Messaggio per la VII Giornata Mondiale dei Poveri
1. La Giornata Mondiale dei Poveri, segno fecondo della misericordia del Padre, giunge per la settima volta a sostenere il cammino delle nostre comunit�. � un appuntamento che progressivamente la Chiesa sta radicando nella sua pastorale, per scoprire ogni volta di pi� il contenuto centrale del Vangelo. Ogni giorno siamo impegnati nell�accoglienza dei poveri, eppure non basta. Un fiume di povert� attraversa le nostre citt� e diventa sempre pi� grande fino a straripare; quel fiume sembra travolgerci, tanto il grido dei fratelli e delle sorelle che chiedono aiuto, sostegno e solidariet� si alza sempre pi� forte. Per questo, nella domenica che precede la festa di Ges� Cristo Re dell�Universo, ci ritroviamo intorno alla sua Mensa per ricevere nuovamente da Lui il dono e l�impegno di vivere la povert� e di servire i poveri.
�Non distogliere lo sguardo dal povero� (Tb 4,7). Questa Parola ci aiuta a cogliere l�essenza della nostra testimonianza. Soffermarci sul Libro di Tobia, un testo poco conosciuto dell�Antico Testamento, avvincente e ricco di sapienza, ci permetter� di entrare meglio nel contenuto che l�autore sacro desidera trasmettere. Davanti a noi si apre una scena di vita familiare: un padre, Tobi, saluta il figlio, Tobia, che sta per intraprendere un lungo viaggio. Il vecchio Tobi teme di non poter pi� rivedere il figlio e per questo gli lascia il suo �testamento spirituale�. Lui � stato un deportato a Ninive ed ora � cieco, dunque doppiamente povero, ma ha sempre avuto una certezza, espressa dal nome che porta: �il Signore � stato il mio bene�. Quest�uomo, che ha confidato sempre nel Signore, da buon padre desidera lasciare al figlio non tanto qualche bene materiale, ma la testimonianza del cammino da seguire nella vita, perci� gli dice: �Ogni giorno, figlio, ricordati del Signore; non peccare n� trasgredire i suoi comandamenti. Compi opere buone in tutti i giorni della tua vita e non metterti per la strada dell�ingiustizia� (4,5).
2. Come si pu� osservare subito, il ricordo che il vecchio Tobi chiede al figlio non si limita a un semplice atto della memoria o a una preghiera da rivolgere a Dio. Egli fa riferimento a gesti concreti che consistono nel compiere opere buone e nel vivere con giustizia. Questa esortazione si specifica ancora di pi�: �A tutti quelli che praticano la giustizia fa� elemosina con i tuoi beni e, nel fare elemosina, il tuo occhio non abbia rimpianti� (4,7).
Stupiscono non poco le parole di questo vecchio saggio. Non dimentichiamo, infatti, che Tobi ha perso la vista proprio dopo aver compiuto un atto di misericordia. Come egli stesso racconta, la sua vita fin da giovane era dedicata a opere di carit�: �Ai miei fratelli e ai miei compatrioti, che erano stati condotti con me in prigionia a Ninive, nel paese degli Assiri, facevo molte elemosine. [�] Davo il pane agli affamati, gli abiti agli ignudi e, se vedevo qualcuno dei miei connazionali morto e gettato dietro le mura di Ninive, io lo seppellivo� (1,3.17).
Per questa sua testimonianza di carit�, il re lo aveva privato di tutti i suoi beni rendendolo completamente povero. Il Signore per� aveva ancora bisogno di lui; ripreso il suo posto di amministratore, non ebbe timore di continuare nel suo stile di vita. Ascoltiamo il suo racconto, che parla anche a noi oggi: �Per la nostra festa di Pentecoste, cio� la festa delle Settimane, avevo fatto preparare un buon pranzo e mi posi a tavola: la tavola era imbandita di molte vivande. Dissi al figlio Tobia: �Figlio mio, va�, e se trovi tra i nostri fratelli deportati a Ninive qualche povero, che sia per� di cuore fedele, portalo a pranzo insieme con noi. Io resto ad aspettare che tu ritorni, figlio mio�� (2,1-2). Come sarebbe significativo se, nella Giornata dei Poveri, questa preoccupazione di Tobi fosse anche la nostra! Invitare a condividere il pranzo domenicale, dopo aver condiviso la Mensa eucaristica. L�Eucaristia celebrata diventerebbe realmente criterio di comunione. D�altronde, se intorno all�altare del Signore siamo consapevoli di essere tutti fratelli e sorelle, quanto pi� diventerebbe visibile questa fraternit� condividendo il pasto festivo con chi � privo del necessario!
