Udienza alla Comunit� della rivista �La Civilt� Cattolica�
Cari scrittori del Collegio della Civilt� Cattolica, cari collaboratori laici,
sono contento di incontrarvi insieme agli altri gesuiti della Comunit�, alle suore e a tutti coloro che collaborano con voi nella vita della rivista e nell�amministrazione della casa nella quale abitate. Saluto anche gli editori che da questo momento pubblicheranno la vostra rivista in spagnolo, inglese, francese e coreano. Sento qui presente anche tutta la ampia famiglia dei vostri lettori. Vi ritrovo tutti insieme volentieri in occasione della pubblicazione del fascicolo numero 4000. � un traguardo davvero unico: la rivista ha compiuto un viaggio nel tempo di 167 anni e prosegue con coraggio la sua navigazione in mare aperto.
Ecco: restate in mare aperto! Il cattolico non deve aver paura del mare aperto, non deve cercare il riparo di porti sicuri. Soprattutto voi, come gesuiti, evitate di aggrapparvi a certezze e sicurezze. Il Signore ci chiama a uscire in missione, ad andare al largo e non ad andare in pensione a custodire certezze. Andando al largo si incontrano tempeste e ci pu� essere vento contrario. E tuttavia il santo viaggio si fa sempre in compagnia di Ges� che dice ai suoi: �Coraggio, sono io, non abbiate paura!� (Mt 14,27).
La vostra navigazione non � solitaria. I miei Predecessori, dal beato Pio IX a Benedetto XVI, incontrandovi in udienza, hanno riconosciuto pi� volte come la vostra navigazione sia nella barca di Pietro. Questo vincolo al Pontefice � da sempre un tratto essenziale della vostra rivista. Voi siete nella barca di Pietro. Essa, a volte nella storia � oggi come ieri � pu� essere sballottata dalle onde e non c�� da meravigliarsi di questo. Ma anche gli stessi marinai chiamati a remare nella barca di Pietro possono remare in senso contrario. � sempre accaduto. Voi di Civilt� Cattolica dovete essere ��rematori esperti e valorosi� (Pio VII, Bolla Sollicitudo omnium Ecclesiarum): remate dunque! Remate, siate forti, anche col vento contrario! Remiamo a servizio della Chiesa. Remiamo insieme!� (Omelia nei Vespri con Te Deum, 27 settembre 2014). Questo � il vincolo tra me e voi. Ed esprimo il mio �vivo desiderio che questo vincolo non solo si mantenga, ma si rafforzi� (Giovanni Paolo II, Discorso agli scrittori de �La Civilt� Cattolica�, 19 gennaio 1990). Andiamo sempre avanti nella nostra navigazione, spinti dal soffio dello Spirito Santo che ci guida.
4000 fascicoli non sono una raccolta di carta! C�� una vita dentro, fatta di tanta riflessione, di tanta passione, di lotte sostenute e contraddizioni incontrate. Ma soprattutto di tanto lavoro. Ho saputo che i vostri antichi predecessori amavano chiamarsi semplicemente �lavoratori�. Non�intellettuali�, ma �lavoratori�. Mi piace molto questa definizione che � umile, modesta e molto efficace. Sant�Ignazio ci vuole lavoratori nella vigna mistica. Io lavoro in un modo, voi lavorate in un altro. Ma siamo insieme, accanto. Io nel mio lavoro vi vedo, vi seguo, vi accompagno con affetto. La vostra rivista � spesso sulla mia scrivania. E so che voi nel vostro lavoro non mi perdete mai di vista. Avete accompagnato fedelmente tutti i passaggi fondamentali del mio Pontificato a partire dalla lunga intervista che ho concesso al vostro direttore nell�agosto 2013: la pubblicazione delle Encicliche e delle Esortazioni apostoliche, dando di esse una interpretazione fedele; i Sinodi, i Viaggi apostolici, il Giubileo della Misericordia. Vi ringrazio di questo e vi chiedo di proseguire su questa strada a lavorare con me e a pregare per me.
