicando il Vaticano II nei tempi di oggi. Ci indica vie di rinnovamento nella Chiesa. La Chiesa sinodale� Nel Sinodo ha spiegato la sua visione della Chiesa del futuro. Potrebbe spiegarlo per i nostri lettori?
PAPA - La �Chiesa sinodale�, prendo questa parola. La Chiesa nasce dalle comunit�, nasce dalla base, dalle comunit�, nasce dal Battesimo; e si organizza intorno ad un vescovo, che la raduna, le d� forza; il vescovo che � successore degli Apostoli. Questa � la Chiesa. Ma in tutto il mondo ci sono molti vescovi, molte Chiese organizzate, e c�� Pietro. Quindi, o c�� una Chiesa piramidale, dove quello che dice Pietro si fa, o c�� una Chiesa sinodale, in cui Pietro � Pietro, ma accompagna la Chiesa, la lascia crescere, la ascolta; di pi�, impara da questa realt� e va come armonizzando, discernendo quello che viene dalle Chiese e lo restituisce. L�esperienza pi� ricca di tutto questo sono stati gli ultimi due Sinodi. L� si sono ascoltati tutti i vescovi del mondo, con la preparazione; tutte le Chiese del mondo, le diocesi, hanno lavorato. Tutto questo materiale � stato lavorato in un primo Sinodo, che port� i risultati alla Chiesa; e poi si � tornati una seconda volta � il secondo Sinodo � per completare tutto questo. E da l� � uscita Amoris laetitia. � interessante la ricchezza della variet� di sfumature, che � propria della Chiesa. � unit� nella diversit�. Questo � sinodalit�. Non calare dall�alto in basso, ma ascoltare le Chiese, armonizzarle, discernere. E dunque c�� un�Esortazione post-sinodale, che � Amoris Laetitia, che � il risultato di due Sinodi, dove ha lavorato tutta la Chiesa, e che il Papa ha fatto sua. Lo esprime in maniera armonica. � interessante: tutto quello che c�� l� [in Amoris laetitia], nel Sinodo � stato approvato da pi� dei due terzi dei padri. E questo � una garanzia. Una Chiesa sinodale significa che si d� questo movimento dall�alto in basso, dall�alto in basso. E nelle diocesi lo stesso. Ma c�� una formula latina che dice che le Chiese sono sempre cum Petro et sub Petro. Pietro � il garante dell�unit� della Chiesa. � il garante. Questo � il significato. E bisogna progredire nella sinodalit�; che � una delle cose che gli ortodossi hanno conservato. E anche le Chiese cattoliche orientali. � una loro ricchezza, e lo riconosco nell�Enciclica.
DOMANDA - A me sembra che il passaggio che ha fatto il secondo Sinodo dal metodo di �vedere, giudicare e agire� verso �ascoltare, comprendere e accompagnare�. � molto diverso. Queste sono le cose che io dico costantemente alla gente. Il passaggio che ha il Sinodo � di vedere, giudicare e agire e quindi ascoltare la realt� della gente, comprender bene la realt� e poi accompagnare la gente nel suo cammino�
PAPA - Perch� ognuno ha detto quello che pensava, senza paura di sentirsi giudicato. E tutti erano nell�atteggiamento di ascoltare, senza condannare. E poi si discuteva come fratelli nei gruppi. Per� una cosa � discutere come fratelli e un�altra � condannare a priori. C�� stata una libert� di espressione molto grande. E questo � bello!
DOMANDA - A Cracovia, Lei ha dato ai giovani stimoli preziosi. Quale potrebbe essere un messaggio particolare per i giovani del nostro Paese?
PAPA - Che non abbiano paura; che non abbiano vergogna della fede; che non abbiano vergogna di cercare strade nuove. E ai giovani che non sono credenti: Non ti preoccupare, cerca il significato della vita. A un giovane io darei due consigli: cercare orizzonti, e non andare in pensione a 20 anni. � molto triste vedere un giovane pensionato a 20-25 anni, no? Cerca orizzonti, vai avanti, continua a lavorare in questo impegno umano.
DOMANDA - Un�ultima domanda, Santo Padre, riguardo ai media: una considerazione riguardo ai mezzi di comunicazione�
PAPA - I mezzi di comunicazione hanno una responsabilit� molto grande. Al giorno d�oggi hanno nelle loro mani la possibilit� e la capacit� di formare un�opinione: possono formarne una buona o una cattiva opinione. I mezzi di comunicazione sono costruttori di una societ�. Di per se stessi, sono fatti per costruire, per inter-cambiare, per fraternizzare, per far pensare, per educare. In se stessi sono positivi. � ovvio che, dato che tutti siamo peccatori, anche i media possono � noi che usiamo i media, io qui sto utilizzando un mezzo di comunicazione � possono diventare dannosi. E i mezzi di comunicazione hanno le loro tentazioni. Possono essere tentati di calunnia, e quindi essere usati per calunniare, per sporcare la gente, questo soprattutto nel mondo della politica. Possono essere usati come mezzi di diffamazione: ogni persona ha diritto alla buona fama, per� magari nella sua vita in precedenza, nella vita passata, o dieci anni fa, ha avuto un problema con la giustizia, o un problema nella sua vita familiare, e portare questo alla luce oggi � grave, fa danno, si annulla una persona! Nella calunnia si dice una bugia sulla persona; nella diffamazione si mostra una cartella � come diciamo in Argentina: �Se hace un carpetazo� � e si scopre qualcosa che � vero, ma che � gi� passato, e per il quale forse si � gi� pagato con il carcere, con una multa o con quel che sia. Non c�� diritto a questo. Questo � peccato e fa male. E una cosa che pu� fare molto danno nei mezzi di informazione � la disinformazione: cio�, di fronte a qualsiasi situazione dire solo una parte della verit� e non l�altra. Questo � disinformare. Perch� tu, all�ascoltatore o al telespettatore dai solo la met� della verit�, e quindi non pu� farsi un giudizio serio. La disinformazione � probabilmente il danno pi� grande che pu� fare un mezzo, perch� orienta l�opinione in una direzione, tralasciando l�altra parte della verit�. E poi, credo che i media devono essere molto limpidi, molto trasparenti, e non cadere � senza offesa, per favore � nella malattia della coprofilia, che � voler sempre comunicare lo scandalo, comunicare le cose brutte, anche se siano verit�. E siccome la gente ha la tendenza alla malattia della coprofagia, si pu� fare molto danno. Quindi direi queste quattro tentazioni. Ma sono costruttori di opinione e possono costruire, e fare bene immenso, immenso.
DOMANDA - Per concludere, una parola per i sacerdoti. Non un discorso, perch� ci dicono che dobbiamo concludere� Cosa � pi� importante per un sacerdote?
PAPA - � una risposta un po� salesiana, ma mi viene dal cuore. Ricordati che hai una Madre che ti ama, e non smettere di amare tua Madre, la Vergine. Secondo: lasciati guardare da Ges�. Terzo: cercare la carne sofferente di Ges� nei fratelli: l� ti incontrerai con Ges�. Questo come base. Da qui viene tutto. Se sei un sacerdote orfano, che si � dimenticato di avere una Madre; se sei un sacerdote che si � allontanato da colui che ti ha chiamato, che � Ges�, non potrai mai portare il Vangelo. Qual � la strada? La tenerezza. Abbiano tenerezza. I sacerdoti non abbiano vergogna di avere tenerezza. Accarezzino il sangue sofferente di Ges�. Oggi c�� bisogno di una rivoluzione della tenerezza in questo mondo che patisce la cardiosclerosi.
DOMANDA - La cardio�?
PAPA - La cardiosclerosi.
Intervista del Santo Padre Francesco al settimanale cattolico belga �Tertio� - 7/12/2016
Tutte le frasi tratte da "Intervista del Santo Padre Francesco al settimanale cattolico belga �Tertio�"
L�apertura alla trascendenza fa parte dell�essenza umana. Fa parte dell�uomo. Non sto parlando di religione, sto parlando di apertura alla trascendenza. Quindi, una cultura o un sistema politico che non rispetti l�apertura alla trascendenza della persona umana �pota�, taglia la persona umana. Ossia non rispetta la persona umana.

- Papa Francesco -
In generale, uno Stato laico � una cosa buona; � migliore di uno Stato confessionale, perch� gli Stati confessionali finiscono male. Per� una cosa � la laicit� e un�altra � il laicismo. Il laicismo chiude le porte alla trascendenza, alla duplice trascendenza: sia la trascendenza verso gli altri e soprattutto la trascendenza verso Dio; o verso ci� che sta al di l�.

- Papa Francesco -
Oggi c�� bisogno di una rivoluzione della tenerezza in questo mondo che patisce la cardiosclerosi.

- Papa Francesco -
Nessuna religione come tale pu� fomentare la guerra. Perch� in questo caso starebbe proclamando un dio di distruzione, un dio di odio. Non si pu� fare la guerra in nome di Dio o in nome di una posizione religiosa. Non si pu� fare la guerra in nessuna religione.

- Papa Francesco -