Citazione spirituale

Veglia di Pentecoste con i movimenti laicali

Buonasera a tutti!

Sono contento di incontrarvi e che tutti noi ci incontriamo in questa piazza per pregare, per essere uniti e per aspettare il dono dello Spirito. Io conoscevo le vostre domande e ci ho pensato � questo, quindi, non � senza conoscenza! Primo, la verit�! Le ho qui, scritte.

La prima - �come lei ha potuto raggiungere nella sua vita la certezza sulla fede; e quale strada ci indica perch� ciascuno di noi possa vincere la fragilit� della fede?� - � una domanda storica, perch� riguarda la mia storia, la storia della mia vita!

Io ho avuto la grazia di crescere in una famiglia in cui la fede si viveva in modo semplice e concreto; ma � stata soprattutto mia nonna, la mamma di mio padre, che ha segnato il mio cammino di fede. Era una donna che ci spiegava, ci parlava di Ges�, ci insegnava il Catechismo. Ricordo sempre che il Venerd� Santo ci portava, la sera, alla processione delle candele, e alla fine di questa processione arrivava il �Cristo giacente�, e la nonna ci faceva � a noi bambini � inginocchiare e ci diceva: �Guardate, � morto, ma domani risuscita�. Ho ricevuto il primo annuncio cristiano proprio da questa donna, da mia nonna! E� bellissimo, questo! Il primo annuncio in casa, con la famiglia! E questo mi fa pensare all�amore di tante mamme e di tante nonne nella trasmissione della fede. Sono loro che trasmettono la fede. Questo avveniva anche nei primi tempi, perch� san Paolo diceva a Timoteo: �Io ricordo la fede della tua mamma e della tua nonna� (cfr 2Tm 1,5). Tutte le mamme che sono qui, tutte le nonne, pensate a questo! Trasmettere la fede. Perch� Dio ci mette accanto delle persone che aiutano il nostro cammino di fede. Noi non troviamo la fede nell�astratto; no! E� sempre una persona che predica, che ci dice chi � Ges�, che ci trasmette la fede, ci d� il primo annuncio. E cos� � stata la prima esperienza di fede che ho avuto.

Ma c�� un giorno per me molto importante: il 21 settembre del �53. Avevo quasi 17 anni. Era il �Giorno dello studente�, per noi il giorno della Primavera � da voi � il giorno dell�Autunno. Prima di andare alla festa, sono passato nella parrocchia dove andavo, ho trovato un prete, che non conoscevo,e ho sentito la necessit� di confessarmi. Questa � stata per me un�esperienza di incontro: ho trovato che qualcuno mi aspettava. Ma non so cosa sia successo, non ricordo, non so proprio perch� fosse quel prete l�, che non conoscevo, perch� avessi sentito questa voglia di confessarmi, ma la verit� � che qualcuno m�aspettava. Mi stava aspettando da tempo. Dopo la Confessione ho sentito che qualcosa era cambiato. Io non ero lo stesso. Avevo sentito proprio come una voce, una chiamata: ero convinto che dovessi diventare sacerdote. Questa esperienza nella fede � importante. Noi diciamo che dobbiamo cercare Dio, andare da Lui a chiedere perdono, ma quando noi andiamo, Lui ci aspetta, Lui � prima! Noi, in spagnolo, abbiamo una parola che spiega bene questo: �Il Signore sempre ci primerea�, � primo, ci sta aspettando! E questa � proprio una grazia grande: trovare uno che ti sta aspettando. Tu vai peccatore, ma Lui ti sta aspettando per perdonarti. Questa � l�esperienza che i Profeti di Israele descrivevano dicendo che il Signore � come il fiore di mandorlo, il primo fiore della Primavera (cfr Ger 1,11-12). Prima che vengano gli altri fiori, c�� lui: lui che aspetta. Il Signore ci aspetta. E quando noi Lo cerchiamo, troviamo questa realt�: che � Lui ad aspettarci per accoglierci, per darci il suo amore. E questo ti porta nel cuore uno stupore tale che non lo credi, e cos� va crescendo la fede! Con l�incontro con una persona, con l�incontro con il Signore. Qualcuno dir�: �No, io preferisco studiare la fede nei libri!�. E� importante studiarla, ma, guarda, questo solo non basta! L�importante � l�incontro con Ges�, l�incontro con Lui, e questo ti d� la fede, perch� � proprio Lui che te la d�! Anche voi parlavate della fragilit� della fede, come si fa per vincerla. Il nemico pi� grande che ha la fragilit� - � curioso, eh? - � la paura. Ma non abbiate paura! Siamo fragili, e lo sappiamo. Ma Lui � pi� forte! Se tu vai con Lui, non c�� problema! Un bambino � fragilissimo - ne ho visti tanti, oggi -, ma era con il pap�, con la mamma: � al sicuro! Con il Signore siamo sicuri. La fede cresce con il Signore, proprio dalla mano del Signore; questo ci fa crescere e ci rende forti. Ma se noi pensiamo di poterci arrangiare da soli� Pensiamo che cosa � successo a Pietro: �Signore, io mai ti rinnegher�!� (cfr Mt 26,33-35); e poi ha cantato il gallo e l�aveva rinnegato per tre volte! (cfr vv. 69-75). Pensiamo: quando noi abbiamo troppa fiducia in noi stessi, siamo pi� fragili, pi� fragili. Sempre con il Signore! E dire con il Signore significa dire con l�Eucaristia, con la Bibbia, con la preghiera� ma anche in famiglia, anche con la mamma, anche con lei, perch� lei � quella che ci porta al Signore; � la madre, � quella che sa tutto. Quindi pregare anche la Madonna e chiederle che, come mamma, mi faccia forte. Questo � quello che io penso sulla fragilit�, almeno � la mia esperienza. Una cosa che mi rende forte tutti i giorni � pregare il Rosario alla Madonna. Io sento una forza tanto grande perch� vado da lei e mi sento forte.

