Citazione spirituale

Messaggio per la celebrazione della 51.ma Giornata Mondiale della Pace

Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace

1. Augurio di pace
Pace a tutte le persone e a tutte le nazioni della terra! La pace, che gli angeli annunciano ai pastori nella notte di Natale,1 � un�aspirazione profonda di tutte le persone e di tutti i popoli, soprattutto di quanti pi� duramente ne patiscono la mancanza. Tra questi, che porto nei miei pensieri e nella mia preghiera, voglio ancora una volta ricordare gli oltre 250 milioni di migranti nel mondo, dei quali 22 milioni e mezzo sono rifugiati. Questi ultimi, come afferm� il mio amato predecessore Benedetto XVI, �sono uomini e donne, bambini, giovani e anziani che cercano un luogo dove vivere in pace�.2 Per trovarlo, molti di loro sono disposti a rischiare la vita in un viaggio che in gran parte dei casi � lungo e pericoloso, a subire fatiche e sofferenze, ad affrontare reticolati e muri innalzati per tenerli lontani dalla meta.

Con spirito di misericordia, abbracciamo tutti coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame o che sono costretti a lasciare le loro terre a causa di discriminazioni, persecuzioni, povert� e degrado ambientale.

Siamo consapevoli che aprire i nostri cuori alla sofferenza altrui non basta. Ci sar� molto da fare prima che i nostri fratelli e le nostre sorelle possano tornare a vivere in pace in una casa sicura. Accogliere l�altro richiede un impegno concreto, una catena di aiuti e di benevolenza, un�attenzione vigilante e comprensiva, la gestione responsabile di nuove situazioni complesse che, a volte, si aggiungono ad altri e numerosi problemi gi� esistenti, nonch� delle risorse che sono sempre limitate. Praticando la virt� della prudenza, i governanti sapranno accogliere, promuovere, proteggere e integrare, stabilendo misure pratiche, �nei limiti consentiti dal bene comune rettamente inteso, [per] permettere quell�inserimento�.3 Essi hanno una precisa responsabilit� verso le proprie comunit�, delle quali devono assicurarne i giusti diritti e lo sviluppo armonico, per non essere come il costruttore stolto che fece male i calcoli e non riusc� a completare la torre che aveva cominciato a edificare.4

2. Perch� cos� tanti rifugiati e migranti?
In vista del Grande Giubileo per i 2000 anni dall�annuncio di pace degli angeli a Betlemme, San Giovanni Paolo II annover� il crescente numero di profughi tra le conseguenze di �una interminabile e orrenda sequela di guerre, di conflitti, di genocidi, di �pulizie etniche��,5 che avevano segnato il XX secolo. Quello nuovo non ha finora registrato una vera svolta: i conflitti armati e le altre forme di violenza organizzata continuano a provocare spostamenti di popolazione all�interno dei confini nazionali e oltre.

Ma le persone migrano anche per altre ragioni, prima fra tutte il �desiderio di una vita migliore, unito molte volte alla ricerca di lasciarsi alle spalle la �disperazione� di un futuro impossibile da costruire�.6 Si parte per ricongiungersi alla propria famiglia, per trovare opportunit� di lavoro o di istruzione: chi non pu� godere di questi diritti, non vive in pace. Inoltre, come ho sottolineato nell�Enciclica Laudato si�, �� tragico l�aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale�.7

La maggioranza migra seguendo un percorso regolare, mentre alcuni prendono altre strade, soprattutto a causa della disperazione, quando la patria non offre loro sicurezza n� opportunit�, e ogni via legale pare impraticabile, bloccata o troppo lenta.

In molti Paesi di destinazione si � largamente diffusa una retorica che enfatizza i rischi per la sicurezza nazionale o l�onere dell�accoglienza dei nuovi arrivati, disprezzando cos� la dignit� umana che si deve riconoscere a tutti, in quanto figli e figlie di Dio. Quanti fomentano la paura nei confronti dei migranti, magari a fini politici, anzich� costruire la pace, seminano violenza, discriminazione razziale e xenofobia, che sono fonte di grande preoccupazione per tutti coloro che hanno a cuore la tutela di ogni essere umano.8

Tutti gli elementi di cui dispone la comunit� internazionale indicano che le migrazioni globali continueranno a segnare il nostro futuro. Alcuni le considerano una minaccia. Io, invece, vi invito a guardarle con uno sguardo carico di fiducia, come opportunit� per costruire un futuro di pace.

