Citazione spirituale

Santa Messa nella Base Aerea �Las Palmas� di Lima - Viaggio Apostolico in Cile e Per�

�Alzati, va� a Ninive, la grande citt�, e annuncia loro quanto ti dico� (Gn 3,2). Con queste parole il Signore si rivolgeva a Giona mettendolo in movimento verso quella grande citt� che era sul punto di essere distrutta a causa dei suoi molti mali. Vediamo anche Ges�, nel Vangelo, in cammino verso la Galilea per predicare la sua buona notizia (cfr Mc 1,14). Entrambe le letture ci rivelano Dio in movimento davanti alle citt� di ieri e di oggi. Il Signore si mette in cammino: va a Ninive, in Galilea,� a Lima, a Trujillo, a Puerto Maldonado� il Signore viene qui. Si mette in movimento per entrare nella nostra storia personale e concreta. Lo abbiamo celebrato da poco: � l�Emmanuele, il Dio che vuole stare sempre con noi. S�, qui a Lima, o dovunque stai vivendo, nella vita quotidiana del lavoro sempre uguale, nell�educazione dei figli, piena di speranza, tra le tue aspirazioni e i tuoi impegni; nell�intimit� della casa e nel rumore assordante delle nostre strade. E� l�, in mezzo alle strade polverose della storia, dove il Signore ti viene incontro.

Certe volte pu� succederci lo stesso che a Giona. Le nostre citt�, con le situazioni di dolore e di ingiustizia che ogni giorno si ripetono, possono suscitare in noi la tentazione di fuggire, di nasconderci, di defilarci. E i motivi, a Giona e ai noi, non mancano. Guardando la citt� potremmo cominciare a constatare che ci sono �ci sono cittadini che ottengono i mezzi adeguati per lo sviluppo della vita personale e familiare� � e questo ci rallegra �, per� �sono moltissimi i �non cittadini�, i �cittadini a met�� o gli �avanzi urbani��[1] che stanno ai bordi delle nostre strade, che vanno a vivere ai margini delle nostre citt� senza condizioni necessarie per condurre una vita dignitosa, e fa male constatare che molte volte tra questi �avanzi umani� si trovano i volti di tanti bambini e adolescenti. Si trova il volto del futuro.

E vedendo queste cose nelle nostre citt�, nei nostri quartieri � che potrebbero essere luoghi di incontro e di solidariet�, di gioia � finisce per provocare quella che potremmo chiamare la sindrome di Giona: uno spazio di fuga e di sfiducia (cfr Gn 1,3). Uno spazio per l�indifferenza, che ci trasforma in anonimi e sordi davanti agli altri, ci fa diventare esseri impersonali dal cuore asettico, e con questo atteggiamento facciamo male all�anima del popolo, di questo nobile popolo. Come ci faceva notare Benedetto XVI, �la misura dell�umanit� si determina essenzialmente nel suo rapporto con la sofferenza e col sofferente. [�] Una societ� che non riesce ad accettare i sofferenti e non � capace di contribuire mediante la com-passione a far s� che la sofferenza venga condivisa e portata anche interiormente � una societ� crudele e disumana�.[2]

Quando arrestarono Giovanni [il Battista], Ges� si rec� in Galilea a predicare il Vangelo di Dio. A differenza di Giona, Ges�, di fronte a un avvenimento doloroso e ingiusto come fu l�arresto di Giovanni, entra nella citt�, entra in Galilea e comincia da quella piccola popolazione a seminare quello che sarebbe stato l�inizio della pi� grande speranza: il Regno di Dio � vicino, Dio � in mezzo a noi. E il Vangelo stesso ci mostra la gioia e l�effetto a catena che questo produce: cominci� con Simone e Andrea, poi Giacomo e Giovanni (cfr Mc 1,14-20) e, a partire da allora, passando per Santa Rosa da Lima, San Toribio, San Martino de Porres, San Giovanni Mac�as, San Francesco Solano, � giunto fino a noi annunciato dalla nube di testimoni che hanno creduto in Lui. E� arrivato fino a Lima, fino a noi per impegnarsi nuovamente come un rinnovato antidoto contro la globalizzazione dell�indifferenza. Perch� davanti a questo Amore non si pu� rimanere indifferenti.