Passiamo alla seconda domanda.

�Penso che tutti noi qui presenti sentiamo fortemente la sfida, la sfida della evangelizzazione, che � al cuore delle nostre esperienze. Per questo vorrei chiedere a Lei, Padre Santo, di aiutare me e tutti noi a capire come vivere questa sfida nel nostro tempo, qual � per lei la cosa pi� importante cui tutti noi movimenti, associazioni e comunit� dobbiamo guardare per attuare il compito cui siamo chiamati. Come possiamo comunicare in modo efficace la fede di oggi?�.

Dir� soltanto tre parole.

La prima: Ges�. Chi � la cosa pi� importante? Ges�. Se noi andiamo avanti con l�organizzazione, con altre cose, con belle cose, ma senza Ges�, non andiamo avanti, la cosa non va. Ges� � pi� importante. Adesso, vorrei fare un piccolo rimprovero, ma fraternamente, tra noi. Tutti voi avete gridato nella piazza �Francesco, Francesco, Papa Francesco�. Ma, Ges� dov�era? Io avrei voluto che voi gridaste: �Ges�, Ges� � il Signore, ed � proprio in mezzo a noi!�. Da qui in avanti, niente �Francesco�, ma �Ges��!

La seconda parola �: la preghiera. Guardare il volto di Dio, ma soprattutto � e questo � collegato con quello che ho detto prima � sentirsi guardati. Il Signore ci guarda: ci guarda prima. La mia esperienza � ci� che sperimento davanti al sagrario [Tabernacolo] quando vado a pregare, la sera, davanti al Signore. Alcune volte mi addormento un pochettino; questo � vero, perch� un po� la stanchezza della giornata ti fa addormentare. Ma Lui mi capisce. E sento tanto conforto quando penso che Lui mi guarda. Noi pensiamo che dobbiamo pregare, parlare, parlare, parlare� No! L�sciati guardare dal Signore. Quando Lui ci guarda, ci d� forza e ci aiuta a testimoniarlo - perch� la domanda era sulla testimonianza della fede, no? Primo �Ges��, poi �preghiera� - sentiamo che Dio ci sta tenendo per mano. Sottolineo allora l�importanza di questo: lasciarsi guidare da Lui. Questo � pi� importante di qualsiasi calcolo. Siamo veri evangelizzatori lasciandoci guidare da Lui. Pensiamo a Pietro; forse stava facendo la siesta, dopo pranzo, e ha avuto una visione, la visione della tovaglia con tutti gli animali, e ha sentito che Ges� gli diceva qualcosa, ma lui non capiva. In quel momento, sono venuti alcuni non-ebrei a chiamarlo per andare in una casa, e ha visto come lo Spirito Santo era laggi�. Pietro si � lasciato guidare da Ges� per giungere a quella prima evangelizzazione ai gentili, che non erano ebrei: una cosa inimmaginabile in quel tempo (cfr At 10,9-33). E cos�, tutta la storia, tutta la storia! Lasciarsi guidare da Ges�. E� proprio il leader; il nostro leader � Ges�.