3. Con sguardo contemplativo
La sapienza della fede nutre questo sguardo, capace di accorgersi che tutti facciamo �parte di una sola famiglia, migranti e popolazioni locali che li accolgono, e tutti hanno lo stesso diritto ad usufruire dei beni della terra, la cui destinazione � universale, come insegna la dottrina sociale della Chiesa. Qui trovano fondamento la solidariet� e la condivisione�.9 Queste parole ci ripropongono l�immagine della nuova Gerusalemme. Il libro del profeta Isaia (cap. 60) e poi quello dell�Apocalisse (cap. 21) la descrivono come una citt� con le porte sempre aperte, per lasciare entrare genti di ogni nazione, che la ammirano e la colmano di ricchezze. La pace � il sovrano che la guida e la giustizia il principio che governa la convivenza al suo interno.

Abbiamo bisogno di rivolgere anche sulla citt� in cui viviamo questo sguardo contemplativo, �ossia uno sguardo di fede che scopra quel Dio che abita nelle sue case, nelle sue strade, nelle sue piazze [...] promuovendo la solidariet�, la fraternit�, il desiderio di bene, di verit�, di giustizia�,10 in altre parole realizzando la promessa della pace.

Osservando i migranti e i rifugiati, questo sguardo sapr� scoprire che essi non arrivano a mani vuote: portano un carico di coraggio, capacit�, energie e aspirazioni, oltre ai tesori delle loro culture native, e in questo modo arricchiscono la vita delle nazioni che li accolgono. Sapr� scorgere anche la creativit�, la tenacia e lo spirito di sacrificio di innumerevoli persone, famiglie e comunit� che in tutte le parti del mondo aprono la porta e il cuore a migranti e rifugiati, anche dove le risorse non sono abbondanti.

Questo sguardo contemplativo, infine, sapr� guidare il discernimento dei responsabili della cosa pubblica, cos� da spingere le politiche di accoglienza fino al massimo dei �limiti consentiti dal bene comune rettamente inteso�,11 considerando cio� le esigenze di tutti i membri dell�unica famiglia umana e il bene di ciascuno di essi.

Chi � animato da questo sguardo sar� in grado di riconoscere i germogli di pace che gi� stanno spuntando e si prender� cura della loro crescita. Trasformer� cos� in cantieri di pace le nostre citt�, spesso divise e polarizzate da conflitti che riguardano proprio la presenza di migranti e rifugiati.

4. Quattro pietre miliari per l�azione
Offrire a richiedenti asilo, rifugiati, migranti e vittime di tratta una possibilit� di trovare quella pace che stanno cercando, richiede una strategia che combini quattro azioni: accogliere, proteggere, promuovere e integrare.12

�Accogliere� richiama l�esigenza di ampliare le possibilit� di ingresso legale, di non respingere profughi e migranti verso luoghi dove li aspettano persecuzioni e violenze, e di bilanciare la preoccupazione per la sicurezza nazionale con la tutela dei diritti umani fondamentali. La Scrittura ci ricorda: �Non dimenticate l�ospitalit�; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo�.13

�Proteggere� ricorda il dovere di riconoscere e tutelare l�inviolabile dignit� di coloro che fuggono da un pericolo reale in cerca di asilo e sicurezza, di impedire il loro sfruttamento. Penso in particolare alle donne e ai bambini che si trovano in situazioni in cui sono pi� esposti ai rischi e agli abusi che arrivano fino a renderli schiavi. Dio non discrimina: �Il Signore protegge lo straniero, egli sostiene l�orfano e la vedova�.14

