Messaggio del Santo Padre per la XXXIII Giornata Mondiale della Giovent�
�Non temere, Maria, perch� hai trovato grazia presso Dio� (Lc 1,30)
Cari giovani,
la Giornata Mondiale della Giovent� del 2018 rappresenta un passo avanti nel cammino di preparazione di quella internazionale, che avr� luogo a Panam� nel gennaio 2019. Questa nuova tappa del nostro pellegrinaggio cade nell�anno in cui � convocata l�Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. E� una buona coincidenza. L�attenzione, la preghiera e la riflessione della Chiesa saranno rivolte a voi giovani, nel desiderio di cogliere e, soprattutto, di �accogliere� il dono prezioso che voi siete per Dio, per la Chiesa e per il mondo.
Come gi� sapete, abbiamo scelto di farci accompagnare in questo itinerario dall�esempio e dall�intercessione di Maria, la giovane di Nazareth che Dio ha scelto quale Madre del suo Figlio. Lei cammina con noi verso il Sinodo e verso la GMG di Panama. Se l�anno scorso ci hanno guidato le parole del suo cantico di lode � �Grandi cose ha fatto per me l�Onnipotente� (Lc 1,49) � insegnandoci a fare memoria del passato, quest�anno cerchiamo di ascoltare insieme a lei la voce di Dio che infonde coraggio e dona la grazia necessaria per rispondere alla sua chiamata: �Non temere, Maria, perch� hai trovato grazia presso Dio� (Lc 1,30). Sono le parole rivolte dal messaggero di Dio, l�arcangelo Gabriele, a Maria, semplice ragazza di un piccolo villaggio della Galilea.
1. Non temere!
Come � comprensibile, l�improvvisa apparizione dell�angelo e il suo misterioso saluto: �Ti saluto, o piena di grazia, il Signore � con te� (Lc 1,28), hanno provocato un forte turbamento in Maria, sorpresa da questa prima rivelazione della sua identit� e della sua vocazione, a lei ancora sconosciute. Maria, come altri personaggi delle Sacre Scritture, trema davanti al mistero della chiamata di Dio, che in un momento la pone davanti all�immensit� del proprio disegno e le fa sentire tutta la sua piccolezza di umile creatura. L�angelo, leggendo nel profondo del suo cuore, le dice: �Non temere�! Dio legge anche nel nostro intimo. Egli conosce bene le sfide che dobbiamo affrontare nella vita, soprattutto quando siamo di fronte alle scelte fondamentali da cui dipende ci� che saremo e ci� che faremo in questo mondo. � il �brivido� che proviamo di fronte alle decisioni sul nostro futuro, sul nostro stato di vita, sulla nostra vocazione. In questi momenti rimaniamo turbati e siamo colti da tanti timori.
E voi giovani, quali paure avete? Che cosa vi preoccupa pi� nel profondo? Una paura �di sottofondo� che esiste in molti di voi � quella di non essere amati, benvoluti, di non essere accettati per quello che siete. Oggi, sono tanti i giovani che hanno la sensazione di dover essere diversi da ci� che sono in realt�, nel tentativo di adeguarsi a standard spesso artificiosi e irraggiungibili. Fanno continui �fotoritocchi� delle proprie immagini, nascondendosi dietro a maschere e false identit�, fin quasi a diventare loro stessi un �fake�. C�� in molti l�ossessione di ricevere il maggior numero possibile di �mi piace�. E da questo senso di inadeguatezza sorgono tante paure e incertezze. Altri temono di non riuscire a trovare una sicurezza affettiva e rimanere soli. In molti, davanti alla precariet� del lavoro, subentra la paura di non riuscire a trovare una soddisfacente affermazione professionale, di non veder realizzati i propri sogni. Sono timori oggi molto presenti in molti giovani, sia credenti che non credenti. E anche coloro che hanno accolto il dono della fede e cercano con seriet� la propria vocazione, non sono certo esenti da timori. Alcuni pensano: forse Dio mi chiede o mi chieder� troppo; forse, percorrendo la strada indicatami da Lui, non sar� veramente felice, o non sar� all�altezza di ci� che mi chiede. Altri si domandano: se seguo la via che Dio mi indica, chi mi garantisce che riuscir� a percorrerla fino in fondo? Mi scoragger�? Perder� entusiasmo? Sar� capace di perseverare tutta la vita?
