Citazione spirituale

Udienza ai partecipanti al Convegno della Caritas delle Diocesi Italiane

Cari fratelli e sorelle,

vi accolgo al termine dei lavori del vostro Convegno Nazionale e vi saluto tutti con affetto. Saluto cordialmente il cardinale Francesco Montenegro, Presidente della Caritas Italiana, e lo ringrazio per le parole che mi ha rivolto a nome di tutti. Il vostro incontro si colloca a 45 anni dalla nascita di questo organismo ecclesiale, che il beato Paolo VI volle fortemente; e volle che avesse carattere pastorale ed educativo. Nel 1972, in occasione del primo incontro nazionale con la Caritas, le affidava questo preciso mandato: �Sensibilizzare le Chiese locali e i singoli fedeli al senso e al dovere della carit� in forme consone ai bisogni e ai tempi� (Insegnamenti X, [1972], 989). Oggi, con rinnovata fedelt� al Vangelo e al mandato ricevuto, vi inoltrate in nuovi cammini di confronto e verifica per approfondire e orientare al meglio quanto finora avviato e sviluppato.

La vostra missione educativa, che mira sempre alla comunione nella Chiesa e a un servizio con ampi orizzonti, vi chiede l�impegno di un amore concreto verso ogni essere umano, con un�opzione preferenziale per i poveri, nei quali Ges� stesso ci domanda aiuto e vicinanza (cfr Mt 25,35-40). Un amore che si esprime attraverso gesti e segni, che rappresentano �una modalit� connaturata alla funzione pedagogica della Caritas a ogni livello� � come ha sottolineato il mio predecessore Benedetto XVI, che ha poi aggiunto: �Vi auguro di sapere coltivare al meglio la qualit� delle opere che avete saputo inventare. Rendetele, per cos� dire, �parlanti�, preoccupandovi soprattutto della motivazione interiore che le anima, e della qualit� della testimonianza che da esse promana. Sono opere che nascono dalla fede. Sono opere di Chiesa, espressione dell�attenzione verso chi fa pi� fatica. Sono azioni pedagogiche, perch� aiutano i pi� poveri a crescere nella loro dignit�, le comunit� cristiane a camminare nella sequela di Cristo, la societ� civile ad assumersi coscientemente i propri obblighi� (Discorso alla Caritas Italiana in occasione del 40� anniversario di fondazione, 24 novembre 2011: Insegnamenti VII, 2,[2011], 776).

Di fronte alle sfide e alle contraddizioni del nostro tempo, la Caritas ha il difficile, ma fondamentale compito, di fare in modo che il servizio caritativo diventi impegno di ognuno di noi, cio� che l�intera comunit� cristiana diventi soggetto di carit�. Ecco quindi l�obiettivo principale del vostro essere e del vostro agire: essere stimolo e anima perch� la comunit� tutta cresca nella carit� e sappia trovare strade sempre nuove per farsi vicina ai pi� poveri, capace di leggere e affrontare le situazioni che opprimono milioni di fratelli � in Italia, in Europa, nel mondo. In proposito, particolarmente rilevante � il ruolo di promozione e formazione che la Caritas riveste nei confronti delle diverse espressioni del volontariato. Un volontariato che a sua volta � chiamato a investire tempo, risorse e capacit� per coinvolgere l�intera comunit� negli impegni di solidariet� che porta avanti. Come pure � essenziale il vostro compito di stimolo nei confronti delle istituzioni civili e di un�adeguata legislazione, in favore del bene comune e a tutela delle fasce pi� deboli; un impegno che si concretizza nella costante offerta di occasioni e strumenti per una conoscenza adeguata e costruttiva delle situazioni.

Di fronte alle sfide globali che seminano paura, iniquit�, speculazioni finanziarie � anche sul cibo �, degrado ambientale e guerre, � necessario, insieme al quotidiano lavoro sul territorio, portare avanti l�impegno per educare all�incontro rispettoso e fraterno tra culture e civilt�, e alla cura del creato, per una �ecologia integrale�. Caritas Italiana sia fedele anche in questo al suo mandato statutario. Vi incoraggio a non stancarvi di promuovere, con tenace e paziente perseveranza, comunit� che abbiano la passione per il dialogo, per vivere i conflitti in modo evangelico, senza negarli ma facendone occasioni di crescita, di riconciliazione: questa � la pace che Cristo ci ha conquistato e che noi siamo inviati a portare. Sia sempre vostro vanto la volont� di risalire alle cause delle povert�, per cercare di rimuoverle: lo sforzo di prevenire l�emarginazione; di incidere sui meccanismi che generano ingiustizia; di operare contro ogni struttura di peccato. Si tratta a tale scopo di educare singoli e gruppi a stili di vita consapevoli, cos� che tutti si sentano davvero responsabili di tutti. E questo a partire dalle parrocchie: � l�opera preziosa e capillare delle Caritas parrocchiali, che occorre continuare a diffondere e moltiplicare sul territorio.

