Citazione spirituale

Udienza alle ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani)

Cari fratelli e sorelle,

vi saluto con affetto in occasione del 70� anniversario della fondazione delle Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani, e ringrazio il Presidente per le sue parole tanto cortesi. Questo anniversario � un�occasione importante per riflettere sulla vostra �anima� associativa e sulle ragioni fondamentali che vi hanno spinto e vi spingono tuttora a viverla con impegno e passione.

Alle porte della vostra Associazione oggi bussano nuove domande, che richiedono nuove e qualificate risposte. Quello che � cambiato nel mondo globale non sono tanto i problemi, quanto la loro dimensione e la loro urgenza. Inedite sono l�ampiezza e la velocit� di riproduzione delle disuguaglianze. Ma questo non possiamo permetterlo! Dobbiamo proporre alternative eque e solidali che siano realmente praticabili.

L'estendersi della precariet�, del lavoro nero e del ricatto malavitoso fa sperimentare, soprattutto tra le giovani generazioni, che la mancanza del lavoro toglie dignit�, impedisce la pienezza della vita umana e reclama una risposta sollecita e vigorosa. Risposta sollecita e vigorosa contro questo sistema economico mondiale dove al centro non ci sono � l�uomo e la donna: c�� un idolo, il dio-denaro. E� questo che comanda! E questo dio-denaro distrugge, e provoca la cultura dello scarto: si scartano i bambini, perch� non si fanno: si sfruttano o si uccidono prima di nascere; si scartano gli anziani, perch� non hanno la cura dignitosa, non hanno le medicine, hanno pensioni miserabili� E adesso, si scartano i giovani. Pensate, in questa terra tanto generosa, pensate a quel 40%, o un po� di pi�, di giovani dai 25 anni in gi� che non hanno lavoro: sono materiale di scarto, ma sono anche il sacrificio che questa societ�, mondana e egoista, offre al dio-denaro, che � al centro del nostro sistema economico mondiale.

Davanti a questa cultura dello scarto, vi invito a realizzare un sogno che vola pi� in alto. Dobbiamo far s� che, attraverso il lavoro � il �lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale� (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 192) � l�essere umano esprima ed accresca la dignit� della propria vita. Vorrei dire qualcosa su queste quattro caratteristiche del lavoro.

Il lavoro libero. La vera libert� del lavoro significa che l�uomo, proseguendo l�opera del Creatore, fa s� che il mondo ritrovi il suo fine: essere opera di Dio che, nel lavoro compiuto, incarna e prolunga l�immagine della sua presenza nella creazione e nella storia dell�uomo. Troppo spesso, invece, il lavoro � succube di oppressioni a diversi livelli: dell�uomo sull�altro uomo; di nuove organizzazioni schiavistiche che opprimono i pi� poveri; in particolare, molti bambini e molte donne subiscono un�economia che obbliga a un lavoro indegno che contraddice la creazione nella sua bellezza e nella sua armonia. Dobbiamo far s� che il lavoro non sia strumento di alienazione, ma di speranza e di vita nuova. Cio�, che il lavoro sia libero.

Secondo: il lavoro creativo. Ogni uomo porta in s� una originale e unica capacit� di trarre da s� e dalle persone che lavorano con lui il bene che Dio gli ha posto nel cuore. Ogni uomo e donna � �poeta�, capace di fare creativit�. Poeta vuol dire questo. Ma questo pu� avvenire quando si permette all�uomo di esprimere in libert� e creativit� alcune forme di impresa, di lavoro collaborativo svolto in comunit� che consentano a lui e ad altre persone un pieno sviluppo economico e sociale. Non possiamo tarpare le ali a quanti, in particolare giovani, hanno tanto da dare con la loro intelligenza e capacit�; essi vanno liberati dai pesi che li opprimono e impediscono loro di entrare a pieno diritto e quanto prima nel mondo del lavoro.

Terzo: il lavoro partecipativo. Per poter incidere nella realt�, l�uomo � chiamato ad esprimere il lavoro secondo la logica che pi� gli � propria, quella relazionale. La logica relazionale, cio� vedere sempre nel fine del lavoro il volto dell�altro e la collaborazione responsabile con altre persone. L� dove, a causa di una visione economicistica, come quella che ho detto prima, si pensa all�uomo in chiave egoistica e agli altri come mezzi e non come fini, il lavoro perde il suo senso primario di continuazione dell�opera di Dio, e per questo � opera di un idolo; l�opera di Dio, invece, � destinata a tutta l�umanit�, perch� tutti possano beneficiarne.

