Messaggio Pasquale del Santo Padre e Benedizione �Urbi et Orbi�
Cari fratelli e sorelle, buona Pasqua! Buona, Santa e serena Pasqua!
Oggi riecheggia in ogni parte del mondo l�annuncio della Chiesa: �Ges�, il crocifisso, � risorto, come aveva detto. Alleluia�.
L�annuncio di Pasqua non mostra un miraggio, non rivela una formula magica, non indica una via di fuga di fronte alla difficile situazione che stiamo attraversando. La pandemia � ancora in pieno corso; la crisi sociale ed economica � molto pesante, specialmente per i pi� poveri; malgrado questo � ed � scandaloso � non cessano i conflitti armati e si rafforzano gli arsenali militari. E questo � lo scandalo di oggi.
Di fronte, o meglio, in mezzo a questa realt� complessa, l�annuncio di Pasqua racchiude in poche parole un avvenimento che dona la speranza che non delude: �Ges�, il crocifisso, � risorto�. Non ci parla di angeli o di fantasmi, ma di un uomo, un uomo in carne e ossa, con un volto e un nome: Ges�. Il Vangelo attesta che questo Ges�, crocifisso sotto Ponzio Pilato per aver detto di essere il Cristo, il Figlio di Dio, il terzo giorno � risorto, secondo le Scritture e come Egli stesso aveva predetto ai suoi discepoli.
Il crocifisso, non un altro, � risorto. Dio Padre ha risuscitato il suo Figlio Ges� perch� ha compiuto fino in fondo la sua volont� di salvezza: ha preso su di s� la nostra debolezza, le nostre infermit�, la nostra stessa morte; ha patito i nostri dolori, ha portato il peso delle nostre iniquit�. Per questo Dio Padre lo ha esaltato e ora Ges� Cristo vive per sempre, e Lui � il Signore.
I testimoni riferiscono un particolare importante: Ges� risorto porta impresse le piaghe delle mani, dei piedi e del costato. Queste piaghe sono il sigillo perenne del suo amore per noi. Chiunque soffre una dura prova, nel corpo e nello spirito, pu� trovare rifugio in queste piaghe, ricevere attraverso di esse la grazia della speranza che non delude.
Cristo risorto � speranza per quanti soffrono ancora a causa della pandemia, per i malati e per chi ha perso una persona cara. Il Signore dia loro conforto e sostenga le fatiche di medici e infermieri. Tutti, soprattutto le persone pi� fragili, hanno bisogno di assistenza e hanno diritto di avere accesso alle cure necessarie. Ci� � ancora pi� evidente in questo tempo in cui tutti siamo chiamati a combattere la pandemia e i vaccini costituiscono uno strumento essenziale per questa lotta. Nello spirito di un �internazionalismo dei vaccini�, esorto pertanto l�intera Comunit� internazionale a un impegno condiviso per superare i ritardi nella loro distribuzione e favorirne la condivisione, specialmente con i Paesi pi� poveri.
Il Crocifisso Risorto � conforto per quanti hanno perso il lavoro o attraversano gravi difficolt� economiche e sono privi di adeguate tutele sociali. Il Signore ispiri l�agire delle autorit� pubbliche perch� a tutti, specialmente alle famiglie pi� bisognose, siano offerti gli aiuti necessari a un adeguato sostentamento. La pandemia ha purtroppo aumentato drammaticamente il numero dei poveri e la disperazione di migliaia di persone.
�Occorre che i poveri di tutti i tipi riprendano a sperare�, diceva san Giovanni Paolo II nel suo viaggio ad Haiti. E proprio al caro popolo haitiano va in questo giorno il mio pensiero e il mio incoraggiamento, perch� non sia sopraffatto dalle difficolt�, ma guardi al futuro con fiducia e speranza. E io direi che va specialmente il mio pensiero a voi, carissime sorelle e fratelli haitiani: vi sono vicino, sono vicino a voi e vorrei che i problemi si risolvessero definitivamente per voi. Prego per questo, cari fratelli e sorelle haitiani.
Ges� risorto � speranza pure per tanti giovani che sono stati costretti a trascorrere lunghi periodi senza frequentare la scuola o l�universit� e condividere il tempo con gli amici. Tutti abbiamo bisogno di vivere relazioni umane reali e non solamente virtuali, specialmente nell�et� in cui si forma il carattere e la personalit�. Lo abbiamo sentito venerd� scorso nella Via crucis dei bambini. Sono vicino ai giovani di tutto il mondo e, in quest�ora, specialmente a quelli del Myanmar, che si impegnano per la democrazia, facendo sentire pacificamente la propria voce, consapevoli che l�odio pu� essere dissipato solo dall�amore.
La luce del Risorto sia fonte di rinascita per i migranti, in fuga da guerra e miseria. Nei loro volti riconosciamo il volto sfigurato e sofferente del Signore che sale al Calvario. Non manchino loro segni concreti di solidariet� e di fraternit� umana, pegno della vittoria della vita sulla morte che celebriamo in questo giorno. Ringrazio i Paesi che accolgono con generosit� i sofferenti che cercano rifugio, specialmente il Libano e la Giordania, che ospitano moltissimi profughi fuggiti dal conflitto siriano.
