Citazione spirituale

Udienza Generale

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Leggendo la Bibbia ci imbattiamo continuamente in preghiere di vario genere. Ma troviamo anche un libro composto di sole preghiere, libro che � diventato patria, palestra e casa di innumerevoli oranti. Si tratta del Libro dei Salmi. Sono 150 Salmi per pregare.

Esso fa parte dei libri sapienziali, perch� comunica il �saper pregare� attraverso l�esperienza del dialogo con Dio. Nei salmi troviamo tutti i sentimenti umani: le gioie, i dolori, i dubbi, le speranze, le amarezze che colorano la nostra vita. Il Catechismo afferma che ogni salmo �� di una sobriet� tale da poter essere pregato in verit� dagli uomini di ogni condizione e di ogni tempo� (CCC, 2588). Leggendo e rileggendo i salmi, noi impariamo il linguaggio della preghiera. Dio Padre, infatti, con il suo Spirito li ha ispirati nel cuore del re Davide e di altri oranti, per insegnare ad ogni uomo e donna come lodarlo, come ringraziarlo e supplicarlo, come invocarlo nella gioia e nel dolore, come raccontare le meraviglie delle sue opere e della sua Legge. In sintesi, i salmi sono la parola di Dio che noi umani usiamo per parlare con Lui.

In questo libro non incontriamo persone eteree, persone astratte, gente che confonde la preghiera con un�esperienza estetica o alienante. I salmi non sono testi nati a tavolino; sono invocazioni, spesso drammatiche, che sgorgano dal vivo dell�esistenza. Per pregarli basta essere quello che siamo. Non dobbiamo dimenticare che per pregare bene dobbiamo pregare cos� come siamo, non truccati. Non bisogna truccare l�anima per pregare. �Signore, io sono cos�, e andare davanti al Signore come siamo, con le cose belle e anche con le cose brutte che nessuno conosce, ma noi, dentro, conosciamo. Nei salmi sentiamo le voci di oranti in carne e ossa, la cui vita, come quella di tutti, � irta di problemi, di fatiche, di incertezze. Il salmista non contesta in maniera radicale questa sofferenza: sa che essa appartiene al vivere. Nei salmi, per�, la sofferenza si trasforma in domanda. Dal soffrire al domandare.

E tra le tante domande, ce n�� una che rimane sospesa, come un grido incessante che attraversa l�intero libro da parte a parte. Una domanda, che noi la ripetiamo tante volte: �Fino a quando, Signore? Fino a quando?�. Ogni dolore reclama una liberazione, ogni lacrima invoca una consolazione, ogni ferita attende una guarigione, ogni calunnia una sentenza di assoluzione. �Fino a quando, Signore, dovr� soffrire questo? Ascoltami, Signore!�: quante volte noi abbiamo pregato cos�, con �Fino a quando?�, basta Signore!

Ponendo in continuazione domande del genere, i salmi ci insegnano a non assuefarci al dolore, e ci ricordano che la vita non � salvata se non � sanata. L�esistenza dell�uomo � un soffio, la sua vicenda � fugace, ma l�orante sa di essere prezioso agli occhi di Dio, per cui ha senso gridare. E questo � importante. Quando noi preghiamo, lo facciamo perch� sappiamo di essere preziosi agli occhi di Dio. � la grazia dello Spirito Santo che, da dentro, ci suscita questa consapevolezza: di essere preziosi agli occhi di Dio. E per questo siamo indotti a pregare.

La preghiera dei salmi � la testimonianza di questo grido: un grido molteplice, perch� nella vita il dolore assume mille forme, e prende il nome di malattia, odio, guerra, persecuzione, sfiducia� Fino allo �scandalo� supremo, quello della morte. La morte appare nel Salterio come la pi� irragionevole nemica dell�uomo: quale delitto merita una punizione cos� crudele, che comporta l�annientamento e la fine? L�orante dei salmi chiede a Dio di intervenire laddove tutti gli sforzi umani sono vani. Ecco perch� la preghiera, gi� in s� stessa, � via di salvezza e inizio di salvezza.

Tutti soffrono in questo mondo: sia che si creda in Dio, sia che lo si respinga. Ma nel Salterio il dolore diventa relazione, rapporto: grido di aiuto che attende di intercettare un orecchio che ascolti. Non pu� rimanere senza senso, senza scopo. Anche i dolori che subiamo non possono essere solo casi specifici di una legge universale: sono sempre le �mie� lacrime. Pensate a questo: le lacrime non sono universali, sono le �mie� lacrime. Ognuno ha le proprie. Le �mie� lacrime e il �mio� dolore mi spingono ad andare avanti con la preghiera. Sono le �mie� lacrime che nessuno ha mai versato prima di me. S�, tanti hanno pianto, tanti. Ma le �mie� lacrime sono le mie, il �mio� dolore � mio, la �mia� sofferenza � mia.

