Santa Messa con il Rito di Canonizzazione dei Beati: Vincenzo Grossi, Maria dell�Immacolata Concezione, Ludovico Martin e Maria Azelia Gu�rin
Le Letture bibliche ci presentano oggi il tema del servizio e ci chiamano a seguire Ges� nella via dell�umilt� e della croce.
Il profeta Isaia delinea la figura del Servo di Jahw� (53,10-11) e la sua missione di salvezza. Si tratta di un personaggio che non vanta genealogie illustri, � disprezzato, evitato da tutti, esperto nel soffrire. Uno a cui non attribuiscono imprese grandiose, n� celebri discorsi, ma che porta a compimento il piano di Dio attraverso una presenza umile e silenziosa e attraverso il proprio patire. La sua missione, infatti, si realizza mediante la sofferenza, che gli permette di comprendere i sofferenti, di portare il fardello delle colpe altrui e di espiarle. L�emarginazione e la sofferenza del Servo del Signore, protratte fino alla morte, si rivelano feconde, al punto tale da riscattare e salvare le moltitudini.
Ges� � il Servo del Signore: la sua vita e la sua morte, interamente nella forma del servizio (cfr Fil 2,7), sono state causa della nostra salvezza e della riconciliazione dell�umanit� con Dio. Il kerigma, cuore del Vangelo, attesta che nella sua morte e risurrezione si sono adempiute le profezie del Servo del Signore. Il racconto di san Marco descrive la scena di Ges� alle prese con i discepoli Giacomo e Giovanni, i quali � supportati dalla madre � volevano sedere alla sua destra e alla sua sinistra nel regno di Dio (cfr Mc 10,37), rivendicando posti d�onore, secondo una loro visione gerarchica del regno stesso. La prospettiva in cui si muovono risulta ancora inquinata da sogni di realizzazione terrena. Ges� allora d� un primo �scossone� a quelle convinzioni dei discepoli chiamando il suo cammino su questa terra: �Il calice che io bevo, anche voi lo berrete � ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra, non sta a me concederlo; � per coloro per i quali � stato preparato (vv. 39-40). Con l�immagine del calice, Egli assicura ai due la possibilit� di essere associati fino in fondo al suo destino di sofferenza, senza tuttavia garantire i posti d�onore ambiti. La sua risposta � un invito a seguirlo sulla via dell�amore e del servizio, respingendo la tentazione mondana di voler primeggiare e comandare sugli altri.
Di fronte a gente che briga per ottenere il potere e il successo, per farsi vedere, di fronte a gente che vuole siano riconosciuti i propri meriti, i propri lavori, i discepoli sono chiamati a fare il contrario. Pertanto li ammonisce: �Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi per� non � cos�; ma chi vuole diventare grande tra voi sar� vostro servitore� (vv. 42-44). Con queste parole indica il servizio quale stile dell�autorit� nella comunit� cristiana. Chi serve gli altri ed � realmente senza prestigio esercita la vera autorit� nella Chiesa. Ges� ci invita a cambiare mentalit� e a passare dalla bramosia del potere alla gioia di scomparire e servire; a sradicare l�istinto del dominio sugli altri ed esercitare la virt� dell�umilt�.
E dopo aver presentato un modello da non imitare, offre s� stesso quale ideale a cui riferirsi. Nell�atteggiamento del Maestro la comunit� trover� la motivazione della nuova prospettiva di vita: �Anche il Figlio dell�uomo infatti non � venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti� (v. 45). Nella tradizione biblica il Figlio dell�uomo � colui che riceve da Dio �potere, gloria e regno� (Dn 7,14). Ges� riempie di nuovo senso questa immagine e precisa che Egli ha il potere in quanto servo, la gloria in quanto capace di abbassamento, l�autorit� regale in quanto disponibile al totale dono della vita. � infatti con la sua passione e morte che Egli conquista l�ultimo posto, raggiunge il massimo di grandezza nel servizio, e ne fa dono alla sua Chiesa.
