Santa Messa nella Piazza Knyaz Alexandar I - Viaggio Apostolico in Bulgaria e nella Macedonia del Nord
Cari fratelli e sorelle, Cristo � risorto! Christos vozkrese!
� meraviglioso il saluto con il quale i cristiani nel vostro Paese si scambiano la gioia del Risorto in questo tempo pasquale.
Tutto l�episodio che abbiamo ascoltato, narrato alla fine dei Vangeli, ci permette di immergerci in questa gioia che il Signore ci invita a �contagiare� ricordandoci tre realt� stupende che segnano la nostra vita di discepoli: Dio chiama, Dio sorprende, Dio ama.
Dio chiama. Tutto avviene sulle rive del lago di Galilea, l� dove Ges� aveva chiamato Pietro. Lo aveva chiamato a lasciare il mestiere di pescatore per diventare pescatore di uomini (cfr Lc 5,4-11). Ora, dopo tutto il cammino, dopo l�esperienza di veder morire il Maestro e nonostante l�annuncio della sua risurrezione, Pietro torna alla vita di prima: �Io vado a pescare�, dice. E gli altri discepoli non sono da meno: �Veniamo anche noi con te� (Gv 21,3). Sembrano fare un passo indietro; Pietro riprende in mano le reti a cui aveva rinunciato per Ges�. Il peso della sofferenza, della delusione, perfino del tradimento era diventato una pietra difficile da rimuovere nel cuore dei discepoli; erano ancora feriti sotto il peso del dolore e della colpa e la buona notizia della Risurrezione non aveva messo radici nel loro cuore. Il Signore sa quanto � forte per noi la tentazione di tornare alle cose di prima. Le reti di Pietro, come le cipolle d�Egitto, sono nella Bibbia simbolo della tentazione della nostalgia del passato, di voler indietro qualcosa di quanto si era voluto lasciare. Davanti alle esperienze di fallimento, di dolore e persino del fatto che le cose non risultino come si sperava, appare sempre una sottile e pericolosa tentazione che invita allo scoraggiamento e a lasciarsi cadere le braccia. � la psicologia del sepolcro che tinge tutto di rassegnazione, facendoci affezionare a una tristezza dolciastra che come una tarma corrode ogni speranza. Cos� si sviluppa la pi� grande minaccia che pu� radicarsi in seno a una comunit�: il grigio pragmatismo della vita, nella quale apparentemente tutto procede con normalit�, ma in realt� la fede si va esaurendo e degenerando in meschinit� (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 83).
Ma proprio l�, nel fallimento di Pietro, arriva Ges�, ricomincia da capo e con pazienza esce ad incontrarlo e gli dice �Simone� (v. 15): era il nome della prima chiamata. Il Signore non aspetta situazioni o stati d�animo ideali, li crea. Non aspetta di incontrarsi con persone senza problemi, senza delusioni, senza peccati o limitazioni. Egli stesso ha affrontato il peccato e la delusione per andare incontro ad ogni vivente e invitarlo a camminare. Fratelli, il Signore non si stanca di chiamare. � la forza dell�Amore che ha ribaltato ogni pronostico e sa ricominciare. In Ges�, Dio cerca di dare sempre una possibilit�. Fa cos� anche con noi: ci chiama ogni giorno a rivivere la nostra storia d�amore con Lui, a rifondarci nella novit� che � Lui. Tutte le mattine, ci cerca l� dove siamo e ci invita �ad alzarci, a risorgere sulla sua Parola, a guardare in alto e credere che siamo fatti per il Cielo, non per la terra; per le altezze della vita, non per le bassezze della morte�, e ci invita a non cercare �tra i morti Colui che � vivo� (Omelia nella Veglia Pasquale, 20 aprile 2019). Quando lo accogliamo, saliamo pi� in alto, abbracciamo il nostro futuro pi� bello non come una possibilit� ma come una realt�. Quando � la chiamata di Ges� a orientare la vita, il cuore ringiovanisce.
Dio sorprende. � il Signore delle sorprese che invita non solo a sorprendersi, ma a realizzare cose sorprendenti. Il Signore chiama e, incontrando i discepoli con le reti vuote, propone loro qualcosa di insolito: pescare di giorno, cosa piuttosto strana su quel lago. Rid� loro fiducia mettendoli in movimento e spingendoli di nuovo a rischiare, a non dare nulla e specialmente nessuno per perso. � il Signore della sorpresa che rompe le chiusure paralizzanti restituendo l�audacia capace di superare il sospetto, la sfiducia e il timore che si nasconde dietro il �si � sempre fatto cos�. Dio sorprende quando chiama e invita a gettare non solo le reti, ma noi stessi al largo nella storia e a guardare la vita, a guardare gli altri e anche noi stessi con i suoi stessi occhi che �nel peccato, vede figli da rialzare; nella morte, fratelli da risuscitare; nella desolazione, cuori da consolare. Non temere, dunque: il Signore ama questa tua vita, anche quando hai paura di guardarla e prenderla in mano� (ibid.).
Giungiamo cos� alla terza certezza di oggi. Dio chiama, Dio sorprende perch� Dio ama. L�amore � il suo linguaggio. Perci� chiede a Pietro e a noi di sintonizzarsi sulla stessa lingua: �Mi ami?�. Pietro accoglie l�invito e, dopo tanto tempo passato con Ges�, capisce che amare vuol dire smettere di stare al centro. Adesso non parte pi� da s�, ma da Ges�: �Tu conosci tutto� (Gv 21,18), risponde. Si riconosce fragile, capisce che non pu� andare avanti solo con le sue forze. E si fonda sul Signore, sulla forza del suo amore, fino alla fine. Questa � la nostra forza che ogni giorno siamo invitati a rinnovare: il Signore ci ama. Essere cristiano � una chiamata ad avere fiducia che l�Amore di Dio � pi� grande di ogni limite o peccato. Uno dei grandi dolori e ostacoli che sperimentiamo oggi non nasce tanto nel comprendere che Dio sia amore, ma nel fatto che siamo arrivati ad annunciarlo e testimoniarlo in modo tale che per molti questo non � il suo nome. Dio � amore, un amore che si dona, chiama e sorprende.
Ecco il miracolo di Dio, che fa delle nostre vite opere d�arte se ci lasciamo guidare dal suo amore. Tanti testimoni della Pasqua in questa terra benedetta hanno realizzato capolavori magnifici, ispirati da una fede semplice e da un amore grande. Offrendo la vita, sono stati segni viventi del Signore, sapendo superare con coraggio l�apatia e offrendo una risposta cristiana alle preoccupazioni che si presentavano loro (cfr Esort. ap. pstsin. Christus vivit, 174). Oggi siamo invitati a guardare e scoprire quello che il Signore ha fatto nel passato per lanciarci con Lui verso il futuro, sapendo che, nel successo e negli errori, torner� sempre a chiamarci per invitarci a gettare le reti. Quello che ho detto ai giovani nell�Esortazione che recentemente ho scritto, desidero dirlo anche a voi. Una Chiesa giovane, una persona giovane, non per l�et� ma per la forza dello Spirito, ci invita a testimoniare l�amore di Cristo, un amore che incalza e ci porta ad essere pronti a lottare per il bene comune, servitori dei poveri, protagonisti della rivoluzione della carit� e del servizio, capaci di resistere alle patologie dell�individualismo consumista e superficiale. Innamorati di Cristo, testimoni vivi del Vangelo in ogni angolo di questa citt� (cfr ibid., 174-175). Non abbiate paura di essere i santi di cui questa terra ha bisogno, una santit� che non vi toglier� forza, non vi toglier� vita o gioia; anzi, proprio al contrario, perch� giungerete voi e i figli di questa terra ad essere quello che il Padre sogn� quando vi cre� (cfr Esort. ap. Gaudete et exsultate, 32).
Chiamati, sorpresi e inviati per amore!
Omelia del Santo Padre durante la Santa Messa nella Piazza Knyaz Alexandar I - Viaggio Apostolico in Bulgaria e nella Macedonia del Nord - 5/05/2019
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Oggi siamo invitati a guardare e scoprire quello che il Signore ha fatto nel passato per lanciarci con Lui verso il futuro, sapendo che, nel successo e negli errori, torner� sempre a chiamarci per invitarci a gettare le reti.

