Udienza ai Membri della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro
Illustri Signori e Gentili Signore,
sono lieto di accogliervi in questa Udienza speciale, che mi offre l�opportunit� di incontrare alcuni qualificati rappresentanti del mondo del lavoro in Italia. Saluto e ringrazio in particolare il vostro Presidente per le sue cortesi parole.
Il conferimento dell�Ordine �al Merito del Lavoro� costituisce da pi� di cent�anni un importante riconoscimento, da parte delle pi� alte cariche dello Stato, a chi come voi si � distinto nel mondo imprenditoriale ed economico, contribuendo a creare lavoro e a far crescere il valore dei prodotti italiani nel mondo. Quest�opera, per la quale siete stati insigniti dell�alta onorificenza, � pi� che mai preziosa in un tempo � quale � il nostro � che a seguito della crisi economico-finanziaria ha conosciuto una pesante stagnazione e anche una vera recessione, in un contesto sociale gi� segnato da disuguaglianze e dalla disoccupazione, in particolare quella giovanile.
Soprattutto quest�ultima � una vera e propria piaga sociale, in quanto priva i giovani di un elemento essenziale per la loro realizzazione e il mondo economico dell�apporto delle sue forze pi� fresche, che sono i giovani. Il mondo del lavoro dovrebbe essere in attesa di giovani preparati e desiderosi di impegnarsi e di emergere. Al contrario, il messaggio che in questi anni essi hanno spesso ricevuto � che di loro non c�� bisogno. E questo � il sintomo di una disfunzione grave, che non si pu� attribuire soltanto a cause di livello globale e internazionale.
Ora, il bene comune, fine ultimo del vivere associato, non pu� essere raggiunto attraverso un mero incremento dei guadagni o della produzione, ma ha come presupposto imprescindibile l�attivo coinvolgimento di tutti i soggetti che compongono il corpo sociale. L�insegnamento sociale della Chiesa richiama continuamente questo criterio fondamentale: che l�essere umano � il centro dello sviluppo, e finch� uomini e donne restano passivi o ai margini, il bene comune non pu� considerarsi pienamente conseguito. Voi vi siete distinti perch� avete osato e rischiato, avete investito idee, energie e capitali, facendoli fruttare, affidando compiti, chiedendo risultati e contribuendo a rendere altri pi� intraprendenti e collaborativi. Ecco la portata sociale del lavoro: la capacit� di coinvolgere le persone e affidare responsabilit�, in modo da stimolare l�intraprendenza, la creativit�, l�impegno. Questo ha effetti positivi sulle nuove generazioni e fa s� che una societ� ricominci a guardare avanti, offrendo prospettive e opportunit�, e quindi speranze per il futuro.
Lodevole proposito della vostra Federazione Nazionale � che i suoi membri mettano in evidenza, oltre al ruolo sociale del lavoro, ora richiamato, anche la sua portata etica. Infatti, solo se radicata nella giustizia e nel rispetto della legge l�economia concorre a un autentico sviluppo, che non emargini individui e popoli, si tenga lontano da corruzione e malaffare, e non trascuri di preservare l�ambiente naturale. La pratica della giustizia � ci insegnano sapientemente i testi biblici � non si limita all�astensione dalle iniquit� o all�osservanza delle leggi (anche se questo gi� � tanto!), ma va addirittura oltre. � veramente giusto chi, oltre a rispettare le regole, agisce con coscienza e interesse per il bene di tutti, oltre che per il proprio. � giusto chi si prende a cuore la sorte dei meno avvantaggiati e dei pi� poveri, chi non si stanca di operare ed � pronto a inventare strade sempre nuove: quella creativit�, tanto importante. La pratica della giustizia, in questo senso pieno, � quello che ci auguriamo per ogni operatore economico e per tutti i cittadini.
Con tali auspici, invoco su di voi, sulle vostre famiglie e sulle vostre attivit� l�intercessione di san Benedetto da Norcia, Patrono dei Cavalieri del Lavoro, e di cuore vi benedico. E per favore, non dimenticate di pregare per me.
Discorso del Santo Padre in occasione dell'Udienza ai Membri della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro - 20/06/2015
Tutte le frasi tratte da "Udienza ai Membri della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro"
L�essere umano � il centro dello sviluppo, e finch� uomini e donne restano passivi o ai margini, il bene comune non pu� considerarsi pienamente conseguito.

- Papa Francesco -