Citazione spirituale

Udienza Generale

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

C�� una contestazione radicale alla preghiera, che deriva da una osservazione che tutti facciamo: noi preghiamo, domandiamo, eppure a volte le nostre preghiere sembrano rimanere inascoltate: ci� che abbiamo chiesto � per noi o per gli altri � non si � realizzato. Noi abbiamo questa esperienza, tante volte. Se poi il motivo per cui abbiamo pregato era nobile (come pu� essere l�intercessione per la salute di un malato, o perch� cessi una guerra), il non esaudimento ci appare scandaloso. Per esempio, per le guerre: noi stiamo pregando perch� finiscano le guerre, queste guerre in tante parti del mondo, pensiamo allo Yemen, pensiamo alla Siria, Paesi che sono in guerra da anni, da anni! Paesi martoriati dalle guerre, noi preghiamo e non finiscono. Ma come mai pu� essere questo? �Alcuni smettono perfino di pregare perch�, pensano, la loro supplica non � esaudita� (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2734). Ma se Dio � Padre, perch� non ci ascolta? Lui che ha assicurato di dare cose buone ai figli che gliele chiedono (cfr Mt 7,10), perch� non risponde alle nostre richieste? Tutti noi abbiamo esperienza di questo: abbiamo pregato, pregato, per la malattia di questo amico, di questo pap�, di questa mamma e poi se ne sono andati, Dio non ci ha esauditi. � un�esperienza di tutti noi.

Il Catechismo ci offre una buona sintesi sulla questione. Ci mette in guardia dal rischio di non vivere un�autentica esperienza di fede, ma di trasformare la relazione con Dio in qualcosa di magico. La preghiera non � una bacchetta magica: � un dialogo con il Signore. In effetti, quando preghiamo possiamo cadere nel rischio di non essere noi a servire Dio, ma di pretendere che sia Lui a servire noi (cfr n. 2735). Ecco allora una preghiera che sempre reclama, che vuole indirizzare gli avvenimenti secondo il nostro disegno, che non ammette altri progetti se non i nostri desideri. Ges� invece ha avuto una grande sapienza mettendoci sulle labbra il �Padre nostro�. � una preghiera di sole domande, come sappiamo, ma le prime che pronunciamo sono tutte dalla parte di Dio. Chiedono che si realizzi non il nostro progetto, ma la sua volont� nei confronti del mondo. Meglio lasciar fare a Lui: �Sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volont� (Mt 6,9-10).

E l�apostolo Paolo ci ricorda che noi non sappiamo nemmeno cosa sia conveniente domandare (cfr Rm 8,26). Noi domandiamo per le nostre necessit�, i nostri bisogni, le cose che noi vogliamo, �ma questo � pi� conveniente o no?�. Paolo ci dice: noi neppure sappiamo cosa � conveniente chiedere. Quando preghiamo dobbiamo essere umili: questo � il primo atteggiamento per andare a pregare. Cos� come c�� l�abitudine in tanti posti che per andare a pregare in chiesa, le donne si mettono il velo o si prende l�acqua benedetta per iniziare a pregare, cos� dobbiamo dirci, prima della preghiera, ci� che sia pi� conveniente, che Dio mi dia quello che conviene di pi�: Lui sa. Quando preghiamo dobbiamo essere umili, perch� le nostre parole siano effettivamente delle preghiere e non un vaniloquio che Dio respinge. Si pu� anche pregare per motivi sbagliati: ad esempio, per sconfiggere il nemico in guerra, senza domandarsi che cosa pensa Dio di quella guerra. � facile scrivere su uno stendardo �Dio � con noi�; molti sono ansiosi di assicurare che Dio sia con loro, ma pochi si preoccupano di verificare se loro sono effettivamente con Dio. Nella preghiera, � Dio che deve convertire noi, non siamo noi che dobbiamo convertire Dio. � l�umilt�. Io vado a pregare ma Tu, Signore, converti il mio cuore perch� chieda quello che � conveniente, chieda quello che sar� meglio per la mia salute spirituale.

Tuttavia, rimane lo scandalo: quando gli uomini pregano con cuore sincero, quando domandano beni che corrispondono al Regno di Dio, quando una mamma prega per il figlio malato, perch� a volte sembra che Dio non ascolti? Per rispondere a questa domanda, bisogna meditare con calma i Vangeli. I racconti della vita di Ges� sono pieni di preghiere: tante persone ferite nel corpo e nello spirito gli chiedono di essere guarite; c�� chi lo prega per un amico che non cammina pi�; ci sono padri e madri che gli portano figli e figlie malati... Sono tutte preghiere impregnate di sofferenza. � un immenso coro che invoca: �Abbi piet� di noi!�.

