Citazione spirituale

Udienza Generale

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nel percorso di catechesi sulla celebrazione eucaristica, abbiamo visto che l�Atto penitenziale ci aiuta a spogliarci delle nostre presunzioni e a presentarci a Dio come siamo realmente, coscienti di essere peccatori, nella speranza di essere perdonati.

Proprio dall�incontro tra la miseria umana e la misericordia divina prende vita la gratitudine espressa nel �Gloria�, �un inno antichissimo e venerabile con il quale la Chiesa, radunata nello Spirito Santo, glorifica e supplica Dio Padre e l�Agnello� (Ordinamento Generale del Messale Romano, 53).

L�esordio di questo inno � �Gloria a Dio nell�alto dei cieli� � riprende il canto degli Angeli alla nascita di Ges� a Betlemme, gioioso annuncio dell�abbraccio tra cielo e terra. Questo canto coinvolge anche noi raccolti in preghiera: �Gloria a Dio nell�alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volont�. Dopo il �Gloria�, oppure, quando questo non c��, subito dopo l�Atto penitenziale, la preghiera prende forma particolare nell�orazione denominata �colletta�, per mezzo della quale viene espresso il carattere proprio della celebrazione, variabile secondo i giorni e i tempi dell�anno (cfr ibid., 54). Con l�invito �preghiamo�, il sacerdote esorta il popolo a raccogliersi con lui in un momento di silenzio, al fine di prendere coscienza di stare alla presenza di Dio e far emergere, ciascuno nel proprio cuore, le personali intenzioni con cui partecipa alla Messa (cfr ibid., 54). Il sacerdote dice �preghiamo�; e poi, viene un momento di silenzio, e ognuno pensa alle cose di cui ha bisogno, che vuol chiedere, nella preghiera.

Il silenzio non si riduce all�assenza di parole, bens� nel disporsi ad ascoltare altre voci: quella del nostro cuore e, soprattutto, la voce dello Spirito Santo. Nella liturgia, la natura del sacro silenzio dipende dal momento in cui ha luogo: �Durante l�atto penitenziale e dopo l�invito alla preghiera, aiuta il raccoglimento; dopo la lettura o l�omelia, � un richiamo a meditare brevemente ci� che si � ascoltato; dopo la Comunione, favorisce la preghiera interiore di lode e di supplica� (ibid., 45). Dunque, prima dell�orazione iniziale, il silenzio aiuta a raccoglierci in noi stessi e a pensare al perch� siamo l�. Ecco allora l�importanza di ascoltare il nostro animo per aprirlo poi al Signore. Forse veniamo da giorni di fatica, di gioia, di dolore, e vogliamo dirlo al Signore, invocare il suo aiuto, chiedere che ci stia vicino; abbiamo familiari e amici malati o che attraversano prove difficili; desideriamo affidare a Dio le sorti della Chiesa e del mondo. E a questo serve il breve silenzio prima che il sacerdote, raccogliendo le intenzioni di ognuno, esprima a voce alta a Dio, a nome di tutti, la comune preghiera che conclude i riti d�introduzione, facendo appunto la �colletta� delle singole intenzioni. Raccomando vivamente ai sacerdoti di osservare questo momento di silenzio e non andare di fretta: �preghiamo�, e che si faccia il silenzio. Raccomando questo ai sacerdoti. Senza questo silenzio, rischiamo di trascurare il raccoglimento dell�anima.

Il sacerdote recita questa supplica, questa orazione di colletta, con le braccia allargate � l�atteggiamento dell�orante, assunto dai cristiani fin dai primi secoli � come testimoniano gli affreschi delle catacombe romane � per imitare il Cristo con le braccia aperte sul legno della croce. E l�, Cristo � l�Orante ed � insieme la preghiera! Nel Crocifisso riconosciamo il Sacerdote che offre a Dio il culto a lui gradito, ossia l�obbedienza filiale.

Nel Rito Romano le orazioni sono concise ma ricche di significato: si possono fare tante belle meditazioni su queste orazioni. Tanto belle! Tornare a meditarne i testi, anche fuori della Messa, pu� aiutarci ad apprendere come rivolgerci a Dio, cosa chiedere, quali parole usare. Possa la liturgia diventare per tutti noi una vera scuola di preghiera.

Catechesi del Santo Padre in occasione dell'Udienza Generale - 10/01/2018


Tutte le frasi tratte da "Udienza Generale"


Proprio dall�incontro tra la miseria umana e la misericordia divina prende vita la gratitudine espressa nel �Gloria�.

- Papa Francesco -



Il silenzio non si riduce all�assenza di parole, bens� nel disporsi ad ascoltare altre voci: quella del nostro cuore e, soprattutto, la voce dello Spirito Santo.

- Papa Francesco -



Nel Crocifisso riconosciamo il Sacerdote che offre a Dio il culto a lui gradito, ossia l�obbedienza filiale.

- Papa Francesco -



L�Atto penitenziale ci aiuta a spogliarci delle nostre presunzioni e a presentarci a Dio come siamo realmente, coscienti di essere peccatori, nella speranza di essere perdonati.

- Papa Francesco -



Ecco l�importanza di ascoltare il nostro animo per aprirlo poi al Signore. Forse veniamo da giorni di fatica, di gioia, di dolore, e vogliamo dirlo al Signore, invocare il suo aiuto, chiedere che ci stia vicino; abbiamo familiari e amici malati o che attraversano prove difficili; desideriamo affidare a Dio le sorti della Chiesa e del mondo.

- Papa Francesco -