Udienza ai Membri dell�Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi
Cari colleghi e colleghe,
permettetemi di chiamarvi cos�, perch� anch�io sono stato insegnante come voi e conservo un bel ricordo delle giornate passate in aula con gli studenti. Vi saluto cordialmente e ringrazio il Presidente per le sue cortesi parole.
Insegnare � un lavoro bellissimo. Peccato che gli insegnanti siano malpagati. Perch� non c�� soltanto il tempo che spendono per fare scuola, poi devono prepararsi, poi devono pensare ad ognuno degli alunni: come aiutarli ad andare avanti. E� vero? E� un�ingiustizia. Io penso al mio Paese, che � quello che conosco: poveretti, per avere uno stipendio pi� o meno che sia utile, devono fare due turni! Ma un insegnante come finisce dopo due turni di lavoro? E� un lavoro malpagato, ma bellissimo perch� consente di veder crescere giorno dopo giorno le persone che sono affidate alla nostra cura. � un po� come essere genitori, almeno spiritualmente. E� anche una grande responsabilit�!
Insegnare � un impegno serio, che solo una personalit� matura ed equilibrata pu� prendere. Un impegno del genere pu� incutere timore, ma occorre ricordare che nessun insegnante � mai solo: condivide sempre il proprio lavoro con gli altri colleghi e con tutta la comunit� educativa cui appartiene.
La vostra Associazione ha compiuto 70 anni: � una bella et�! � giusto festeggiare, ma si pu� anche cominciare a fare il bilancio di una vita.
Quando siete nati, nel 1944, l�Italia era ancora in guerra. Da allora ne � stata fatta di strada! Anche la scuola ha fatto tanta strada. E la scuola italiana � andata avanti anche grazie al contributo della vostra Associazione, che � stata fondata dal professor Gesualdo Nosengo, un insegnante di religione che sent� il bisogno di raccogliere gli insegnanti secondari di allora, che si riconoscevano nella fede cattolica e che con questa ispirazione lavoravano nella scuola.
In tutti questi anni avete contribuito a far crescere il Paese, avete contribuito a riformare la scuola, avete contribuito soprattutto a educare generazioni di giovani.
In 70 anni l�Italia � cambiata, la scuola � cambiata, ma ci sono sempre insegnanti disposti ad impegnarsi nella propria professione con quell�entusiasmo e quella disponibilit� che la fede nel Signore ci dona.
Come Ges� ci ha insegnato, tutta la Legge e i Profeti si riassumono in due comandamenti: ama il Signore Dio tuo e ama il tuo prossimo (cfr Mt 22,34-40). Ci possiamo domandare: chi � il prossimo per un insegnante? Il "prossimo" sono i suoi studenti! � con loro che trascorre le sue giornate. Sono loro che da lui attendono una guida, un indirizzo, una risposta � e, prima ancora, delle buone domande!
Non pu� mancare fra i compiti dell�UCIIM quello di illuminare e motivare una giusta idea di scuola, oscurata talora da discussioni e posizioni riduttive. La scuola � fatta certamente di una valida e qualificata istruzione, ma anche di relazioni umane, che da parte nostra sono relazioni di accoglienza, di benevolenza, da riservare a tutti indistintamente. Anzi, il dovere di un buon insegnante � a maggior ragione di un insegnante cristiano � � quello di amare con maggiore intensit� i suoi allievi pi� difficili, pi� deboli, pi� svantaggiati. Ges� direbbe: se amate solo quelli che studiano, che sono ben educati, che merito avete? E ce ne sono alcuni che fanno perdere la pazienza, ma quelli dobbiamo amarli di pi�! Qualsiasi insegnante si trova bene con questi studenti. A voi chiedo di amare di pi� gli studenti "difficili", quelli che non vogliono studiare, quelli che si trovano in condizioni di disagio, i disabili , gli stranieri, che oggi sono una grande sfida per la scuola.
Se oggi un�Associazione professionale di insegnanti cristiani vuole testimoniare la propria ispirazione, � chiamata ad impegnarsi nelle periferie della scuola, che non possono essere abbandonate all�emarginazione, all�ignoranza, alla malavita. In una societ� che fatica a trovare punti di riferimento, � necessario che i giovani trovino nella scuola un riferimento positivo. Essa pu� esserlo o diventarlo se al suo interno ci sono insegnanti capaci di dare un senso alla scuola, allo studio e alla cultura, senza ridurre tutto alla sola trasmissione di conoscenze tecniche ma puntando a costruire una relazione educativa con ciascuno studente, che deve sentirsi accolto ed amato per quello che �, con tutti i suoi limiti e le sue potenzialit�. In questa direzione il vostro compito � quanto mai necessario. E voi dovete insegnare non solo i contenuti di una materia, ma anche i valori della vita e le abitudini della vita. Le tre cose che voi dovete trasmettere. Per imparare i contenuti � sufficiente il computer, ma per capire come si ama, per capire quali sono i valori e quali abitudini sono quelle che creano armonia nella societ� ci vuole un buon insegnante.
La comunit� cristiana ha tantissimi esempi di grandi educatori che si sono dedicati a colmare le carenze della formazione scolastica o a fondare scuole a loro volta. Pensiamo, tra gli altri, a san Giovanni Bosco, di cui quest�anno ricorre il bicentenario della nascita. E lui consigliava ai suoi sacerdoti: educare con amore. Il primo atteggiamento di un educatore � l�amore. � a queste figure che potete guardare anche voi, insegnanti cristiani, per animare dall�interno una scuola che, a prescindere dalla sua gestione statale o non statale, ha bisogno di educatori credibili e di testimoni di una umanit� matura e completa. Testimonianza. E questa non si compra, non si vende: si offre.
Come Associazione siete per natura aperti al futuro, perch� ci sono sempre nuove generazioni di giovani a cui trasmettere il patrimonio di conoscenze e di valori. Sul piano professionale � importante aggiornare le proprie competenze didattiche, anche alla luce delle nuove tecnologie, ma l�insegnamento non � solo un lavoro: l�insegnamento � una relazione in cui ogni insegnante deve sentirsi interamente coinvolto come persona, per dare senso al compito educativo verso i propri allievi. La vostra presenza qui oggi � la prova che avete quelle motivazioni di cui la scuola ha bisogno.
Vi incoraggio a rinnovare la vostra passione per l�uomo � non si pu� insegnare senza passione! - nel suo processo di formazione, e ad essere testimoni di vita e di speranza. Mai, mai chiudere una porta, spalancarle tutte, perch� gli studenti abbiano speranza.
Vi chiedo anche, per favore, di pregare per me, e vi invito, voi tutti, a pregare la Madonna, chiedendo la benedizione.
Ave Maria�
Discorso del Santo Padre in occasione dell'Udienza ai Membri dell�Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi - 14/03/2015
Tutte le frasi tratte da "Udienza ai Membri dell�Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi"
Per imparare i contenuti � sufficiente il computer, ma per capire come si ama, per capire quali sono i valori e quali abitudini sono quelle che creano armonia nella societ� ci vuole un buon insegnante.

- Papa Francesco -