Ges� ha chiamato i suoi discepoli a vivere nell�oggi ci� che ha sapore di eternit�: l�amore per Dio e per il prossimo; e lo fa nell�unica maniera in cui pu� farlo, alla maniera divina: suscitando la tenerezza e l�amore misericordioso, suscitando la compassione e aprendo i loro occhi perch� imparino a guardare la realt� in maniera divina. Li invita a creare nuovi legami, nuove alleanze portatrici di eternit�.

Ges� percorre la citt�; lo fa con i suoi discepoli e comincia a vedere, ad ascoltare, a fare attenzione a coloro che avevano ceduto sotto il manto dell�indifferenza, lapidati dal grave peccato della corruzione. Comincia a svelare tante situazioni che soffocavano la speranza del suo popolo suscitando una nuova speranza. Chiama i suoi discepoli e li invita ad andare con Lui, li invita a percorrere la citt�, ma cambia loro il ritmo, insegna a guardare ci� a cui fino ad ora passavano sopra, indica nuove urgenze. Convertitevi, dice loro, il Regno dei Cieli � incontrare in Ges� Dio che mescola la sua vita con la vita del suo popolo, si coinvolge e coinvolge altri perch� non abbiano paura di fare di questa storia una storia di salvezza (cfr Mc 1,15.21ss.).

Ges� continua a camminare per le nostre strade, come ieri continua a bussare alle porte, a bussare ai cuori per riaccendere la speranza e gli aneliti: che il degrado sia superato dalla fraternit�, l�ingiustizia vinta dalla solidariet� e la violenza spenta con le armi della pace. Ges� continua a chiamare e vuole ungerci col suo Spirito perch� anche noi andiamo a ungere con quella unzione capace di guarire la speranza ferita e rinnovare il nostro sguardo.

Ges� continua a camminare e risveglia la speranza che ci libera da rapporti vuoti e da analisi impersonali e chiama a coinvolgerci come fermenti l� dove siamo, dove ci � dato di vivere, in quell�angolino di tutti i giorni. Il Regno dei Cieli � in mezzo a voi � ci dice �, � l� dove sappiamo usare un po� di tenerezza e di compassione, dove non abbiamo paura di creare spazi perch� i ciechi vedano, i paralitici camminino, i lebbrosi siano purificati e i sordi odano (cfr Lc 7,22), e cos� tutti quelli che davamo per perduti godano della Risurrezione. Dio non si stanca e non si stancher� di camminare per raggiungere i suoi figli. Ognuno di loro. Come accenderemo la speranza se mancano profeti? Come affronteremo il futuro se ci manca l�unit�? Come arriver� Ges� in tanti posti, se mancano audaci e validi testimoni?

Oggi il Signore ti chiama a percorrere con Lui la citt�, ti invita a percorrere con Lui la tua citt�. Ti chiama ad essere suo discepolo missionario, e cos� a diventare partecipe di quel grande sussurro che vuole continuare a risuonare in ogni angolo della nostra vita: Rallegrati, il Signore � con te!

Omelia del Santo Padre durante la Santa Messa nella Base Aerea �Las Palmas� di Lima - Viaggio Apostolico in Cile e Per� - 21/01/2018


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Dio non si stanca e non si stancher� di camminare per raggiungere i suoi figli. Ognuno di loro. Come accenderemo la speranza se mancano profeti? Come affronteremo il futuro se ci manca l�unit�? Come arriver� Ges� in tanti posti, se mancano audaci e validi testimoni?

- Papa Francesco -



Ges� ha chiamato i suoi discepoli a vivere nell�oggi ci� che ha sapore di eternit�: l�amore per Dio e per il prossimo; e lo fa nell�unica maniera in cui pu� farlo, alla maniera divina: suscitando la tenerezza e l�amore misericordioso, suscitando la compassione e aprendo i loro occhi perch� imparino a guardare la realt� in maniera divina. Li invita a creare nuovi legami, nuove alleanze portatrici di eternit�.

- Papa Francesco -