E terza: la testimonianza. Ges�, preghiera � la preghiera, quel lasciarsi guidare da Lui � e poi testimonianza. Ma vorrei aggiungere qualcosa. Questo lasciarsi guidare da Ges� ti porta alle sorprese di Ges�. Si pu� pensare che l�evangelizzazione dobbiamo programmarla a tavolino, pensando alle strategie, facendo dei piani. Ma questi sono strumenti, piccoli strumenti. L�importante � Ges� e lasciarsi guidare da Lui. Poi possiamo fare le strategie, ma questo � secondario.

Infine, la testimonianza: la comunicazione della fede si pu� fare soltanto con la testimonianza, e questo � l�amore. Non con le nostre idee, ma con il Vangelo vissuto nella propria esistenza e che lo Spirito Santo fa vivere dentro di noi. E� come una sinergia fra noi e lo Spirito Santo, e questo conduce alla testimonianza. La Chiesa la portano avanti i Santi, che sono proprio coloro che danno questa testimonianza. Come ha detto Giovanni Paolo II e anche Benedetto XVI, il mondo di oggi ha tanto bisogno di testimoni. Non tanto di maestri, ma di testimoni. Non parlare tanto, ma parlare con tutta la vita: la coerenza di vita, proprio la coerenza di vita! Una coerenza di vita che � vivere il cristianesimo come un incontro con Ges� che mi porta agli altri e non come un fatto sociale. Socialmente siamo cos�, siamo cristiani, chiusi in noi. No, questo no! La testimonianza!

La terza domanda: �Vorrei chiederle, Padre Santo, come io e tutti noi possiamo vivere una Chiesa povera e per i poveri. In che modo l�uomo sofferente � una domanda per la nostra fede? Noi tutti, come movimenti, associazioni laicali, quale contributo concreto ed efficace possiamo dare alla Chiesa e alla societ� per affrontare questa grave crisi che tocca l�etica pubblica� � questo � importante! � �il modello di sviluppo, la politica, insomma un nuovo modo di essere uomini e donne?�.