Nei momenti in cui dubbi e paure affollano il nostro cuore, si rende necessario il discernimento. Esso ci consente di mettere ordine nella confusione dei nostri pensieri e sentimenti, per agire in modo giusto e prudente. In questo processo, il primo passo per superare le paure � quello di identificarle con chiarezza, per non ritrovarsi a perdere tempo ed energie in preda a fantasmi senza volto e senza consistenza. Per questo, vi invito tutti a guardarvi dentro e a �dare un nome� alle vostre paure. Chiedetevi: oggi, nella situazione concreta che sto vivendo, che cosa mi angoscia, che cosa temo di pi�? Che cosa mi blocca e mi impedisce di andare avanti? Perch� non ho il coraggio di fare le scelte importanti che dovrei fare? Non abbiate timore di guardare con onest� alle vostre paure, riconoscerle per quello che sono e fare i conti con esse. La Bibbia non nega il sentimento umano della paura n� i tanti motivi che possono provocarla. Abramo ha avuto paura (cfr Gen 12,10s), Giacobbe ha avuto paura (cfr Gen 31,31; 32,8), e cos� anche Mos� (cfr Es 2,14; 17,4), Pietro (cfr Mt 26,69ss) e gli Apostoli (cfr Mc 4,38-40; Mt 26,56). Ges� stesso, seppure a un livello incomparabile, ha provato paura e angoscia (cfr Mt 26,37; Lc 22,44).
�Perch� siete cos� paurosi? Non avete ancora fede?� (Mc 4,40). Questo richiamo di Ges� ai discepoli ci fa comprendere come spesso l�ostacolo alla fede non sia l�incredulit�, ma la paura. Il lavoro di discernimento, in questo senso, dopo aver identificato le nostre paure, deve aiutarci a superarle aprendoci alla vita e affrontando con serenit� le sfide che essa ci presenta. Per noi cristiani, in particolare, la paura non deve mai avere l�ultima parola, ma essere l�occasione per compiere un atto di fede in Dio... e anche nella vita! Ci� significa credere alla bont� fondamentale dell�esistenza che Dio ci ha donato, confidare che Lui conduce ad un fine buono anche attraverso circostanze e vicissitudini spesso per noi misteriose. Se invece alimentiamo le paure, tenderemo a chiuderci in noi stessi, a barricarci per difenderci da tutto e da tutti, rimanendo come paralizzati. Bisogna reagire! Mai chiudersi! Nelle Sacre Scritture troviamo 365 volte l�espressione �non temere�, con tutte le sue varianti. Come dire che ogni giorno dell�anno il Signore ci vuole liberi dalla paura.
Il discernimento diventa indispensabile quando si tratta della ricerca della propria vocazione. Questa, infatti, il pi� delle volte non � immediatamente chiara o del tutto evidente, ma la si comprende a poco a poco. Il discernimento da fare, in questo caso, non va inteso come uno sforzo individuale di introspezione, dove lo scopo � quello di conoscere meglio i nostri meccanismi interiori per rafforzarci e raggiungere un certo equilibrio. In questo caso la persona pu� diventare pi� forte, ma rimane comunque chiusa nell�orizzonte limitato delle sue possibilit� e delle sue vedute. La vocazione invece � una chiamata dall�alto e il discernimento in questo caso consiste soprattutto nell�aprirsi all�Altro che chiama. E� necessario allora il silenzio della preghiera per ascoltare la voce di Dio che risuona nella coscienza. Egli bussa alla porta dei nostri cuori, come ha fatto con Maria, desideroso di stringere amicizia con noi attraverso la preghiera, di parlarci tramite le Sacre Scritture, di offrirci la sua misericordia nel sacramento della Riconciliazione, di farsi uno con noi nella Comunione eucaristica.