Desidero incoraggiarvi anche a proseguire nell�impegno e nella prossimit� nei confronti delle persone immigrate. Il fenomeno delle migrazioni, che oggi presenta aspetti critici che vanno gestiti con politiche organiche e lungimiranti, rimane pur sempre una ricchezza e una risorsa, sotto diversi punti di vista. E� dunque prezioso il vostro lavoro che, accanto all�approccio solidale, tende a privilegiare scelte che favoriscano sempre pi� l�integrazione tra popolazioni straniere e cittadini italiani, offrendo agli operatori di base strumenti culturali e professionali adeguati alla complessit� del fenomeno e alle sue peculiarit�.

La testimonianza della carit� diventa autentica e credibile quando impegna tutti i momenti e le relazioni della vita, ma la sua culla e la sua casa � la famiglia, la Chiesa domestica. La famiglia � costituzionalmente �Caritas� perch� Dio stesso l�ha fatta cos�: l�anima della famiglia e della sua missione � l�amore. Quell�amore misericordioso che � come ho ricordato nell�Esortazione Apostolica postsinodale Amoris laetitia � sa accompagnare, discernere e integrare le situazioni di fragilit�. Le risposte pi� complete a molti disagi possono essere offerte proprio da quelle famiglie che, superando la tentazione della solidariet� �corta� ed episodica, a volte pure necessaria, scelgono di collaborare fra loro e con tutti gli altri servizi solidali del territorio, offrendo le risorse della propria quotidiana disponibilit�. E quanti esempi belli abbiamo di questo nelle nostre comunit�!

Con piena fiducia nella presenza di Cristo risorto e con il coraggio che viene dallo Spirito Santo, potrete andare avanti senza paura e scoprire prospettive sempre nuove nel vostro impegno pastorale, rafforzare stili e motivazioni, e cos� rispondere sempre meglio al Signore che ci viene incontro nei volti e nelle storie delle sorelle e dei fratelli pi� bisognosi. Egli sta alla porta del nostro cuore, delle nostre comunit�, e attende che qualcuno risponda al suo �bussare� discreto e insistente: aspetta la carit�, cio� la �carezza� misericordiosa del Signore, attraverso la �mano� della sua Chiesa. Una carezza che esprime la tenerezza e la vicinanza del Padre. Nel mondo di oggi, complesso e interconnesso, la vostra misericordia sia attenta e informata; concreta e competente, capace di analisi, ricerche, studi e riflessioni; personale, ma anche comunitaria; credibile in forza di una coerenza che � testimonianza evangelica, e, allo stesso tempo, organizzata e formata, per fornire servizi sempre pi� precisi e mirati; responsabile, coordinata, capace di alleanze e di innovazione; delicata e accogliente, piena di relazioni significative; aperta a tutti, premurosa nell�invitare i piccoli e i poveri del mondo a prendere parte attiva nella comunit�, che ha il suo momento culminante nell�eucaristia domenicale. Perch� i poveri sono la proposta forte che Dio fa alla nostra Chiesa affinch� essa cresca nell�amore e nella fedelt�. E perch� la comunione con Cristo nella Messa trovi espressione coerente nell�incontro con lo stesso Ges� presente nel pi� piccolo dei fratelli. Cos� sia la vostra, la nostra carezza, per intercessione della Vergine Maria e del beato Paolo VI. Vi benedico e vi accompagno con la preghiera. E anche voi, mi raccomando, pregate per me! Grazie.

Discorso del Santo Padre durante l'Udienza ai partecipanti al Convegno della Caritas delle Diocesi Italiane - 21/04/2016


Tutte le frasi tratte da "Udienza ai partecipanti al Convegno della Caritas delle Diocesi Italiane"


La testimonianza della carit� diventa autentica e credibile quando impegna tutti i momenti e le relazioni della vita, ma la sua culla e la sua casa � la famiglia, la Chiesa domestica.

- Papa Francesco -