Citazione spirituale

Santa Messa di apertura del Meeting �Liberi dalla paura� presieduta dal Santo Padre alla Fraterna Domus di Sacrofano

La ricchezza delle Letture scelte per questa celebrazione eucaristica pu� essere riassunta in una sola frase: �Non abbiate paura�.

Il brano del Libro dell�Esodo ci ha presentato gli Israeliti presso il Mar Rosso, terrorizzati dal fatto che l�esercito del Faraone li ha inseguiti e sta per raggiungerli. Molti pensano: era meglio rimanere in Egitto e vivere come schiavi piuttosto che morire nel deserto. Ma Mos� invita il popolo a non avere paura, perch� il Signore � con loro: �Siate forti e vedrete la salvezza del Signore, il quale oggi agir� per voi� (Es 14,13). Il lungo viaggio attraverso il deserto, necessario per giungere alla Terra promessa, comincia con questa prima grande prova. Israele � chiamato a guardare oltre le avversit� del momento, a superare la paura e riporre piena fiducia nell�azione salvifica e misteriosa del Signore.

Nella pagina del Vangelo di Matteo (14,22-33), i discepoli restano turbati e gridano per la paura alla vista del Maestro che cammina sulle acque, pensando che sia un fantasma. Sulla barca agitata dal forte vento, essi non sono capaci di riconoscere Ges�; ma Lui li rassicura: �Coraggio, sono io, non abbiate paura!� (v. 27). Pietro, con un misto di diffidenza ed entusiasmo, chiede a Ges� una prova: �Comandami di venire verso di te sulle acque� (v. 28). Ges� lo chiama. Pietro fa qualche passo, ma poi la violenza del vento lo impaurisce di nuovo e comincia ad affondare. Mentre lo afferra per salvarlo, il Maestro lo rimprovera: �Uomo di poca fede, perch� hai dubitato?� (v. 31).

Attraverso questi episodi biblici, il Signore parla oggi a noi e ci chiede di lasciare che Lui ci liberi dalle nostre paure. �Liberi dalla paura� � proprio il tema scelto per questo vostro incontro. �Liberi dalla paura�. La paura � l�origine della schiavit�: gli israeliti preferirono diventare schiavi per paura. � anche l�origine di ogni dittatura, perch� sulla paura del popolo cresce la violenza dei dittatori.

Di fronte alle cattiverie e alle brutture del nostro tempo, anche noi, come il popolo d�Israele, siamo tentati di abbandonare il nostro sogno di libert�. Proviamo legittima paura di fronte a situazioni che ci sembrano senza via d�uscita. E non bastano le parole umane di un condottiero o di un profeta a rassicurarci, quando non riusciamo a sentire la presenza di Dio e non siamo capaci di abbandonarci alla sua provvidenza. Cos�, ci chiudiamo in noi stessi, nelle nostre fragili sicurezze umane, nel circolo delle persone amate, nella nostra routine rassicurante. E alla fine rinunciamo al viaggio verso la Terra promessa per tornare alla schiavit� dell�Egitto.

Questo ripiegamento su s� stessi, segno di sconfitta, accresce il nostro timore verso gli �altri�, gli sconosciuti, gli emarginati, i forestieri � che peraltro sono i privilegiati del Signore, come leggiamo in Matteo 25. E questo si nota particolarmente oggi, di fronte all�arrivo di migranti e rifugiati che bussano alla nostra porta in cerca di protezione, sicurezza e un futuro migliore. � vero, il timore � legittimo, anche perch� manca la preparazione a questo incontro. Lo dicevo l�anno scorso, in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato: �Non � facile entrare nella cultura altrui, mettersi nei panni di persone cos� diverse da noi, comprenderne i pensieri e le esperienze. E cos�, spesso, rinunciamo all�incontro con l�altro e alziamo barriere per difenderci�. Rinunciare a un incontro non � umano.

