Udienza al Tribunale della Rota Romana in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario
Cari Prelati Uditori, Officiali e Collaboratori del Tribunale Apostolico della Rota Romana,
vi incontro per la prima volta, in occasione dell�inaugurazione dell�anno giudiziario. Saluto cordialmente il collegio dei Prelati uditori, ad iniziare dal Decano, Mons. Pio Vito Pinto, che ringrazio per le parole che mi ha rivolto a nome dei presenti. Saluto poi gli Officiali, gli Avvocati e gli altri collaboratori, come pure i membri dello Studio rotale. Questo incontro mi offre l�opportunit� di ringraziarvi per il vostro prezioso servizio ecclesiale. La mia riconoscenza va in particolare a voi, Giudici rotali, che siete chiamati a svolgere la vostra delicata opera in nome e per mandato del Successore di Pietro.
La dimensione giuridica e la dimensione pastorale del ministero ecclesiale non sono in contrapposizione, perch� entrambe concorrono alla realizzazione delle finalit� e dell�unit� di azione proprie della Chiesa. L�attivit� giudiziaria ecclesiale, che si configura come servizio alla verit� nella giustizia, ha infatti una connotazione profondamente pastorale, perch� finalizzata al perseguimento del bene dei fedeli e alla edificazione della comunit� cristiana. Tale attivit� costituisce un peculiare sviluppo della potest� di governo, volta alla cura spirituale del Popolo di Dio, ed � pertanto pienamente inserita nel cammino e nella missione della Chiesa. Ne consegue che l�ufficio giudiziario � una vera diaconia, cio� un servizio al Popolo di Dio in vista del consolidamento della piena comunione tra i singoli fedeli,e fra di essi e la compagine ecclesiale. Inoltre, cari Giudici, mediante il vostro specifico ministero, voi offrite un competente contributo per affrontare le tematiche pastorali emergenti.
Vorrei ora tracciare un breve profilo del giudice ecclesiastico. Anzitutto il profilo umano: al giudice � richiesta una maturit� umana che si esprime nella serenit� di giudizio e nel distacco da vedute personali. Fa parte anche della maturit� umana la capacit� di calarsi nella mentalit� e nelle legittime aspirazioni della comunit� in cui si svolge il servizio. Cos� egli si far� interprete di quell�animus communitatis che caratterizza la porzione di Popolo di Dio destinataria del suo operato e potr� praticare una giustizia non legalistica e astratta, ma adatta alle esigenze della realt� concreta. Di conseguenza, non si accontenter� di una conoscenza superficiale della realt� delle persone che attendono il suo giudizio, ma avvertir� la necessit� di entrare in profondit� nella situazione delle parti in causa, studiando a fondo gli atti e tutti gli elementi utili per il giudizio.
Il secondo aspetto � quello giudiziario. Oltre ai requisiti di dottrina giuridica e teologica, nell�esercizio del suo ministero il giudice si caratterizza per la perizia nel diritto, l�obiettivit� di giudizio e l�equit�, giudicando con imperturbabile e imparziale equidistanza. Inoltre nella sua attivit� � guidato dall�intento di tutelare la verit�, nel rispetto della legge, senza tralasciare la delicatezza e umanit� proprie del pastore di anime.
Il terzo aspetto � quello pastorale. In quanto espressione della sollecitudine pastorale del Papa e dei Vescovi, al giudice � richiesta non soltanto provata competenza, ma anche genuino spirito di servizio. Egli � il servitore della giustizia, chiamato a trattare e giudicare la condizione dei fedeli che con fiducia si rivolgono a lui, imitando il Buon Pastore che si prende cura della pecorella ferita. Per questo � animato dalla carit� pastorale; quella carit� che Dio ha riversato nei nostri cuori mediante �lo Spirito Santo che ci � stato dato� (Rm 5,5). La carit� � scrive san Paolo � �� il vincolo della perfezione� (Col 3,14),e costituisce l�anima anche della funzione del giudice ecclesiastico.
Il vostro ministero, cari giudici e operatori del Tribunale della Rota Romana, vissuto nella gioia e nella serenit� che vengono dal lavorare l� dove il Signore ci ha posti, � un servizio peculiare a Dio Amore, che � vicino ad ogni persona. Siete essenzialmente pastori. Mentre svolgete il lavoro giudiziario, non dimenticate che siete pastori! Dietro ogni pratica, ogni posizione, ogni causa, ci sono persone che attendono giustizia.
Cari fratelli, vi ringrazio e vi incoraggio a proseguire il vostro munus con scrupolosit� e mitezza. Pregate per me! Il Signore vi benedica e la Madonna vi protegga.
Discorso pronunciato dal Santo Padre in occasione dell'Udienza al Tribunale della Rota Romana in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario - 24/01/2014
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L�attivit� giudiziaria ecclesiale, che si configura come servizio alla verit� nella giustizia, ha una connotazione profondamente pastorale, perch� finalizzata al perseguimento del bene dei fedeli e alla edificazione della comunit� cristiana.

- Papa Francesco -
Al giudice � richiesta una maturit� umana che si esprime nella serenit� di giudizio e nel distacco da vedute personali. Fa parte anche della maturit� umana la capacit� di calarsi nella mentalit� e nelle legittime aspirazioni della comunit� in cui si svolge il servizio.

- Papa Francesco -