Ma � importante anche il confronto e il dialogo con gli altri, nostri fratelli e sorelle nella fede, che hanno pi� esperienza e ci aiutano a vedere meglio e a scegliere tra le varie opzioni. Il giovane Samuele, quando sente la voce del Signore, non la riconosce subito e per tre volte corre da Eli, l�anziano sacerdote, che alla fine gli suggerisce la risposta giusta da dare alla chiamata del Signore: �Se ti chiamer�, dirai: �Parla, Signore, perch� il tuo servo ti ascolta�� (1 Sam 3,9). Nei vostri dubbi, sappiate che potete contare sulla Chiesa. So che ci sono bravi sacerdoti, consacrati e consacrate, fedeli laici, molti dei quali giovani a loro volta, che come fratelli e sorelle maggiori nella fede possono accompagnarvi; animati dallo Spirito Santo sapranno aiutarvi a decifrare i vostri dubbi e a leggere il disegno della vostra vocazione personale. L��altro� non � solo la guida spirituale, ma � anche chi ci aiuta ad aprirci a tutte le infinite ricchezze dell�esistenza che Dio ci ha dato. � necessario aprire spazi nelle nostre citt� e comunit� per crescere, per sognare, per guardare orizzonti nuovi! Mai perdere il gusto di godere dell�incontro, dell�amicizia, il gusto di sognare insieme, di camminare con gli altri. I cristiani autentici non hanno paura di aprirsi agli altri, di condividere i loro spazi vitali trasformandoli in spazi di fraternit�. Non lasciate, cari giovani, che i bagliori della giovent� si spengano nel buio di una stanza chiusa in cui l�unica finestra per guardare il mondo � quella del computer e dello smartphone. Spalancate le porte della vostra vita! I vostri spazi e tempi siano abitati da persone concrete, relazioni profonde, con le quali poter condividere esperienze autentiche e reali nel vostro quotidiano.
2. Maria!
�Io ti ho chiamato per nome� (Is 43,1). Il primo motivo per non temere � proprio il fatto che Dio ci chiama per nome. L�angelo, messaggero di Dio, ha chiamato Maria per nome. Dare nomi � proprio di Dio. Nell�opera della creazione, Egli chiama all�esistenza ogni creatura col suo nome. Dietro il nome c�� un�identit�, ci� che � unico in ogni cosa, in ogni persona, quell�intima essenza che solo Dio conosce fino in fondo. Questa prerogativa divina � stata poi condivisa con l�uomo, al quale Dio concesse di dare un nome agli animali, agli uccelli e anche ai propri figli (Gen 2,19-21; 4,1). Molte culture condividono questa profonda visione biblica riconoscendo nel nome la rivelazione del mistero pi� profondo di una vita, il significato di un�esistenza.
Quando chiama per nome una persona, Dio le rivela al tempo stesso la sua vocazione, il suo progetto di santit� e di bene, attraverso il quale quella persona diventer� un dono per gli altri e che la render� unica. E anche quando il Signore vuole allargare gli orizzonti di una vita, sceglie di dare alla persona chiamata un nuovo nome, come fa con Simone, chiamandolo �Pietro�. Da qui � venuto l�uso di assumere un nuovo nome quando si entra in un ordine religioso, ad indicare una nuova identit� e una nuova missione. In quanto personale e unica, la chiamata divina richiede da noi il coraggio di svincolarci dalla pressione omologante dei luoghi comuni, perch� la nostra vita sia davvero un dono originale e irrepetibile per Dio, per la Chiesa e per gli altri.
Cari giovani, l�essere chiamati per nome � dunque un segno della nostra grande dignit� agli occhi di Dio, della sua predilezione per noi. E Dio chiama ciascuno di voi per nome. Voi siete il �tu� di Dio, preziosi ai suoi occhi, degni di stima e amati (cfr Is 43,4). Accogliete con gioia questo dialogo che Dio vi propone, questo appello che Egli rivolge a voi chiamandovi per nome.