C�� incompatibilit� tra un modo di concepire il potere secondo criteri mondani e l�umile servizio che dovrebbe caratterizzare l�autorit� secondo l�insegnamento e l�esempio di Ges�. Incompatibilit� tra ambizioni, arrivismi e sequela di Cristo; incompatibilit� tra onori, successo, fama, trionfi terreni e la logica di Cristo crocifisso. C�� invece compatibilit� tra Ges� �esperto nel patire� e la nostra sofferenza. Ce lo ricorda la Lettera agli Ebrei, che presenta Cristo come il sommo sacerdote che condivide in tutto la nostra condizione umana, eccetto il peccato: �Non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso � stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato� (4,15). Ges� esercita essenzialmente un sacerdozio di misericordia e di compassione. Egli ha fatto l�esperienza diretta delle nostre difficolt�, conosce dall�interno la nostra condizione umana; il non aver sperimentato il peccato non gli impedisce di capire i peccatori. La sua gloria non � quella dell�ambizione o della sete di dominio, ma � la gloria di amare gli uomini, assumere e condividere la loro debolezza e offrire loro la grazia che risana, accompagnarli con tenerezza infinita, accompagnarli nel loro tribolato cammino.
Ognuno di noi, in quanto battezzato, partecipa per parte propria al sacerdozio di Cristo; i fedeli laici al sacerdozio comune, i sacerdoti al sacerdozio ministeriale. Pertanto, tutti possiamo ricevere la carit� che promana dal suo Cuore aperto, sia per noi stessi sia per gli altri: diventando �canali� del suo amore, della sua compassione, specialmente verso quanti sono nel dolore, nell�angoscia, nello scoraggiamento e nella solitudine.
Coloro che oggi sono stati proclamati Santi, hanno costantemente servito con umilt� e carit� straordinarie i fratelli, imitando cos� il divino Maestro. San Vincenzo Grossi fu parroco zelante, sempre attento ai bisogni della sua gente, specialmente alle fragilit� dei giovani. Per tutti spezz� con ardore il pane della Parola e divenne buon samaritano per i pi� bisognosi.
Santa Maria dell�Immacolata Concezione, attingendo dalle sorgenti della preghiera e della contemplazione, visse in prima persona con grande umilt� il servizio agli ultimi, con una attenzione particolare ai figli dei poveri e agli ammalati.
I santi coniugi Ludovico Martin e Maria Azelia Gu�rin hanno vissuto il servizio cristiano nella famiglia, costruendo giorno per giorno un ambiente pieno di fede e di amore; e in questo clima sono germogliate le vocazioni delle figlie, tra cui santa Teresa di Ges� Bambino.
La testimonianza luminosa di questi nuovi Santi ci sprona a perseverare sulla strada del servizio gioioso ai fratelli, confidando nell�aiuto di Dio e nella materna protezione di Maria. Dal cielo ora veglino su di noi e ci sostengano con la loro potente intercessione.
Omelia del Santo Padre durante la Santa Messa con il Rito di Canonizzazione dei Beati: Vincenzo Grossi, Maria dell�Immacolata Concezione, Ludovico Martin e Maria Azelia Gu�rin - 18/10/2015
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Ognuno di noi, in quanto battezzato, partecipa per parte propria al sacerdozio di Cristo; i fedeli laici al sacerdozio comune, i sacerdoti al sacerdozio ministeriale. Pertanto, tutti possiamo ricevere la carit� che promana dal suo Cuore aperto, sia per noi stessi sia per gli altri: diventando �canali� del suo amore, della sua compassione, specialmente verso quanti sono nel dolore, nell'angoscia, nello scoraggiamento e nella solitudine.

- Papa Francesco -
Chi serve gli altri ed � realmente senza prestigio esercita la vera autorit� nella Chiesa. Ges� ci invita a cambiare mentalit� e a passare dalla bramosia del potere alla gioia di scomparire e servire; a sradicare l�istinto del dominio sugli altri ed esercitare la virt� dell�umilt�.

- Papa Francesco -