Vediamo che a volte la risposta di Ges� � immediata, invece in qualche altro caso essa � differita nel tempo: sembra che Dio non risponda. Pensiamo alla donna cananea che supplica Ges� per la figlia: questa donna deve insistere a lungo per essere esaudita (cfr Mt 15,21-28). Ha anche l�umilt� di sentire una parola di Ges� che sembra un po� offensiva non dobbiamo buttare il pane ai cani, ai cagnolini. Ma a questa donna non importa l�umiliazione: importa la salute della figlia. E va avanti: �S�, anche i cagnolini mangiano quello che cade dalla mensa�, e questo piacque a Ges�. Il coraggio nella preghiera. Oppure pensiamo al paralitico portato dai suoi quattro amici: inizialmente Ges� perdona i suoi peccati e solo in un secondo tempo lo guarisce nel corpo (cfr Mc 2,1-12). Dunque, in qualche occasione la soluzione del dramma non � immediata. Anche nella nostra vita, ognuno di noi ha questa esperienza. Abbiamo un po� di memoria: quante volte abbiamo chiesto una grazia, un miracolo, diciamolo cos�, e non � accaduto nulla. Poi, con il tempo, le cose si sono sistemate ma secondo il modo di Dio, il modo divino, non secondo quello che noi volevamo in quel momento. Il tempo di Dio non � il nostro tempo.

Da questo punto di vista, merita attenzione soprattutto la guarigione della figlia di Giairo (cfr Mc 5,21-33). C�� un padre che corre trafelato: sua figlia sta male e per questo motivo chiede l�aiuto di Ges�. Il Maestro accetta subito, ma mentre vanno verso casa succede un�altra guarigione, e poi giunge la notizia che la bambina � morta. Sembra la fine, invece Ges� dice al padre: �Non temere, soltanto abbi fede!� (Mc 5,36). �Continua ad avere fede�: perch� � la fede che sostiene la preghiera. E infatti, Ges� risveglier� quella bambina dal sonno della morte. Ma per un certo tempo, Giairo ha dovuto camminare nel buio, con la sola fiammella della fede. Signore, dammi la fede! Che la mia fede cresca! Chiedere questa grazia, di avere fede. Ges�, nel Vangelo, dice che la fede sposta le montagne. Ma, avere la fede sul serio. Ges�, davanti alla fede dei suoi poveri, dei suoi uomini, cade vinto, sente una tenerezza speciale, davanti a quella fede. E ascolta.

Anche la preghiera che Ges� rivolge al Padre nel Getsemani sembra rimanere inascoltata: �Padre, se possibile, allontana da me questo che mi aspetta�. Sembra che il Padre non lo ha ascoltato. Il Figlio dovr� bere fino in fondo il calice della passione. Ma il Sabato Santo non � il capitolo finale, perch� il terzo giorno, cio� la domenica, c�� la risurrezione. Il male � signore del penultimo giorno: ricordate bene questo. Il male mai � un signore dell�ultimo giorno, no: del penultimo, il momento dove � pi� buia la notte, proprio prima dell�aurora. L�, nel penultimo giorno c�� la tentazione dove il male ci fa capire che ha vinto: �Hai visto?, ho vinto io!�. Il male � signore del penultimo giorno: l�ultimo giorno c�� la risurrezione. Ma il male mai � signore dell�ultimo giorno: Dio � il Signore dell�ultimo giorno. Perch� quello appartiene solo a Dio, ed � il giorno in cui si compiranno tutti gli aneliti umani di salvezza. Impariamo questa pazienza umile di aspettare la grazia del Signore, aspettare l�ultimo giorno. Tante volte, il penultimo giorno � molto brutto, perch� le sofferenze umane sono brutte. Ma il Signore c�� e all�ultimo giorno Lui risolve tutto.

Catechesi del Santo Padre in occasione dell'Udienza Generale - 26/05/2021


Tutte le frasi tratte da "Udienza Generale"


Il male mai � signore dell�ultimo giorno: Dio � il Signore dell'ultimo giorno. Perch� quello appartiene solo a Dio, ed � il giorno in cui si compiranno tutti gli aneliti umani di salvezza. Impariamo questa pazienza umile di aspettare la grazia del Signore, aspettare l'ultimo giorno.

- Papa Francesco -



Ges� ha avuto una grande sapienza mettendoci sulle labbra il "Padre nostro". � una preghiera di sole domande, come sappiamo, ma le prime che pronunciamo sono tutte dalla parte di Dio. Chiedono che si realizzi non il nostro progetto, ma la sua volont� nei confronti del mondo. Meglio lasciar fare a Lui: �Sia santificato il tuo nome, venga il tuo Regno, sia fatta la tua volont� (Mt 6,9-10).

- Papa Francesco -



Nella preghiera, � Dio che deve convertire noi, non siamo noi che dobbiamo convertire Dio. � l�umilt�. Io vado a pregare ma Tu, Signore, converti il mio cuore perch� chieda quello che � conveniente, chieda quello che sar� meglio per la mia salute spirituale.

- Papa Francesco -