Tobia fece come gli aveva detto il padre, ma torn� con la notizia che un povero era stato ucciso e lasciato in mezzo alla piazza. Senza esitare, il vecchio Tobi si alz� da tavola e and� a seppellire quell�uomo. Tornato a casa stanco, si addorment� nel cortile; gli cadde sugli occhi dello sterco di uccelli e divenne cieco (cfr 2,1-10). Ironia della sorte: fai un gesto di carit� e ti capita una disgrazia! Ci viene da pensare cos�; ma la fede ci insegna ad andare pi� in profondit�. La cecit� di Tobi diventer� la sua forza per riconoscere ancora meglio tante forme di povert� da cui era circondato. E il Signore provveder� a suo tempo a restituire al vecchio padre la vista e la gioia di rivedere il figlio Tobia. Quando venne quel giorno, �Tobi gli si butt� al collo e pianse, dicendo: �Ti vedo, figlio, luce dei miei occhi!�. Ed esclam�: �Benedetto Dio! Benedetto il suo grande nome! Benedetti tutti i suoi angeli santi! Sia il suo santo nome su di noi e siano benedetti i suoi angeli per tutti i secoli. Perch� egli mi ha colpito, ma ora io contemplo mio figlio Tobia�� (11,13-14).
3. Possiamo chiederci: da dove Tobi attinge il coraggio e la forza interiore che gli permettono di servire Dio in mezzo a un popolo pagano e di amare a tal punto il prossimo a rischio della sua stessa vita? Siamo davanti a un esempio straordinario: Tobi � uno sposo fedele e un padre premuroso; � stato deportato lontano dalla sua terra e soffre ingiustamente; � perseguitato dal re e dai vicini di casa� Nonostante sia di animo cos� buono � messo alla prova. Come spesso ci insegna la sacra Scrittura, Dio non risparmia le prove a quanti operano il bene. Come mai? Non lo fa per umiliarci, ma per rendere salda la nostra fede in Lui.
Tobi, nel momento della prova, scopre la propria povert�, che lo rende capace di riconoscere i poveri. � fedele alla Legge di Dio e osserva i comandamenti, ma questo a lui non basta. L�attenzione fattiva verso i poveri gli � possibile perch� ha sperimentato la povert� sulla propria pelle. Pertanto, le parole che rivolge al figlio Tobia sono la sua genuina eredit�: �Non distogliere lo sguardo da ogni povero� (4,7). Insomma, quando siamo davanti a un povero non possiamo voltare lo sguardo altrove, perch� impediremmo a noi stessi di incontrare il volto del Signore Ges�. E notiamo bene quell�espressione �da ogni povero�. Ognuno � nostro prossimo. Non importa il colore della pelle, la condizione sociale, la provenienza� Se sono povero, posso riconoscere chi � veramente il fratello che ha bisogno di me. Siamo chiamati a incontrare ogni povero e ogni tipo di povert�, scuotendo da noi l�indifferenza e l�ovviet� con le quali facciamo scudo a un illusorio benessere.
4. Viviamo un momento storico che non favorisce l�attenzione verso i pi� poveri. Il volume del richiamo al benessere si alza sempre di pi�, mentre si mette il silenziatore alle voci di chi vive nella povert�. Si tende a trascurare tutto ci� che non rientra nei modelli di vita destinati soprattutto alle generazioni pi� giovani, che sono le pi� fragili davanti al cambiamento culturale in corso. Si mette tra parentesi ci� che � spiacevole e provoca sofferenza, mentre si esaltano le qualit� fisiche come se fossero la meta principale da raggiungere. La realt� virtuale prende il sopravvento sulla vita reale e avviene sempre pi� facilmente che si confondano i due mondi. I poveri diventano immagini che possono commuovere per qualche istante, ma quando si incontrano in carne e ossa per la strada allora subentrano il fastidio e l�emarginazione. La fretta, quotidiana compagna di vita, impedisce di fermarsi, di soccorrere e prendersi cura dell�altro. La parabola del buon samaritano (cfr Lc 10,25-37) non � un racconto del passato, interpella il presente di ognuno di noi. Delegare ad altri � facile; offrire del denaro perch� altri facciano la carit� � un gesto generoso; coinvolgersi in prima persona � la vocazione di ogni cristiano.