Quante cose sono accadute in 167 anni di vita della rivista e raccontate nei vostri 4000 quaderni! Ad ogni millesimo fascicolo avete incontrato il Papa: Leone XIII, Pio XI, Paolo VI hanno celebrato i precedenti. Adesso eccovi con me. E con voi c�� il padre Generale della Compagnia di Ges� perch� il beato Pio IX volle che il Collegio �dipendesse completamente e in tutto� da lui (Breve ap. Gravissimum supremi). Io confermo questo affidamento della Civilt� Cattolica al Padre Generale proprio a causa del compito specifico che la vostra rivista svolge al servizio diretto della Sede Apostolica.
E pi� in generale confermo gli Statuti originari della vostra rivista, che Pio IX scrisse nel 1866 istituendo La Civilt� Cattolica �in modo perpetuo�. A leggerli oggi notiamo un linguaggio che non � pi� il nostro. Ma il senso profondo e specifico della vostra rivista � ben descritto e deve rimanere immutato, cio� quello di una rivista che � espressione di una comunit� di scrittori tutti gesuiti che condividono non solamente una esperienza intellettuale, ma anche una ispirazione carismatica e, almeno nel nucleo fondamentale della redazione, la vita quotidiana della comunit�. La variet� degli argomenti che voi trattate va scelta ed elaborata in una consultazione tra voi che richiede uno scambio frequente (cfr Leone XIII, Lett. Sapienti consilio). E a voi spetta il confronto non soltanto sulle idee, ma anche sul modo di esprimerle e i mezzi adatti per farlo. Il centro della Civilt� Cattolica � il Collegio degli Scrittori. Tutto deve ruotare attorno ad esso e alla sua missione.
Questa missione � per la prima volta in 167 anni � da oggi si allarga oltre i confini linguistici dell�italiano. Sono lieto di poter benedire le edizioni della Civilt� Cattolica in spagnolo, inglese, francese e coreano. Si tratta di una evoluzione che gi� i vostri predecessori, ai tempi del Concilio, ebbero in mente, ma che mai fu messa in opera. Gi� da molto tempo la Segreteria di Stato la invia a tutte le Nunziature nel mondo. Adesso che il mondo � sempre pi� connesso, il superamento delle barriere linguistiche aiuter� a diffonderne meglio il messaggio a pi� ampio raggio. Questa nuova tappa contribuir� pure ad ampliare il vostro orizzonte, e a ricevere contributi scritti da altri gesuiti in varie parti del mondo. La cultura viva tende ad aprire, a integrare, a moltiplicare, a condividere, a dialogare, a dare e a ricevere all�interno di un popolo e con gli altri popoli con cui entra in rapporto. La Civilt� Cattolica sar� una rivista sempre pi� aperta al mondo. Questo � un nuovo modo di vivere la vostra missione specifica.
E qual � questa missione specifica? � quella di essere una rivista cattolica. Ma essere rivista cattolica non significa semplicemente che difende le idee cattoliche, come se il cattolicesimo fosse una filosofia. Come scrisse il vostro fondatore, p. Carlo Maria Curci, La Civilt� Cattolica non deve �apparire come cosa da sagrestia�. Una rivista � davvero �cattolica� solo se possiede lo sguardo di Cristo sul mondo, e se lo trasmette e lo testimonia.
Nel mio incontro con voi tre anni fa vi ho presentato la vostra missione in tre parole: dialogo, discernimento, frontiera. Le ribadisco oggi. Nel biglietto augurale che vi ho inviato per il numero 4000 ho usato l�immagine del ponte. Mi piace pensare alla Civilt� Cattolica come una rivista che sia insieme �ponte� e �frontiera�.
Oggi vorrei aggiungere qualche riflessione per approfondire quello che i vostri fondatori, ripresi poi da Paolo VI, chiamarono il �disegno costituzionale� della rivista. E vi dar� anche tre �patroni�, cio� tre figure di gesuiti alle quali guardare per andare avanti.