Il popolo libanese, che sta attraversando un periodo di difficolt� e incertezze, sperimenti la consolazione del Signore risorto e sia sostenuto dalla Comunit� internazionale nella propria vocazione ad essere una terra di incontro, convivenza e pluralismo.
Cristo nostra pace faccia finalmente cessare il fragore delle armi nell�amata e martoriata Siria, dove milioni di persone vivono ormai in condizioni disumane, come pure in Yemen, le cui vicende sono circondate da un silenzio assordante e scandaloso, e in Libia, dove si intravvede finalmente la via di uscita da un decennio di contese e di scontri cruenti. Tutte le parti coinvolte si impegnino effettivamente per far cessare i conflitti e consentire a popoli stremati dalla guerra di vivere in pace e di avviare la ricostruzione dei rispettivi Paesi.
La Risurrezione ci porta naturalmente a Gerusalemme. Per essa imploriamo dal Signore pace e sicurezza (cfr Sal 122), perch� risponda alla chiamata ad essere luogo di incontro dove tutti possano sentirsi fratelli, e dove Israeliani e Palestinesi ritrovino la forza del dialogo per raggiungere una soluzione stabile, che veda due Stati vivere fianco a fianco in pace e prosperit�.
In questo giorno di festa, il mio pensiero torna pure all�Iraq, che ho avuto la gioia di visitare il mese scorso, e che prego possa continuare il cammino di pacificazione intrapreso, perch� si realizzi il sogno di Dio di una famiglia umana ospitale e accogliente verso tutti i suoi figli.[1]
La forza del Risorto sostenga le popolazioni africane che vedono il proprio avvenire compromesso da violenze interne e dal terrorismo internazionale, specialmente nel Sahel e in Nigeria, come pure nella regione del Tigray e di Cabo Delgado. Continuino gli sforzi per trovare soluzioni pacifiche ai conflitti, nel rispetto dei diritti umani e della sacralit� della vita, con un dialogo fraterno e costruttivo in spirito di riconciliazione e di solidariet� fattiva.
Troppe guerre e troppe violenze ci sono ancora nel mondo! Il Signore, che � la nostra pace, ci aiuti a vincere la mentalit� della guerra. Conceda a quanti sono prigionieri nei conflitti, specialmente nell�Ucraina orientale e nel Nagorno-Karabakh, di ritornare sani e salvi alle proprie famiglie, e ispiri i governanti di tutto il mondo a frenare la corsa a nuovi armamenti. Oggi, 4 aprile, ricorre la Giornata mondiale contro le mine antiuomo, subdoli e orribili ordigni che uccidono o mutilano ogni anno molte persone innocenti e impediscono all�umanit� di �camminare assieme sui sentieri della vita, senza temere le insidie di distruzione e di morte�.[2] Come sarebbe meglio un mondo senza questi strumenti di morte!
Cari fratelli e sorelle, anche quest�anno, in diversi luoghi, molti cristiani hanno celebrato la Pasqua con forti limitazioni e, talvolta, senza nemmeno poter accedere alle celebrazioni liturgiche. Preghiamo che tali limitazioni, come ogni limitazione alla libert� di culto e di religione nel mondo, possano essere rimosse e a ciascuno sia consentito di pregare e lodare Dio liberamente.
Tra le molteplici difficolt� che stiamo attraversando, non dimentichiamo mai che noi siamo sanati dalle piaghe di Cristo (cfr 1 Pt 2,24). Alla luce del Risorto le nostre sofferenze sono trasfigurate. Dove c�era morte ora c�� vita, dove c�era lutto, ora c�� consolazione. Nell�abbracciare la Croce Ges� ha dato senso alle nostre sofferenze e ora preghiamo che gli effetti benefici di questa guarigione si espandano in tutto il mondo. Buona, Santa e serena Pasqua!
Messaggio Pasquale del Santo Padre e Benedizione �Urbi et Orbi� dalla Basilica di San Pietro - 4/04/2021
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Cari fratelli e sorelle, anche quest�anno, in diversi luoghi, molti cristiani hanno celebrato la Pasqua con forti limitazioni e, talvolta, senza nemmeno poter accedere alle celebrazioni liturgiche. Preghiamo che tali limitazioni, come ogni limitazione alla libert� di culto e di religione nel mondo, possano essere rimosse e a ciascuno sia consentito di pregare e lodare Dio liberamente.

- Papa Francesco -
Dio Padre ha risuscitato il suo Figlio Ges� perch� ha compiuto fino in fondo la sua volont� di salvezza: ha preso su di s� la nostra debolezza, le nostre infermit�, la nostra stessa morte; ha patito i nostri dolori, ha portato il peso delle nostre iniquit�. Per questo Dio Padre lo ha esaltato e ora Ges� Cristo vive per sempre, e Lui � il Signore.

- Papa Francesco -
Alla luce del Risorto le nostre sofferenze sono trasfigurate. Dove c�era morte ora c�� vita, dove c�era lutto, ora c�� consolazione. Nell�abbracciare la Croce Ges� ha dato senso alle nostre sofferenze e ora preghiamo che gli effetti benefici di questa guarigione si espandano in tutto il mondo.

- Papa Francesco -