Citazione spirituale

Santa Messa nella Festa della Presentazione del Signore e XXIII Giornata Mondiale della Vita Consacrata

La Liturgia oggi mostra Ges� che va incontro al suo popolo. � la festa dell�incontro: la novit� del Bambino incontra la tradizione del tempio; la promessa trova compimento; Maria e Giuseppe, giovani, incontrano Simeone e Anna, anziani. Tutto, insomma, si incontra quando arriva Ges�.

Che cosa dice questo a noi? Anzitutto che anche noi siamo chiamati ad accogliere Ges� che ci viene incontro. Incontrarlo: il Dio della vita va incontrato ogni giorno della vita; non ogni tanto, ma ogni giorno. Seguire Ges� non � una decisione presa una volta per tutte, � una scelta quotidiana. E il Signore non si incontra virtualmente, ma direttamente, incontrandolo nella vita, nella concretezza della vita. Altrimenti Ges� diventa solo un bel ricordo del passato. Quando invece lo accogliamo come Signore della vita, centro di tutto, cuore pulsante di ogni cosa, allora Egli vive e rivive in noi. E accade anche a noi quello che accadde nel tempio: attorno a Lui tutto si incontra, la vita diventa armoniosa. Con Ges� si ritrova il coraggio di andare avanti e la forza di restare saldi. L�incontro col Signore � la fonte. � importante allora tornare alle sorgenti: riandare con la memoria agli incontri decisivi avuti con Lui, ravvivare il primo amore, magari scrivere la nostra storia d�amore col Signore. Far� bene alla nostra vita consacrata, perch� non diventi tempo che passa, ma sia tempo di incontro.

Se facciamo memoria del nostro incontro fondante col Signore, ci accorgiamo che esso non � sorto come una questione privata tra noi e Dio. No, � sbocciato nel popolo credente, accanto a tanti fratelli e sorelle, in tempi e luoghi precisi. Ce lo dice il Vangelo, mostrando come l�incontro avviene nel popolo di Dio, nella sua storia concreta, nelle sue tradizioni vive: nel tempio, secondo la Legge, nel clima della profezia, con i giovani e gli anziani insieme (cfr Lc 2,25-28.34). Cos� anche la vita consacrata: sboccia e fiorisce nella Chiesa; se si isola, appassisce. Essa matura quando i giovani e gli anziani camminano insieme, quando i giovani ritrovano le radici e gli anziani accolgono i frutti. Invece ristagna quando si cammina da soli, quando si resta fissati al passato o ci si butta in avanti per cercare di sopravvivere. Oggi, festa dell�incontro, chiediamo la grazia di riscoprire il Signore vivo, nel popolo credente, e di far incontrare il carisma ricevuto con la grazia dell�oggi.

Il Vangelo ci dice anche che l�incontro di Dio col suo popolo ha una partenza e un traguardo. Si comincia dalla chiamata al tempio e si arriva alla visione nel tempio. La chiamata � duplice. C�� una prima chiamata �secondo la Legge� (v. 22). � quella di Giuseppe e Maria, che vanno al tempio per compiere ci� che la Legge prescrive. Il testo lo sottolinea quasi come un ritornello, ben quattro volte (cfr vv. 22.23.24.27). Non � una costrizione: i genitori di Ges� non vanno per forza o per soddisfare un mero adempimento esterno; vanno per rispondere alla chiamata di Dio. C�� poi una seconda chiamata, secondo lo Spirito. � quella di Simeone e Anna. Anche questa � evidenziata con insistenza: per tre volte, a proposito di Simeone, si parla dello Spirito Santo (cfr vv. 25.26.27) e si conclude con la profetessa Anna che, ispirata, loda Dio (cfr v. 38). Due giovani accorrono al tempio chiamati dalla Legge; due anziani mossi dallo Spirito. Questa duplice chiamata, della Legge e dello Spirito, che cosa dice alla nostra vita spirituale e alla nostra vita consacrata? Che tutti siamo chiamati a una duplice obbedienza: alla legge � nel senso di ci� che d� buon ordine alla vita � e allo Spirito, che fa cose nuove nella vita. Cos� nasce l�incontro col Signore: lo Spirito rivela il Signore, ma per accoglierlo occorre la costanza fedele di ogni giorno. Anche i carismi pi� grandi, senza una vita ordinata, non portano frutto. D�altra parte, le migliori regole non bastano senza la novit� dello Spirito: legge e Spirito vanno insieme.