La prima parola � INQUIETUDINE. Vi pongo una domanda: il vostro cuore ha conservato l�inquietudine della ricerca? Solo l�inquietudine d� pace al cuore di un gesuita. Senza inquietudine siamo sterili. Se volete abitare ponti e frontiere dovete avere una mente e un cuore inquieti. A volte si confonde la sicurezza della dottrina con il sospetto per la ricerca. Per voi non sia cos�. I valori e le tradizioni cristiane non sono pezzi rari da chiudere nelle casse di un museo. La certezza della fede sia invece il motore della vostra ricerca.
Vi d� come patrono san Pietro Favre (1506-1546), uomo di grandi desideri, spirito inquieto, mai soddisfatto, pioniere dell�ecumenismo. Per Favre, � proprio quando si propongono cose difficili che si manifesta il vero spirito che muove all�azione (cfr Memoriale, 301). Una fede autentica implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo. Ecco la domanda che dobbiamo porci: abbiamo grandi visioni e slancio? Siamo audaci? Oppure siamo mediocri, e ci accontentiamo di riflessioni di laboratorio?
La vostra rivista prenda consapevolezza delle ferite di questo mondo, e individui terapie. Sia una scrittura che tende a comprendere il male, ma anche a versare olio sulle ferite aperte, a guarire. Favre camminava con i suoi piedi e mor� giovane di fatica, divorato dai suoi desideri a maggior gloria di Dio. Voi camminate con la vostra intelligenza inquieta che le tastiere dei vostri computer traducono in riflessioni utili per costruire un mondo migliore, il Regno di Dio.
La seconda parola � INCOMPLETEZZA. Dio � il Deus semper maior, il Dio che ci sorprende sempre. Per questo dovete essere scrittori e giornalisti dal pensiero incompleto, cio� aperto e non chiuso e rigido. La vostra fede apra il vostro pensiero. Fatevi guidare dallo spirito profetico del Vangelo per avere una visione originale, vitale, dinamica, non ovvia. E questo specialmente oggi in un mondo cos� complesso e pieno di sfide in cui sembra trionfare la �cultura del naufragio� � nutrita di messianismo profano, di mediocrit� relativista, di sospetto e di rigidit� � e la �cultura del cassonetto�, dove ogni cosa che non funziona come si vorrebbe o che si considera ormai inutile si butta via.
La crisi � globale, e quindi � necessario rivolgere il nostro sguardo alle convinzioni culturali dominanti e ai criteri tramite i quali le persone ritengono che qualcosa sia buono o cattivo, desiderabile o no. Solo un pensiero davvero aperto pu� affrontare la crisi e la comprensione di dove sta andando il mondo, di come si affrontano le crisi pi� complesse e urgenti, la geopolitica, le sfide dell�economia e la grave crisi umanitaria legata al dramma delle migrazioni, che � il vero nodo politico globale dei nostri giorni.
Vi d� dunque come figura di riferimento il servo di Dio padre Matteo Ricci (1522-1610). Egli compose un grande Mappamondo cinese raffigurando i continenti e le isole fino ad allora conosciuti. Cos� l�amato popolo cinese poteva vedere raffigurate in forma nuova molte terre lontane che venivano nominate e descritte brevemente. Tra queste pure l�Europa e il luogo dove viveva il Papa. Il Mappamondo serv� anche a introdurre ancora meglio il popolo cinese alle altre civilt�. Ecco, con i vostri articoli anche voi siete chiamati a comporre un �mappamondo�: mostrate le scoperte recenti, date un nome ai luoghi, fate conoscere qual � il significato della �civilt�� cattolica, ma pure fate conoscere ai cattolici che Dio � al lavoro anche fuori dai confini della Chiesa, in ogni vera �civilt��, col soffio dello Spirito.
La terza parola � IMMAGINAZIONE. Questo nella Chiesa e nel mondo � il tempo del discernimento. Il discernimento si realizza sempre alla presenza del Signore, guardando i segni, ascoltando le cose che accadono, il sentire della gente che conosce la via umile della cocciutaggine quotidiana, e specialmente dei poveri. La sapienza del discernimento riscatta la necessaria ambiguit� della vita. Ma bisogna penetrare l�ambiguit�, bisogna entrarci, come ha fatto il Signore Ges� assumendo la nostra carne. Il pensiero rigido non � divino perch� Ges� ha assunto la nostra carne che non � rigida se non nel momento della morte.