Siamo chiamati invece a superare la paura per aprirci all�incontro. E per fare questo non bastano giustificazioni razionali e calcoli statistici. Mos� dice al popolo di fronte al Mar Rosso, con un nemico agguerrito che lo incalza alle spalle: �Non abbiate paura�, perch� il Signore non abbandona il suo popolo, ma agisce misteriosamente nella storia per realizzare il suo piano di salvezza. Mos� parla cos� semplicemente perch� si fida di Dio.

L�incontro con l�altro, poi, � anche incontro con Cristo. Ce l�ha detto Lui stesso. � Lui che bussa alla nostra porta affamato, assetato, forestiero, nudo, malato, e carcerato, chiedendo di essere incontrato e assistito. E se avessimo ancora qualche dubbio, ecco la sua parola chiara: �In verit� io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi� piccoli, l�avete fatto a me� (Mt 25,40).

Pu� essere compreso in questo senso anche l�incoraggiamento del Maestro ai suoi discepoli: �Coraggio, sono io, non abbiate paura!� (Mt 14,27). � davvero Lui, anche se i nostri occhi fanno fatica a riconoscerLo: coi vestiti rotti, con i piedi sporchi, col volto deformato, il corpo piagato, incapace di parlare la nostra lingua... Anche noi, come Pietro, potremmo essere tentati di mettere Ges� alla prova, e di chiedergli un segno. E magari, dopo qualche passo titubante verso di Lui, rimanere nuovamente vittime delle nostre paure. Ma il Signore non ci abbandona! Anche se siamo uomini e donne �di poca fede�, Cristo continua a tendere la sua mano per salvarci e permettere l�incontro con Lui, un incontro che ci salva e ci restituisce la gioia di essere suoi discepoli.

Se questa � una valida chiave di lettura della nostra storia di oggi, allora dovremmo cominciare a ringraziare chi ci d� l�occasione di questo incontro, ossia gli �altri� che bussano alle nostre porte, offrendoci la possibilit� di superare le nostre paure per incontrare, accogliere e assistere Ges� in persona.

E chi ha avuto la forza di lasciarsi liberare dalla paura, chi ha sperimentato la gioia di questo incontro � chiamato oggi ad annunciarlo sui tetti, apertamente, per aiutare altri a fare lo stesso, predisponendosi all�incontro con Cristo e la sua salvezza.

Fratelli e sorelle, si tratta di una grazia che porta con s� una missione, frutto di affidamento completo al Signore, che � per noi l�unica vera certezza. Per questo, come singoli e come comunit�, siamo chiamati a fare nostra la preghiera del popolo redento: �Mia forza e mio canto � il Signore, egli � stato la mia salvezza� (Es 15,2).

Omelia del Santo Padre durante la Santa Messa di apertura del Meeting �Liberi dalla paura� presieduta dal Santo Padre alla Fraterna Domus di Sacrofano - 15/02/2019


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Chi ha avuto la forza di lasciarsi liberare dalla paura, chi ha sperimentato la gioia di questo incontro � chiamato oggi ad annunciarlo sui tetti, apertamente, per aiutare altri a fare lo stesso, predisponendosi all�incontro con Cristo e la sua salvezza.

- Papa Francesco -



Di fronte alle cattiverie e alle brutture del nostro tempo, anche noi, come il popolo d�Israele, siamo tentati di abbandonare il nostro sogno di libert�. Proviamo legittima paura di fronte a situazioni che ci sembrano senza via d�uscita.[...] Questo ripiegamento su s� stessi, segno di sconfitta, accresce il nostro timore verso gli �altri�, gli sconosciuti, gli emarginati, i forestieri � che peraltro sono i privilegiati del Signore.

- Papa Francesco -



L�incontro con l�altro � anche incontro con Cristo. Ce l�ha detto Lui stesso. � Lui che bussa alla nostra porta affamato, assetato, forestiero, nudo, malato, e carcerato, chiedendo di essere incontrato e assistito. E se avessimo ancora qualche dubbio, ecco la sua parola chiara: �In verit� io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi� piccoli, l�avete fatto a me�.

- Papa Francesco -