Per comprendere meglio questa chiamata che vediamo oggi nei primi giorni di vita di Ges�, al tempio, possiamo andare ai primi giorni del suo ministero pubblico, a Cana, dove trasforma l�acqua in vino. Anche l� c�� una chiamata all�obbedienza, con Maria che dice: �Qualsiasi cosa [Ges�] vi dica, fatela� (Gv 2,5). Qualsiasi cosa. E Ges� chiede una cosa particolare; non fa subito una cosa nuova, non procura dal nulla il vino che manca � avrebbe potuto farlo �, ma chiede una cosa concreta e impegnativa. Chiede di riempire sei grandi anfore di pietra per la purificazione rituale, che richiamano la Legge. Voleva dire travasare circa seicento litri d�acqua dal pozzo: tempo e fatica, che parevano inutili, perch� ci� che mancava non era l�acqua, ma il vino! Eppure, proprio da quelle anfore riempite bene, �fino all�orlo� (v. 7), Ges� trae il vino nuovo. Cos� � per noi: Dio ci chiama a incontrarlo attraverso la fedelt� a cose concrete � Dio si incontra sempre nella concretezza �: la preghiera quotidiana, la Messa, la Confessione, una carit� vera, la Parola di Dio ogni giorno, la prossimit�, soprattutto ai pi� bisognosi, spiritualmente o corporalmente. Sono cose concrete, come nella vita consacrata l�obbedienza al Superiore e alle Regole. Se si mette in pratica con amore questa legge � con amore! �, lo Spirito sopraggiunge e porta la sorpresa di Dio, come al tempio e a Cana. L�acqua della quotidianit� si trasforma allora nel vino della novit� e la vita, che sembra pi� vincolata, diventa in realt� pi� libera. In questo momento mi viene alla memoria una suora, umile, che aveva proprio il carisma di essere vicina ai sacerdoti e ai seminaristi. L�altro ieri � stata introdotta qui, nella Diocesi [di Roma], la sua causa di beatificazione. Una suora semplice: non aveva grandi luci, ma aveva la saggezza dell�obbedienza, della fedelt� e di non avere paura delle novit�. Chiediamo che il Signore, tramite suor Bernardetta, dia a tutti noi la grazia di andare per questa strada.

L�incontro, che nasce dalla chiamata, culmina nella visione. Simeone dice: �I miei occhi hanno visto la tua salvezza� (Lc 2,30). Vede il Bambino e vede la salvezza. Non vede il Messia che compie prodigi, ma un piccolo bimbo. Non vede qualcosa di straordinario, ma Ges� coi genitori, che portano al tempio due tortore o due colombi, cio� l�offerta pi� umile (cfr v. 24). Simeone vede la semplicit� di Dio e accoglie la sua presenza. Non cerca altro, non chiede e non vuole di pi�, gli basta vedere il Bambino e prenderlo tra le braccia: �nunc dimittis, ora puoi lasciarmi andare� (cfr v. 29). Gli basta Dio com��. In Lui trova il senso ultimo della vita. � la visione della vita consacrata, una visione semplice e profetica nella sua semplicit�, dove si tiene il Signore davanti agli occhi e tra le mani, e non serve altro. La vita � Lui, la speranza � Lui, il futuro � Lui. La vita consacrata � questa visione profetica nella Chiesa: � sguardo che vede Dio presente nel mondo, anche se tanti non se ne accorgono; � voce che dice: �Dio basta, il resto passa�; � lode che sgorga nonostante tutto, come mostra la profetessa Anna. Era una donna molto anziana, che aveva vissuto tanti anni da vedova, ma non era cupa, nostalgica o ripiegata su di s�; al contrario sopraggiunge, loda Dio e parla solo di Lui (cfr v. 38). A me piace pensare che questa donna �chiacchierava bene�, e contro il male del chiacchiericcio questa sarebbe una buona patrona per convertirci, perch� andava da una parte all�altra dicendo solamente: �� quello! � quel bambino! Andate a vederlo!�. Mi piace vederla cos�, come una donna di quartiere.

Ecco la vita consacrata: lode che d� gioia al popolo di Dio, visione profetica che rivela quello che conta. Quand�� cos� fiorisce e diventa richiamo per tutti contro la mediocrit�: contro i cali di quota nella vita spirituale, contro la tentazione di giocare al ribasso con Dio, contro l�adattamento a una vita comoda e mondana, contro il lamento � le lamentele! �, l�insoddisfazione e il piangersi addosso, contro l�abitudine al �si fa quel che si pu� e al �si � sempre fatto cos�: queste non sono frasi secondo Dio. La vita consacrata non � sopravvivenza, non � prepararsi all� �ars bene moriendi�: questa � la tentazione di oggi davanti al calo delle vocazioni. No, non � sopravvivenza, � vita nuova. �Ma� siamo poche�� � � vita nuova. � incontro vivo col Signore nel suo popolo. � chiamata all�obbedienza fedele di ogni giorno e alle sorprese inedite dello Spirito. � visione di quel che conta abbracciare per avere la gioia: Ges�.

Omelia del Santo Padre durante la Santa Messa nella Festa della Presentazione del Signore e XXIII Giornata Mondiale della Vita Consacrata - 2/02/2019


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Con Ges� si ritrova il coraggio di andare avanti e la forza di restare saldi. L�incontro col Signore � la fonte. � importante allora tornare alle sorgenti: riandare con la memoria agli incontri decisivi avuti con Lui, ravvivare il primo amore, magari scrivere la nostra storia d�amore col Signore.

- Papa Francesco -



Il Signore non si incontra virtualmente, ma direttamente, incontrandolo nella vita, nella concretezza della vita. Altrimenti Ges� diventa solo un bel ricordo del passato. Quando invece lo accogliamo come Signore della vita, centro di tutto, cuore pulsante di ogni cosa, allora Egli vive e rivive in noi.

- Papa Francesco -



Il Dio della vita va incontrato ogni giorno della vita; non ogni tanto, ma ogni giorno. Seguire Ges� non � una decisione presa una volta per tutte, � una scelta quotidiana.

- Papa Francesco -