Per questo mi piace tanto la poesia e, quando mi � possibile, continuo a leggerla. La poesia � piena di metafore. Comprendere le metafore aiuta a rendere il pensiero agile, intuitivo, flessibile, acuto. Chi ha immaginazione non si irrigidisce, ha il senso dell�umorismo, gode sempre della dolcezza della misericordia e della libert� interiore. � in grado di spalancare visioni ampie anche in spazi ristretti come fece nelle sue opere pittoriche il fratel Andrea Pozzo (1642-1709), aprendo con l�immaginazione spazi aperti, cupole e corridoi, l� dove ci sono solo tetti e muri. Vi d� anche lui come figura di riferimento.
Coltivate dunque nella vostra rivista lo spazio per l�arte, la letteratura, il cinema, il teatro e la musica. Cos� avete fatto sin dagli inizi, dal 1850. Alcuni giorni fa meditavo sulla pittura di Hans Memling, il pittore fiammingo. E pensavo a come il miracolo di delicatezza che c�� nella sua pittura rappresenti bene la gente. Poi pensavo ai versi di Baudelaire su Rubens l� dove scrive che �la vie afflue et s�agite sans cesse, / Comme l�air dans le ciel et la mer dans la mer�. S�, la vita � fluida e si agita senza sosta come si agita l�aria in cielo e il mare nel mare. Il pensiero della Chiesa deve recuperare genialit� e capire sempre meglio come l�uomo si comprende oggi per sviluppare e approfondire il proprio insegnamento. E questa genialit� aiuta a capire che la vita non � un quadro in bianco e nero. � un quadro a colori. Alcuni chiari e altri scuri, alcuni tenui e altri vivaci. Ma comunque prevalgono le sfumature. Ed � questo lo spazio del discernimento, lo spazio in cui lo Spirito agita il cielo come l�aria e il mare come l�acqua. Il vostro compito � come chiese il beato Paolo VI � � quello di vivere il confronto �tra le esigenze brucianti dell�uomo e il perenne messaggio del Vangelo� (Discorso in occasione della XXXII Congr. Gen. della Compagnia di Ges�, 3 dicembre 1974). E quelle esigenze brucianti le portate gi� dentro voi stessi, e nella vostra vita spirituale. Date a questo confronto le forme pi� adeguate, anche nuove, come richiede oggi il modo di comunicare, che cambia col passare del tempo.
Mi auguro che La Civilt� Cattolica, anche grazie alle sue versioni in altre lingue, possa raggiungere molti lettori. La Compagnia di Ges� sostenga quest�opera cos� antica e preziosa, anzi unica per il servizio alla Sede Apostolica. Sia generosa nel dotarla di gesuiti capaci e la diffonda l� dove � pi� opportuno. Penso soprattutto ai centri di formazione educativa e alle scuole, in particolare per la formazione di docenti e genitori. Ma anche nei centri di formazione spirituale. Ne raccomando particolare diffusione nei seminari e nei centri di formazione. I vescovi la sostengano. Il suo legame con la Sede Apostolica ne fa, infatti, una rivista unica nel suo genere.
Concludo questo nostro incontro ringraziandovi per la testimonianza che date. Affido voi tutti qui presenti all�intercessione della Madonna della Strada e di san Giuseppe, impartendovi la mia Benedizione Apostolica. Grazie.
Discorso del Santo Padre durante l'Udienza alla Comunit� della rivista �La Civilt� Cattolica� - 9/02/2017
Tutte le frasi tratte da "Udienza alla Comunit� della rivista �La Civilt� Cattolica�"
Il cattolico non deve aver paura del mare aperto, non deve cercare il riparo di porti sicuri. [...] Il Signore ci chiama a uscire in missione, ad andare al largo e non ad andare in pensione a custodire certezze.

- Papa Francesco -