5. Ringraziamo il Signore perch� ci sono tanti uomini e donne che vivono la dedizione ai poveri e agli esclusi e la condivisione con loro; persone di ogni et� e condizione sociale che praticano l�accoglienza e si impegnano accanto a coloro che si trovano in situazioni di emarginazione e sofferenza. Non sono superuomini, ma �vicini di casa� che ogni giorno incontriamo e che nel silenzio si fanno poveri con i poveri. Non si limitano a dare qualcosa: ascoltano, dialogano, cercano di capire la situazione e le sue cause, per dare consigli adeguati e giusti riferimenti. Sono attenti al bisogno materiale e anche a quello spirituale, alla promozione integrale della persona. Il Regno di Dio si rende presente e visibile in questo servizio generoso e gratuito; � realmente come il seme caduto nel terreno buono della vita di queste persone che porta il suo frutto (cfr Lc 8,4-15). La gratitudine nei confronti di tanti volontari chiede di farsi preghiera perch� la loro testimonianza possa essere feconda.
6. Nel 60� anniversario dell�Enciclica Pacem in terris, � urgente riprendere le parole del santo Papa Giovanni XXIII quando scriveva: �Ogni essere umano ha il diritto all�esistenza, all�integrit� fisica, ai mezzi indispensabili e sufficienti per un dignitoso tenore di vita, specialmente per quanto riguarda l�alimentazione, il vestiario, l�abitazione, il riposo, le cure mediche, i servizi sociali necessari; e ha quindi il diritto alla sicurezza in caso di malattia, di invalidit�, di vedovanza, di vecchiaia, di disoccupazione, e in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volont� (n. 6).
Quanto lavoro abbiamo ancora davanti a noi perch� queste parole diventino realt�, anche attraverso un serio ed efficace impegno politico e legislativo! Malgrado i limiti e talvolta le inadempienze della politica nel vedere e servire il bene comune, possa svilupparsi la solidariet� e sussidiariet� di tanti cittadini che credono nel valore dell�impegno volontario di dedizione ai poveri. Si tratta certo di stimolare e fare pressione perch� le pubbliche istituzioni compiano bene il loro dovere; ma non giova rimanere passivi in attesa di ricevere tutto �dall�alto�: chi vive in condizione di povert� va anche coinvolto e accompagnato in un percorso di cambiamento e di responsabilit�.
7. Ancora una volta, purtroppo, dobbiamo constatare nuove forme di povert� che si assommano a quelle gi� descritte in precedenza. Penso in modo particolare alle popolazioni che vivono in luoghi di guerra, specialmente ai bambini privati di un presente sereno e di un futuro dignitoso. Nessuno potr� mai abituarsi a questa situazione; manteniamo vivo ogni tentativo perch� la pace si affermi come dono del Signore Risorto e frutto dell�impegno per la giustizia e il dialogo.
Non posso dimenticare le speculazioni che, in vari settori, portano a un drammatico aumento dei costi che rende moltissime famiglie ancora pi� indigenti. I salari si esauriscono rapidamente costringendo a privazioni che attentano alla dignit� di ogni persona. Se in una famiglia si deve scegliere tra il cibo per nutrirsi e le medicine per curarsi, allora deve farsi sentire la voce di chi richiama al diritto di entrambi i beni, in nome della dignit� della persona umana.
Come non rilevare, inoltre, il disordine etico che segna il mondo del lavoro? Il trattamento disumano riservato a tanti lavoratori e lavoratrici; la non commisurata retribuzione per il lavoro svolto; la piaga della precariet�; le troppe vittime di incidenti, spesso a causa della mentalit� che preferisce il profitto immediato a scapito della sicurezza� Tornano alla mente le parole di san Giovanni Paolo II: �Primo fondamento del valore del lavoro � l�uomo stesso. [�] L�uomo � destinato ed � chiamato al lavoro, per� prima di tutto il lavoro � �per l�uomo�, e non l�uomo �per il lavoro�� (Enc. Laborem exercens, 6).
