Citazione spirituale

Regina Caeli nella Piazza Kossuth Lajos

Le ultime parole che Ges� pronuncia, nel Vangelo che abbiamo ascoltato, riassumono il senso della sua missione: �Io sono venuto perch� abbiano la vita e l�abbiano in abbondanza� (Gv 10,10). Questo fa un bravo pastore: dona la vita per le sue pecore. Cos� Ges�, come un pastore che va in cerca del suo gregge, � venuto a cercarci mentre eravamo perduti; come un pastore, � venuto a strapparci dalla morte; come un pastore, che conosce una per una le sue pecore e le ama con infinita tenerezza, ci ha fatti entrare nell�ovile del Padre, facendoci diventare suoi figli.

Contempliamo allora l�immagine del buon Pastore, e soffermiamoci su due azioni che, secondo il Vangelo, Egli compie per le sue pecore: dapprima le chiama, poi le conduce fuori.

1. Anzitutto, �chiama le sue pecore� (v. 3). All�inizio della nostra storia di salvezza non ci siamo noi con i nostri meriti, le nostre capacit�, le nostre strutture; all�origine c�� la chiamata di Dio, il suo desiderio di raggiungerci, la sua sollecitudine verso ciascuno di noi, l�abbondanza della sua misericordia che vuole salvarci dal peccato e dalla morte, per donarci la vita in abbondanza e la gioia senza fine. Ges� � venuto come buon Pastore dell�umanit� per chiamarci e riportarci a casa. Allora noi, facendo memoria grata, possiamo ricordare il suo amore per noi, per noi che eravamo lontani da Lui. S�, mentre �noi tutti eravamo sperduti come un gregge� e �ognuno di noi seguiva la sua strada� (Is 53,6), Lui si � addossato le nostre iniquit� e si � caricato delle nostre colpe, riportandoci nel cuore del Padre. Cos� abbiamo ascoltato dall�apostolo Pietro nella seconda Lettura: �Eravateerranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime� (1 Pt 2,25). E, ancora oggi, in ogni situazione della vita, in ci� che portiamo nel cuore, nei nostri smarrimenti, nelle nostre paure, nel senso di sconfitta che a volte ci assale, nella prigione della tristezza che rischia di ingabbiarci, Egli ci chiama. Viene come buon Pastore e ci chiama per nome, per dirci quanto siamo preziosi ai suoi occhi, per curare le nostre ferite e prendere su di s� le nostre debolezze, per raccoglierci in unit� nel suo ovile e renderci familiari con il Padre e tra di noi.

Fratelli e sorelle, mentre siamo qui questa mattina, sentiamo la gioia di essere popolo santo di Dio: tutti noi nasciamo dalla sua chiamata; � Lui che ci ha convocati e per questo siamo suo popolo, suo gregge, sua Chiesa. Ci ha radunati qui affinch�, pur essendo tra noi diversi e appartenendo a comunit� differenti, la grandezza del suo amore ci riunisca tutti in un unico abbraccio. � bello trovarci insieme: i Vescovi e i sacerdoti, i religiosi e i fedeli laici; ed � bello condividere questa gioia insieme alle Delegazioni ecumeniche, ai capi della Comunit� ebraica, ai rappresentanti delle Istituzioni civili e del Corpo diplomatico. Questa � cattolicit�: tutti noi, chiamati per nome dal buon Pastore, siamo chiamati ad accogliere e diffondere il suo amore, a rendere il suo ovile inclusivo e mai escludente. E, perci�, siamo tutti chiamati a coltivare relazioni di fraternit� e di collaborazione, senza dividerci tra noi, senza considerare la nostra comunit� come un ambiente riservato, senza farci prendere dalla preoccupazione di difendere ciascuno il proprio spazio, ma aprendoci all�amore vicendevole.

2. Dopo aver chiamato le pecore, il Pastore �le conduce fuori� (Gv 10,3). Prima le ha fatte entrare nell�ovile chiamandole, ora le spinge fuori. Prima veniamo radunati nella famiglia di Dio per essere costituiti suo popolo, poi per� siamo inviati nel mondo affinch�, con coraggio e senza paura, diventiamo annunciatori della Buona Notizia, testimoni dell�Amore che ci ha rigenerati. Questo movimento � entrare e uscire � possiamo coglierlo da un�altra immagine che Ges� usa: quella della porta. Egli dice: �Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sar� salvato; entrer� e uscir� e trover� pascolo� (v. 9). Riascoltiamo bene questo: entrer� e uscir�. Da una parte, Ges� � la porta che si � spalancata per farci entrare nella comunione del Padre e sperimentare la sua misericordia; ma, come tutti sanno, una porta aperta serve, oltre che per entrare, anche per uscire dal luogo in cui ci si trova. E allora, dopo averci ricondotti nell�abbraccio di Dio e nell�ovile della Chiesa, Ges� � la porta che ci fa uscire verso il mondo: Egli ci spinge ad andare incontro ai fratelli. E ricordiamolo bene: tutti, nessuno escluso, siamo chiamati a questo, a uscire dalle nostre comodit� e ad avere il coraggio di raggiungere ogni periferia che ha bisogno della luce del Vangelo (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 20).

