Omelia di Papa Francesco
A Giacomo e Giovanni, Ges� chiede: �Cosa volete che io faccia per voi?� (Mc 10,36). E subito dopo li incalza: �Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?� (Mc 10,38). Ges� pone domande e, proprio cos�, ci aiuta a fare discernimento, perch� le domande ci fanno scoprire ci� che � dentro di noi, illuminano quello che portiamo nel cuore e che a volte noi non sappiamo.
Lasciamoci interrogare dalla Parola del Signore. Immaginiamo che chieda a noi, a ciascuno di noi: �Che cosa vuoi che io faccia per te?�; e la seconda domanda: �puoi bere il mio stesso calice?�
Attraverso queste domande, Ges� fa emergere il legame e le attese che i discepoli hanno verso di lui, con le luci e le ombre tipiche di ogni relazione. Infatti, Giacomo e Giovanni, sono legati a Ges� ma hanno delle pretese. Essi esprimono il desiderio di stare vicino a Lui, ma solo per occupare un posto d'onore, per rivestire un ruolo importante, per �sedere, nella sua gloria, alla destra e alla sinistra� (Mc 10,37). Evidentemente pensano a Ges� come Messia, un Messia vittorioso, glorioso e da Lui si aspettano che condivida la sua gloria con loro. Vedono in Ges� il Messia, ma lo immaginano secondo la logica del potere.
Ges� non si ferma alle parole dei discepoli, ma scende in profondit�, ascolta e legge il cuore di ognuno di loro e anche di ognuno di noi. E, nel dialogo, attraverso due domande, cerca di fare emergere il desiderio che c�� dentro a quelle richieste.
Dapprima chiede: �Cosa volete che io faccia per voi?�; e questa domanda svela i pensieri del loro cuore, mette in luce le attese nascoste e i sogni di gloria che i discepoli coltivano segretamente. � come se Ges� chiedesse: �Chi vuoi che io sia per te?� e, cos�, smaschera quello che essi desiderano davvero: un Messia potente, un Messia vittorioso che dia loro un posto di onore. E a volte nella Chiesa viene questo pensiero: l�onore, il potere�
Poi, con la seconda domanda, Ges� smentisce questa immagine di Messia e in questo modo li aiuta a cambiare sguardo, cio� a convertirsi: �Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?�. In questo modo, svela a loro che Egli non � il Messia che essi pensano; � il Dio dell�amore, che si abbassa per raggiungere chi � in basso; che si fa debole per rialzare i deboli, che opera per la pace e non per la guerra, che � venuto per servire e non per essere servito. Il calice che il Signore berr� � l�offerta della sua vita, � la sua vita donata a noi per amore, fino alla morte e alla morte di croce.
E, allora, alla sua destra e alla sua sinistra staranno due ladroni, appesi come Lui alla croce e non accomodati nei posti di potere; due ladroni inchiodati con Cristo nel dolore e non seduti nella gloria. Il re crocifisso, il giusto condannato si fa schiavo di tutti: costui � davvero il Figlio di Dio! (cf. Mc 15,39). Vince non chi domina, ma chi serve per amore. Ripetiamo: vince non chi domina, ma chi serve per amore. Ce lo ha ricordato anche la Lettera agli Ebrei: �Non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso � stato messo alla prova in ogni cosa come noi� (Eb 4,15).
A questo punto, Ges� pu� aiutare i discepoli a convertirsi, a cambiare mentalit�: �Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono� (Mc 10,42). Ma non deve essere cos�, per chi segue un Dio che si � fatto servo per raggiungere tutti col Suo amore. Chi segue Cristo, se vuole essere grande deve servire, imparando da Lui.
Fratelli e sorelle, Ges� svela pensieri, svela desideri e proiezioni del nostro cuore, smascherando talvolta le nostre attese di gloria, di dominio, di potere, di vanit�. Egli ci aiuta a pensare non pi� secondo i criteri del mondo, ma secondo lo stile di Dio, che si fa ultimo perch� gli ultimi vengano rialzati e diventino i primi. E queste domande di Ges�, con il suo insegnamento sul servizio, spesso sono incomprensibili, incomprensibili per noi come lo erano per i discepoli. Ma seguendo Lui, camminando alla Sua sequela e accogliendo il dono del Suo amore che trasforma il nostro modo di pensare, possiamo anche noi imparare lo stile di Dio: lo stile di Dio, il servizio. Non dimentichiamo le tre parole che fanno vedere lo stile di Dio per servire: vicinanza, compassione e tenerezza. Dio si fa vicino per servire; si fa compassionevole per servire; si fa tenero per servire. Vicinanza, compassione e tenerezza�
A questo dobbiamo anelare: non al potere, ma al servizio. Il servizio � lo stile di vita cristiano. Non riguarda un elenco di cose da fare, quasi che, una volta fatte, possiamo ritenere finito il nostro turno; chi serve con amore non dice: �adesso toccher� qualcun altro�. Questo � un pensiero da impiegati, non da testimoni. Il servizio nasce dall�amore e l�amore non conosce confini, non fa calcoli, si spende e si dona. L�amore non si limita a produrre per portare risultati, non � una prestazione occasionale, ma � qualcosa che nasce dal cuore, un cuore rinnovato dall�amore e nell�amore.
Quando impariamo a servire, ogni nostro gesto di attenzione e di cura, ogni espressione di tenerezza, ogni opera di misericordia diventano un riflesso dell�amore di Dio. E cos� tutti noi - e ognuno di noi - continuiamo l�opera di Ges� nel mondo.
In questa luce possiamo ricordare i discepoli del Vangelo, che oggi vengono canonizzati. Lungo la storia tormentata dell�umanit�, essi sono stati servi fedeli, uomini e donne che hanno servito nel martirio e nella gioia, come fra Manuel Ruiz Lopez e i suoi compagni. Sono sacerdoti e consacrate ferventi, e ferventi di passione missionaria, come don Giuseppe Allamano, suor Paradis Marie Leonie e suor Elena Guerra. Questi nuovi santi hanno vissuto lo stile di Ges�: il servizio. La fede e l�apostolato che hanno portato avanti non ha alimentato in loro desideri mondani e smanie di potere ma, al contrario, essi si sono fatti servi dei fratelli, creativi nel fare il bene, saldi nelle difficolt�, generosi fino alla fine.
Chiediamo fiduciosi la loro intercessione, perch� anche noi possiamo seguire il Cristo, seguirlo nel servizio e diventare testimoni di speranza per il mondo.
Omelia di Papa Francesco durante il Rito di Canonizzazione dei Beati: Manuel Ruiz L�pez e Sette Compagni; Francesco, Abdel Mooti e Raffaele Massabki; Giuseppe Allamano; Marie-L�onie Paradis; Elena Guerra - 20/10/2024
Tutte le frasi tratte da "Omelia di Papa Francesco"
Il servizio � lo stile di vita cristiano [...]. Il servizio nasce dall�amore e l�amore non conosce confini, non fa calcoli, si spende e si dona.

- Papa Francesco -
Ges� ci aiuta a pensare non pi� secondo i criteri del mondo, ma secondo lo stile di Dio, che si fa ultimo perch� gli ultimi vengano rialzati e diventino i primi.

- Papa Francesco -
Quando impariamo a servire, ogni nostro gesto di attenzione e di cura, ogni espressione di tenerezza, ogni opera di misericordia diventano un riflesso dell�amore di Dio. E cos� tutti noi - e ognuno di noi - continuiamo l�opera di Ges� nel mondo.

- Papa Francesco -