- Papa Francesco -
Davanti alle esperienze di fallimento, di dolore e persino del fatto che le cose non risultino come si sperava, appare sempre una sottile e pericolosa tentazione che invita allo scoraggiamento e a lasciarsi cadere le braccia. � la psicologia del sepolcro che tinge tutto di rassegnazione.

- Papa Francesco -
Uno dei grandi dolori e ostacoli che sperimentiamo oggi non nasce tanto nel comprendere che Dio sia amore, ma nel fatto che siamo arrivati ad annunciarlo e testimoniarlo in modo tale che per molti questo non � il suo nome. Dio � amore, un amore che si dona, chiama e sorprende.

- Papa Francesco -
Essere cristiano � una chiamata ad avere fiducia che l�Amore di Dio � pi� grande di ogni limite o peccato.

- Papa Francesco -
Dio sorprende quando chiama e invita a gettare non solo le reti, ma noi stessi al largo nella storia e a guardare la vita, a guardare gli altri e anche noi stessi con i suoi stessi occhi.

- Papa Francesco -
Il Signore non aspetta situazioni o stati d�animo ideali, li crea. Non aspetta di incontrarsi con persone senza problemi, senza delusioni, senza peccati o limitazioni. Egli stesso ha affrontato il peccato e la delusione per andare incontro ad ogni vivente e invitarlo a camminare.

- Papa Francesco -
Una Chiesa giovane, una persona giovane, non per l�et� ma per la forza dello Spirito, ci invita a testimoniare l�amore di Cristo, un amore che incalza e ci porta ad essere pronti a lottare per il bene comune, servitori dei poveri, protagonisti della rivoluzione della carit� e del servizio, capaci di resistere alle patologie dell�individualismo consumista e superficiale.

- Papa Francesco -