E quarto, il lavoro solidale. Ogni giorno voi incontrate persone che hanno perso il lavoro � questo fa piangere �, o in cerca di occupazione. E prendono quello che capita. Alcuni mesi fa, una signora mi diceva che aveva preso un lavoro, 10/11 ore, in nero, a 600 euro al mese. E quando ha detto: �Ma, niente di pi�?� � �Ah, se non le piace se ne vada! Guardi la coda che c�� dietro di lei�. Quante persone in cerca di occupazione, persone che vogliono portare a casa il pane: non solo mangiare, ma portare da mangiare, questa � la dignit�. Il pane per la loro famiglia. A queste persone bisogna dare una risposta. In primo luogo, � doveroso offrire la propria vicinanza, la propria solidariet�. I tanti �circoli� delle ACLI, che oggi sono da voi rappresentati qui, possono essere luoghi di accoglienza e di incontro. Ma poi bisogna anche dare strumenti ed opportunit� adeguate. E� necessario l�impegno della vostra Associazione e dei vostri Servizi per contribuire ad offrire queste opportunit� di lavoro e di nuovi percorsi di impiego e di professionalit�.

Dunque: libert�, creativit�, partecipazione e solidariet�. Queste caratteristiche fanno parte della storia delle ACLI. Oggi pi� che mai siete chiamati a metterle in campo, senza risparmiarvi, a servizio di una vita dignitosa per tutti. E per motivare questo atteggiamento, pensate ai bambini sfruttati, scartati; pensate agli anziani scartati, che hanno una pensione minima e non sono curati; e pensate ai giovani scartati dal lavoro: e cosa fanno? Non sanno cosa fare, e sono in pericolo di cadere nelle dipendenze, cadere nella malavita, o andarsene a cercare orizzonti di guerra, come mercenari. Questo fa la mancanza di lavoro!

Vorrei toccare brevemente ancora tre aspetti - � un po� lungo questo discorso, scusatemi -. Il primo: la vostra presenza fuori d�Italia. Iniziata al seguito dell�emigrazione italiana, anche oltreoceano, essa � un valore molto attuale. Oggi molti giovani si spostano per cercare un lavoro adeguato ai propri studi o per vivere un�esperienza diversa di professionalit�: vi incoraggio ad accoglierli, a sostenerli nel loro percorso, ad offrire il vostro supporto per il loro inserimento. Nei loro occhi potete trovare un riflesso dello sguardo dei vostri padri o dei vostri nonni che andarono lontano per lavorare. Possiate essere per loro un buon punto di riferimento.

Inoltre, la vostra Associazione sta affrontando il tema della lotta alla povert� e quello dell�impoverimento dei ceti medi. La proposta di un sostegno non solo economico alle persone al di sotto della soglia di povert� assoluta, che anche in Italia sono aumentate negli ultimi anni, pu� portare benefici a tutta la societ�. Allo stesso tempo va evitato che nella povert� scivolino coloro che fino a ieri vivevano una vita dignitosa. Noi, nelle parrocchie, nelle Caritas parrocchiali, vediamo questo tutti i giorni: uomini o donne che si avvicinano un po� di nascosto per prendere il cibo da mangiare� Un po� di nascosto perch� sono diventati poveri da un mese all�altro. E hanno vergogna. E questo succede, succede, succede� Fino a ieri vivevano una vita dignitosa� Basta un niente oggi per diventare poveri: la perdita del lavoro, un anziano non pi� autosufficiente, una malattia in famiglia, persino � pensate il terribile paradosso � la nascita di un figlio: ti pu� portare tanti problemi, se sei senza lavoro. E� una importante battaglia culturale, quella di considerare il welfare una infrastruttura dello sviluppo e non un costo. Voi potete fare da coordinamento e da motore dell��Alleanza nuova contro la povert��, che si propone di sviluppare un piano nazionale per il lavoro decente e dignitoso.

E infine, ma non per importanza, il vostro impegno abbia sempre il suo principio e il suo collante in quella che voi chiamate ispirazione cristiana, e che rimanda alla costante fedelt� a Ges� Cristo e alla Parola di Dio, a studiare e applicare la Dottrina sociale della Chiesa nel confronto con le nuove sfide del mondo contemporaneo.

L�ispirazione cristiana e la dimensione popolare determinano il modo di intendere e di riattualizzare la storica triplice fedelt� delle ACLI ai lavoratori, alla democrazia, alla Chiesa. Al punto che nel contesto attuale, in qualche modo si potrebbe dire che le vostre tre storiche fedelt� � ai lavoratori, alla democrazia e alla Chiesa � si riassumono in una nuova e sempre attuale: la fedelt� ai poveri.

Vi ringrazio di questo incontro, e benedico voi e il vostro lavoro. E per favore, non dimenticatevi di pregare per me, ne ho bisogno.

Adesso, prima di dare la benedizione, vi invito a pregare la Madonna: la Madonna che � tanto fedele ai poveri, perch� lei era povera. Ave o Maria, �

Discorso del Santo Padre in occasione dell'Udienza alle ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) - 23/05/2015


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Ogni uomo porta in s� una originale e unica capacit� di trarre da s� e dalle persone che lavorano con lui il bene che Dio gli ha posto nel cuore. Ogni uomo e donna � �poeta�, capace di fare creativit�. Ma questo pu� avvenire quando si permette all�uomo di esprimere in libert� e creativit� alcune forme di impresa, di lavoro collaborativo svolto in comunit� che consentano a lui e ad altre persone un pieno sviluppo economico e sociale.

- Papa Francesco -