Udienza ai partecipanti al Convegno ecumenico dei Vescovi amici del Movimento dei Focolari
Cari Fratelli e Sorelle,
di cuore vi do il mio benvenuto in occasione del vostro Convegno ecumenico, che ha come tema: "L�Eucaristia, mistero di comunione". Questo incontro annuale che vi vede convenire non solo da diversi Paesi, ma da diverse Chiese e Comunit� ecclesiali, � un�espressione, un frutto di quello che produce l�amore alla Parola di Dio e la volont� di conformare l�esistenza al Vangelo: questi atteggiamenti suscitati e accompagnati dalla grazia dello Spirito Santo fanno germogliare tante iniziative, fanno fiorire solide amicizie e momenti forti di fraternit� e di condivisione. Vi incoraggio a fare tesoro di questa ricca esperienza e a proseguire con coraggio, sempre attenti ai segni dei tempi e chiedendo al Signore il dono dell�ascolto reciproco e la docilit� alla sua volont�.
Vorrei raccogliere, in particolare, un aspetto che � stato toccato da tutti e tre i Fratelli che poco fa hanno preso la parola, e che ringrazio cordialmente. Mi riferisco all�acuta consapevolezza del valore, nel nostro mondo travagliato, di una chiara testimonianza di unit� tra i cristiani e di una esplicita attestazione di stima, di rispetto e, pi� precisamente, di fraternit� tra di noi. Questa fraternit� � un segno luminoso e attraente della nostra fede in Cristo risorto.
Se infatti intendiamo cercare, come cristiani, di rispondere in modo incisivo alle tante problematiche e ai drammi del nostro tempo, occorre parlare ed agire come fratelli, e in modo tale che tutti lo possano facilmente riconoscere. Anche questo � un modo � forse per noi il primo � di rispondere alla globalizzazione dell�indifferenza con una globalizzazione della solidariet� e della fraternit�, che tra i battezzati dovr� risplendere in modo ancora pi� nitido.
Il fatto che in diversi Paesi manchi la libert� di manifestare pubblicamente la religione e di vivere apertamente secondo le esigenze dell�etica cristiana; le persecuzioni nei confronti dei cristiani e di altre minoranze; il triste fenomeno del terrorismo; il dramma dei profughi causato da guerre e da altre ragioni; le sfide del fondamentalismo e, dall�altro estremo, del secolarismo esasperato; tutte queste realt� interpellano la nostra coscienza di cristiani e di pastori.
Tali sfide sono un appello a cercare con impegno rinnovato, con costanza e pazienza le vie che conducono verso l�unit�, "perch� il mondo creda" (cfr Gv 17,21), e perch� noi per primi possiamo essere ricolmi di fiducia e di coraggio. E tra queste vie ce n�� una che � una strada maestra, ed � proprio l�Eucaristia come mistero di comunione. Fin dalla sua Prima Lettera ai Corinzi � in cui il tema delle divisioni � prioritario � l�apostolo Paolo indica chiaramente la Cena del Signore come momento centrale nella vita della comunit�, "momento della verit�": l� si verifica nella misura massima l�incontro tra la grazia di Cristo e la nostra responsabilit�; l�, nell�Eucaristia, noi sentiamo chiaramente che l�unit� � dono, e che al tempo stesso � responsabilit�, responsabilit� grave (cfr 1 Cor 11,17-33).
Cari Fratelli e Sorelle, vi auguro che il vostro convegno porti frutti abbondanti di crescita nella comunione e nella testimonianza della fraternit�. Vi sostenga in questo impegno e in tutto il vostro ministero la Vergine Madre. Vi chiedo per favore di pregare per me e di cuore vi invito a pregare insieme la preghiera del Signore perch� ci benedica tutti. Ognuno la prega nella propria lingua. Vi benedico insieme con le comunit� che vi sono affidate.
Discorso del Santo Padre in occasione dell'Udienza ai partecipanti al Convegno ecumenico dei Vescovi amici del Movimento dei Focolari - 7/11/2014
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Se intendiamo cercare, come cristiani, di rispondere in modo incisivo alle tante problematiche e ai drammi del nostro tempo, occorre parlare ed agire come fratelli, e in modo tale che tutti lo possano facilmente riconoscere. Questo � un modo � forse per noi il primo � di rispondere alla globalizzazione dell�indifferenza con una globalizzazione della solidariet� e della fraternit�, che tra i battezzati dovr� risplendere in modo ancora pi� nitido.

- Papa Francesco -