Udienza ai partecipanti all�Assemblea generale del Movimento dei Focolari
Cari fratelli e sorelle,
saluto tutti voi, che formate l�Assemblea Generale dell�Opera di Maria e volete viverla pienamente inseriti nell�"oggi" della Chiesa. In modo speciale saluto Maria Voce, che � stata riconfermata Presidente per un ulteriore sessennio. Nel ringraziarla per le parole che mi ha rivolto anche a nome vostro, formulo a lei e ai suoi pi� stretti collaboratori cordiali auguri di proficuo lavoro a servizio del Movimento, che in questi anni � andato crescendo e si � arricchito di nuove opere e attivit� anche nella Curia Romana.
A cinquant�anni dal Concilio Vaticano II, la Chiesa � chiamata a percorrere una nuova tappa dell�evangelizzazione testimoniando l�amore di Dio per ogni persona umana, a cominciare dai pi� poveri e dagli esclusi, e per far crescere con la speranza, la fraternit� e la gioia il cammino dell�umanit� verso l�unit�.
L�Opera di Maria � nota a tutti col nome di Movimento dei Focolari � � nata nel seno della Chiesa Cattolica da un piccolo seme, che nel corso degli anni ha dato vita a un albero che ora distende i suoi rami in tutte le espressioni della famiglia cristiana e anche tra membri delle diverse religioni e tra molti che coltivano la giustizia e la solidariet� insieme alla ricerca della verit�. Questa Opera � sgorgata da un dono dello Spirito Santo - senza dubbio! - il carisma dell�unit� che il Padre vuole donare alla Chiesa e al mondo per contribuire a realizzare con incisivit� e profezia la preghiera di Ges�: �Perch� tutti siano una sola cosa� (Gv 17,21).
Il nostro pensiero si rivolge con grande affetto e riconoscenza a Chiara Lubich, straordinaria testimone di questo dono, che nella sua feconda esistenza ha portato il profumo di Ges� in tante realt� umane e in tante parti del mondo. Fedele al carisma da cui � nato e a cui si alimenta, il Movimento dei Focolari si trova oggi di fronte allo stesso compito che attende tutta la Chiesa: offrire, con responsabilit� e creativit�, il suo peculiare contributo a questa nuova stagione dell�evangelizzazione. La creativit� � importante, non si pu� andare avanti senza. E� importante! E in questo contesto vorrei consegnare tre parole a voi che appartenete al Movimento dei Focolari e a coloro che, in vari modi, ne condividono lo spirito e gli ideali: contemplare, uscire, fare scuola.
Innanzitutto, contemplare. Oggi abbiamo pi� che mai bisogno di contemplare Dio e le meraviglie del suo amore, di dimorare in Lui, che in Ges� � venuto a porre la sua tenda in mezzo a noi, (cfr Gv 1,14). Contemplare significa inoltre vivere nella compagnia con i fratelli e le sorelle, spezzare con loro il Pane della comunione e della fraternit�, varcare insieme la porta (cfr Gv 10,9) che ci introduce nel seno del Padre (cfr Gv 1,18), perch� "la contemplazione che lascia fuori gli altri � un inganno" (Esort. ap. Evangelii gaudium, 281). E� narcisismo.
Ispirata da Dio in risposta ai segni dei tempi, Chiara Lubich scriveva: �Ecco la grande attrattiva del tempo moderno: penetrare nella pi� alta contemplazione e rimanere mescolati fra tutti, uomo accanto a uomo� (Scritti spirituali 1, 27). Per realizzare questo � necessario allargare la propria interiorit� sulla misura di Ges� e del dono del suo Spirito, fare della contemplazione la condizione indispensabile per una presenza solidale e un�azione efficace, veramente libera e pura.
Vi incoraggio a rimanere fedeli a questo ideale di contemplazione, a perseverare nella ricerca dell�unione con Dio e nell�amore vicendevole coi fratelli e le sorelle, attingendo alle ricchezze della Parola di Dio e della Tradizione della Chiesa, a questo anelito di comunione e di unit� che lo Spirito Santo ha suscitato per il nostro tempo. E fate dono a tutti di questo tesoro!