Prima di entrare in Aula, ho incontrato i genitori di quel sacerdote della diocesi di Como che � stato ucciso; proprio � stato ucciso nel suo servizio per aiutare. Le lacrime di quei genitori sono le lacrime �loro� e ognuno di loro sa quanto ha sofferto nel vedere questo figlio che ha dato la vita nel servizio dei poveri. Quando noi vogliamo consolare qualcuno, non troviamo le parole. Perch�? Perch� non possiamo arrivare al suo dolore, perch� il �suo� dolore � suo, le �sue� lacrime sono sue. Lo stesso � di noi: le lacrime, il �mio� dolore � mio, le lacrime sono �mie� e con queste lacrime, con questo dolore mi rivolgo al Signore.

Tutti i dolori degli uomini per Dio sono sacri. Cos� prega l�orante del salmo 56: �I passi del mio vagare tu li hai contati, nel tuo otre raccogli le mie lacrime: non sono forse scritte nel tuo libro?� (v. 9). Davanti a Dio non siamo degli sconosciuti, o dei numeri. Siamo volti e cuori, conosciuti ad uno ad uno, per nome.

Nei salmi, il credente trova una risposta. Egli sa che, se anche tutte le porte umane fossero sprangate, la porta di Dio � aperta. Se anche tutto il mondo avesse emesso un verdetto di condanna, in Dio c�� salvezza.

�Il Signore ascolta�: qualche volta nella preghiera basta sapere questo. Non sempre i problemi si risolvono. Chi prega non � un illuso: sa che tante questioni della vita di quaggi� rimangono insolute, senza via d�uscita; la sofferenza ci accompagner� e, superata una battaglia, ce ne saranno altre che ci attendono. Per�, se siamo ascoltati, tutto diventa pi� sopportabile.

La cosa peggiore che pu� capitare � soffrire nell�abbandono, senza essere ricordati. Da questo ci salva la preghiera. Perch� pu� succedere, e anche spesso, di non capire i disegni di Dio. Ma le nostre grida non ristagnano quaggi�: salgono fino a Lui che ha cuore di Padre, e che piange Lui stesso per ogni figlio e figlia che soffre e che muore. Io vi dir� una cosa: a me fa bene, nei momenti brutti, pensare ai pianti di Ges�, quando pianse guardando Gerusalemme, quando pianse davanti alla tomba di Lazzaro. Dio ha pianto per me, Dio piange, piange per i nostri dolori. Perch� Dio ha voluto farsi uomo � diceva uno scrittore spirituale � per poter piangere. Pensare che Ges� piange con me nel dolore � una consolazione: ci aiuta ad andare avanti. Se rimaniamo nella relazione con Lui, la vita non ci risparmia le sofferenze, ma si apre a un grande orizzonte di bene e si incammina verso il suo compimento. Coraggio, avanti con la preghiera. Ges� sempre � accanto a noi.

Catechesi del Santo Padre in occasione dell'Udienza Generale - 14/10/2020


Tutte le frasi tratte da "Udienza Generale"


Non dobbiamo dimenticare che per pregare bene dobbiamo pregare cos� come siamo, non truccati. Non bisogna truccare l�anima per pregare. �Signore, io sono cos�, e andare davanti al Signore come siamo, con le cose belle e anche con le cose brutte che nessuno conosce, ma noi, dentro, conosciamo.

- Papa Francesco -



Leggendo e rileggendo i salmi, noi impariamo il linguaggio della preghiera. Dio Padre, infatti, con il suo Spirito li ha ispirati nel cuore del re Davide e di altri oranti, per insegnare ad ogni uomo e donna come lodarlo, come ringraziarlo e supplicarlo, come invocarlo nella gioia e nel dolore, come raccontare le meraviglie delle sue opere e della sua Legge.

- Papa Francesco -



Dio ha voluto farsi uomo � diceva uno scrittore spirituale � per poter piangere. Pensare che Ges� piange con me nel dolore � una consolazione: ci aiuta ad andare avanti. Se rimaniamo nella relazione con Lui, la vita non ci risparmia le sofferenze, ma si apre a un grande orizzonte di bene e si incammina verso il suo compimento.

- Papa Francesco -



La cosa peggiore che pu� capitare � soffrire nell�abbandono, senza essere ricordati. Da questo ci salva la preghiera. Perch� pu� succedere, e anche spesso, di non capire i disegni di Dio. Ma le nostre grida non ristagnano quaggi�: salgono fino a Lui che ha cuore di Padre, e che piange Lui stesso per ogni figlio e figlia che soffre e che muore.

- Papa Francesco -



L�esistenza dell�uomo � un soffio, la sua vicenda � fugace, ma l�orante sa di essere prezioso agli occhi di Dio, per cui ha senso gridare. E questo � importante. Quando noi preghiamo, lo facciamo perch� sappiamo di essere preziosi agli occhi di Dio.

- Papa Francesco -



Tutti i dolori degli uomini per Dio sono sacri. Cos� prega l�orante del salmo 56: �I passi del mio vagare tu li hai contati, nel tuo otre raccogli le mie lacrime: non sono forse scritte nel tuo libro?� (v. 9). Davanti a Dio non siamo degli sconosciuti, o dei numeri. Siamo volti e cuori, conosciuti ad uno ad uno, per nome.

- Papa Francesco -