8. Questo elenco, gi� di per s� drammatico, d� conto in modo solo parziale delle situazioni di povert� che fanno parte del nostro quotidiano. Non posso tralasciare, in particolare, una forma di disagio che appare ogni giorno pi� evidente e che tocca il mondo giovanile. Quante vite frustrate e persino suicidi di giovani, illusi da una cultura che li porta a sentirsi �inconcludenti� e �falliti�. Aiutiamoli a reagire davanti a queste istigazioni nefaste, perch� ciascuno possa trovare la strada da seguire per acquisire un�identit� forte e generosa.
� facile, parlando dei poveri, cadere nella retorica. � una tentazione insidiosa anche quella di fermarsi alle statistiche e ai numeri. I poveri sono persone, hanno volti, storie, cuori e anime. Sono fratelli e sorelle con i loro pregi e difetti, come tutti, ed � importante entrare in una relazione personale con ognuno di loro.
Il Libro di Tobia ci insegna la concretezza del nostro agire con e per i poveri. � una questione di giustizia che ci impegna tutti a cercarci e incontrarci reciprocamente, per favorire l�armonia necessaria affinch� una comunit� possa identificarsi come tale. Interessarsi dei poveri, quindi, non si esaurisce in frettolose elemosine; chiede di ristabilire le giuste relazioni interpersonali che sono state intaccate dalla povert�. In tal modo, �non distogliere lo sguardo dal povero� conduce a ottenere i benefici della misericordia, della carit� che d� senso e valore a tutta la vita cristiana.
9. La nostra attenzione verso i poveri sia sempre segnata dal realismo evangelico. La condivisione deve corrispondere alle necessit� concrete dell�altro, non a liberarmi del mio superfluo. Anche qui ci vuole discernimento, sotto la guida dello Spirito Santo, per riconoscere le vere esigenze dei fratelli e non le nostre aspirazioni. Ci� di cui sicuramente hanno urgente bisogno � la nostra umanit�, il nostro cuore aperto all�amore. Non dimentichiamo: �Siamo chiamati a scoprire Cristo in loro, a prestare ad essi la nostra voce nelle loro cause, ma anche ad essere loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accogliere la misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro� (Evangelii gaudium, 198). La fede ci insegna che ogni povero � figlio di Dio e che in lui o in lei � presente Cristo: �Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi� piccoli, l�avete fatto a me� (Mt 25,40).
10. Quest�anno ricorre il 150� anniversario della nascita di santa Teresa di Ges� Bambino. In una pagina della sua Storia di un�anima scrive cos�: �Ora capisco che la carit� perfetta consiste nel sopportare i difetti altrui, non stupirsi assolutamente delle loro debolezze, edificarsi nei minimi atti di virt� che vediamo praticare, ma soprattutto ho capito che la carit� non deve restare chiusa in fondo al cuore: �Nessuno, ha detto Ges�, accende una fiaccola per metterla sotto il moggio ma la si mette sul candeliere, affinch� illumini tutti quelli che sono nella casa�. Mi sembra che questa fiaccola rappresenti la carit� che deve illuminare, rallegrare non solo coloro che sono a me pi� cari, ma tutti coloro che sono nella casa, senza eccettuare nessuno� (Ms C, 12r�: Opere complete, Roma 1997, 247).
In questa casa che � il mondo, tutti hanno diritto a essere illuminati dalla carit�, nessuno pu� esserne privato. La tenacia dell�amore di Santa Teresina possa ispirare i nostri cuori in questa Giornata Mondiale, ci aiuti a �non distogliere lo sguardo dal povero� e a mantenerlo sempre fisso sul volto umano e divino del Signore Ges� Cristo.
Messaggio del Santo Padre Francesco per la VII Giornata Mondiale dei Poveri - 13/06/2023
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In questa casa che � il mondo, tutti hanno diritto a essere illuminati dalla carit�, nessuno pu� esserne privato.

- Papa Francesco -
� facile, parlando dei poveri, cadere nella retorica. � una tentazione insidiosa anche quella di fermarsi alle statistiche e ai numeri. I poveri sono persone, hanno volti, storie, cuori e anime. Sono fratelli e sorelle con i loro pregi e difetti, come tutti, ed � importante entrare in una relazione personale con ognuno di loro.

- Papa Francesco -
Il Regno di Dio si rende presente e visibile in questo servizio generoso e gratuito; � realmente come il seme caduto nel terreno buono della vita di queste persone che porta il suo frutto (cfr Lc 8,4-15). La gratitudine nei confronti di tanti volontari chiede di farsi preghiera perch� la loro testimonianza possa essere feconda.

- Papa Francesco -