Fratelli e sorelle, essere �in uscita� significa per ciascuno di noi diventare, come Ges�, una porta aperta. � triste e fa male vedere porte chiuse: le porte chiuse del nostro egoismo verso chi ci cammina accanto ogni giorno; le porte chiuse del nostro individualismo in una societ� che rischia di atrofizzarsi nella solitudine; le porte chiuse della nostra indifferenza nei confronti di chi � nella sofferenza e nella povert�; le porte chiuse verso chi � straniero, diverso, migrante, povero. E perfino le porte chiuse delle nostre comunit� ecclesiali: chiuse tra di noi, chiuse verso il mondo, chiuse verso chi �non � in regola�, chiuse verso chi anela al perdono di Dio. Fratelli e sorelle, per favore, per favore: apriamo le porte! Cerchiamo di essere anche noi � con le parole, i gesti, le attivit� quotidiane � come Ges�: una porta aperta, una porta che non viene mai sbattuta in faccia a nessuno, una porta che permette a tutti di entrare a sperimentare la bellezza dell�amore e del perdono del Signore.

Ripeto questo soprattutto a me stesso, ai fratelli Vescovi e sacerdoti: a noi pastori. Perch� il pastore, dice Ges�, non � un brigante o un ladro (cfr Gv 10,8); non approfitta, cio�, del suo ruolo, non opprime il gregge che gli � affidato, non �ruba� lo spazio ai fratelli laici, non esercita un�autorit� rigida. Fratelli, incoraggiamoci ad essere porte sempre pi� aperte: �facilitatori� della grazia di Dio, esperti di vicinanza, disposti a offrire la vita, cos� come Ges� Cristo, nostro Signore e nostro tutto, ci insegna a braccia aperte dalla cattedra della croce e ci mostra ogni volta sull�altare, Pane vivo spezzato per noi. Lo dico anche ai fratelli e alle sorelle laici, ai catechisti, agli operatori pastorali, a chi ha responsabilit� politiche e sociali, a coloro che semplicemente portano avanti la loro vita quotidiana, talvolta con fatica: siate porte aperte! Lasciamo entrare nel cuore il Signore della vita, la sua Parola che consola e guarisce, per poi uscire fuori ed essere noi stessi porte aperte nella societ�. Essere aperti e inclusivi gli uni verso gli altri, per aiutare l�Ungheria a crescere nella fraternit�, via della pace.

Carissimi, Ges� buon Pastore ci chiama per nome e si prende cura di noi con infinita tenerezza. Egli � la porta e chi entra attraverso di Lui ha la vita eterna: Egli dunque � il nostro futuro, un futuro di �vita in abbondanza� (Gv 10,10). Perci�, non scoraggiamoci mai, non lasciamoci mai rubare la gioia e la pace che Lui ci ha donato, non chiudiamoci nei problemi o nell�apatia. Lasciamoci accompagnare dal nostro Pastore: con Lui la nostra vita, le nostre famiglie, le nostre comunit� cristiane e l�Ungheria tutta risplendano di vita nuova!

Santa Messa e recita del Regina Caeli nella Piazza Kossuth Lajos - 30/04/2023


Tutte le frasi tratte da "Regina Caeli nella Piazza Kossuth Lajos"


Lo dico anche ai fratelli e alle sorelle laici, ai catechisti, agli operatori pastorali, a chi ha responsabilit� politiche e sociali, a coloro che semplicemente portano avanti la loro vita quotidiana, talvolta con fatica: siate porte aperte! Lasciamo entrare nel cuore il Signore della vita, la sua Parola che consola e guarisce, per poi uscire fuori ed essere noi stessi porte aperte nella societ�.

- Papa Francesco -



Egli ci chiama. Viene come buon Pastore e ci chiama per nome, per dirci quanto siamo preziosi ai suoi occhi, per curare le nostre ferite e prendere su di s� le nostre debolezze, per raccoglierci in unit� nel suo ovile e renderci familiari con il Padre e tra di noi.

- Papa Francesco -



Da una parte, Ges� � la porta che si � spalancata per farci entrare nella comunione del Padre e sperimentare la sua misericordia; ma, come tutti sanno, una porta aperta serve, oltre che per entrare, anche per uscire dal luogo in cui ci si trova. E allora, dopo averci ricondotti nell�abbraccio di Dio e nell�ovile della Chiesa, Ges� � la porta che ci fa uscire verso il mondo: Egli ci spinge ad andare incontro ai fratelli.

- Papa Francesco -