Santa Messa a conclusione della XXXI Giornata Mondiale della Giovent� al �Campus Misericordiae� di Krak�w
Cari giovani, siete venuti a Cracovia per incontrare Ges�. E il Vangelo oggi ci parla proprio dell�incontro tra Ges� e un uomo, Zaccheo, a Gerico (cfr Lc 19,1-10). L� Ges� non si limita a predicare, o a salutare qualcuno, ma vuole � dice l�Evangelista � attraversare la citt� (cfr v. 1). Ges� desidera, in altre parole, avvicinarsi alla vita di ciascuno, percorrere il nostro cammino fino in fondo, perch� la sua vita e la nostra vita si incontrino davvero.
Avviene cos� l�incontro pi� sorprendente, quello con Zaccheo, il capo dei �pubblicani�, cio� degli esattori delle tasse. Dunque Zaccheo era un ricco collaboratore degli odiati occupanti romani; era uno sfruttatore del suo popolo, uno che, per la sua cattiva fama, non poteva nemmeno avvicinarsi al Maestro. Ma l�incontro con Ges� gli cambia la vita, come � stato e ogni giorno pu� essere per ciascuno di noi. Zaccheo, per�, ha dovuto affrontare alcuni ostacoli per incontrare Ges�. Non � stato facile, per lui, ha dovuto affrontare alcuni ostacoli, almeno tre, che possono dire qualcosa anche a noi.
Il primo � la bassa statura: Zaccheo non riusciva a vedere il Maestro perch� era piccolo. Anche oggi possiamo correre il rischio di stare a distanza da Ges� perch� non ci sentiamo all�altezza, perch� abbiamo una bassa considerazione di noi stessi. Questa � una grande tentazione, che non riguarda solo l�autostima, ma tocca anche la fede. Perch� la fede ci dice che noi siamo �figli di Dio, e lo siamo realmente� (1 Gv 3,1): siamo stati creati a sua immagine; Ges� ha fatto sua la nostra umanit� e il suo cuore non si staccher� mai da noi; lo Spirito Santo desidera abitare in noi; siamo chiamati alla gioia eterna con Dio! Questa � la nostra �statura�, questa � la nostra identit� spirituale: siamo i figli amati di Dio, sempre. Capite allora che non accettarsi, vivere scontenti e pensare in negativo significa non riconoscere la nostra identit� pi� vera: � come girarsi dall�altra parte mentre Dio vuole posare il suo sguardo su di me, � voler spegnere il sogno che Egli nutre per me. Dio ci ama cos� come siamo, e nessun peccato, difetto o sbaglio gli far� cambiare idea. Per Ges� � ce lo mostra il Vangelo � nessuno � inferiore e distante, nessuno insignificante, ma tutti siamo prediletti e importanti: tu sei importante! E Dio conta su di te per quello che sei, non per ci� che hai: ai suoi occhi non vale proprio nulla il vestito che porti o il cellulare che usi; non gli importa se sei alla moda, gli importi tu, cos� come sei. Ai suoi occhi vali e il tuo valore � inestimabile.
Quando nella vita ci capita di puntare in basso anzich� in alto, pu� aiutarci questa grande verit�: Dio � fedele nell�amarci, persino ostinato. Ci aiuter� pensare che ci ama pi� di quanto noi amiamo noi stessi, che crede in noi pi� di quanto noi crediamo in noi stessi, che �fa sempre il tifo� per noi come il pi� irriducibile dei tifosi. Sempre ci attende con speranza, anche quando ci rinchiudiamo nelle nostre tristezze, rimuginando continuamente sui torti ricevuti e sul passato. Ma affezionarci alla tristezza non � degno della nostra statura spirituale! E� anzi un virus che infetta e blocca tutto, che chiude ogni porta, che impedisce di riavviare la vita, di ricominciare. Dio, invece, � ostinatamente speranzoso: crede sempre che possiamo rialzarci e non si rassegna a vederci spenti e senza gioia. E� triste vedere un giovane senza gioia. Perch� siamo sempre i suoi figli amati. Ricordiamoci di questo all�inizio di ogni giornata. Ci far� bene ogni mattina dirlo nella preghiera: �Signore, ti ringrazio perch� mi ami; sono sicuro che tu mi ami; fammi innamorare della mia vita�. Non dei miei difetti, che vanno corretti, ma della vita, che � un grande dono: � il tempo per amare ed essere amati.