Riprendo dalla testimonianza. Prima di tutto, vivere il Vangelo � il principale contributo che possiamo dare. La Chiesa non � un movimento politico, n� una struttura ben organizzata: non � questo. Noi non siamo una ONG, e quando la Chiesa diventa una ONG perde il sale, non ha sapore, � soltanto una vuota organizzazione. E in questo siate furbi, perch� il diavolo ci inganna, perch� c�� il pericolo dell�efficientismo. Una cosa � predicare Ges�, un�altra cosa � l�efficacia, essere efficienti. No, quello � un altro valore. Il valore della Chiesa, fondamentalmente, � vivere il Vangelo e dare testimonianza della nostra fede. La Chiesa � sale della terra, � luce del mondo, � chiamata a rendere presente nella societ� il lievito del Regno di Dio e lo fa prima di tutto con la sua testimonianza, la testimonianza dell�amore fraterno, della solidariet�, della condivisione. Quando si sentono alcuni dire che la solidariet� non � un valore, ma � un �atteggiamento primario� che deve sparire� questo non va! Si sta pensando ad un�efficacia soltanto mondana. I momenti di crisi, come quelli che stiamo vivendo � ma tu hai detto prima che �siamo in un mondo di menzogne� �, questo momento di crisi, stiamo attenti, non consiste in una crisi soltanto economica; non � una crisi culturale. E� una crisi dell�uomo: ci� che � in crisi � l�uomo! E ci� che pu� essere distrutto � l�uomo! Ma l�uomo � immagine di Dio! Per questo � una crisi profonda! In questo momento di crisi non possiamo preoccuparci soltanto di noi stessi, chiuderci nella solitudine, nello scoraggiamento, nel senso di impotenza di fronte ai problemi. Non chiudersi, per favore! Questo � un pericolo: ci chiudiamo nella parrocchia, con gli amici, nel movimento, con coloro con i quali pensiamo le stesse cose� ma sapete che cosa succede? Quando la Chiesa diventa chiusa, si ammala, si ammala. Pensate ad una stanza chiusa per un anno; quando tu vai, c�� odore di umidit�, ci sono tante cose che non vanno. Una Chiesa chiusa � la stessa cosa: � una Chiesa ammalata. La Chiesa deve uscire da se stessa. Dove? Verso le periferie esistenziali, qualsiasi esse siano, ma uscire. Ges� ci dice: �Andate per tutto il mondo! Andate! Predicate! Date testimonianza del Vangelo!� (cfr Mc 16,15). Ma che cosa succede se uno esce da se stesso? Pu� succedere quello che pu� capitare a tutti quelli che escono di casa e vanno per la strada: un incidente. Ma io vi dico: preferisco mille volte una Chiesa incidentata, incorsa in un incidente, che una Chiesa ammalata per chiusura! Uscite fuori, uscite! Pensate anche a quello che dice l�Apocalisse. Dice una cosa bella: che Ges� � alla porta e chiama, chiama per entrare nel nostro cuore (cfr Ap 3,20). Questo � il senso dell�Apocalisse. Ma fatevi questa domanda: quante volte Ges� � dentro e bussa alla porta per uscire, per uscire fuori, e noi non lo lasciamo uscire, per le nostre sicurezze, perch� tante volte siamo chiusi in strutture caduche, che servono soltanto per farci schiavi, e non liberi figli di Dio? In questa �uscita� � importante andare all�incontro; questa parola per me � molto importante: l�incontro con gli altri. Perch�? Perch� la fede � un incontro con Ges�, e noi dobbiamo fare la stessa cosa che fa Ges�: incontrare gli altri. Noi viviamo una cultura dello scontro, una cultura della frammentazione, una cultura in cui quello che non mi serve lo getto via, la cultura dello scarto. Ma su questo punto, vi invito a pensare � ed � parte della crisi � agli anziani, che sono la saggezza di un popolo, ai bambini� la cultura dello scarto! Ma noi dobbiamo andare all�incontro e dobbiamo creare con la nostra fede una �cultura dell�incontro�, una cultura dell�amicizia, una cultura dove troviamo fratelli, dove possiamo parlare anche con quelli che non la pensano come noi, anche con quelli che hanno un�altra fede, che non hanno la stessa fede. Tutti hanno qualcosa in comune con noi: sono immagini di Dio, sono figli di Dio. Andare all�incontro con tutti, senza negoziare la nostra appartenenza. E un altro punto � importante: con i poveri. Se usciamo da noi stessi, troviamo la povert�. Oggi � questo fa male al cuore dirlo � oggi, trovare un barbone morto di freddo non � notizia. Oggi � notizia, forse, uno scandalo. Uno scandalo: ah, quello � notizia! Oggi, pensare che tanti bambini non hanno da mangiare non � notizia. Questo � grave, questo � grave! Noi non possiamo restare tranquilli! Mah� le cose sono cos�. Noi non possiamo diventare cristiani inamidati, quei cristiani troppo educati, che parlano di cose teologiche mentre prendono il t�, tranquilli. No! Noi dobbiamo diventare cristiani coraggiosi e andare a cercare quelli che sono proprio la carne di Cristo, quelli che sono la carne di Cristo! Quando io vado a confessare - ancora non posso, perch� per uscire a confessare� di qui non si pu� uscire, ma questo � un altro problema - quando io andavo a confessare nella diocesi precedente, venivano alcuni e sempre facevo questa domanda: �Ma, lei d� l�elemosina?� � �S�, padre!�. �Ah, bene, bene�. E gliene facevo due in pi�: �Mi dica, quando lei d� l�elemosina, guarda negli occhi quello o quella a cui d� l�elemosina?� � �Ah, non so, non me ne sono accorto�. Seconda domanda: �E quando lei d� l�elemosina, tocca la mano di quello al quale d� l�elemosina, o gli getta la moneta?�. Questo � il problema: la carne di Cristo, toccare la carne di Cristo, prendere su di noi questo dolore per i poveri. La povert�, per noi cristiani, non � una categoria sociologica o filosofica o culturale: no, � una categoria teologale. Direi, forse la prima categoria, perch� quel Dio, il Figlio di Dio, si � abbassato, si � fatto povero per camminare con noi sulla strada. E questa � la nostra povert�: la povert� della carne di Cristo, la povert� che ci ha portato il Figlio di Dio con la sua Incarnazione. Una Chiesa povera per i poveri incomincia con l�andare verso la carne di Cristo. Se noi andiamo verso la carne di Cristo, incominciamo a capire qualcosa, a capire che cosa sia questa povert�, la povert� del Signore. E questo non � facile. Ma c�� un problema che non fa bene ai cristiani: lo spirito del mondo, lo spirito mondano, la mondanit� spirituale. Questo ci porta ad una sufficienza, a vivere lo spirito del mondo e non quello di Ges�. La domanda che facevate voi: come si deve vivere per affrontare questa crisi che tocca l�etica pubblica, il modello di sviluppo, la politica. Siccome questa � una crisi dell�uomo, una crisi che distrugge l�uomo, � una crisi che spoglia l�uomo dell�etica. Nella vita pubblica, nella politica, se non c�� l�etica, un�etica di riferimento, tutto � possibile e tutto si pu� fare. E noi vediamo, quando leggiamo i giornali, come la mancanza di etica nella vita pubblica faccia tanto male all�umanit� intera.