3. Hai trovato grazia presso Dio
Il motivo principale per cui Maria non deve temere � perch� ha trovato grazia presso Dio. La parola �grazia� ci parla di amore gratuito, non dovuto. Quanto ci incoraggia sapere che non dobbiamo meritare la vicinanza e l�aiuto di Dio presentando in anticipo un �curriculum d�eccellenza�, pieno di meriti e di successi! L�angelo dice a Maria che ha gi� trovato grazia presso Dio, non che la otterr� in futuro. E la stessa formulazione delle parole dell�angelo ci fa capire che la grazia divina � continuativa, non qualcosa di passeggero o momentaneo, e per questo non verr� mai meno. Anche in futuro ci sar� sempre la grazia di Dio a sostenerci, soprattutto nei momenti di prova e di buio.
La presenza continua della grazia divina ci incoraggia ad abbracciare con fiducia la nostra vocazione, che esige un impegno di fedelt� da rinnovare tutti i giorni. La strada della vocazione non � infatti priva di croci: non solo i dubbi iniziali, ma anche le frequenti tentazioni che si incontrano lungo il cammino. Il sentimento di inadeguatezza accompagna il discepolo di Cristo fino alla fine, ma egli sa di essere assistito dalla grazia di Dio.
Le parole dell�angelo discendono sulle paure umane dissolvendole con la forza della buona notizia di cui sono portatrici: la nostra vita non � pura casualit� e mera lotta per la sopravvivenza, ma ciascuno di noi � una storia amata da Dio. L�aver �trovato grazia ai suoi occhi� significa che il Creatore scorge una bellezza unica nel nostro essere e ha un disegno magnifico per la nostra esistenza. Questa consapevolezza non risolve certamente tutti i problemi o non toglie le incertezze della vita, ma ha la forza di trasformarla nel profondo. L�ignoto che il domani ci riserva non � una minaccia oscura a cui bisogna sopravvivere, ma un tempo favorevole che ci � dato per vivere l�unicit� della nostra vocazione personale e condividerla con i nostri fratelli e sorelle nella Chiesa e nel mondo.
4. Coraggio nel presente
Dalla certezza che la grazia di Dio � con noi proviene la forza di avere coraggio nel presente: coraggio per portare avanti quello che Dio ci chiede qui e ora, in ogni ambito della nostra vita; coraggio per abbracciare la vocazione che Dio ci mostra; coraggio per vivere la nostra fede senza nasconderla o diminuirla.
S�, quando ci apriamo alla grazia di Dio, l�impossibile diventa realt�. �Se Dio � per noi, chi sar� contro di noi?� (Rm 8,31). La grazia di Dio tocca l�oggi della vostra vita, vi �afferra� cos� come siete, con tutti i vostri timori e limiti, ma rivela anche i meravigliosi piani di Dio! Voi giovani avete bisogno di sentire che qualcuno ha davvero fiducia in voi: sappiate che il Papa si fida di voi, che la Chiesa si fida di voi! E voi, fidatevi della Chiesa!
Alla giovane Maria fu affidato un compito importante proprio perch� era giovane. Voi giovani avete forza, attraversate una fase della vita in cui non mancano certo le energie. Impiegate questa forza e queste energie per migliorare il mondo, incominciando dalle realt� a voi pi� vicine. Desidero che nella Chiesa vi siano affidate responsabilit� importanti, che si abbia il coraggio di lasciarvi spazio; e voi, preparatevi ad assumere queste responsabilit�.
Vi invito a contemplare ancora l�amore di Maria: un amore premuroso, dinamico, concreto. Un amore pieno di audacia e tutto proiettato verso il dono di s�. Una Chiesa pervasa da queste qualit� mariane sar� sempre Chiesa in uscita, che va oltre i propri limiti e confini per far traboccare la grazia ricevuta. Se ci lasceremo contagiare dall�esempio di Maria, vivremo in concreto quella carit� che ci spinge ad amare Dio al di sopra di tutto e di noi stessi, ad amare le persone con le quali condividiamo la vita quotidiana. E ameremo anche chi ci potrebbe sembrare di per s� poco amabile. � un amore che si fa servizio e dedizione, soprattutto verso i pi� deboli e i pi� poveri, che trasforma i nostri volti e ci riempie di gioia.
