Udienza ai partecipanti al Pellegrinaggio della Diocesi di Isernia-Venafro
Cari fratelli e sorelle,
buongiorno a tutti! Dal momento in cui io sono entrato ho visto la vostra gioia, siete gioiosi voi, siete gioiosi! Adesso capisco un po� perch� Papa Celestino non si trovava bene a Roma, � tornato da voi� Per la vostra gioia!
Grazie per questo grande pellegrinaggio che avete organizzato dopo la visita pastorale che ho compiuto nella vostra Diocesi il 5 luglio dell�anno scorso. Ancora una volta voglio manifestare la mia gratitudine per la vostra accoglienza, e salutare con affetto il vostro Vescovo, Mons. Camillo Cibotti. L�anno scorso appena incominciava il suo servizio come Vescovo a Isernia e adesso ha imparato un po�! Saluto i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i fedeli laici impegnati al servizio del Vangelo. E un deferente pensiero va alle Autorit�, che hanno voluto essere presenti qui.
Il clima festoso di questo nostro incontro non pu� tuttavia far dimenticare i numerosi e gravi problemi che ancora affliggono la vostra terra, ai quali gi� feci cenno nel corso della Visita alla citt� di Isernia, e ai quali anche il Vescovo ha fatto cenno adesso. Penso specialmente al cronico problema della disoccupazione, che tocca soprattutto le giovani generazioni, che sempre pi� prendono la strada verso altri Paesi; penso anche alla mancanza di servizi adeguati alle effettive necessit� delle persone � in particolare anziani, ammalati e disabili � e delle famiglie. Di fronte a questo scenario preoccupante, si rende necessaria una mobilitazione generale, che unisca gli sforzi della popolazione, delle Istituzioni, dei privati e delle diverse realt� civili. Non si possono rimandare passi concreti per favorire l�aprirsi di nuovi posti di lavoro dando cos�, soprattutto ai giovani, la possibilit� di realizzare s� stessi mediante un�onesta attivit� lavorativa. Si deve cercare di trovare cose per i giovani, posti di lavoro, piccole cose, perch�, voi sapete, il lavoro ti d� la dignit�. Pensate, un giovane che non trova lavoro, non sente quella dignit� e soffre. Vi incoraggio a cercare, a pregare, e cercare piccole cose, piccole cose per i giovani soprattutto.
Come ricordava poco fa il Vescovo, la vostra Diocesi avverte fortemente la necessit� di un nuovo slancio missionario, che sappia andare oltre una realt� religiosa statica. L�Anno giubilare Celestiniano, che state vivendo, offre alle vostre comunit� l�opportunit� di ritornare a Cristo, al Vangelo, di riconciliarsi con Dio e con il prossimo. � bello riconciliarsi, avere l�anima in pace: la famiglia in pace, il quartiere in pace... E questo � un lavoro che la grazia di Dio far�, se noi andiamo avanti con questo impegno.
E cos� rinasce il desiderio di portare il suo amore a tutti, soprattutto alle persone sole, emarginate, umiliate dalla sofferenza, dall�ingiustizia sociale; a tanti che, stanchi di parole umane, sentono una profonda nostalgia di Dio. Questo vostro giubileo diocesano vi prepara a vivere ancora meglio l�Anno Santo straordinario della Misericordia, che ho da poco indetto. Possano questi tempi forti suscitare un vigoroso slancio missionario specialmente nelle parrocchie, dove la comunione ecclesiale trova la sua pi� immediata e visibile espressione. Ogni comunit� parrocchiale � chiamata ad essere luogo privilegiato dell�ascolto e dell�annuncio del Vangelo; casa di preghiera raccolta intorno all�Eucaristia; vera scuola della comunione, dove l�ardore della carit� prevalga sulla tentazione di una religiosit� superficiale e arida.
Quando le difficolt� sembrano offuscare le prospettive di un futuro migliore, quando si sperimenta il fallimento e il vuoto attorno a noi, � il momento della speranza cristiana, fondata nel Signore Risorto e accompagnata da un ampio sforzo caritativo verso i pi� bisognosi. Ecco allora che il vostro cammino diocesano, gi� lodevolmente orientato a questa via della carit�, potr� coinvolgere pi� persone e pi� realt� sociali e istituzionali nell�accostare chi � senza casa e senza lavoro, come pure quanti sono afflitti da antiche e nuove povert�, non soltanto per provvedere alle loro necessit� urgenti, ma per costruire insieme con loro una societ� pi� accogliente, pi� rispettosa delle diversit�, pi� giusta e solidale.
�Com�� bello poter affrontare le alterne vicende dell�esistenza in compagnia di Ges�, avere con noi la sua Persona e il suo messaggio�. Con queste parole, l�anno scorso invitavo i giovani dell�Abruzzo e del Molise ad andare avanti con coraggio, a vincere le sfide del momento presente sostenendovi e aiutandovi l�un l�altro. Ai giovani e a tutti voi oggi ripeto: i problemi si superano con la solidariet�. Vi incoraggio perci� ad essere testimoni di solidariet� nelle vostre citt� e nei vostri paesi, al lavoro, a scuola, in famiglia, nei luoghi di ritrovo.
La Vergine Maria vi renda docili alla parola del Signore, vi trasformi in apostoli umili, credibili ed efficaci del Vangelo e vi sostenga nei vostri buoni propositi. A Lei ed ai Santi che hanno impreziosito il cammino di fede del vostro popolo vi affido tutti, in particolare i piccoli, i poveri e gli ammalati. Sostenuti da tali potenti intercessori, guardate senza paura e con speranza al futuro vostro e della vostra terra. Con questi voti, a tutti imparto di cuore una speciale Benedizione; e, per favore, non dimenticatevi di pregare per me perch� anch�io ho bisogno.
Preghiamo la Madonna tutti insieme.
Discorso del Santo Padre in occasione dell'Udienza ai partecipanti al Pellegrinaggio della Diocesi di Isernia-Venafro - 2/05/2015
Tutte le frasi tratte da "Udienza ai partecipanti al Pellegrinaggio della Diocesi di Isernia-Venafro"
Quando le difficolt� sembrano offuscare le prospettive di un futuro migliore, quando si sperimenta il fallimento e il vuoto attorno a noi, � il momento della speranza cristiana, fondata nel Signore Risorto e accompagnata da un ampio sforzo caritativo verso i pi� bisognosi.

- Papa Francesco -
Ogni comunit� parrocchiale � chiamata ad essere luogo privilegiato dell�ascolto e dell�annuncio del Vangelo; casa di preghiera raccolta intorno all�Eucaristia; vera scuola della comunione, dove l�ardore della carit� prevalga sulla tentazione di una religiosit� superficiale e arida.

- Papa Francesco -