Vorrei raccontarvi una storia. L�ho fatto gi� due volte questa settimana, ma lo far� una terza volta con voi. E� la storia che racconta un midrash biblico di un Rabbino del secolo XII. Lui narra la storia della costruzione della Torre di Babele e dice che, per costruire la Torre di Babele, era necessario fare i mattoni. Che cosa significa questo? Andare, impastare il fango, portare la paglia, fare tutto� poi, al forno. E quando il mattone era fatto doveva essere portato su, per la costruzione della Torre di Babele. Un mattone era un tesoro, per tutto il lavoro che ci voleva per farlo. Quando cadeva un mattone, era una tragedia nazionale e l�operaio colpevole era punito; era tanto prezioso un mattone che se cadeva era un dramma. Ma se cadeva un operaio, non succedeva niente, era un�altra cosa. Questo succede oggi: se gli investimenti nelle banche calano un po�� tragedia� come si fa? Ma se muoiono di fame le persone, se non hanno da mangiare, se non hanno salute, non fa niente! Questa � la nostra crisi di oggi! E la testimonianza di una Chiesa povera per i poveri va contro questa mentalit�.

La quarta domanda: �Davanti a queste situazioni, mi pare che il mio confessare, la mia testimonianza sia timida e impacciata. Vorrei fare di pi�, ma cosa? E come aiutare questi nostri fratelli, come alleviare la loro sofferenza non potendo fare nulla o ben poco per cambiare il loro contesto politico-sociale?�.

Per annunciare il Vangelo sono necessarie due virt�: il coraggio e la pazienza. Loro [i cristiani che soffrono] sono nella Chiesa della pazienza. Loro soffrono e ci sono pi� martiri oggi che nei primi secoli della Chiesa; pi� martiri! Fratelli e sorelle nostri. Soffrono! Loro portano la fede fino al martirio. Ma il martirio non � mai una sconfitta; il martirio � il grado pi� alto della testimonianza che noi dobbiamo dare. Noi siamo in cammino verso il martirio, dei piccoli mart�ri: rinunciare a questo, fare questo� ma siamo in cammino. E loro, poveretti, danno la vita, ma la danno � come abbiamo sentito la situazione nel Pakistan � per amore a Ges�, testimoniando Ges�. Un cristiano deve sempre avere questo atteggiamento di mitezza, di umilt�, proprio l�atteggiamento che hanno loro, confidando in Ges�, affidandosi a Ges�. Bisogna precisare che tante volte questi conflitti non hanno un�origine religiosa; spesso ci sono altre cause, di tipo sociale e politico, e purtroppo le appartenenze religiose vengono utilizzate come benzina sul fuoco. Un cristiano deve saper sempre rispondere al male con il bene, anche se spesso � difficile. Noi cerchiamo di far sentire loro, a questi fratelli e sorelle, che siamo profondamente uniti � profondamente uniti! � alla loro situazione, che noi sappiamo che sono cristiani �entrati nella pazienza�. Quando Ges� va incontro alla Passione, entra nella pazienza. Loro sono entrati nella pazienza: farlo sapere a loro, ma anche farlo sapere al Signore. Vi pongo la domanda: pregate per questi fratelli e queste sorelle? Voi pregate per loro? Nella preghiera di tutti i giorni? Io non chieder� ora che alzi la mano colui che prega: no. Non lo chieder�, adesso. Ma pensatelo bene. Nella preghiera di tutti i giorni diciamo a Ges�: �Signore, guarda questo fratello, guarda a questa sorella che soffre tanto, che soffre tanto!�. Loro fanno l�esperienza del limite, proprio del limite tra la vita e la morte. E anche per noi: questa esperienza deve portarci a promuovere la libert� religiosa per tutti, per tutti! Ogni uomo e ogni donna devono essere liberi nella propria confessione religiosa, qualsiasi essa sia. Perch�? Perch� quell�uomo e quella donna sono figli di Dio.