Vorrei concludere con le belle parole di San Bernardo in una sua famosa omelia sul mistero dell�Annunciazione, parole che esprimono l�attesa di tutta l�umanit� per la risposta di Maria: �Hai udito, Vergine, che concepirai e partorirai un figlio; hai udito che questo avverr� non per opera di un uomo, ma per opera dello Spirito Santo. L�angelo aspetta la risposta; [�] Aspettiamo, o Signora, una parola di compassione anche noi. [�] Per la tua breve risposta dobbiamo essere rinnovati e richiamati in vita. [�] Tutto il mondo � in attesa, prostrato alle tue ginocchia. [�] O Vergine, da� presto la risposta� (Om. 4, 8; Opera omnia, ed. Cisterc. 4, 1966, 53-54).
Carissimi giovani, il Signore, la Chiesa, il mondo, aspettano anche la vostra risposta alla chiamata unica che ognuno ha in questa vita! Mentre si avvicina la GMG di Panam�, vi invito a prepararvi a questo nostro appuntamento con la gioia e l�entusiasmo di chi vuol essere partecipe di una grande avventura. La GMG � per i coraggiosi! Non per giovani che cercano solo la comodit� e che si tirano indietro davanti alle difficolt�. Accettate la sfida?
Dal Vaticano, 11 febbraio 2018
VI Domenica del Tempo Ordinario
Memoria della B.V. Maria di Lourdes
FRANCESCO
Messaggio del Santo Padre per la XXXIII Giornata Mondiale della Giovent� - 22/02/2018
Tutte le frasi tratte da "Messaggio del Santo Padre per la XXXIII Giornata Mondiale della Giovent�"
Quando chiama per nome una persona, Dio le rivela al tempo stesso la sua vocazione, il suo progetto di santit� e di bene, attraverso il quale quella persona diventer� un dono per gli altri e che la render� unica.

- Papa Francesco -
Spalancate le porte della vostra vita! I vostri spazi e tempi siano abitati da persone concrete, relazioni profonde, con le quali poter condividere esperienze autentiche e reali nel vostro quotidiano.

- Papa Francesco -
� necessario aprire spazi nelle nostre citt� e comunit� per crescere, per sognare, per guardare orizzonti nuovi! Mai perdere il gusto di godere dell�incontro, dell�amicizia, il gusto di sognare insieme, di camminare con gli altri.

- Papa Francesco -
Non abbiate timore di guardare con onest� alle vostre paure, riconoscerle per quello che sono e fare i conti con esse. La Bibbia non nega il sentimento umano della paura n� i tanti motivi che possono provocarla.

- Papa Francesco -
Dio legge anche nel nostro intimo. Egli conosce bene le sfide che dobbiamo affrontare nella vita, soprattutto quando siamo di fronte alle scelte fondamentali da cui dipende ci� che saremo e ci� che faremo in questo mondo.

- Papa Francesco -
Nei momenti in cui dubbi e paure affollano il nostro cuore, si rende necessario il discernimento. [...] In questo processo, il primo passo per superare le paure � quello di identificarle con chiarezza, per non ritrovarsi a perdere tempo ed energie in preda a fantasmi senza volto e senza consistenza.

- Papa Francesco -
I cristiani autentici non hanno paura di aprirsi agli altri, di condividere i loro spazi vitali trasformandoli in spazi di fraternit�.

- Papa Francesco -
Dalla certezza che la grazia di Dio � con noi proviene la forza di avere coraggio nel presente: coraggio per portare avanti quello che Dio ci chiede qui e ora, in ogni ambito della nostra vita; coraggio per abbracciare la vocazione che Dio ci mostra; coraggio per vivere la nostra fede senza nasconderla o diminuirla.

- Papa Francesco -