Zaccheo aveva un secondo ostacolo sulla via dell�incontro con Ges�: la vergogna paralizzante. Su questo abbiamo detto qualcosa ieri sera. Possiamo immaginare che cosa sia successo nel cuore di Zaccheo prima di salire su quel sicomoro, ci sar� stata una bella lotta: da una parte una curiosit� buona, quella di conoscere Ges�; dall�altra il rischio di una tremenda figuraccia. Zaccheo era un personaggio pubblico; sapeva che, provando a salire sull�albero, sarebbe diventato ridicolo agli occhi di tutti, lui, un capo, un uomo di potere, ma tanto odiato. Ma ha superato la vergogna, perch� l�attrattiva di Ges� era pi� forte. Avrete sperimentato che cosa succede quando una persona diventa tanto attraente da innamorarsene: allora pu� capitare di fare volentieri cose che non si sarebbero mai fatte. Qualcosa di simile accadde nel cuore di Zaccheo, quando sent� che Ges� era talmente importante che avrebbe fatto qualunque cosa per Lui, perch� Lui era l�unico che poteva tirarlo fuori dalle sabbie mobili del peccato e della scontentezza. E cos� la vergogna che paralizza non ha avuto la meglio: Zaccheo � dice il Vangelo � �corse avanti�, �sal� e poi, quando Ges� lo chiam�, �scese in fretta� (vv. 4.6). Ha rischiato, si � messo in gioco. Questo � anche per noi il segreto della gioia: non spegnere la curiosit� bella, ma mettersi in gioco, perch� la vita non va chiusa in un cassetto. Davanti a Ges� non si pu� rimanere seduti in attesa con le braccia conserte; a Lui, che ci dona la vita, non si pu� rispondere con un pensiero o con un semplice �messaggino�!
Cari giovani, non vergognatevi di portargli tutto, specialmente le debolezze, le fatiche e i peccati nella Confessione: Lui sapr� sorprendervi con il suo perdono e la sua pace. Non abbiate paura di dirgli �s� con tutto lo slancio del cuore, di rispondergli generosamente, di seguirlo! Non lasciatevi anestetizzare l�anima, ma puntate al traguardo dell�amore bello, che richiede anche la rinuncia, e un �no� forte al doping del successo ad ogni costo e alla droga del pensare solo a s� e ai propri comodi.
Dopo la bassa statura, dopo vergogna paralizzante, c�� un terzo ostacolo che Zaccheo ha dovuto affrontare, non pi� dentro di s�, ma attorno a s�. � la folla mormorante, che prima lo ha bloccato e poi lo ha criticato: Ges� non doveva entrare in casa sua, in casa di un peccatore! Quanto � difficile accogliere davvero Ges�, quanto � duro accettare un �Dio, ricco di misericordia� (Ef 2,4). Potranno ostacolarvi, cercando di farvi credere che Dio � distante, rigido e poco sensibile, buono con i buoni e cattivo con i cattivi. Invece il nostro Padre �fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni� (Mt 5,45) e ci invita al coraggio vero: essere pi� forti del male amando tutti, persino i nemici. Potranno ridere di voi, perch� credete nella forza mite e umile della misericordia. Non abbiate timore, ma pensate alle parole di questi giorni: �Beati i misericordiosi, perch� troveranno misericordia� (Mt 5,7). Potranno giudicarvi dei sognatori, perch� credete in una nuova umanit�, che non accetta l�odio tra i popoli, non vede i confini dei Paesi come delle barriere e custodisce le proprie tradizioni senza egoismi e risentimenti. Non scoraggiatevi: col vostro sorriso e con le vostre braccia aperte voi predicate speranza e siete una benedizione per l�unica famiglia umana, che qui cos� bene rappresentate!
La folla, quel giorno, ha giudicato Zaccheo, lo ha guardato dall�alto in basso; Ges�, invece, ha fatto il contrario: ha alzato lo sguardo verso di lui (v. 5). Lo sguardo di Ges� va oltre i difetti e vede la persona; non si ferma al male del passato, ma intravede il bene nel futuro; non si rassegna di fronte alle chiusure, ma ricerca la via dell�unit� e della comunione; in mezzo a tutti, non si ferma alle apparenze, ma guarda al cuore. Ges� guarda il nostro cuore, il tuo cuore, il mio cuore. Con questo sguardo di Ges�, voi potete far crescere un�altra umanit�, senza aspettare che vi dicano �bravi�, ma cercando il bene per s� stesso, contenti di conservare il cuore pulito e di lottare pacificamente per l�onest� e la giustizia. Non fermatevi alla superficie delle cose e diffidate delle liturgie mondane dell�apparire, dal maquillage dell�anima per sembrare migliori. Invece, installate bene la connessione pi� stabile, quella di un cuore che vede e trasmette il bene senza stancarsi. E quella gioia che gratuitamente avete ricevuto da Dio, per favore, gratuitamente donatela (cfr Mt 10,8), perch� tanti la attendono! E la attendono da voi.
