Citazione spirituale

Udienza ai partecipanti al Capitolo Generale della Societ� Salesiana di San Giovanni Bosco

Cari fratelli,

siate i benvenuti! Ringrazio Don Angelo per le sue parole. A lui e al nuovo Consiglio Generale auguro di saper servire guidando, accompagnando e sostenendo la Congregazione salesiana nel suo cammino. Lo Spirito Santo vi aiuti a cogliere le attese e le sfide del nostro tempo, specialmente dei giovani, e a interpretarle alla luce del Vangelo e del vostro carisma.

Immagino che durante il Capitolo - che aveva come tema "Testimoni della radicalit� evangelica" - abbiate avuto sempre davanti a voi Don Bosco e i giovani; e Don Bosco con il suo motto: "Da mihi animas, cetera tolle". Lui rafforzava questo programma con altri due elementi: lavoro e temperanza. Io ricordo che nel collegio era vietato fare la siesta!... Temperanza! Ai salesiani e a noi! �Il lavoro e la temperanza - diceva - faranno fiorire la Congregazione�. Quando si pensa a lavorare per il bene delle anime, si supera la tentazione della mondanit� spirituale, non si cercano altre cose, ma solo Dio e il suo Regno. Temperanza poi � senso della misura, accontentarsi, essere semplici. La povert� di Don Bosco e di mamma Margherita ispiri ad ogni salesiano e ad ogni vostra comunit� una vita essenziale e austera, vicinanza ai poveri, trasparenza e responsabilit� nella gestione dei beni.

1. L�evangelizzazione dei giovani � la missione che lo Spirito Santo vi ha affidato nella Chiesa. Essa � strettamente congiunta con la loro educazione: il cammino di fede si innesta in quello di crescita e il Vangelo arricchisce anche la maturazione umana. Occorre preparare i giovani a lavorare nella societ� secondo lo spirito del Vangelo, come operatori di giustizia e di pace, e a vivere da protagonisti nella Chiesa. Per questo voi vi avvalete dei necessari approfondimenti e aggiornamenti pedagogici e culturali, per rispondere all'attuale emergenza educativa. L'esperienza di Don Bosco e il suo "sistema preventivo" vi sostengano sempre nell'impegno a vivere con i giovani. La presenza in mezzo a loro si distingua per quella tenerezza che Don Bosco ha chiamato amorevolezza, sperimentando anche nuovi linguaggi, ma ben sapendo che quello del cuore � il linguaggio fondamentale per avvicinarsi e diventare loro amici.

Fondamentale qui � la dimensione vocazionale. A volte la vocazione alla vita consacrata viene confusa con una scelta di volontariato, e questa visione distorta non fa bene agli Istituti. Il prossimo anno 2015, dedicato alla vita consacrata, sar� un'occasione favorevole per presentare ai giovani la sua bellezza. Bisogna evitare in ogni caso visioni parziali, per non suscitare risposte vocazionali fragili e sorrette da motivazioni deboli. Le vocazioni apostoliche sono ordinariamente frutto di una buona pastorale giovanile. La cura delle vocazioni richiede attenzioni specifiche: anzitutto la preghiera, poi attivit� proprie, percorsi personalizzati, il coraggio della proposta, l'accompagnamento, il coinvolgimento delle famiglie. La geografia vocazionale � cambiata e sta cambiando, e questo significa nuove esigenze per la formazione, l'accompagnamento e il discernimento.

2. Lavorando con i giovani, voi incontrate il mondo della esclusione giovanile. E questo � tremendo! Oggi, � tremendo pensare che ci sono pi� di 75 milioni di giovani senza lavoro, qui, in Occidente. Pensiamo alla vasta realt� della disoccupazione, con tante conseguenze negative. Pensiamo alle dipendenze, che purtroppo sono molteplici, ma derivano dalla comune radice di una mancanza di amore vero. Andare incontro ai giovani emarginati richiede coraggio, maturit� e molta preghiera. E a questo lavoro si devono inviare i migliori! I migliori! Ci pu� essere il rischio di lasciarsi prendere dall'entusiasmo, inviando su tali frontiere persone di buona volont�, ma non adatte. Perci� � necessario un attento discernimento e un costante accompagnamento.

Il criterio � questo: i migliori vanno l�. "Ho bisogno di questo per farlo superiore di qua, o per studiare teologia...". Ma se tu hai quella missione, mandalo l�! I migliori!

3. Grazie a Dio voi non vivete e non lavorate come individui isolati, ma come comunit�: e ringraziate Dio di questo! La comunit� sostiene tutto l'apostolato. A volte le comunit� religiose sono attraversate da tensioni, con il rischio dell'individualismo e della dispersione, mentre c'� bisogno di comunicazione profonda e di relazioni autentiche. La forza umanizzante del Vangelo � testimoniata dalla fraternit� vissuta in comunit�, fatta di accoglienza, rispetto, aiuto reciproco, comprensione, cortesia, perdono e gioia. Lo spirito di famiglia che Don Bosco vi ha lasciato aiuta molto in questo senso, favorisce la perseveranza e crea attrattiva per la vita consacrata.

Cari fratelli, il bicentenario della nascita di Don Bosco � ormai alle porte. Sar� un momento propizio per riproporre il carisma del vostro Fondatore. Maria Ausiliatrice non ha mai fatto mancare il suo aiuto nella vita della Congregazione, e certamente non lo far� mancare neppure in futuro. La sua materna intercessione vi ottenga da Dio i frutti sperati e attesi. Vi benedico e prego per voi, e, per favore, pregate anche per me! Grazie!

Discorso del Santo Padre in occasione dell'Udienza ai partecipanti al Capitolo Generale della Societ� Salesiana di San Giovanni Bosco - 31/03/2014


Tutte le frasi tratte da "Udienza ai partecipanti al Capitolo Generale della Societ� Salesiana di San Giovanni Bosco"


La forza umanizzante del Vangelo � testimoniata dalla fraternit� vissuta in comunit�, fatta di accoglienza, rispetto, aiuto reciproco, comprensione, cortesia, perdono e gioia.

- Papa Francesco -



Occorre preparare i giovani a lavorare nella societ� secondo lo spirito del Vangelo, come operatori di giustizia e di pace, e a vivere da protagonisti nella Chiesa.

- Papa Francesco -