E cos�, credo di avere detto qualcosa sulle vostre domande; mi scuso se sono stato troppo lungo. Grazie tante! Grazie a voi, e non dimenticate: niente di una Chiesa chiusa, ma una Chiesa che va fuori, che va alle periferie dell�esistenza. Che il Signore ci guidi laggi�. Grazie.

Risposta alle domande poste dai fedeli in occasione della veglia di Pentecoste con i movimenti, le nuove comunit�, le associazioni e le aggregazioni laicali - 18/05/2013


Tutte le frasi tratte da "Veglia di Pentecoste con i movimenti laicali"


Un bambino � fragilissimo ma � con il pap�, con la mamma: � al sicuro! Con il Signore siamo sicuri.

- Papa Francesco -



Si pu� pensare che l�evangelizzazione dobbiamo programmarla a tavolino, pensando alle strategie, facendo dei piani. Ma questi sono strumenti, piccoli strumenti. L�importante � Ges� e lasciarsi guidare da Lui. Poi possiamo fare le strategie, ma questo � secondario.

- Papa Francesco -



Il mondo di oggi ha tanto bisogno di testimoni. Non tanto di maestri, ma di testimoni. Non parlare tanto, ma parlare con tutta la vita: la coerenza di vita, proprio la coerenza di vita! Una coerenza di vita che � vivere il cristianesimo come un incontro con Ges� che mi porta agli altri e non come un fatto sociale.

- Papa Francesco -



La Chiesa non � un movimento politico, n� una struttura ben organizzata: non � questo. Noi non siamo una ONG, e quando la Chiesa diventa una ONG perde il sale, non ha sapore, � soltanto una vuota organizzazione.

- Papa Francesco -



Quando la Chiesa diventa chiusa, si ammala, si ammala. Pensate ad una stanza chiusa per un anno; quando tu vai, c�� odore di umidit�, ci sono tante cose che non vanno. Una Chiesa chiusa � la stessa cosa: � una Chiesa ammalata.

- Papa Francesco -



Preferisco mille volte una Chiesa incidentata, incorsa in un incidente, che una Chiesa ammalata per chiusura!

- Papa Francesco -



Noi dobbiamo andare all�incontro e dobbiamo creare con la nostra fede una �cultura dell�incontro�, una cultura dell�amicizia, una cultura dove troviamo fratelli, dove possiamo parlare anche con quelli che non la pensano come noi, anche con quelli che hanno un�altra fede, che non hanno la stessa fede. Tutti hanno qualcosa in comune con noi: sono immagini di Dio, sono figli di Dio.

- Papa Francesco -



Noi non possiamo diventare cristiani inamidati, quei cristiani troppo educati, che parlano di cose teologiche mentre prendono il t�, tranquilli.

- Papa Francesco -



La povert�, per noi cristiani, non � una categoria sociologica o filosofica o culturale: no, � una categoria teologale. Direi, forse la prima categoria, perch� quel Dio, il Figlio di Dio, si � abbassato, si � fatto povero per camminare con noi sulla strada.

- Papa Francesco -



Loro [coloro che soffrono] fanno l�esperienza del limite, proprio del limite tra la vita e la morte. E anche per noi: questa esperienza deve portarci a promuovere la libert� religiosa per tutti, per tutti! Ogni uomo e ogni donna devono essere liberi nella propria confessione religiosa, qualsiasi essa sia. Perch�? Perch� quell�uomo e quella donna sono figli di Dio.

- Papa Francesco -



[...] Ho sentito la necessit� di confessarmi. Questa � stata per me un�esperienza di incontro: ho trovato che qualcuno mi aspettava. Ma non so cosa sia successo, non ricordo, non so proprio perch� fosse quel prete l�, che non conoscevo, perch� avessi sentito questa voglia di confessarmi, ma la verit� � che qualcuno m�aspettava. Mi stava aspettando da tempo.

- Papa Francesco -



Il Signore ci aspetta. E quando noi Lo cerchiamo, troviamo questa realt�: che � Lui ad aspettarci per accoglierci, per darci il suo amore. E questo ti porta nel cuore uno stupore tale che non lo credi, e cos� va crescendo la fede! Con l�incontro con una persona, con l�incontro con il Signore.

- Papa Francesco -