Citazione spirituale

Udienza ai partecipanti all�Incontro promosso dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti "La Chiesa e gli Zingari: annunciare il Vangelo nelle periferie"

Cari fratelli e sorelle,

in occasione dell�Incontro mondiale dei promotori episcopali e dei direttori nazionali della pastorale degli zingari, vi do il mio benvenuto e vi saluto tutti cordialmente. Ringrazio il Cardinale Antonio Maria Vegli� per le sue parole di introduzione. Il vostro convegno ha come tema �La Chiesa e gli zingari: annunciare il Vangelo nelle periferie�. In questo tema c�� anzitutto la memoria di un rapporto, quello tra la comunit� ecclesiale e il popolo zingaro, la storia di un cammino per conoscersi, per incontrarsi; e poi c�� la sfida per l�oggi, una sfida che riguarda sia la pastorale ordinaria, sia la nuova evangelizzazione.

Spesso gli zingari si trovano ai margini della societ�, e a volte sono visti con ostilit� e sospetto; sono scarsamente coinvolti nelle dinamiche politiche, economiche e sociali del territorio. Sappiamo che � una realt� complessa, ma certo anche il popolo zingaro � chiamato a contribuire al bene comune, e questo � possibile con adeguati itinerari di corresponsabilit�, nell�osservanza dei doveri e nella promozione dei diritti di ciascuno.

Tra le cause che nell�odierna societ� provocano situazioni di miseria in una parte della popolazione, possiamo individuare la mancanza di strutture educative per la formazione culturale e professionale, il difficile accesso all�assistenza sanitaria, la discriminazione nel mercato del lavoro e la carenza di alloggi dignitosi. Se queste piaghe del tessuto sociale colpiscono tutti indistintamente, i gruppi pi� deboli sono quelli che pi� facilmente diventano vittime delle nuove forme di schiavit�. Sono infatti le persone meno tutelate che cadono nella trappola dello sfruttamento, dell�accattonaggio forzato e di diverse forme di abuso. Gli zingari sono tra i pi� vulnerabili, soprattutto quando mancano gli aiuti per l�integrazione e la promozione della persona nelle varie dimensioni del vivere civile.

Qui si innesta la sollecitudine della Chiesa e il vostro specifico contributo. Il Vangelo, infatti, � annuncio di gioia per tutti e in modo speciale per i pi� deboli e gli emarginati. Ad essi siamo chiamati ad assicurare la nostra vicinanza e la nostra solidariet�, sull�esempio di Ges� Cristo che ha testimoniato loro la predilezione del Padre.

� necessario che, accanto a questa azione solidale in favore del popolo zingaro, vi sia l�impegno delle istituzioni locali e nazionali e il supporto della comunit� internazionale, per individuare progetti e interventi volti al miglioramento della qualit� della vita. Di fronte alle difficolt� e ai disagi dei fratelli, tutti devono sentirsi interpellati a porre al centro delle loro attenzioni la dignit� di ogni persona umana. Per quanto riguarda la situazione degli zingari in tutto il mondo, oggi � quanto mai necessario elaborare nuovi approcci in ambito civile, culturale e sociale, come pure nella strategia pastorale della Chiesa, per far fronte alle sfide che emergono da forme moderne di persecuzione, di oppressione e, talvolta, anche di schiavit�.

Vi incoraggio a proseguire con generosit� la vostra importante opera, a non scoraggiarvi, ma a continuare a impegnarvi in favore di chi maggiormente versa in condizioni di bisogno e di emarginazione, nelle periferie umane. Gli zingari possano trovare in voi dei fratelli e delle sorelle che li amano con lo stesso amore con cui Cristo ha amato i pi� emarginati. Siate per essi il volto accogliente e gioioso della Chiesa.

Su ciascuno di voi e sul vostro lavoro invoco la materna protezione della Vergine Maria. Grazie tante e pregate per me.

Discorso del Santo padre in occasione dell'Udienza ai partecipanti all�Incontro promosso dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti "La Chiesa e gli Zingari: annunciare il Vangelo nelle periferie" - 5/06/2014


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Il Vangelo � annuncio di gioia per tutti e in modo speciale per i pi� deboli e gli emarginati. Ad essi siamo chiamati ad assicurare la nostra vicinanza e la nostra solidariet�, sull�esempio di Ges� Cristo che ha testimoniato loro la predilezione del Padre.

- Papa Francesco -