�Promuovere� rimanda al sostegno allo sviluppo umano integrale di migranti e rifugiati. Tra i molti strumenti che possono aiutare in questo compito, desidero sottolineare l�importanza di assicurare ai bambini e ai giovani l�accesso a tutti i livelli di istruzione: in questo modo essi non solo potranno coltivare e mettere a frutto le proprie capacit�, ma saranno anche maggiormente in grado di andare incontro agli altri, coltivando uno spirito di dialogo anzich� di chiusura o di scontro. La Bibbia insegna che Dio �ama lo straniero e gli d� pane e vestito�; perci� esorta: �Amate dunque lo straniero, poich� anche voi foste stranieri nel paese d�Egitto�.15

�Integrare�, infine, significa permettere a rifugiati e migranti di partecipare pienamente alla vita della societ� che li accoglie, in una dinamica di arricchimento reciproco e di feconda collaborazione nella promozione dello sviluppo umano integrale delle comunit� locali. Come scrive San Paolo: �Cos� dunque voi non siete pi� stranieri n� ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio�.16

5. Una proposta per due Patti internazionali
Auspico di cuore che sia questo spirito ad animare il processo che lungo il 2018 condurr� alla definizione e all�approvazione da parte delle Nazioni Unite di due patti globali, uno per migrazioni sicure, ordinate e regolari, l�altro riguardo ai rifugiati. In quanto accordi condivisi a livello globale, questi patti rappresenteranno un quadro di riferimento per proposte politiche e misure pratiche. Per questo � importante che siano ispirati da compassione, lungimiranza e coraggio, in modo da cogliere ogni occasione per far avanzare la costruzione della pace: solo cos� il necessario realismo della politica internazionale non diventer� una resa al cinismo e alla globalizzazione dell�indifferenza.

Il dialogo e il coordinamento, in effetti, costituiscono una necessit� e un dovere proprio della comunit� internazionale. Al di fuori dei confini nazionali, � possibile anche che Paesi meno ricchi possano accogliere un numero maggiore di rifugiati, o accoglierli meglio, se la cooperazione internazionale assicura loro la disponibilit� dei fondi necessari.

La Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha suggerito 20 punti di azione17 quali piste concrete per l�attuazione di questi quattro verbi nelle politiche pubbliche, oltre che nell�atteggiamento e nell�azione delle comunit� cristiane. Questi ed altri contributi intendono esprimere l�interesse della Chiesa cattolica al processo che porter� all�adozione dei suddetti patti globali delle Nazioni Unite. Tale interesse conferma una pi� generale sollecitudine pastorale nata con la Chiesa e continuata in molteplici sue opere fino ai nostri giorni.

6. Per la nostra casa comune
Ci ispirano le parole di San Giovanni Paolo II: �Se il �sogno� di un mondo in pace � condiviso da tanti, se si valorizza l�apporto dei migranti e dei rifugiati, l�umanit� pu� divenire sempre pi� famiglia di tutti e la nostra terra una reale �casa comune��.18 Molti nella storia hanno creduto in questo �sogno� e quanto hanno compiuto testimonia che non si tratta di una utopia irrealizzabile.

Tra costoro va annoverata Santa Francesca Saverio Cabrini, di cui ricorre nel 2017 il centenario della nascita al cielo. Oggi, 13 novembre, molte comunit� ecclesiali celebrano la sua memoria. Questa piccola grande donna, che consacr� la propria vita al servizio dei migranti, diventandone poi la celeste patrona, ci ha insegnato come possiamo accogliere, proteggere, promuovere e integrare questi nostri fratelli e sorelle. Per la sua intercessione il Signore conceda a noi tutti di sperimentare che �un frutto di giustizia viene seminato nella pace per coloro che fanno opera di pace�.19

Dal Vaticano, 13 novembre 2017

Memoria di Santa Francesca Saverio Cabrini, Patrona dei migranti

FRANCESCO

Messaggio del Santo Padre per la celebrazione della 51.ma Giornata Mondiale della Pace - 24/11/2017


Tutte le frasi tratte da "Messaggio per la celebrazione della 51.ma Giornata Mondiale della Pace"


Osservando i migranti e i rifugiati, questo sguardo sapr� scoprire che essi non arrivano a mani vuote: portano un carico di coraggio, capacit�, energie e aspirazioni, oltre ai tesori delle loro culture native, e in questo modo arricchiscono la vita delle nazioni che li accolgono.

- Papa Francesco -