Citazione spirituale

Udienza ai partecipanti all�Assemblea nazionale della Conferenza Italiana Superiori Maggiori (CISM)

Cari fratelli,

vi do il benvenuto e vi ringrazio per la vostra accoglienza, in particolare ringrazio il Padre Presidente per aver introdotto questo nostro incontro, che si pone al termine della vostra Assemblea nazionale. Alla luce di quello che ho sentito del vostro lavoro, vorrei condividere con voi alcuni punti di riferimento per il cammino.

Prima di tutto, la vita religiosa aiuta principalmente la Chiesa a realizzare quell�"attrazione" che la fa crescere, perch� davanti alla testimonianza di un fratello e di una sorella che vive veramente la vita religiosa, la gente si domanda "che cosa c�� qui?", "che cosa spinge questa persona oltre l�orizzonte mondano?". Questa direi � la prima cosa: aiutare la Chiesa a crescere per via di attrazione. Senza preoccuparsi di fare proseliti: attrazione!

L�abbiamo sentito nel Vangelo di mercoled� scorso: se uno �non rinuncia a tutti i suoi averi, non pu� essere mio discepolo� (Lc 14,33). Questa decisione, con forme diverse, � richiesta ad ogni cristiano. Ma noi religiosi siamo chiamati a darne una testimonianza di profezia. La testimonianza di una vita evangelica � ci� che distingue il discepolo missionario e in particolare chi segue il Signore nella via della vita consacrata. E la testimonianza profetica coincide con la santit�. La vera profezia non � mai ideologica, non � in confronto con l�istituzione: � istituzione. La profezia � istituzionale. La vera profezia non � ideologica, non � "alla moda", ma � sempre un segno di contraddizione secondo il Vangelo, cos� come lo era Ges�. Ges�, per esempio, fu un segno di contraddizione per le autorit� religiose del suo tempo: capi dei farisei e dei sadducei, dottori della legge. E lo fu anche per altre opzioni e proposte: esseni, zeloti, ecc. Segno di contraddizione.

Vi ringrazio per il lavoro che avete fatto in questi giorni, come diceva il Padre Presidente: un lavoro che aiuta ad andare avanti nella strada tracciata da Evangelii Gaudium. Lui ha usato una bella espressione, ha detto: "non vogliamo combattere battaglie di retroguardia, di difesa, ma spenderci tra la gente", nella certezza di fede che Dio sempre fa germogliare e maturare il suo Regno. Questo non � facile, non � scontato; richiede conversione; richiede anzitutto preghiera e adorazione. Mi raccomando, adorazione. E richiede condivisione con il popolo santo di Dio che vive nelle periferie della storia. Decentrarsi. Ogni carisma per vivere ed essere fecondo � chiamato a decentrarsi, perch� al centro ci sia solo Ges� Cristo. Il carisma non va conservato come una bottiglia di acqua distillata, va fatto fruttificare con coraggio, mettendolo a confronto con la realt� presente, con le culture, con la storia, come ci insegnano i grandi missionari dei nostri istituti.

Un segno chiaro che la vita religiosa � chiamata a dare oggi � la vita fraterna. Per favore, che non ci sia fra voi il terrorismo delle chiacchiere! Cacciatelo via! Ci sia fraternit�. E se tu hai qualcosa contro il fratello, lo dici in faccia� Alcune volte finirai ai pugni, non � un problema: � meglio questo che il terrorismo delle chiacchiere. Oggi la cultura dominante � individualista, centrata sui diritti soggettivi. E� una cultura che corrode la societ� a partire dalla sua cellula primaria che � la famiglia. La vita consacrata pu� aiutare la Chiesa e la societ� intera dando testimonianza di fraternit�, che � possibile vivere insieme come fratelli nella diversit�: questo � importante! Perch� nella comunit� non ci si sceglie prima, ci si trova con persone diverse per carattere, et�, formazione, sensibilit�� eppure si cerca di vivere da fratelli. Non sempre si riesce, voi lo sapete bene. Tante volte si sbaglia, perch� siamo tutti peccatori, per� si riconosce di avere sbagliato, si chiede perdono e si offre il perdono. E questo fa bene alla Chiesa: fa circolare nel corpo della Chiesa la linfa della fraternit�. E fa bene anche a tutta la societ�.

Ma questa fraternit� presuppone la paternit� di Dio e la maternit� della Chiesa e della Madre, la Vergine Maria. Dobbiamo ogni giorno rimetterci in questa relazione, e lo possiamo fare con la preghiera, con l�Eucaristia, con l�adorazione, con il Rosario. Cos� noi rinnoviamo ogni giorno il nostro "stare" con Cristo e in Cristo, e cos� ci mettiamo nella relazione autentica con il Padre che � nei cieli e con la Madre Chiesa, la nostra Santa Madre Chiesa Gerarchica, e la Madre Maria. Se la nostra vita si colloca sempre nuovamente in queste relazioni fondamentali, allora siamo in grado di realizzare anche una fraternit� autentica, una fraternit� testimoniale, che attrae.

Cari fratelli, vi lascio queste semplici tracce, sulle quali state gi� camminando. Vi incoraggio ad andare avanti e vi accompagno in questa strada. Il Signore vi benedica e benedica tutte le vostre comunit�, specialmente quelle pi� provate, pi� sofferenti. E vi ringrazio per la preghiera con cui voi accompagnate me e il mio servizio alla Chiesa. Grazie!

Discorso del Santo Padre in occasione dell'Udienza ai partecipanti all�Assemblea nazionale della Conferenza Italiana Superiori Maggiori (CISM) - 7/11/2014


Tutte le frasi tratte da "Udienza ai partecipanti all�Assemblea nazionale della Conferenza Italiana Superiori Maggiori (CISM)"


Un segno chiaro che la vita religiosa � chiamata a dare oggi � la vita fraterna. Per favore, che non ci sia fra voi il terrorismo delle chiacchiere! Cacciatelo via! Ci sia fraternit�.

- Papa Francesco -



La fraternit� presuppone la paternit� di Dio e la maternit� della Chiesa e della Madre, la Vergine Maria. Dobbiamo ogni giorno rimetterci in questa relazione, e lo possiamo fare con la preghiera, con l�Eucaristia, con l�adorazione, con il Rosario.

- Papa Francesco -



La vita religiosa aiuta principalmente la Chiesa a realizzare quell�"attrazione" che la fa crescere, perch� davanti alla testimonianza di un fratello e di una sorella che vive veramente la vita religiosa, la gente si domanda "che cosa c�� qui?", "che cosa spinge questa persona oltre l�orizzonte mondano?".

- Papa Francesco -