Ascoltiamo, infine, le parole di Ges� a Zaccheo, che sembrano dette apposta per noi oggi, per ognuno di noi: �Scendi subito, perch� oggi devo fermarmi a casa tua� (v. 5). �Scendi subito, perch� oggi devo fermarmi con te. Aprimi la porta del tuo cuore�. Ges� ti rivolge lo stesso invito: �Oggi devo fermarmi a casa tua�. La GMG, potremmo dire, comincia oggi e continua domani, a casa, perch� � l� che Ges� vuole incontrarti d�ora in poi. Il Signore non vuole restare soltanto in questa bella citt� o nei ricordi cari, ma desidera venire a casa tua, abitare la tua vita di ogni giorno: lo studio e i primi anni di lavoro, le amicizie e gli affetti, i progetti e i sogni. Quanto gli piace che nella preghiera tutto questo sia portato a Lui! Quanto spera che tra tutti i contatti e le chat di ogni giorno ci sia al primo posto il filo d�oro della preghiera! Quanto desidera che la sua Parola parli ad ogni tua giornata, che il suo Vangelo diventi tuo, e che sia il tuo �navigatore� sulle strade della vita!
Mentre ti chiede di venire a casa tua, Ges�, come ha fatto con Zaccheo, ti chiama per nome. Tutti noi, Ges� chiama per nome. Il tuo nome � prezioso per Lui. Il nome di Zaccheo evocava, nella lingua del tempo, il ricordo di Dio. Fidatevi del ricordo di Dio: la sua memoria non � un �disco rigido� che registra e archivia tutti i nostri dati, la sua memoria � un cuore tenero di compassione, che gioisce nel cancellare definitivamente ogni nostra traccia di male. Proviamo anche noi, ora, a imitare la memoria fedele di Dio e a custodire il bene che abbiamo ricevuto in questi giorni. In silenzio facciamo memoria di questo incontro, custodiamo il ricordo della presenza di Dio e della sua Parola, ravviviamo in noi la voce di Ges� che ci chiama per nome. Cos� preghiamo in silenzio, facendo memoria, ringraziando il Signore che qui ci ha voluti e incontrati.
Omelia del Santo Padre durante la Santa Messa a conclusione della XXXI Giornata Mondiale della Giovent� al �Campus Misericordiae� di Krak�w - 31/07/2016
Tutte le frasi tratte da "Santa Messa a conclusione della XXXI Giornata Mondiale della Giovent� al �Campus Misericordiae� di Krak�w"
Dio � fedele nell�amarci, persino ostinato. [...] Ci ama pi� di quanto noi amiamo noi stessi, che crede in noi pi� di quanto noi crediamo in noi stessi, che �fa sempre il tifo� per noi come il pi� irriducibile dei tifosi. Sempre ci attende con speranza, anche quando ci rinchiudiamo nelle nostre tristezze, rimuginando continuamente sui torti ricevuti e sul passato.

- Papa Francesco -
Fidatevi del ricordo di Dio: la sua memoria non � un �disco rigido� che registra e archivia tutti i nostri dati, la sua memoria � un cuore tenero di compassione, che gioisce nel cancellare definitivamente ogni nostra traccia di male.

- Papa Francesco -
Non fermatevi alla superficie delle cose e diffidate delle liturgie mondane dell�apparire, dal maquillage dell�anima per sembrare migliori. Invece, installate bene la connessione pi� stabile, quella di un cuore che vede e trasmette il bene senza stancarsi. E quella gioia che gratuitamente avete ricevuto da Dio, per favore, gratuitamente donatela, perch� tanti la attendono!

- Papa Francesco -
Potranno giudicarvi dei sognatori, perch� credete in una nuova umanit�, che non accetta l�odio tra i popoli, non vede i confini dei Paesi come delle barriere e custodisce le proprie tradizioni senza egoismi e risentimenti. Non scoraggiatevi: col vostro sorriso e con le vostre braccia aperte voi predicate speranza e siete una benedizione per l�unica famiglia umana.

- Papa Francesco -