Messaggio ai partecipanti al Simposio "Sacrosantum Concilium"
Al Venerato Fratello
Cardinale Antonio Ca�izares Llovera
Prefetto della Congregazione per il Culto Divino
e la Disciplina dei Sacramenti
Sono trascorsi 50 anni dalla promulgazione della Costituzione Sacrosanctum Concilium, primo documento promulgato dal Concilio Ecumenico Vaticano II, e questo importante anniversario fa sorgere sentimenti di gratitudine per il profondo e diffuso rinnovamento della vita liturgica, reso possibile dal Magistero conciliare, per la gloria di Dio e l�edificazione della Chiesa, e al tempo stesso spinge a rilanciare l�impegno per accogliere e attuare in maniera sempre pi� piena tale insegnamento.
La Costituzione Sacrosanctum Concilium e gli ulteriori sviluppi del Magistero ci hanno fatto maggiormente comprendere la liturgia alla luce della divina Rivelazione, quale �esercizio della funzione sacerdotale di Ges� Cristo�, nella quale �il culto pubblico integrale � esercitato dal corpo mistico di Ges� Cristo, cio� dal capo e dalle sue membra� (SC, 7).Cristo si rivela come il vero protagonista di ogni celebrazione, ed Egli �associa sempre a s� la Chiesa, sua sposa amatissima, la quale lo invoca come suo Signore e per mezzo di lui rende culto all�eterno Padre� (ibid.). Questa azione, che ha luogo per la potenza dello Spirito Santo, possiede una profonda forza creatrice capace di attrarre in s� ogni uomo e, in qualche modo, l�intera creazione.
Celebrare il vero culto spirituale vuol dire offrire s� stessi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio (cfr Rm 12,1). Una liturgia che fosse staccata dal culto spirituale rischierebbe di svuotarsi, di decadere dall�originalit� cristiana in un senso sacrale generico, quasi magico, e in un vuoto estetismo. Essendo azione di Cristo, la liturgia spinge dal suo interno a rivestirsi dei sentimenti di Cristo, e in questo dinamismo la realt� tutta viene trasfigurata. �Il nostro vivere quotidiano nel nostro corpo, nelle piccole cose, dovrebbe essere ispirato, profuso, immerso nella realt� divina, dovrebbe diventare azione insieme con Dio. Questo non vuol dire che dobbiamo sempre pensare a Dio, ma che dobbiamo essere realmente penetrati dalla realt� di Dio, cos� che tutta la nostra vita � sia liturgia, sia adorazione� (Benedetto XVI, Lectio divina al Seminario Romano, 15 febbraio 2012).
Al rendimento di grazie a Dio per quanto � stato possibile compiere, � necessario unire una rinnovata volont� di andare avanti nel cammino indicato dai Padri conciliari, perch� rimane ancora molto da fare per una corretta e completa assimilazione della Costituzione sulla Sacra Liturgia da parte dei battezzati e delle comunit� ecclesiali. Mi riferisco in particolare all�impegno per una solida e organica iniziazione e formazione liturgica, tanto dei fedeli laici quanto del clero e delle persone consacrate.
Mentre esprimo la mia riconoscenza a quanti hanno promosso e preparato tale incontro, auspico che esso porti i frutti sperati. Invoco per questo l�intercessione della Beata Vergine Maria e invio di cuore a Lei, Signor Cardinale, ai Collaboratori, ai Relatori e a tutti i partecipanti la Benedizione Apostolica.
Dal Vaticano, 18 febbraio 2014
Messaggio del Santo Padre ai partecipanti al Simposio "Sacrosantum Concilium. Gratitudine e impegno per un grande movimento ecclesiale" - 21/02/2014
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Essendo azione di Cristo, la liturgia spinge dal suo interno a rivestirsi dei sentimenti di Cristo, e in questo dinamismo la realt� tutta viene trasfigurata.

- Papa Francesco -