Udienza ai Membri del Consiglio Superiore della Magistratura
Signor Vice-Presidente, Signori Consiglieri,
cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Desidero anzitutto esprimervi i miei pi� sentiti auguri per l�incarico che � stato assegnato a ciascuno di voi a seguito del rinnovo del Consiglio Superiore della Magistratura. Questo incarico � una responsabilit� di cui siete pienamente consapevoli e che costituisce un fondamentale punto di equilibrio e stabilit� per l�esercizio della funzione giurisdizionale.
La giurisdizione riveste oggi una complessit� crescente, in considerazione del moltiplicarsi degli interessi e dei diritti che chiedono di essere messi a confronto e che non sempre possono trovare nella legislazione una risposta precisa e piena dinanzi alla variet� dei casi concreti.
La stessa globalizzazione � come � stato opportunamente richiamato � porta infatti con s� anche aspetti di possibile confusione e disorientamento, come quando diventa veicolo per introdurre usanze, concezioni, persino norme, estranee ad un tessuto sociale con conseguente deterioramento delle radici culturali di realt� che vanno invece rispettate; e ci� per effetto di tendenze appartenenti ad altre culture, economicamente sviluppate ma eticamente indebolite (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 62). Tante volte io ho parlato delle colonizzazioni ideologiche quando mi riferisco a questo problema.
In tale contesto di scosse profonde delle radici culturali, � importante che le autorit� pubbliche, e tra queste anche quelle giurisdizionali, usino lo spazio loro concesso per dare stabilit� e rendere pi� solide le basi dell�umana convivenza mediante il recupero dei valori fondamentali.
A questi valori il Cristianesimo ha offerto il vero e pi� adeguato fondamento: l�amore di Dio, che � inseparabile dall�amore per il prossimo (cfr Mt 22,34-40).
A partire da queste basi, anche fenomeni come l�espansione della criminalit�, nelle sue espressioni economiche e finanziarie, e la piaga della corruzione, da cui sono affette anche le democrazie pi� evolute, possono trovare un argine efficace. � necessario intervenire non solo nel momento repressivo, ma anche in quello educativo, rivolto in modo particolare alle nuove generazioni, offrendo un�antropologia - che non sia relativista - ed un modello di vita in grado di rispondere alle alte e profonde ispirazioni dell�animo umano. A tale scopo le istituzioni sono chiamate a recuperare una strategia di lungo respiro, orientata alla promozione della persona umana e della pacifica convivenza.
A questa opera di costruzione contribuiscono, e credo anche in prima linea, tutti coloro che sono investiti di una funzione giurisdizionale. Sebbene, come avete giustamente sottolineato, i giudici siano chiamati a intervenire in presenza di una violazione della regola, � anche vero che la riaffermazione della regola non � solo un atto rivolto alla singola persona, ma supera sempre il caso individuale per interessare la comunit� nel suo insieme. In questo senso ogni pronunciamento giudiziario varca il confine del singolo processo, per aprirsi e diventare l�occasione in cui tutta la comunit� (�il popolo�, nel cui nome sono pronunciate le sentenze) si ritrova intorno a quella regola, ne riafferma il valore e in tal modo, cosa ancora pi� importante, si identifica in essa.
Giustamente, poi, in questo tempo si pone un accento particolare sul tema dei diritti umani, che costituiscono il nucleo fondamentale del riconoscimento della dignit� essenziale dell�uomo. Questo va fatto senza abusare di tale categoria volendo farvi rientrare pratiche e comportamenti che, invece di promuovere e garantire la dignit� umana, in realt� la minacciano o addirittura la violano.
La giustizia non si fa in astratto, ma considerando sempre l�uomo nel suo valore reale, come essere creato a immagine di Dio e chiamato a realizzarne, qui in terra, la somiglianza.
Tra coloro che sono stati affascinati da tale compito � e che per esso hanno dato la vita � voglio anch�io ricordare, associandomi a Lei, Signor Vice-Presidente, la figura di Vittorio Bachelet, che occup� la Sua medesima carica e fu ucciso trentacinque anni or sono. La sua testimonianza di uomo, di cristiano e di giurista continui ad animare il vostro impegno al servizio della giustizia e del bene comune.
Il Signore benedica ciascuno di voi e il vostro lavoro. Grazie.
Discorso del Santo Padre in occasione dell'Udienza ai Membri del Consiglio Superiore della Magistratura - 13/06/2015
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La giustizia non si fa in astratto, ma considerando sempre l�uomo nel suo valore reale, come essere creato a immagine di Dio e chiamato a realizzarne, qui in terra, la somiglianza.

- Papa Francesco -