La seconda parola, molto importante perch� esprime il movimento dell�evangelizzazione, � uscire. Uscire come Ges� � uscito dal seno del Padre per annunciare la parola dell�amore a tutti, fino a donare tutto s� stesso sul legno della croce. Dobbiamo imparare da Lui, da Ges�, �questa dinamica dell�esodo e del dono, dell�uscire da s�, del camminare e seminare sempre di nuovo, sempre oltre� (Esort. ap. Evangelii gaudium, 222), per comunicare a tutti generosamente l�amore di Dio, con rispetto e come ci insegna il Vangelo: �gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date� (Mt 10,8). Questo senso della gratuit�: perch� la Redenzione � stata fatta nella gratuit�. Il perdono dei peccati non si pu� "pagare". Lo ha "pagato" Cristo una volta, per tutti! La gratuit� della Redenzione, noi dobbiamo attuarla con i fratelli e le sorelle. Dare con gratuit�, gratuitamente, quello che abbiamo ricevuto. E la gratuit� va insieme alla creativit�: le due vanno insieme.
Per fare questo, occorre diventare esperti in quell�arte che si chiama "dialogo" e che non s�impara a buon mercato. Non possiamo accontentarci di mezze misure, non possiamo indugiare, ma piuttosto, con l�aiuto di Dio, puntare in alto e allargare lo sguardo! E per far questo dobbiamo uscire con coraggio �verso di Lui fuori dall�accampamento, portando il suo disonore� (Eb 13,13). Egli ci aspetta nelle prove e nei gemiti dei nostri fratelli, nelle piaghe della societ� e negli interrogativi della cultura del nostro tempo. Fa male al cuore quando, davanti a una chiesa, a una umanit� con tante ferite, ferite morali, ferite esistenziali, ferite di guerra, che sentiamo tutti i giorni, vedere come i cristiani incominciano a fare "bizantinismi" filosofici, teologici, spirituali, ma serve invece una spiritualit� dell�uscire. Uscire con questa spiritualit�: non rimanere dentro chiuso a quattro mandate. Questo non va. Questo � "bizantinismo"! Oggi non abbiamo diritto alla riflessione bizantinistica. Dobbiamo uscire! Perch� � l�ho detto altre volte - la Chiesa sembra un ospedale da campo. E quando si va in un ospedale da campo, il primo lavoro � curare le ferite, non fare il dosaggio del colesterolo� questo verr� dopo� E� chiaro?
E infine la terza parola: fare scuola. San Giovanni Paolo II, nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte, ha invitato tutta la Chiesa a diventare "casa e scuola della comunione" (cfr n. 43), e voi avete preso sul serio questa consegna. Occorre formare, come esige il Vangelo, uomini e donne nuovi e a tal fine � necessaria una scuola di umanit� sulla misura dell�umanit� di Ges�. � Lui, infatti, l�Uomo nuovo a cui in ogni tempo i giovani possono guardare, di cui possono innamorarsi, la cui via possono seguire per far fronte alle sfide che ci stanno di fronte. Senza una adeguata opera di formazione delle nuove generazioni, � illusorio pensare di poter realizzare un progetto serio e duraturo a servizio di una nuova umanit�.
Chiara Lubich aveva a suo tempo coniato un�espressione che rimane di grande attualit�: oggi � diceva � occorre formare "uomini-mondo", uomini e donne con l�anima, il cuore, la mente di Ges� e per questo capaci di riconoscere e di interpretare i bisogni, le preoccupazioni e le speranze che albergano nel cuore di ogni uomo.
Care sorelle e cari fratelli, vi auguro che questa vostra Assemblea porti abbondanti frutti; e vi ringrazio per il vostro impegno generoso. Che Maria, nostra Madre, vi aiuti a camminare sempre con fiducia, con coraggio e con perseveranza, con creativit�, gratuitamente e in comunione con tutta la Chiesa, sui sentieri di luce e di vita tracciati dallo Spirito Santo. Vi benedico ,e per favore, vi chiedo di pregare per me, perch� ne ho bisogno. Grazie!
Discorso del Santo Padre in occasione dell'Udienza ai partecipanti all�Assemblea generale del Movimento dei Focolari - 26/09/2014
Tutte le frasi tratte da "Udienza ai partecipanti all�Assemblea generale del Movimento dei Focolari"
Occorre formare, come esige il Vangelo, uomini e donne nuovi e a tal fine � necessaria una scuola di umanit� sulla misura dell�umanit� di Ges�. � Lui, infatti, l�Uomo nuovo a cui in ogni tempo i giovani possono guardare, di cui possono innamorarsi, la cui via possono seguire per far fronte alle sfide che ci stanno di fronte. Senza una adeguata opera di formazione delle nuove generazioni, � illusorio pensare di poter realizzare un progetto serio e duraturo a servizio di una nuova umanit�.

- Papa Francesco -